Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Il solco tra politica e cittadini
Francesco Martone*, 19 gennaio 2007, 19:13
Il Punto
La decisione del Presidente del Consiglio di non ostacolare la richiesta fatta dagli Stati Uniti di procedere con la costruzione della nuova base militare nell'area dell'aeroporto Dal Molin a Vicenza sta creando una forte spaccatura non solo nel centrosinistra, ma anche tra la politica istituzionale ed i cittadini. Ieri tra i rappresentanti dei comitati contro la base a Del Molin c'era chi mi confessava sconsolato: "Forse noi non contiamo poi così tanto, Vicenza ed il suo territorio forse sono considerate perse dal centrosinistra, essendo "bianche" e di destra...".
Questo sconforto rischia di allargarsi a tutti coloro che si sentono sempre meno rappresentati da un governo che ha posto il voto di Che si fiducia per il rifinanziamento della missione in Afghanistan, fino all'ultima finanziaria che prevede un volume spropositato di spesa per la costruzione di nuove armi, quali il micidiale cacciabombardiere a capacità nucleare Joint Strike Fighter.
Sbaglia chi prova a creare un collegamento "politico" tra Vicenza ed Afghanistan anche se è pur vero che le truppe americane di stanza alla base Ederle sono tra quelle più impegnate in quel teatro di
Guerra. E' altrettanto vero però che sulle questioni che riguardano la
difesa, l'apparato industrial-militare, le armi, sembra esserci quasi una sorta di extraterritorialità della politica, mentre il rispetto di patti
internazionali viene addotto come giustificazione per una scelta sbagliata nel metodo e nel merito. Si giustifica l'aumento delle spese militari, il permanere di ampie servitù (basti pensare al caso Sardegna) e la produzione di sistemi d'arma micidiali con il pretesto di creare posti di lavoro, quando è evidente che si possono percorrere anche altre strade, quelle della riconversione e transarmo. I comitati di Vicenza tra l'altro hanno elaborato un programma di uso alternativo del Dal Molin, con l'obiettivo di creare strutture che beneficino le popolazioni locali. Ed invece rischiano di trovarsi un arsenale a qualche centinaia di metri da una basilica del Palladio inserita dall'UNESCO nel suo registro dei siti patrimonio dell'Umanità.
L'ambasciatore Sergio Romano, certamente non un antiamericano, ha motivato la sua posizione contro l'allargamento della base USA di Vicenza con un argomento a mio parere molto pregnante. La questione è se il governo approva o meno di cedere parte delle propria sovranità in sostegno alla nuova strategia del Pentagono, quella che ne prevede il rafforzamento come "trampolino" per la nuova dottrina Rumsfeld di guerra "dinamica" ed ipertecnologica che alcuni definiscono globale e permanente. E' un po' simile in questo al caso di Aviano, base USA nella quale sono stoccate decine di testate atomiche. Accettandone la presenza sul territorio nazionale il governo accetta la possibilità che esse vengano usate in un conflitto. Addirittura, nel il caso di quelle presenti a Ghedi, che gli stessi caccia italiani possano sganciarle. Tutto ciò in barba allo stesso programma dell'Unione che prevede il disarmo e la non proliferazione nucleare.
E poi ci vengono a dire che si tratta di un problema urbanistico...
*senatore indipendente Prc
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#2 · silvia del guercio
20 gennaio 2007, 12:31 Mi chiedo cosa aspettano i parlamentari perbene dell’Unione a marcare il proprio dissenzo da questo Governo berlusconiano.#3 · boris longojev
20 gennaio 2007, 12:48 Quando si usano diversi linguaggi, uno per la cameriera, una per le amiche, uno per il salumaio, uno per il marito e uno per l’amante, ci sarà certamente e sempre una frattura tra la “base” e il “vertice”. Fin quando i governanti non unificano il loro linguaggio, lo stesso per i loro elettori, per i loro avversari, per i loro sostenitori in parlamento, per i loro colleghi di potere, per il presidente della repubblica, la scollatura tra base e vertice non potrà che permanere e aggravarsi. Se si sapesse usare un linguaggio univoco, comprensibile e chiaro per tutti, senza sottintesi, senza frasi politichese, dicendo all’avversario ciò che si pensa veramente e la strada che si vuole imbroccare – alla maniera di Gandhi – perfino i colleghi di governo si capirebbero di più...#4 · Gianbattista Rigoni
20 gennaio 2007, 13:15 Premetto che, vista da dentro (sono nato e risiedo nella provincia di Vicenza), la questione della base americana al “Dal Molin”, appare molto più complessa e articolata di quanto la maggior parte della stampa vuol far credere: non si tratta di “antiamericanismo ideologico”, “Sinistra Radicale”,ecc. ecc.! Qui si tratta di stabilire quanto valgono, in democrazia, i diritti dei normali cittadini: 1) non siamo stati informati quando Berlusconi e “soci” hanno promesso a Bush questo allargamento. 2) non se ne è parlato in Consiglio Comunale (il Sindaco Hullweck se ne è guardato bene!) che a cose fatte. 3) da un Governo che abbiamo votato perchè diverso dal precedente non era giusto pretendere un comportamento diverso? 4) Non avevamo il diritto di esprimere le nostre motivazioni contrarie al nuovo enorme insediamento americano nel nostro territorio prima che si decidesse sulle nostre teste? 5) Quale “bene comune” o “interesse nazionale fondamentale” di maggior importanza dei nostri diritti si persegue con la costruzione della nuova base? Come elettore dell’Unione mi sento tradito e amareggiato!Concludo affermando che, se questo è il prezzo per la costruzione del nuovo “partito Democratico”, io non intendo certo pagarlo e, con me, molti altri miei conterranei… In attesa di tempi e rappresentanti migliori.. Tita Stern#5 · boris longojev
20 gennaio 2007, 13:16 Caro Prodi, ti converrebbe dire ai tuoi concittadini italiani, che in questo caso agli USA, l’Italia non può dire oggi alcun “NO”. Noi non siamo l’Iran con una ricchezza immane nel sottosuolo e con un seme di bomba atomica in mano da poter sfidare il mostro che ama inventare aggressori nascosti ovunque, pur di attaccar guerra… Noi siamo un’Italia con il culo a terra, sia economicamente, sia militarmente, sia socio-politicamente, sia moralmente: nessuno più si riconosce in una patria, nell’unità di un popolo, un puntino nel globo terrestre “sanza nfamia e sanza lodo”. Quelle dotazioni d’arte che abbiamo, gli americani non le capiscono; vedi cosa non hanno fatto con Montecassino ieri l’altro, o con Bagdad, altro tempio d’arte in questi anni… Diventerremo dopo l’Afganistan o l’Irak il terzo nemico della …sicurezza americana! L’unica speranza potrebbe venire solo dal fatto che nel nostro sottosuolo non vi sono né petrolio, né diamanti. Cari Italiani, è gioco forza dire a Sua Maestà Imperiale Bush un sì di resa anticipata. Altri avrebbero perlato di amizia imperitura tra governo italiano e quello statunitense, tu lo devi dire malgrado la tua fede antiamericana… Altroché parlare di questione di piano edilizio… a Vicenza.#6 · Pino Ciampolillo
21 gennaio 2007, 22:17 Isola Pulita aderisce al Coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani L’adesione per dare forza alla battagli a isola delle femmine per una migliore qualità della vita e per un futuro di sviluppo nel rispetto della storia e della tradizione di Isola delle Femmine domenica 21 gennaio 2007, di pino ciampolillo – 2 letture ISOLA PULITA ADERISCE AL COORDINAMENTO COMITATI CITTADINI SICILIANI Egr. Signor Sindaco di Isola delle Femmine Sede Municipale 90040 Isola delle Femmine Al Segretario Comunale Comune di Isola delle Femmine Dr. Scafidi Manlio Sede Municipale 90040 Isola delle Femmine Al Signor Presidente del Consiglio Comunale Di Isola delle Femmine Sede Municipale 90040 Isola delle Femmine Al Sig Comandante Stazione Carabinieri Loro Sede 90040 Isola delle Femmine Oggetto: segnalazione all’ albo associazioni (prot. Comune 807) Con la presente si comunica che ai sensi e per gli effetti del D.Lgs 460/1997 si è costituita in Isola delle Femmine con sede in via Sciascia 13, l’Associazione avente la denominazione Comitato Cittadino Isola Pulita emanazione del Coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani. L’Associazione costituita esclusivamente per fini di solidarietà, ai sensi dell’art. 2 della legge 11/7/91 n 266 e della legge regionale 7/6/1994 n 22. Lo scopo principale dell’Associazione è costituito dall’impegno volontario e non retribuito, individuale e collettivo, svolto per la difesa dei beni comuni e la salvaguardia della salute dei cittadini. L’associazione che non avrà fini di lucro, si propone la costituzione di un centro di documentazione, di raccolta, di diffusione di notizie relative alle finalità dell’Associazione. L’Associazione di concerto con il Coordinamento dei Comitati Cittadini si mobiliterà a difesa della salute dei cittadini, costituendosi come interfaccia tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni (Regione, Province, Comuni e altri enti). Tale impegno si renderà concreto: 1) attraverso la preparazione di documenti tecnico scientifici, 2) l’utilizzo di mezzi di comunicazione radio-televisivi, mezzo stampa e telematici, 3) avvalendosi di consulenti esterni quali: tecnici, amministratori e legali. 4) con interventi di vario genere sul territorio per sensibilizzare e mobilitare il maggior numero di cittadini sulle problematiche prese in considerazione dall’Associazione. L’Associazione potrà altresì svolgere tutte le attività connesse al proprio scopo istituzionale, nonché tutte le attività accessorie, in quanto a esso integrate, purchè nei limiti consentiti dalla legge. L’informativa ai sensi di legge. Il Coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita Referente del Coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani Giuseppe Ciampolillo Isola delle Femmine 18.01.2007 Labels: COORDINAMENTO COMITATI CITTADINI SICILIANI ADESIONE DI ISOLA PULITA#7 · bellavita
22 gennaio 2007, 03:25 Il problema non è essere antiamericani o filoamericani,ma che le basi sono extraterritoriali per noi, e la politica estera che stanno facendo gli USA in questo momento sta mandando in rovina l’occidente e il mondo. Dirlo, come lo dicono i commentatori USA, non è antiamericanismo. Se, come spero, non esistono trattati segreti, si dovrebbe rispondere “si alle basi Nato, anche a Vicenza, anche, se è una follia, in mezzo all’autostrada, no alle basi solo americane.#8 · Pino Ciampolillo
23 gennaio 2007, 18:38 Il Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita una interrogazione al Senato per inquinamento Italcementi a isola delle Femmine SODANO, RUSSO SPENA – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Premesso che: come già denunciato nella XIV legislatura con l’interrogazione 4-17440, presentata alla Camera il 26 ottobre 2005 dall’on.le Russo Spena, nel territorio della provincia di Palermo, ed in particolare nel comune di Isola delle Femmine, è presente una cementeria della Italcementi Spa la cui attività estrattiva ha determinato e continua tutt’oggi a determinare il ripetersi di gravi fenomeni di inquinamento che provocano seri danni alla salute pubblica della popolazione residente; presso l’Isola delle Femmine, ai sensi della direttiva CEE, recepita in Italia dal decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell’8 settembre 1997, esistono delle aree di protezione ambientale (Codice sito Natura 2000 SICITA20023 Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana; Sic ITAA020047 Fondali di Isola delle Femmine; Sic ITAA020005 Capo Gallo; R.N.O. Isola delle Femmine). Si tratta di risorse naturali da proteggere e valorizzare, che invece vengono minacciate dall’attività inquinante e distruttiva della Italcementi. Per esempio, in Raffo Rosso, l’Arpa ha accertato la presenza di una cava per lo stoccaggio di pet-coke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) e, per la conformazione morfologica del terreno (presenza di condutture naturali), è facile supporre un inquinamento del terreno e delle falde acquifere. L’Arpa ha dichiarato e verbalizzato che alcune parti del terreno non sono state impermeabilizzate e presentano alcune pozze d’acqua; nel porto di Palermo il 13 gennaio 2006 un campione di pet-coke (prelevato dalla stiva della Amber K, carico destinato alla Italcementi) analizzato dal Dipartimento Arpa, ha evidenziato la presenza di idrocarburi policiclici aromatici e di metalli quali vanadio e nichel. Il dipartimento Arpa, dalle analisi condotte sui punti di emissione dello stabilimento, connessi all’uso del pet-coke, rileva la presenza degli inquinanti idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel; l’Arpa ha evidenziato che fin dal 1987 l’Italcementi utilizza il pet-coke, ma nei vari sopralluoghi effettuati dall’Arpa, l’Italcementi ha sempre utilizzato la parola “carbone”. Cosa ancora più grave è l’aver verificato che da parte della Italcementi non è stato mai comunicato, e quindi mai autorizzato, l’uso del pet-coke come combustibile. Da tenere presente che la Italcementi non ha mai effettuato analisi sulle concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), vanadio e nichel, emessi nell’atmosfera. Consistenti emissioni diffuse avvengono all’interno e all’esterno del capannone dove si effettua lo stoccaggio e la movimentazione del pet-coke (dove purtroppo vi è la presenza di operai adibiti alla movimentazione di gru). Oltretutto parte del capannone risulta aperto verso l’esterno con conseguente rischio di contaminazione; il pet-coke, secondo la definizione industriale, è un prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (petroleum coke o pet-coke). Nel processo di coking si realizza un craking termico spinto che dà origine, attraverso reazioni di piroscissione, a frazioni liquide e a coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri. In sostanza il pet-coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato lo scarto dello scarto dell’oro nero tanto da guadagnarsi il nome di “feccia del petrolio”. Per la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene) e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili. Le polveri sospese nell’aria provocano diverse malattie nell’uomo: allergie e malattie dell’apparato respiratorio in genere. Quelle più sottili (pm 2,5) si depositano nei polmoni e possono incistarsi o essere trasportate dal sangue provocando anche tumori. Le polveri di silice sono responsabili dell’asbestosi, una malattia mortale che colpisce i polmoni. Il nichel, presente nel pet-coke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) in quantità che oscillano da 0,1 milligrammi a 3.000 milligrammi per chilogrammo, provoca il cancro ai polmoni e si riscontra in livelli eccessivi nell’uomo in casi di infarto, ictus, cancro all’utero, tossicemia gravidica. I sintomi di intossicazione da nichel sono: emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori; in questi ultimi anni si sono verificati nel territorio di Isola delle Femmine diversi casi di mortalità a causa di tumori. Inoltre, sono aumentati a dismisura i casi di tiroiditi oltre a forme allergiche e malattie legate all’apparato respiratorio; con protocollo 3975 del 15 marzo 2006 il comune di Isola delle Femmine ha diffidato la Italcementi, ai sensi e per gli effetti degli articoli 8,9, 10 e 11 del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza per quanto concerne lo straripamento delle acque della vasca di raccolta, il materiale depositato sull’area non impermeabilizzata, ed ancora ad adottare urgenti interventi di bonifica e di ripristino ambientale; rilevato inoltre che il 12 aprile 2006, in seguito alla diffida del comune di Isola delle Femmine, la Italcementi ha formulato una proposta di Piano di caratterizzazione (consulente geologo dott. Giovanni Ventura Bordenca) ex decreto ministeriale 471/99 in relazione all’area di deposito di combustibile solido (coke di petrolio) in località “Raffo Rosso”, dal quale risulta quanto segue: – pag. 3 “(...) a partire dal 2001, presso la località Raffo Rosso si è effettuata l’attività di deposito del combustibile solido (pet-coke) e tale attività, descritta in seguito, è tuttora in essere.”; – pag. 14 “da un punto di vista idrogeologico si nota che la formazione originaria presenta una permeabilità variabile in funzione della fatturazione delle litologie carbonariche tanto che le acque meteoriche possono penetrare in profondità fino al contatto con il Fliysch Numidico sottostante. Lungo tale contatto il drenaggio avviene direttamente verso il mare oppure verso zone costiere particolarmente disturbate per faglie e piegamenti. (...)”; – pag. 9-10 “(...) Il sito in oggetto (Raffo Rosso) è sede di un deposito di pet-coke (combustibile solido) destinato all’utilizzo nel forno per la produzione di clinker della vicina cementerai di Isola delle Femmine.” e “Sono pertanto da tenere in considerazione, nel processo di formulazione del modello concettuale le probabilità di formazione: a) di un percolato contaminato da IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e/o metalli pesanti quali vanadio e nichel; b) di polveri sottili che possano contaminare i suoli vicini al deposito. Gli ambienti naturali particolarmente vulnerabili a possibili fonti di inquinanti possono essere identificati: a) nell’ambiente suolo; b) nell’ambiente sottosuolo ed in particolare le acque di falda se presenti.” – pag. 10 “Considerata l’unicità tipologica del materiale depositato nel sito, nonché l’assetto morfologico e litologico dei terreni d’imposta descritti in precedenza, si può ragionevolmente ipotizzare che i maggiori impatti potenziali siano imputabili ad eventuali infiltrazioni nel sottosuolo di percolato contaminato proveniente dal dilavamento del materiale del combustibile solido quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti (nichel, vanadio)”, alla luce del grave pericolo rappresentato dall’uso del pet-coke si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere al fine di evitare i danni alla salute, all’ambiente e allo sviluppo economico dell’intera area, causati dall’attività degli impianti della Italcementi; quali interventi di bonifica, messa in sicurezza e di ripristino ambientale si intendano adottare al fine di salvaguardare l’ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione, anche in riferimento a quanto indicato dal citato Piano di caratterizzazione elaborato della Italcementi. (4-00514) Comitato Cittadino Isola Pulita www.isolapulita.itform di registrazione al sommario
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#1 · Marcello Marani
20 gennaio 2007, 08:02 Se l’in prode Prodi, non capisce che non si tratta ne di “antiamericanismo”, che tra l’altro è una emerita “stronzata” o “porcata”, artificiosamente agitata dai Casinisti Del Libertinaggio, e fatta propria dai pennivendoli megafoni, del Caimano e dei suoi lacchè, e meno che mai di una semplice questione urbanistica, allora torni a scuola ad imparare, perchè come dice un sicuramente non “antiamericano” come S. Romano, si tratta di avallare o no la strategia Usa e non “americana”, dato che non c’entrano ne Argentini, ne Canadesi e neppure Messicani, Brasiliani, Centro Americani, ecc. ecc. ecc., (nota per tutti gli ignoranti, che non sapendo cosa dire usano le parole per dare aria ai denti), di “esportazione della democrazia sulle ali dei bombardieri e sulle canne dei cannoni. Quindi si tratterebbe di abrogare gli articoli sulla sovranità nazionale e sul ripudio della guerra, per fare del nostro Paese il trampolino delle mire espansioniste ed imperialiste statunitensi. E se poi gli “Stati canaglia”, o i loro cittadini, che si sentono sicuramente minacciati, facessero azioni di ritorsione anche preventive, e compissero atti di terrorismo, potremmo ancora considerarci fortunati, poichè sarebbero comunque atti limitati e circoscritti, mentre se avessero parità di forze, qualche bel bombardamento preventivo a Vicenza, ad Aviano alla Maddalena, a Camp David ed a tutte le zone in cui sono dislocate le truppe Sua, non ce lo leverebbe nessuno. E se è vero che tra persone d’onore, “pacta sunt servanda”, se si tratta di “pacta sceleris”, o di diktat, del Cow Boy padrone e del Caimano servo, che ha venduto la sovranità nazionale, in cambio dell’invito ai barbecue texani, sono allora “abroganda”. E prima si facesse e meglio sarebbe! maranimarcel@tiscali.it