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Pd, ecco la squadra di Bersani

Andrea Scarchilli,   24 novembre 2009, 15:38

Pd, ecco la squadra di Bersani     

Presentato in direzione il nuovo gruppo dirigente del Pd. Segreteria al cinquanta per cento al femminile, senza parlamentari. I dipartimenti diventano "forum" per aprirsi maggiormente alla società: c'è l'ex consigliere Rai alla "Riforma della tv" e il ritorno di Violante nel partito come responsabile dell'area "Riforma dello Stato". Il segretario fa proprie le proposte contenute nell'omonima bozza. Delineata la strategia anticrisi, schiarita sul  "No Berlusconi day": "Non c'è divieto a partecipare"  



Direzione mattutina del Partito democratica, quella che ha deciso l'assetto interno del partito giunto alla terza leadership, targata Pierluigi Bersani. La segreteria, il "governo" del partito, sarà coordinata da Maurizio Migliavacca. Ne fanno parte, tutti non parlamentari, Roberta Agostini, Stella Bianchi, Cecilia Carmassi, Stefano Fassina, l'ex sindaco di Todi Catiuscia Marini, Matteo Mauri, Marco Meloni, Matteo Orfini, Annamaria Parente, Francesca Puglisi, Nico Stumpo, l'ex presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia. Non c'è Pippo Civati della mozione Marino perché il gruppo del senatore chirurgo punta a incarichi nei dipartimenti - forum, che dovrebbero aumentare proprio per dare spazio alla squadra di Marino. In corsa ci sono lo stesso Civati, Anna Paola Concia e Sandro Gozi.

Ecco, in breve, le biografie dei sei uomini e delle sei donne che compongono la nuova segreteria: Catiuscia Marini, 42 anni, eletta sindaco di Todi nel 1998, riconfermata nel 2002, europarlamentare dal maggio 2008 al giugno 2009; Stella Bianchi, 40 anni, economista e giornalista, nel 1995 ha dato vita ai Giovani per l'Ulivo facendo parte del coordinamento nazionale, ha fatto parte dell'Assemblea costituente del Pd; Cecilia Carmassi, 41 anni, già presidente della Fuci, è stata assessore alla provincia di Lucca e oggi è vicepresidente del consiglio comunale della città. E' presidente di "La città delle donne", associazione di volontariato; Francesca Puglisi, 39 anni, consigliere comunale di Bologna, ha iniziato il suo impegno politico nel 1995 con l'Ulivo, di cui è stata responsabile nazionale Giovani fino al 1997. Ha contribuito alla nascita della Consulta infanzia e Adolescenza "Gianni Rodari". Annamaria Parente, 49 anni, sindacalista della Cisl, è stata responsabile nazionale della Formazione del Pd; Roberta Agostini, 43 anni, consigliere provinciale a Roma, è responsabile delle politiche culturali e della comunicazione per il Pd romano; Matteo Orfini, 35 anni, è responsabile delle relazioni internazionali della Fondazione ItalianiEuropei; Nico Stumpo, 40 anni, nella segreteria nazionale della Sinistra giovanile fino al 2001, responsabile del tesseramento dei Ds fino al 2003, quindi membro della direzione e responsabile della segreteria dei Ds, è stato componente della direzione del Pd e vice-responsabile dell'organizzazione; Matteo Mauri, 39 anni, attualmente capogruppo Pd in Consiglio provinciale a Milano, è stato assessore della Giunta di centrosinistra; Marco Meloni, 38 anni, consigliere regionale in Sardegna, ricercatore Arel e segretario generale di "TrecentoSessanta"; Davide Zoggia, 45 anni, è stato presidente della Provincia di Venezia; Stefano Fassina, 43 anni, direttore scientifico di Nens, è stato responsabile Finanza pubblica ed Economia del Pd.

Bersani ha annunciato anche la nuova rosa di responsabili dei dipartimenti, ribattezzati "forum" per l'obiettivo di essere più aperti e ricettivi nei confronti della società: all'Economia Paolo Guerrieri, per il Lavoro Emilio Gabaglio, Università e ricerca Maria Chiara Carrozza, alla Giustizia Andrea Orlando, agli Esteri Piero Fassino, per le Politiche agricole Enzo Lavarra, di Mezzogiorno si occupa Umberto Ranieri, alle Politiche locali Claudio Martini, al Welfare Giuseppe Fioroni, per le Politiche sociali e l'immigrazione Livia Turco, alle Politiche dell'istruzione Giovanni Bachelet, Politiche ambientali Laura Puppato, alle Comunicazioni Paolo Gentiloni, Riforma tv Carlo Rognoni (ex consigliere Rai), Riforma dello Stato Luciano Violante (che torna a ricoprire un incarico di partito), infine il responsabile del Centro studi sarà Gianni Cuperlo.

Bersani, nel corso del suo intervento, ha parlato dei temi più stringenti del dibattito politico, dalla crisi alla riforme fino al tira e molla sull'adesione del partito, già negata, al "No Berlusconi day" del 5 dicembre. A questo proposito il segretario ha detto, riferendosi alla scelta dei partiti di non intervenire direttamente dal palco: "Mi pare che su sollecitazione dei promotori originari e di alcuni parlamentari, i partiti che in un primo momento avevano messo il cappello sulla manifestazione, ora stiano assumendo un profilo più neutro. Stiamo a vedere, ma se questa tendenza si conferma è un bene per tutti". Bersani ha ribadito che non ci sarà l'adesione del Pd in quanto partito, cosa che avrebbe poco senso visto che si tratta di una manifestazione della società civile. Ma in direzione ha rassicurato i democratici che volessero parteciparvi: "Non c'e' assolutamente nessun divieto", ha detto.

Bersani ha sottolineato che anche le manifestazioni del Pd "mille piazze per l'Italia", l'11 e il 12 dicembre, hanno assunto come slogan la frase "sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri", non perché si volesse mettere in sordina il problema della giustizia: "Noi abbiamo scelto di segnalare una priorità", ha detto Bersani in direzione, "e per il Pd la priorità sono i problemi dei lavoratori e delle famiglie. La giustizia efficiente ci interessa in quanto rappresenta un problema per i cittadini".

Il segretario, tuttavia, non crede che la fine dell'esecutivo Berlusconi sia vicina: "Il governo è logorato ma non credo a esiti clamorosi". Bersani ha aggiunto: "Il paese non merita di stare sui suoi problemi". Sono altre le riforme di cui il Paese ha bisogno: "Non mescoliamo il tema delle riforme con i problemi della giustizia, portiamo in discussione le riforme condivise: diminuzione del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo, Senato federale". Sono le misure previste dalla bozza Violante su cui si era iniziato a discutere nella scorsa legislatura, e per sottolineare la decisione sull'argomento Bersani ha deciso di scegliere lo stesso Violante come responsabile del partito sul tema. Sulle alleanze, avvertimento al partito di Pier Ferdinando Casini: "'L'Udc ci sfida ad avere coraggio sulle alleanze. Noi rispondiamo amichevolmente che rispettiamo l'indicazione di trovare punti di convergenza laddove è possibile. Apprezziamo questa disponibilità ma questo non vuol dire che dove, come e quando lo decide uno solo". In conferenza stampa, a una domanda dei cronisti sulla difficile situazione in Puglia - dove Nichi Vendola ha annunciato la ricandidatura ma non incontra il favore dell'Udc - Bersani ha promesso comunque di "ragionare fino all'ultimo" per tentare di arrivare all'intesa.

Ma Bersani ha tracciato soprattutto la ricetta del Pd di fronte alla crisi, che dovrebbe essere la vera priorità della politica in questo momento: "Serve uno sforzo nazionale di tutti per stare a fianco di chi sta subendo le conseguenze della crisi", che sono soprattutto i lavoratori dipendenti ma anche gli artigiani.

"Tra chi non fa nulla - ha detto Bersani riferendosi a quanti hanno perso il lavoro - e chi non sa come fare, dobbiamo dire una parola forte e fare le nostre proposte". La proposta del Pd è appunto quella "di uno sforzo nazionale" di sostegno alle categorie che stanno maggiormente subendo la crisi. "Dobbiamo alleggerire le imposte - ha proseguito - sui redditi medio - bassi; rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali per chi è fuori dalla loro copertura".

"I soldi - ha proseguito - verranno fuori da interventi con tagli veri e non da tagli orizzontali; dalla fedeltà fiscale ripristinando strumenti efficaci; chiedendo alla rendita di dare un contributo al lavoro e all'impresa". Bersani ha quindi sottolineato le condizioni particolarmente difficili delle nuove generazioni che "non hanno la casa ma un mutuo da pagare". La crisi poi, ha spiegato, sta colpendo non solo il lavoro dipendente ma anche quello autonomo e la piccola impresa, che soffre la scarsezza di liquidità: "Oggi gli unici ad avere liquidità sono i mafiosi". Infine una critica anche ai supermanager: "Quelli che si stanno aumentando i bonus - ha detto Bersani - sono quelli che hanno interesse a dire che la crisi è alle spalle".





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