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Massimiliano d'Ambrosio, "Il mio paese"

Emanuele Martorelli,   16 gennaio 2007, 19:29

Massimiliano d'Ambrosio, Suoni e parole     Un occhio alle nuove realtà musicali con l'esordio discografico dell'artista romano, sotto il segno della tradizione cantautorale



Diventa sempre più difficile, soprattutto per chi fa musica, riuscire a distribuire in modo adeguato il proprio lavoro; nella capitale c'è un fitto ‘sottobosco' musicale che con molta fatica cerca di farsi ascoltare malgrado il problema sia più che marginale. Massimiliano d'Ambrosio ha da poco pubblicato il suo primo cd intitolato "Il mio paese".

Il suo percorso artistico comincia nel 1994 dove suona nello storico "Folkstudio", il locale romano di Giancarlo Cesaroni che ha visto nascere cantautori come Francesco de Gregori, Antonello Venditti, Rino Gaetano e Mimmo Locasciulli. Proprio per volere di Cesaroni nel '96 entra a far parte dei "Giovani del Folk" con i quali partecipa a numerose rassegne. Nel '98, all'interno della rassegna "Cant'Autori", vince il premio per i migliori testi poetici. Nel 2001 ottiene, con la canzone "La via sul porticciolo", il premio per il miglior testo alla IV edizione della rassegna "Scrivendo Canzoni" a Sermide (MN). Il suo disco d'esordio "Il mio paese" esce nel marzo 2006 per l'etichetta indipendente ‘Piano B Records'. Nel 2006 una sua traduzione di una canzone di Leonard Cohen ("Sister of Mercy"), è inserita in un disco tributo dedicato all'artista canadese e presentato a Berlino in occasione del "Leonard Cohen Event".

Il disco ha un'impronta marcatamente folk (tranne la breve incursione nel rock del brano "Il mio paese"), e non nasconde l'influenza della migliore tradizione cantautorale con spiccati richiami a Fabrizio de André che aleggiano per buona parte del lavoro. In particolare tracce come "L'avvocato" e "L'ignoto" si rifanno apertamente alla scrittura del cantautore genovese pure mantenendo una strada più personale. L'importanza data alle parole emerge dalla durata di alcune canzoni: brani di due minuti o due minuti e mezzo (inusuale durata oggi) cominciano e finiscono con il testo, con la musica a fare da sfondo senza mai essere invasiva o messa in primo piano:

"Io vengo da un paese ferito
ferito e coperto,
che gli occhi anno atteso
che gli occhi hanno perso

Ma il mio paese ha una fonte
nascosta ai palazzi
ci stanno le rane,
                        ci bevono i pazzi" (da Il mio paese)

Le canzoni sono piccoli affreschi ed i riferimenti letterari sono diversi, così "La sposa infedele" è liberamente tratta da uno scritto di Garcia Lorca, "La via del porticciolo" da una poesia di Lawrence Ferlinghetti e "L'ignoto" dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. La traccia numero 10, "Il poeta", è uno scritto di Stefano Benni che Massimiliano d'Ambrosio ha musicato (e che lo scrittore ha inserito nel suo sito www.stefanobenni.it/musica), così come "La morte apparente" ha per testo una poesia popolare calabrese. E' attualmente in preparazione il suo secondo album dal titolo provvisorio "Luna Lunera". E' possibile ascoltare alcune tracce del primo album sul sito http://www.massimilianodambrosio.it/ nella sezione download. Il cantautore sarà presente nel tributo a Fabrizio de Andrè "Libertà l'ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato" a Roma al Csoa "La Strada" il 19 ed il 20 gennaio.





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