Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Martedì 2 giugno 2009 a Novara contro gli F-35
Assemblea Permanente No F-35, 26 maggio 2009, 10:42
La mobilitazione
L'iter parlamentare per l'approvazione dell'insediamento, a Cameri (Novara), della fabbrica della morte per l'assemblaggio degli F-35 è ormai definito. A partire dal 2010 inizierà la costruzione del capannone da cui usciranno delle macchine che verranno consegnate a diversi stati che li utilizzeranno per bombardare ed uccidere. Una impresa industriale-militare condotta, con ampio dispendio di denaro pubblico, dalla multinazionale statunitense Lockheed Martin in associazione all'italiana Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica) e coinvolgerà numerose fabbriche di armi e di morte collocate qua e là sul nostro territorio. Insomma, il riarmo come via d'uscita dalla crisi economica, come con la Grande Crisi degli anni ‘30 e con la Grande Depressione di fine ‘800
L'Assemblea Permanente NO F35 ha deciso - non senza serrato dibattito - di spostare la propria manifestazione dal 30 maggio a martedì 2 giugno 2009. Tale decisione si è resa necessaria per evitare la concomitanza con la mobilitazione dei migranti contro il G8 e le misure sicuritarie, contro la discriminazione e la xenofobia, per i diritti e la dignità di tutte/i.
A questa manifestazione aderiranno molte realtà, ugualmente impegnate contro tutte le guerre, gli armamenti e il militarismo e potranno così partecipare ad entrambe le mobilitazioni.
Chiediamo pertanto a tutti gli aderenti di rinnovare gentilmente la propria adesione / presenza a Novara il 2 giugno 2009
L'iter parlamentare per l'approvazione dell'insediamento, a Cameri (Novara), della fabbrica della morte per l'assemblaggio degli F-35 è ormai definito. A partire dal 2010 inizierà la costruzione del capannone da cui usciranno delle macchine che verranno consegnate a diversi stati che li utilizzeranno per bombardare ed uccidere.
Tale impresa industriale-militare viene condotta, con ampio dispendio di denaro pubblico, dalla multinazionale statunitense Lockheed Martin in associazione all'italiana Alenia Aeronautica (del gruppo Finmeccanica) e coinvolgerà una serie numerosa di fabbriche di armi e di morte collocate qua e là sul nostro territorio. Insomma, il riarmo come via d'uscita dalla crisi economica, come con la Grande Crisi degli anni ‘30 e con la Grande Depressione di fine ‘800. Peccato che in entrambi i casi questa strada abbia condotto a guerre mondiali. Di certo, l'impiego dei nuovi bombardieri nelle missioni "di pace" produrrà distruzione, morte e sofferenza.
Di sicuro gli F-35 sono i perfetti strumenti operativi di una sorta di gendarmeria mondiale in via di perfezionamento: una volta costruiti non faranno certo la ruggine in qualche hangar italiano o olandese, bensì saranno presto adoperati per uccidere e distruggere in svariate guerre, sia attuali sia future.
Gli F-35 ci costeranno un sacco di soldi: circa 600 milioni di euro per costruire e attivare la fabbrica di Cameri, circa 13 miliardi di euro (a rate, fino al 2026) per l'acquisto dei 131 aerei che l'Italia vuole possedere. Del resto è stato già speso o impegnato quasi un miliardo di euro. E ciò risulta ancor più impressionante se si considera la grave crisi economica in corso. Nessuno può ignorare che, con una spesa di questa entità, si potrebbero senza alcun dubbio creare ben più dei miseri 600 posti di lavoro promessi all'interno dello stabilimento di Cameri. Si potrebbe altresì intervenire in vario modo per migliorare le condizioni di vita di tutti: per esempio ampliando e migliorando la qualità della spesa sociale, tutelando davvero territori e città (basti pensare agli effetti del terremoto abruzzese), investendo in fonti energetiche rinnovabili e ridistribuendo reddito.
E poi vogliono costruire gli F-35 proprio ai confini del parco naturale del Ticino, che dovrebbe quindi sopportare l'impatto dei collaudi di centinaia e centinaia di aerei rumorosissimi e certamente inquinanti, con le relative gravi conseguenze per la salute e la qualità della vita degli abitanti della zona, mentre si potrebbe riconvertire il sito militare ad uso civile.
In definitiva, siamo contro gli F-35 perché ci ostiniamo a pensare che sia possibile vivere in un altro modo: senza aggredire gli altri popoli, senza militarizzare il territorio ed i rapporti sociali, operando perché cessi davvero la terribile guerra permanente che l'occidente dei ricchi conduce contro i poveri del nord e del sud del mondo.
Tutti a Novara, quindi, il 2 giugno 2009 alle ore 15.00, davanti alla stazione ferroviaria in piazza Garibaldi. Da lì partiremo per percorrere le strade della città e per gridare forte la nostra opposizione all'ennesima impresa di morte.
Contro la militarizzazione dei territori, contro le fabbriche della morte, contro tutte le guerre, per la riconversione dei siti militari ad uso civile, per un diverso modello economico.
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#1 · Roberto P
28 maggio 2009, 05:37 Caro Assemblea Permanente No F-35, ti sei dimenticato di dirci chi costruirà gli F-35 qualora ci rifiutassimo di farlo noi. Il parco naturale del Ticino non ha nulla di naturale. E' pieno di cartelli e segnali arrugginiti. Il fiume è una fogna a cielo aperto piena di schiuma, morchie e petrolio. Nei prati abbondano sacchi di immondizia, rifiuti industriali, lattine, bottiglie, buste, copertoni, pannelli di amianto, cataste di eternit, taniche di lubrificanti esausti, plastiche varie, scatole di detersivi, scatole di medicinali, sedie metalliche arrugginite, sdraio rotte e preservativi. Come recuperarlo? Io francamente lo trasformerei in un parco industriale per costruirci e collaudare l'F-35. Il fine settimana avremmo finalmente un posto naturale più salubre dove andare a prendere una sana boccata d'aria. La tua idea di non costruire affatto l'F35 mi sembra malsana per due motivi: 1) Se ti rifiuti di costruirlo ti rifiuti di riconvertire una discarica pubblica in un posto pulito ed ordinato in cui la gente lavora per produrre qualcosa. E' infatti sicuro che ovunque costruisci capannoni, piste ed officine per costruire l'aereo non fai altro che recuperare ad usi civili una discarica selvaggia fuori controllo. 2) Se non lo costruiamo noi lo costruisce qualcun'altro e ci toccherebbe poi andare a fare manifestazioni ad Albuquerque, Montpellier, Wurzburg o Bristol. Credimi: è più comodo Genova.