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Sinistra, lavorare con pazienza
Gaetano Toro, 23 febbraio 2009, 11:38
Regionamenti/ Friuli
Si è svolto a Pordenone un incontro di lancio di "Per la Sinistra" organizzato da Sd in una zona, il Nord Est, dove la presenza leghista è forte. Si è discusso di Pd, laicità, elezioni. Dai partecipanti un solo invito: accelerare nel processo costituente, che pure richiederà tempo e impegno
Nella serata di venerdì scorso si è svolto a Pordenone un incontro pubblico di lancio dell'associazione "Per la Sinistra" organizzato da Sinistra Democratica, con la partecipazione del capogruppo di Sd al consiglio comunale di Porcia (Pordenone), Vanni Tissino, del consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia eletto ne "La Sinistra-L'Arcobaleno", Stefano Pustetto, e di Carlo Leoni, membro del coordinamento nazionale del movimento.
Prima di parlare dell'incontro, qualche parola va spesa sulla realtà provinciale, anche perché a giugno, oltre che per le elezioni europee, voteremo per eleggere il presidente ed il consiglio della Provincia.
Da queste parti non è facile essere di sinistra. Alti tassi d'immigrazione e di industrializzazione e, fino a pochi mesi fa, anche di occupazione. La crisi è arrivata fin qui, e le ore di cassa integrazione alla Electrolux (per citare la fabbrica più importante) testimoniano tutto il dramma che i lavoratori e le loro famiglie stanno vivendo. Anche quando le cose andavano bene, gli stranieri rappresentavano un problema. Ora, come in altre parti del Paese, si sta innescando la cosiddetta guerra tra poveri, in cui l'avversario non è più il "padrone" ma coloro che "portano-via-il-lavoro-a-noi-italiani". Tutta acqua per il mulino della Lega Nord.
Questo territorio è uno dei laboratori politici più avanzati (si fa per dire) della Lega, il cui segretario provinciale e sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, è asceso agli onori della cronaca per l'ordinanza anti burqa (nello stesso provvedimento si obbligano i ristoranti etnici a servire anche piatti tipici friulani).
Il Partito democratico ha il timore di perdere consensi sul tema della sicurezza: ne risulta una linea ondivaga e scarsamente efficace nel contrasto al pensiero dominante.
Il panorama dell'informazione è a dir poco desolante. Si replica a livello micro ciò che succede a livello nazionale: con scarsa o nulla rappresentanza nelle istituzioni non si esiste per gli organi di stampa. La televisione locale, Tele Pordenone, ha una linea che definire "per la difesa dell'identità dei nativi" è un chiaro eufemismo.
Nonostante questo quadro, l'altra sera si è provato ad imbastire qualcosa per la sinistra anche in questo angolo di Nord-est. Il consigliere regionale Pustetto ha parlato della demolizione dello stato sociale portato avanti dalla giunta regionale di centro-destra capeggiata da Renzo Tondo. Un governo, quello di Tondo, privo di una visione politica da perseguire, e che si applica unicamente alla demolizione di ciò che aveva fatto la precedente giunta Illy: dall'abrogazione della legge regionale sull'immigrazione all'abolizione del reddito di cittadinanza e del tutore dei minori, alla fissazione del tetto di dieci anni di residenza in regione per concorrere all'assegnazione di una casa popolare.
Carlo Leoni ha affermato che la crisi economica e finanziaria attuale dimostra il fallimento del neo-liberismo e, con esso, anche di tutti quel tentativo portato avanti da partiti come il Pd in Italia, i laburisti in Inghilterra o la Spd in Germania, che evita di arrivare alla radice del problema, ma pensa di mantenere l'impianto economico esistente con il semplice puntello di alcune misure redistributive.
Per Leoni il problema è, come si diceva un tempo, "strutturale", nel senso che la redistribuzione della ricchezza deve partire da quella tra i soggetti che si fronteggiano nel mondo della produzione, datori di lavoro e lavoratori. Da qui l'appoggio pieno alla linea del maggior sindacato, la Cgil.
Altra questione trattata è stata quella della laicità dello Stato, al centro di un attacco senza precedenti in queste ultime settimane da parte del Vaticano, nell'assenza di una difesa delle prerogative dello Stato in sede parlamentare.
E poi l'ambiente, soprattutto nell'opposizione al ritorno del nucleare.
In merito al Pd, Leoni ha spiegato che il fallimento non è solo di Veltroni, ma del progetto stesso del Partito democratico, un partito che per tenere insieme Ignazio Marino e Paola Binetti, chi appoggia la Cgil e chi la Cisl e la Uil, non poteva e non può fare altro che non prendere posizione sui maggiori temi. La speranza è quella che il Pd esca dalla sua crisi e che possa essere spendibile per la costruzione di un nuovo rapporto con la sinistra.
Tutto questo richiede, per Leoni, che l'Italia torni ad avere una Sinistra, chiara nei suoi enunciati, lontana da ogni commistione con gli affari, rinnovata nella sua classe dirigente, spendibile per il governo. Sinistra democratica, Verdi, coloro che sono usciti dal Prc e dal Pdci, i socialisti, ci stanno provando.
Per questo obiettivo, ha aggiunto, non bisogna avere fretta, passeranno degli anni, perchè gli argomenti della sinistra fanno più fatica ad essere accolti e diffondersi tra le persone, al contrario di quanto accade per le concezioni della destra, tutte basate sulla semplificazione della realtà. Bisognerà armarsi di pazienza. Dagli interventi del pubblico, la richiesta di non perdere ulteriore tempo in questo processo di costruzione.
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#1 · elisabetta
24 febbraio 2009, 12:23 è chiaro che se il pd non articola le sue posizioni non sapremo mai come e dove lavorare e con chi e non disegneremo mai un partito - d'altra parte le configurazioni molto articolate sono indice non solo di ricchezza di vedute ma anche e soprattutto di vette d'intelligenza finalmente raggiunte circa i processi di pensiero in costruzione ... perchè dobbiamo averne paura ? La configurazione del partito tutto nuovo da sempre auspicato nel pd E' possibile ... usciamo dal timore del riformismo forte e dalla stagnazione forzata dei dubbi. La sinistra poi fa bene ad avere pazienza passo dopo passo così come sta facendo senza demordere ... i risultati si vedono, sono piccoli ma validi e costanti e le idee sono senz'altro lungimiranti circa il futuro dell'Italia... e dal 2007,appena nata.