Martedì, 09 Febbraio 2010 - Ultimo aggiornamento alle 18:14
Gay e Chiesa, la discriminazione ''giusta''
Luca Maggioni*, 09 dicembre 2008, 15:51
Dibattito
Domenica scorsa, durante l'Angelus, Benedetto XVI ha affermato di porsi come "sentinella" dei diritti di ciascuno. Probabilmente il Papa era distratto e non si è accorto che un suo colonnello ha detto cose contrarie riguardo il diritto di rimanere in vita e vivere in libertà degli omosessuali
Non sono ancora scemate le polemiche tra le associazioni omosessuali italiane e lo stato della Città del Vaticano a seguito delle dichiarazioni del Nunzio Apostolico presso l'Onu, Mons. Celestino Migliore, rinominato Infernino Peggiore, in relazione alla moratoria sulla depenalizzazione dell'omosessualità .
La moratoria presentata dalla Francia, ma sottoscritta da tutti i paesi membri della UE, non è un riaffermare, in maniera perentoria, quanto già scritto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, di cui si celebra in questi giorni il 60° anniversario.
Non si comprende per quale motivo il rappresentante del Vaticano abbia dichiarato che non gradiva questa risoluzione, soprattutto perché ha citato riferimenti al riconoscimento dei matrimoni e/o unioni omosessuali, che non sono nemmeno citati e adducendo, ma in maniera ipotetica e fantascientifica, che questa moratoria avrebbe potuto essere una discriminazione per quei paesi che non hanno regolamentato le unioni omosessuali.
Per difendere queste posizioni, di pura ipotesi, il Vaticano si mette sullo stesso piano di quegli stati che hanno nei loro codici la discriminazione, l'arresto ed in alcuni casi la morte.
La Chiesa in questi ultimi tempi si sta dedicando molto a tenere in vita coloro che volontariamente desidererebbero e preferirebbero morire, ma non si preoccupa minimamente di chi, non per sua scelta, ma per una scelta di Madre Natura, nasce omosessuale e vorrebbe e preferirebbe vivere una vita tranquilla e serena con la persona che ama, in un ambiente che non gli sia particolarmente ostile.
La chiusura alle unioni omoaffettive sembra essere la battaglia delle battaglie per la chiesa dell'epoca di Ratzinger, e questa insistenza nel dire no a tutte le proposte che attengono alla sfera dell'omosessualità porta a situazioni di contrasto e di scontro che non giovano in primo luogo alla Chiesa stessa.
Domenica scorsa, durante l'Angelus, Benedetto XVI ha affermato: "Per le popolazioni sfinite dalla miseria e dalla fame, per le schiere dei profughi, per quanti patiscono gravi e sistematiche violazioni dei loro diritti, la Chiesa si pone come sentinella sul monte alto della fede "
Ma di quali diritti parla, chi sono coloro che potranno essere tutelati dalla sentinella della Chiesa ?
Probabilmente il Papa era distratto in questi giorni e non si è accorto o non gli hanno riferito che un suo colonnello ha detto cose contrarie riguardo il diritto di rimanere in vita e vivere in libertà degli omosessuali.
Ma dove e' finita la Chiesa dell'accoglienza, del rispetto, della comprensione e dell'amore fraterno?
Sono solo slogan che possiamo e dobbiamo leggere in un vecchio libro di belle favole che si chiama Vangelo?
Come mai nelle Sacre Scritture ci sono indicazioni e prescrizioni per i fedeli che sono state praticamente annullate e cancellate, Levitico 11:10, condanna a morte per chi mangia crostacei - e questa è quella più simpatica - mentre non si affronta seriamente e non per proclami la situazione degli omosessuali?
Credete forse che impedendo e non riconoscendo l'unione civile di due persone dello stesso sesso si annulli l'omosessualità ?
Credete che l'umanità sarà salva solo se non ci saranno più omosessuali ?
Ma si sa, i rappresentati della Città del Vaticano ci hanno insegnato che ci sono discriminazioni giuste ed ingiuste, quindi tra i diritti di cui sono sentinella non rientrano quelli degli omosessuali, che subiscono giuste discriminazioni.
Per noi le discriminazioni sono sempre ingiuste, ed i diritti sono universali, anche quando interessano persone che hanno idee e convinzioni diverse dalle nostre.
*Gaylib Lombardia
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#1 · ic
10 dicembre 2008, 13:30 Scrivete:"il Vaticano si mette sullo stesso piano di quegli stati che hanno nei loro codici la discriminazione, l'arresto ed in alcuni casi la morte." Ci vedete qualcosa di strano? È da pochi anni che il Vaticano ha abolito la pena capitale. Il Vaticano è uno stato confessionale che segue ciò che dice la Chiesa Cattolica. L’unione omosessuale è un peccato grave e quindi è anche un reato per il Vaticano. La chiesa non è contraria solo alle unioni omosessuali, ma anche alle unioni eterosessuali che non abbiano avute la benedizione di un prete. La chiesa condanna qualsiasi accoppiamento che non abbia come scopo la procreazione. Mettetevi l’anima in pace, non potete cambiare la Chiesa e lo Stato del Vaticano.