Il vero obiettivo del Papa? La legge 194
Katia Zanotti*, 29 ottobre 2007, 19:30
Il discorso del pontefice ai farmacisti, affinchè sia data anche a loro la possibilità di praticare l'obiezione di coscienza, testimonia in realtà la volontà di attaccare la legge sull'aborto. La Chiesa infatti sa che una "crociata" diretta alla norma significherebbe perdere consensi
Invasivo, brutale, violento, oscurantista, come altro definire l'intervento di Benedetto XVI rivolto ai farmacisti cattolici convenuti a Roma per il loro Congresso mondiale? Per il Papa l'obiezione di coscienza é "un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione, permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali come per esempio l'aborto e l'eutanasia".
Subito gli risponde solerte, raggiante, deliziata, Isabella Bertolini, Vice presidente di Forza Italia, che sferra un violento attacco contro la pillola RU486 perché "contiene in sé un potere di illimitata autodeterminazione (delle donne) che rischia di fare enormi danni dal punto di vista sociale". Ma lo sa che la RU486 viene somministrata in ospedale e non venduta in farmacia?
E il Presidente dell'Ordine dei farmacisti interviene per chiedere una legge che consenta anche ai farmacisti, oltre che ai medici, l'obiezione di coscienza.
Di fronte alla sofferenza provocata da scelte terribili, perché di questo si tratta, il Papa parla di scelte immorali. Ma dove sta la sua moralità ? Dove sta la moralità della Chiesa? Sta nel giudicare le persone sulla base delle loro scelte di vita a seconda che siano dentro o fuori i dettami della fede cristiana che, come è noto, la Chiesa vorrebbe invece imporre a tutti.
Sta nel ritenere che la colpa dell'aborto debba essere pesantemente pagata, oltre che con il dolore psicologico, con la sofferenza del corpo. Sta nell'idea che le donne non abbiano moralità e che le leggi servano apposta per tenerle costantemente sotto controllo.
Sta nell'idea che i diritti dell'embrione e del feto sono prevalenti su quelli della donna che per questo è privata della possibilità di scelta su ciò che è giusto fare in una determinata situazione.
La Chiesa sa di certo che nella farmacie si vende la pillola cosiddetta del giorno dopo, che altro non è che un anticoncezionale d'emergenza, e non una pillola abortiva, visto che nessuno ha mai dimostrato che tale essa sia. Piuttosto serve ad evitare gravidanze in quel momento non desiderate o non possibili.
Altra cosa è la RSU486 che viene somministrata in ospedale e sotto strettissimo controllo medico.
Come si fa a mandar giù questa storia della pillola RU486 che renderebbe l'aborto una specie di capriccio, di scelta lieve e di ordinaria quotidianità ?
Già da tempo le tecniche adottate per l'interruzione di gravidanza tendono ad essere meno dolorose e invasive: la pillola RU486 è un altro passo avanti in questa direzione. Non risulta che il ricorso all'aborto sia più facile o meno drammatico. Insomma, non ci può essere un diverso valore morale riferito ai diversi metodi abortivi.
Il problema vero è che la Chiesa vorrebbe sollevare il problema della 194 per cambiarla, ma sa che vorrebbe dire rischiare di perdere milioni di consensi e di questo la Chiesa è ben avvertita.
E' diventata consapevolezza diffusa che la legge 194 non è una legge come tutte le altre e che se ha retto nel corso del tempo agli attacchi ripetuti e mai sopiti cui è stata sottoposta, è perché nella pratica essa non ha incentivato l'aborto, al contrario ne ha diminuito in modo assai significativo il numero affidandosi al senso di responsabilità delle donne che hanno saputo far valere la loro autonomia.
E allora ci si rivolge ai farmacisti che svolgono un servizio pubblico, sono presenze significative nelle piccole realtà territoriali, costruiscono relazioni spesso di supporto ai loro clienti, e si chiede loro di praticare l'obiezione di coscienza sui prodotti farmaceutici che hanno per scopo scelte immorali.
Si aggira l'ostacolo grande, la legge 194 in questo caso, perché di questo ho scelto di parlare e non anche dell'eutanasia, per attaccare ai fianchi i principi in essa sanciti e fare violenza ancora una volta alle donne e al loro corpo.
Si rischia che il prossimo invito ai farmacisti sia di praticare l'obiezione di coscienza nella vendita degli anticoncezionali.
Forse, dentro questo precipizio oscurantista, ci siamo più vicini di quel che pensiamo.
*Deputata Sinistra democratica
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#2 · mirella
30 ottobre 2007, 09:07 Mi riferisco all’ultima frase dell’articolo, che indica una via cattolico-fondamentalista già percorsa: ricordo che alla fine degli Anni Sessanta si dovevano acquistare le pillole anticoncezionali in Svizzera, e che le ricette per acquistarle in Italia, quando fu possibile, rimandavano a disturbi inesistenti ed erano guardate con sospetto da farmacisti bigotti, che, o si rifiutavano di venderle o le davano sdegnosamente dicendo, come è capitato a me, “ che servivano “a fare i propri comodi!” da parte, ovviamente, di donne scostumate per non dir altro.Questo si ripeteva ogni mese! Quando furono ammesse per il loro vero scopo, cominciò la battaglia dei pericoli che rappresentavano, dalla cirrosi, al cancro, alla sterilità permanente, e, naturalmente, venivano chiamate “abortive”, come del resto lo sono ancora nei corsi di preparazione al matrimonio “cattolico” dove medici compiacenti pagati dalla curia continuano a diffondere queste interessate idiozie! Alle donne italiane sembra che il destino riservi, in futuro, se andiamo, o piuttosto regrediamo, di questo passo, di dover andare all’estero per qualsiasi cosa riguardi il loro corpo e la loro sessualità, sia che vogliano e non vogliano, per ineccepibili motivi di scelta e per le più – queste sì-sacrosante ragioni, di avere o non avere figli!Meno male che ci “salvano”, sia pure per ragioni non nobilissime, e certo non per salvaguardare la nostra libertà personale,gli interessi economici delle Case Farmaceutiche e dei Farmacisti che guadagnerebbero molto meno vendendo…cilici a illuminate signore come la masochista Binetti!!!#3 · Beniamino
30 ottobre 2007, 09:18 grazie Katia, mi piacerebbe chiedere a Benedetto XVI come è possibile scagliarsi contro la precarietà (giustamente), che colpisce più le donne degli uomini, da una parte, e dall’altra entrare con anatemi oscurantisti nella vita privata delle donne stesse. Possono le donne essere padrone del loro destino nel mondo del lavoro e nello stesso tempo schiave a capo chino nella loro vita privata? beniamino#4 · gazza
30 ottobre 2007, 09:45 Un’altra oltraggiosa interferenza da parte della chiesa ,che fu specialista a difendere preti pedofili fino ad alcuni anni fa e a spostarli ,quando furono scoperti, da una parrocchia all’altra. Ci sono ancora centinaia di casi negli Usa di danni contro preti e parrocchie . In queste circostanze, com’e’ possibile parlare di moralita’ della chiesa ? Il magistero della chiesa = le favole di Andersen ? E’ tempo che lo stato Italiano si disfi del Concordato , ma quando si avra’ il coraggio politico di farlo ?#5 · Mala
30 ottobre 2007, 10:50 Personalmente, se mi dovesse mai capitare di trovare un farmacista “obbiettore”, che non vuole vendermi un pacchetto di preservativi, innanzitutto lo prendo a schiaffi secchi. poi chiamo i carabinieri. obiezione? ma che scherziamo? ma certo, e come no. permettiamo allora anche a medici islamici (integralisti) di non visitare le donne perchè impure. e alè!#6 · Ghiddon
30 ottobre 2007, 11:47 La politica, cara Katia Zanotti, commette il solito errore che Ovidio aveva già descritto ai tempi di Roma quando diceva: “vedo le cose giuste, le approvo, seguo quelle sbagliate!” Bisogna allora lavorare sulla CULTURA che c‘è dietro a tutti i papi e sapere che la chiesa è antagonista della sinistra e che sta facendo un’aspra battaglia per distruggere la sinistra! Questi sono i loro metodi e noi abbiamo poche scelte: “O la guerra aperta, O la cultura che lentamente illumina i cervelli degli uomini di buona volontà”. Ma Cultura significa per prima cosa insegnare a capire e quindi noi dobbiamo togliere credibilità, prestigio, autorevolezza, alla chiesa e ai suoi rappresentanti che non hanno niente a che fare con l’ente di cui si sono autonominati vicari. Ma cosa fa sistematicamente la cultura di sinistra per avere ESSA l’autorevolezza che dobbiamo negare alla chiesa?#7 · Lollo
30 ottobre 2007, 12:25 la presenza della chiesa nel nostro paese ci ha portato solo guai.. a partire dall’impossibilità storica per noi di diventare un paese neutrale.. ma nonostante ciò l’Italia è riuscita a far valere le proprie battaglie civili (seppur con molte difficoltà) fino a diventare un paese quasi civile! è importante che la Sinistra anteponga una Cultura civica al pensiero oscurantista e massonico del vaticano. Ma prima bisogna riscrivere il concordato e ridisegnare i rapporti tra Stato e chiesa per mettere a tacere in via definitiva ogni spudorata e vergognosa intromissione, di quel gruppo di mafiosi in tunica, nella vita sociale del nostro malcapitato paese!!#8 · Ora basta
30 ottobre 2007, 13:16 Purtroppo l’aborto è diventato necessario, perchè al mondo di oggi, avere dei figli, può rovinarti la vita economicamente. Un bambino se nasce fra le mani di una coppia di precari, se non muore di aborto, finisce nelle mani dell’euro, e cmq muore di fame o se sopravvive, vivrà nella sofferenza per tutti i suoi anni. Moralmente però è bello fare figli e la chiesa deve pur fare la sua recita. Se la chiesa accettasse l’aborto, verrebbe a mancare sulla fede di un cattolico. E quindi persiste nella sua sfrenata recita paradossale, ma alla fine dei conti non gli interessa niente, gli interessa portare avanti queste teorie un pò per darci da discutere e un pò per cercar di tenere calmi i fedeli, accecandoli dalla realtà. Che in fin dei conti è un’altra mantenere, il potere, non ne vuole di più, quello che ha, è già abbastanza, fà così solo per non perderlo. Personalmente io sono contro l’aborto, perchè ho dei sogni nel cassetto, come credo tante persone che mi stanno leggendo adesso, ma alla situazione attuale se, “ facciamo le corna”, dovesse succedermi di mettere incinta la mia ragazza, sarei costretto a mio malgrado ad accettare l’aborto, una decisione, che mi lascerebbe molto shokkato sia dal punto di vista umanitario, che dal rispetto che ho per me stesso e per la vita in generale. Il problema non è fare i figli o meno, il problema cmq lo giri e lo rigiri, resta sembre il sistema economico in cui viviamo. Quanti di voi sarebbero disposti ad accettare una gravidanza, se lo stato ti aiutasse VERAMENTE, all’arrivo di un neonato ? Quanti di voi sarebbero disposti a portare alla luce un figlio, se non esistesse il precariato, e ogni cittadino, italiano avesse diritto ad una casa e ad un lavoro, come è scritto sulla costituzione ? Ragazzi, i problemi ricadono cmq sull’economia, e in Italia prima di prendere qualsiasi altra decisione bisogna sistemare quella, altrimenti tutte le nostre scelte rimarranno sempre condizionate, e non saremo mai liberi.#9 · Fabio
30 ottobre 2007, 15:06 Bello questo post! Fa vedere che e’ una GUERRA TRA POVERI. E la cosa e’ confermata dal fatto che si arriva a negare la legittimita’ di espressione, DIMENTICANDO IL DIRITTO DI SCELTA. Un farmacista sceglie di obiettare? Io scelgo un altro farmacista E’ TANTO DIFFICILE? . Se proprio la vogliamo fare generalizzata, sto problema dei farmacisti e’ identico a quello delle islamiche che vogliono portare il Burqa (li’ si viola addirittura una legge, il farmacista nega un servizio ma non viola la legge). . ORA CONTATE I POST, VEDETE QUANTA ARIA FRITTA, SCOPRITE COME MAI IN ITALIA I COMUNISTI SONO I MIGLIORI AMICI DEI CATTOLICI DATO CHE SANNO SOLO PARLARE A CASO. Con tutti gli argomenti da usare, voi usate sempre quelli piu’ faziosi. Strategia degli estremismi opposti ma queste son perle ai porci. PS: il vostro vero obiettivo? La legge 40. Doppioscarpismo? Doppiopesismo?#10 · Adriano
30 ottobre 2007, 17:12 Il principio dell’obiezione di coscienza dei farmacisti enunciato dal Papa è corretto, il problema emerge dal fatto che non è reciproco, nel senso che non viene accettata dalla Chiesa l’obbiezione di coscienza “laica”, come quella di un medico che praticasse l’eutanasia. Se ci fosse reciprocità sarebbe perfetto, nel senso che ognuno agirebbe secondo la propria coscienza. Purtroppo sappiamo bene invece che la Chiesa attuale vuole semplicemente imporre la propria ideologia senza discussioni o compromessi e questo è inaccettabile.#12 · Adriano
30 ottobre 2007, 18:14 Io sto parlando di obiezioni di coscienza e scelte etiche, non c’entra nulla se è legale o illegale. Però se la parola “eutanasia” ti fa venire i brividi posso usarne un altra, ad esempio “cessazione di accanimento terapeutico”. Fammi un esempio in cui la Chiesa è scesa a compromessi sui propri dogmi e ideologie, in confronto i comunisti attuali (di cui non faccio parte) sono avanti anni luce…#13 · hashlamoun
30 ottobre 2007, 19:10 La chiesa cattolica ha tacciuto su tanti crimini compiuti da mafiosi, gli stupri e le pidofilia dei sacerdoti cattolici,io credo la chiesa cattolica non ha nulla da insegnare visto la sua storia antica e recente. La vita umana vale sempre ed ha lo stesso valore quando si tocca i ricchi o i poveri, i potenti o i deboli, gli occidentali o gli africani, i cristiani o i laici …… Non possiamo accettare soluzione al di fuori del nostro ordinamento per nessuna ragione.#14 · Fabio
31 ottobre 2007, 14:33 Adriano lo so di cosa stai parlando, il post e’ qui. Confermo la mia critica. Dici che non vedi simmetria, io dico che la simmetria non c’e’ perche’ le cose SONO asimmetriche, non perche’ c’e’ una incoerenza. Ti critico sulla tua logica illogica non su morale edica o altre soggettivita’.#16 · Antoine
31 ottobre 2007, 17:34 Ma è libero il Papa di dire ciò che pensa? E di ricevere a casa sua chi vuole? E di ricordare, a casa sua, a cattolici dichiarati venuti da tutto il mondo (Federazione “internazionale” dei farmacisti cattolici) che aborto ed eutanasia sono un male, e cioè che è un dovere non abortire e non praticare l’eutanasia, che fa male chi collabora in modo attivo a questi due mali morali, e che proprio loro, farmacisti cattolici che ci tengono ad essere tali, non dovrebbero collaborare fornendo i mezzi necessari e sufficienti per aborto ed eutanasia? È libero sì, o no? Ebbene, il Papa l’altro ieri ha fatto proprio questo. E allora perché tutte queste proteste? Perché questo creerebbe scompiglio nella realtà della Repubblica italiana? Alloro è un problema italiano, e il Papa “straniero” non c’entra. Le leggi italiane le fanno gli italiani, non in Papa. E allora “finiamola” di dire tutte queste sciocchezze.#17 · lucavac
02 novembre 2007, 16:56 ma che sciochezza é questa dell’obiezione di coscienza per i farmacisti? Per la pillola del giorno dopo e necessaria la prescrizione medica. Se il medico prescrive a una sua paziente tale farmaco il farmacista non può che darglielo visto che gestisce un pubblico servizio e deve vendere farmaci dietro richiesta del medico. Non può porre obiezione a ciò che un altro professionista, ben più competente in materia ha deciso. La chiesa non può intromettersi nella vita delle persone in maniera così pervasiva. Basta!#18 · Marcello Marani
03 novembre 2007, 22:28 Certo che questi clericali liberali, libertari, libertini, e tana libera tutti, hanno una strana idea delle libertà, dato che l’unica libertà che conoscono sarebbe quella di imporre ope legis, le loro proprie idee agli altri. Quindi per essere chiari, il Papa ha il diritto di dire ai suoi seguaci di fare o non fare certe cose, ma non può imporre che la sua religione diventi obbligatoria per tutti. Ne consegue che se un farmacista cattolico, vede nella vendita di anticoncezionali, una forma di concorso nel peccato, non può esimersi dalla vendita perchè, come appunto qualcuno ha ricordato, essendo titolare di una concessione governativa, commetterebbe il reato, (capisce signor fabio), il reato di interruzione di pubblico servizio. Perciò, non sono io che in caso di rifiuto dovrei rivolgermi altrove, ma deve essere il farmacista che per non peccare secondo il diktat papalino, dovrebbe smettere di fare il farmacista, dato che nessuno lo obbliga. Ma siccome le farmacie sono la sorgente di guadagni miliardari, vogliamo scommettere che nessuno smetterebbe, cedendo un’attività che si tramandano da padre in figlio per “omnia saecula et seculorum”? E paradosso per paradosso ed obiezione per obiezione, allora anche gli albergatori non dovrebbero concedere stanze matrimoniali a coppie non regolarmente sposate e lo stesso le agenzie immobiliari affittare o vendere loro appartamenti. E che dire del materassaio che dovesse vendere ad un single un materasso a due piazze? E vorrei concludere chiedendo ai farisei baciapile, che mi spiegassero il significato di dare a Cesare… Ma penso che non lo abbiano mai letto come non hanno mai letto i Vangeli. Infine sembrerebbe che l’unica persona geniale sia il signor Antoine che conclude l’ultimo suo post con:” “finiamola” di dire tutte queste sciocchezze.”, per dirgli che concordo con lui chiedendogli: “Ma quando comincia?” maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
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#1 · Marcello Marani
29 ottobre 2007, 20:26 Poi magari le medicine che i farmacisti obiettori non venderebbero le potremmo sempre comperare alla “Tortuga” dello SCV, che è un vero e proprio covo di spaccio e contrabbando. Ed in caso che il mio farmacista fosse obiettore, cambierei farmacista, ma credo che più che i diktat della SS, contino per loro i profitti delle vendite. Ma i cittadini che dicono, di volere libera Chiesa in libero Stato, perchè non sono coerenti e conseguenti fino in fondo e cominciano a prendere le distanze chiedendo, come ha fatto il sottoscritto, di essere cancellati, ai sensi della legge sulla privacy dalla liste dei battezzati? maranimarcel@tiscali.it