Il caso De Magistris e gli intoccabili
Gianni Rossi, 22 ottobre 2007, 18:24
Giustizia
In tutta questa vicenda, nessuno dei principi cardini di uno stato liberale è stato finora rispettato. E tutto ciò accade, mentre al governo siede una maggioranza di centro-sinistra, che durante tutto il governo affaristico della "Banda Berlusconi", aveva reclamato e gridato perché le istituzioni fossero salvaguardate e che i poteri non confliggessero tra loro
Nello scontro istituzionale tra la magistratura calabrese e alcuni esponenti del governo nazionale vi sono delle anomalie che andrebbero sanate al più presto.
Intanto, va detto che in una democrazia compiuta, matura, che si richiama quotidianamente allo stile europeo, i poteri dovrebbero rispettarsi e non invadere il campo altrui. Quindi, c'è il sacro principio che "nessuno è intoccabile", specie ai più alti livelli istituzionali, governo compreso.
Ebbene, in tutta questa vicenda, nessuno dei principi cardini di uno stato liberale è stato finora rispettato. E la cosa più grave è che tutto ciò accade, mentre al governo siede una maggioranza di centro-sinistra, che da sempre e, specie negli ultimi 6/7 anni ( durante tutto il governo affaristico della "Banda Berlusconi"), aveva reclamato e gridato perché le istituzioni fossero salvaguardate e che i poteri non confliggessero tra loro, che la magistratura, impegnata in inchieste e processi contro personaggi legati direttamente o meno al governo passato, non venisse intralciata.
Dure campagne di stampa sono state portate avanti sui media (tranne che in radio e in tv, monopolizzate dal "regime berlusconiano"!), proprio per difendere l'autonomia della magistratura e per far sì che fosse fatta piena luce nei diversi processi e nelle inchieste più scabrose, che avevano come soggetti inquisiti apparati dello stato, uomini del potere ufficiale ed occulto, gli ambienti finanziari, bancari ed economici, fin su verso il capo del governo di allora, Berlusconi.
Ma mai si era arrivati alla "demonizzazione" di singoli magistrati in maniera formale e sostanziale.
Spesso i tentativi di mettere sotto inchiesta, di ricusare alcuni "giudici scomodi" finirono col ritorcersi contro il sistema di potere, che aveva cercato di rivalersi. Non si era, però, nemmeno arrivati alle avocazioni di un'inchiesta, in dirittura di arrivo!
Cosa sta succedendo allora, proprio mentre la stabilità politica è in grave pericolo e si odono sentori di "compravendita" di senatori e politici da parte di Berlusconi, al solo fine di dare una "spallata" al governo Prodi, per andare alle elezioni anticipate entro la primavera 2008?
"Il potere è potere", dicevano anziani e cinici osservatori politici, senza distinzione di colore: di destra o di sinistra, il potere troppo spesso si dimentica di rispettare le regole istituzionali e cerca di soffocare in qualche modo l'autonomia degli altri istituti democratici, infliggendo così delle ferite mortali a tutto il sistema nato sulle guarentigie liberali. Si pensi ai tentativi legislativi per limitare le libertà di stampa scritta, radiotelevisiva e, ora, anche on-line!
E' quello che sta accadendo purtroppo nel nostro paese. Per di più ad essere protagonisti di questa "mal sopportazione" dell'indipendenza della magistratura sono proprio gli esponenti più in vista del centrosinistra!
Il Presidente del consiglio, Prodi, e il ministro della Giustizia, Mastella, sembrano essere indagati dal giudice De Magistris. In casi analoghi, vista la presunzione di innocenza e il livello ancora indiziario dell'indagine, i due esponenti avrebbero dovuto astenersi dal criticare pubblicamente l'operato del giudice e, contemporaneamente, avrebbero dovuto chiedere solo la rapidità del procedimento, senza invece innescare un meccanismo perverso con la "messa sotto indagine" presso il CSM del giudice in questione, né tanto meno spingere mediaticamente i superiori della sua Procura ad avocarne l'inchiesta.
Che all'interno della compagine governativa di centro-sinistra ci fossero spinte autoritaristiche di varia specie non era stato così palese finora. Già la vicenda delle "intercettazioni illegali" trafugate durante l'indagine sul cosiddetto "Risiko bancario" aveva fatto sorgere, però, i primi dubbi ( e la vicenda del conflitto istituzionale tra Procura milanese e Parlamento su alcuni "big" del centrosinistra ne è stato l'epilogo indecoroso!).
Oggi siamo alla svolta. "Poteri forti" contro altri "poteri forti" si scontrano nella perdurante crisi istituzionale, sociale e politica della nostra Seconda Repubblica. Ancora ci sono oscuri i fini, ma certo la cognizione dei danni è evidente: una delegittimazione della magistratura e una perdita di consensi per l'Esecutivo e l'intera classe politica.
Si riaccenderanno ora i riflettori dell'antipolitica, da poco appena soffusi, dopo le eclatanti prove di civismo offerte da milioni e milioni di italiani che sono andati a votare al Referendum sul Protocollo Welfare e alle Primarie, per eleggere il primo segretario del neonato Partito Democratico.
Abbiamo sempre cercato di tenere distinti i ruoli tra i poteri istituzionali e non abbiamo mai accettato intrusioni da nessuna parte partitica o governativa verso le libertà fondamentali. La nostra battaglia per il rispetto delle regole democratiche, liberali, costituzionali, in materia di informazione e di giustizia ha ottenuto anche molti successi: professionisti della comunicazione reintegrati nei loro posti, condanne europee allo stato italiano reo di aver calpestato il pluralismo informativo, campagne stampa a difesa di magistrati in "prima linea" ed inchieste "scottanti", che hanno ottenuto il consenso di una vasta opinione pubblica.
Ora, il compito si fa più difficile, perché, come dicevano una volta i "vetero-marxisti", le contraddizioni sono "in seno al popolo" e non nel campo avverso. Difficile, arduo, il compito di chi cerca di mantenere la barra dritta durante le tempeste, specie se queste coinvolgono le istituzioni democratiche e se a soffiare forte sulla burrasca sono proprio coloro che culturalmente e storicamente si considerano tuoi alleati di percorso.
Ma le regole secolari dello stato di diritto ci impongono di non fare sconti a nessuno!
Sarebbe, pertanto, doveroso che la Presidenza del consiglio intervenisse pubblicamente a chiarire lo stato delle cose, visto che il ministro della Giustizia, invece, fa di tutto per renderle oscure, per personalizzare qualsiasi atto giudiziario critico, come un attacco "quasi terroristico" alla sua persona fisica e morale, nell'intento strumentale politico di indebolire la propria coalizione di governo e andare al più presto alle elezioni.
Sarebbe doveroso da parte del CSM, organo supremo di controllo e indirizzo della magistratura, di prendere subito in mano tutta la "querelle", sorta dalle indagine del giudice De Magistris, e in pochi giorni chiudere sia il procedimento nei suoi confronti sia di riportare nella Procura di Catanzaro una serena collaborazione tra i vari livelli inquisitori, cancellando l'avocazione.
Sarebbe opportuno che l'intera questione venisse affrontata dal Presidente della Repubblica, Napolitano, capo supremo del CSM, sensibilissimo alle questioni di rispetto reciproco tra le istituzioni, affinché sia posta la parola fine a questa sequela di errori politici e mediatici.
Sarebbe, infine, opportuno, anzi doveroso, che il Presidente del consiglio uscisse dalla sua "Torre d'avorio" e chiarisse non solo la sua posizione nei fatti in questione, ma soprattutto dicesse qualche parola inequivocabile sulla distinzione dei ruoli tra i poteri dello stato, sul comportamento corretto dei suoi ministri e sulla difesa delle libertà fondamentali, troppo spesso maltrattate in Parlamento e fuori, proprio dall'operato del suo stesso esecutivo.
Non abbiamo dubbi sulle capacità persuasive del Professor Prodi né sull'attaccamento alle regole delle libertà fondamentali, che ha ben saputo tutelare anche durante il suo positivo mandato di Presidente della Commissione europea. E' che il tempo corre e ne è rimasto poco davanti, proprio perché i sentori di burrasca contro la durata di questa maggioranza di governo si stanno trasformando in maestralate difficilmente evitabili.
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#2 · roberto.b
21 ottobre 2007, 22:05 Mi aspetto dai parlamentari della Sinistra un forte impegno a sostegno di De Magistris. Se vogliamo un’Italia migliore (e recuperare la fiducia delle persone) la questione morale e il rispetto della legalità devono diventare la nostra bandiera insieme alla cara bandiera rossa.#3 · Nicola Piro
22 ottobre 2007, 02:20 Ma il presidente della Repubblica non è anche il presidente del CSM ? Non aggiungo altro.#5 · viviana vivarelli
22 ottobre 2007, 07:45 Scalfari avrà visto Annozero? Noi la vediamo benissimo l’enormità della corruzione politica, ma lui evidentemente no, altrimenti non avrebbe insultato il milione di italiani che chiedeva pulizia morale su tutte le piazze. Se fosse una persona seria ci sarebbe stato anche lui, come sarebbe accanto a De Magistris. O forse considera barbari e selvaggi anche i Pm che lottano per un’idea di giustizia e anche chi per essa è cacciato o ucciso e le preferisce il potere? Ad Annozero abbiamo visto le gigantesche differenze tra Italia e Francia, Germania e Svezia. Là nessun condannato siede in parlamento, siamo l’unico paese UE dove l’espulsione la decidono il parlamento e la giunta per le elezioni, che non la decidono mai. Altrove decade il condannato come l’inquisito, perde ogni diritto e non è più ripresentato, ci si dimette anche per comportamento disdicevole, come aver preso buoni premio per i voli. Le regole sono severe. Si è espulsi anche per infrazioni sulla strada. Sono vietate le doppie cariche, non si può essere ministro e sindaco, o presiedere società che ricevono fondi pubblici, men che mai essere proprietari di media, perché scatterebbe un conflitto di interesse. Non puoi essere la mano che prende e quella che dà. Nessun un leader si porta in parlamento tutto il suo staff di avvocati e i parlamentari avvocati non difendono chi ha fatto reati contro lo stato. Qua abbiamo senatori in difesa di politici corrotti, mafiosi o massoni, addirittura della parte avversa. Là si pubblicano in internet i conti dei politici. Non esiste che un Dell’Utri e un Frigerio interdetti per 2 anni dai pubblici uffici restino al loro posto, o un Previti espulso per sempre resti nelle aule e prenda compensi finché non decida, lui, di dimettersi. Chi è anche solo accusato di tangenti è cacciato. Da noi sono i ministri indagati che cacciano i PM, nel silenzio del capo dello stato e dell’ANM. Via anche chi fa più del 51% di assenze. Un altro mondo!#7 · graziella iaccarino-idelson napoli
22 ottobre 2007, 09:04 Spero che Prodi intervenga al più presto ! E’ una vicenda vergognosa per l’Italia ! a Napoli cu fu il caso Cordova un Procuratore espulso dal sistema ! Il nuovo Procuratore è ovviamente molto molto tranquillo e avvisa sempre i politici ed i giornali ad ogni apertura di indagini ! A QUESTO SIAMO a NAPOLI ! che democrazia !#8 · copco
22 ottobre 2007, 09:16 Io concordo con la versione di Antonio Di Pietro: se il passato governo di centrodestra non avesse fatto la sua sciagurata riforma dell’ordinamento giudiziario tutto questo oggi non sarebbe successo. E invece succede perchè con quella riforma ci ritroviamo col potere esecutivo che interviene nella vita della magistratura, che così non è più indipendente. Ci ritroviamo con un ministro della giustizia che può indagare chi lo indaga e se si sente in pericolo può agire per bloccarlo. Della serie “la legge è uguale per tutti ma per alcuni è più uguale”. L’avocazione dell’indagine è il risultato, e così De Magistris viene messo fuori causa e festa finita. Ma che succederebbe al ministro se il CSM si rifiutasse di dar seguito alla richiesta del ministro di trasferire De Magistris dalla procura di Catanzaro? Se da una parte ci ritroviamo con un potere esecutivo che può condizionare l’azione della magistratura, con buona pace dell’indipendenza, ci ritroviamo anche di fronte ad un CSM che può decidere di non dar seguito alla richiesta del ministro, con conseguente delegittimazione del ministro stesso. Un bel guazzabuglio. Cicchitto dice che De Magistris ha agito da politico perchè ha concesso interviste, ha fatto uscire notizie riservate, è andato a finire addirittura in televisione per catturare consensi popolari come normalmente fa un politico. Ma Cicchitto non ha pensato a un fatto semplice e drammatico al tempo stesso: De Magistris si è fatto vedere e sentire dai media per difendersi. Lo ha fatto perchè s‘è sentito abbandonato ed isolato. S‘è ritrovato in contrasto con i suoi superiori, s‘è ritrovato contro le mafie e il malaffare e s‘è ritrovato con uno Stato che lo perseguita. E’ uscito sulla scena pubblica per far sapere la portata delle sue indagini e gli interessi che venivano toccati, ma lo scopo non penso proprio che sia stato quello di fare politica bensì quello di difendersi perchè si sentiva in pericolo di vita. Un’operazione simile tentò di farla Paolo Borsellino. Prima di morire. Forse perchè Borsellino non fu abbastanza deciso nello spiattellare all’opinione pubblica la drammatica situazione in cui si trovava.#9 · eulo
22 ottobre 2007, 09:18 Leggo dai commenti che siamo tutti d’accordo nel pretendere di mettere un punto per voltare davvero pagina. Ci stiamo tutti sfogando nell’esprimere le nostre riflessioni, ma ora cerchiamo di contribuire concretamente a produrre una svolta. Propongo allora, come primo passo, che APRILEONLINE predisponga una lettera da far firmare a tutti noi e da inviare al presidente Napolitano nella sua doppia veste di capo dello Stato e presidente del CSM, perchè è in tale doppia veste che deve intervenire. Il ceppalonico è pronto a dar battaglia e lo ha dimostrato ieri sera moltiplicando gli insulti a Di Pietro e invitandolo “politicamente” ma non troppo a fare a cazzotti. Ma davanti a dure dichiarazuioni di Napolitano, Mastella rischierebbe di insultare anche lui? Per l’autorevolezza che questo giornale e il suo direttore hanno, chiedo a Carla Ronga di facilitare il coinvolgimento di tutti noi. Eugenio Lombardi#10 · viviana vivarelli
22 ottobre 2007, 10:47 Correità? Omertà? Sicuramente vergogna che ricade su chi gestisce questo Stato e sui suoi cittadini. E vergogna per i giornalisti come Scalfari che fingono di non vedere queste cose e demonizzano irosamente i cittadini onesti che non delinquono, che le tasse le pagano, che la democrazia la vogliono, e che protestano contro uno stato di cose che sarebbe inaccettabile in QUALSIASI paese europeo. Un altro mondo! In Europa la legge per cui non si possono ricoprire due cariche pubbliche contemporaneamente è presente ovunque. Chi si dedica a una funzione di sindaco, di ministro, di parlamentare non deve e non può aver tempo per altre occupazioni pubbliche. Le cariche pubbliche devono essere ricoperte da persone che possano presentarsi agli elettori come modelli di correttezza, che possano essere di esempio agli altri cittadini, nella condotta privata e pubblica. Non possono certo essere cocainomani, ladri, truffatori, collusi con la criminalità organizzata, falsificatori di bilanci, evasori fiscali… Un altro mondo! Berlusconi ha demonizzato sui suoi media i magistrati meglio di Riina, ha voluto ogni espediente per sottrarre l’imputato al suo giudice naturale, per spostare i processi, per condonare, depenalizzare o prescrivere, ha comprato giudici, ha modificato il diritto processuale e penale, ma non si è mai azzardato a esercitare un diritto di avocazione Mastella lo fatto. E’ andato oltre Ha fatto la riforma (la riforma Mastella) per dare a se stesso il potere di avocazione e lo ha usato per stroncare una inchiesta che lo vede indagato, cioè per il suo sporco interesse. C‘è da credere che abbia voluto questo diritto proprio per questo. Ha riformato la giustizia per mettersi in salvo L’attacco alla Magistratura è stato costante con tutti i governi, dalla orrenda bicamerale di D’Alema concertata con Berlusconi a oggi. Sempre si è tentato di eliminare l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura e di metterla sotto il tallone del potere politico. Ora vediamo che l’attacco è continuato con Prodi, in grave lesione della tripartizione dei poteri che è base della democrazia e in grave violazione della giustizia che vuole che tutti siano uguali davanti alla legge. Al dominio della legge si è sostituito il dominio di una cricca di criminali che protegge se stessa Tace Prodi, peraltro indagato nell’inchiesta Why not per i frequenti contatti col ciellino Saladino che faceva mercato di voti e di posti di lavoro (amico di Saladino e suo assiduo è anche l’altro ciellino Formigoni) Inutile dire che Mastella è difeso da Berlusconi e da tutta la Cdl e, trattandosi di truffa perpetrata da una loggia massonica, tutto torna. Il governo tace, mentre le ombre si addensano sulla sua credibilità. Oggi si riuniscono per cambiare la legge elettorale ma pensare che, o resterà il porcellum di Calderoli come Berlusconi vuole, o una legge così delicata sarà affidata a gente che della democrazia ha un così vile concetto, ci fa tremare le vene nei polsi Ne uscirà un’altra spartizione di potere, alla faccia della democrazia!#11 · viviana vivarelli
22 ottobre 2007, 11:29 Nitida e pulita la sintetica ricostruzione della Gabanelli dello scandalo calabrese. Non c’è un Riotta, un Mazza, un Vespa, un Ferrara o un Donelli che sappia fare altrettanto. Su Fede, Farina, Feltri, Belcampo stendiamo un velo pietoso. La Calabria è una regione dove il dramma è il lavoro ed è sul lavoro che si fanno giochi sporchi. Questo rende la truffa ancora più vile e spregevole. Stanno per arrivare dall’Europa 12 miliardi di euro per risollevare la Calabria, e questi preparano le spartizioni affinché alla Calabria non arrivi niente. Ci sono dentro tutti. Già ora l’inchiesta su Saladino rivela cosa è il lavoro in Calabria, per averlo si deve pagare una tangente da 150 euro a 450 da pagare cash ogni mese alla segreteria del tale politico, un pizzo politico. Ma non basta. Intorno ai lavoratori gira un enorme mercato di voti. Il politico (vedi i frequenti rapporti di Prodi, Formigoni, Mastella, ma anche dell’uomo di fiducia di Frattini con Saladino) si accorda con lo smistatore di lavoro e di voti, fa leggi, ritira tangenti, prende voti. Ciò spiega certi strani risultati elettorali al sud, in Sicilia. 61 posti su 61 a Forza Italia. Un partito losco come l’Udc che stravince. Ma l’Udeur non è da meno. E AN dappertutto. Ma anche il csx non si fa mancare niente. Il lavoro! Il lavoro è il cappio che strangola la tua libertà. Per esso sei disposto anche a votare Cuffaro o Loiero. Voteresti anche il diavolo, se fossi disoccupato. E daresti la tangente anche a loro. Gli daresti l’anima. Nella truffa c’è anche un uomo di Di Pietro che lo sospende subito. Che fanno gli altri partiti? Acconsentono?#12 · Raffaele
22 ottobre 2007, 11:30 (1) In attesa che le anomalie vengano sanate, lo stato liberale si manifesti, la maggioranza di centro-sinistra sia coerente con quanto reclamava quando era all’opposizione, la Presidenza del consiglio intervenga a chiarire lo stato delle cose e il Presidente della Repubblica esca dalla Torre d’avorio sarebbe il caso che il popolo si facesse sentire ! (2) Non solo perché il PM De Magistris è capace e non guarda in faccia a nessuno (e per fortuna sa anche difendersi da solo senza passi falsi sulle parole), ma perchè oramai si è oltre lo scontro Mastella – De Magistris, oramai si attenta all’ art. 25 della Costituzione (Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.). (3) Sul sito dell’associazione “e adesso ammazzateci tutti”, nell’editoriale De Magistris scippato dell’indagine Why Not è annunciata una prima risposta per oggi, lunedì 22 ottobre alle 16 davanti al Tribunale di Catanzaro. (4) Per parole ben più autorevoli delle mie segnalo, nella 1° pagina di commenti all’articolo citato, il post “Illegalità di Stato” di Salvatore Borsellino (è il #44) in cui si dice chiaramente del ricatto di Mastella, che il CSM deve intervenire e Napolitano non dovrebbe tacere oltre. (5) Personalmente domani mattina sarò davanti al Tribunale di Milano (il tempo di preparare un cartello).#13 · viviana vivarelli
22 ottobre 2007, 13:54 Scalfari avrà visto Report? Scalfari è sveglio o dorme e scrive nel sogno? E a noi arrivano solo brandelli di un incubo? In Italia (la Calabria ne è emblema) la meritocrazia è morta. Un gioco gigantesco di potere ruota attorno alle raccomandazioni. E’ enormemente chiaro perché il precariato viene allargato all’infinito dal nuovo regime omologato e i Caruso di turno sono crocifissi. Perché col precariato cresce la massa di coloro che, deboli e privi di diritti, possono essere ricattati e vilipesi dal potere. Se non sei figlio di “Qualcuno” e un lavoro lo vuoi, ti resta solo la speranza che “Qualcuno” ti raccomandi e da “Lui” dipenderà la tua sopravvivenza, la possibilità di farti una famiglia, di contrarre un mutuo, di comprarti una macchina.. in una parola: di vivere. Ma chi gestisce la raccomandazioni e può farti avere un lavoro, quel lavoro che dovrebbe essere un tuo diritto, quel lavoro che i lupi hanno trasformato in merce di scambio, vuole qualcosa in cambio: una tangente mensile, una succubanza vile, il tuo voto… Così per quel lavoro tu devi rinunciare a parte dei tuoi diritti economici, a parte della tua libertà, a parte dei tuoi diritti civili, a parte della tua anima. Tu devi diventare funzionale al sistema che ti soggioga. Tu sei derubato di quel che ti spetta, perfino del tuo onore e della tua libertà democratica, e sei ricattato da una classe al potere che nessun uomo sano di mente eleggerebbe ma che troppi per opportunismo o per necessità sono costretti a mantenere, per vivere. Tu disoccupato, tu allevatore, tu commerciante, tu imprenditore sei soggetto a un ricatto, un pizzo, esattamente come avviene con la mafia. Ci vorrebbe a questo punto un Montezemolo più serio, che, per amor di coerenza, come ha chiesto a Confindustria siciliana di cacciare chi paga il pizzo alla mafia, chiedesse ugualmente a qualunque società civile di cacciare chi ordina il pizzo politico. Ma qui c‘è silenzio. Non minacci quelli con cui spartisci, a cui garantisci la permanenza al potere in cambio di riduzioni dei diritti dei lavoratori. Qui il pizzo è consenziente e interessato alla pari. Ecco l’ipocrisia che domina i moralisti di turno! Così come l’ipocrisia domina questi Mastella che vanno alla messa papale, questi Cuffaro che fanno i pellegrinaggi ai luoghi santi, questi Saladino e Formigoni di Comunione e Liberazione, questi Casini paladini della cristianità, che stanno tutti, nei fatti, a favore di coloro che il Cristo lavoratore lo strangolano e ricattano sul suolo di Calabria, sul suolo di Sicilia, sul suolo d’Italia. Povera Calabria! Povera Lucania! Povere Basilicata e Sicilia! Cristo si è fermato ad Eboli. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia…Per loro, lo Stato è più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall’altra parte.. Qua non arriva nessuno che non sia un nemico, o un usurpatore.#14 · Fabio
22 ottobre 2007, 15:18 Vedo un paese a pezzi. Alcuni che sanno che quando i soldi arrivano, le tariffe dei pizzi si ritirano in quella sede e si pagano in quell’altra. Vedo accettare che un rincoglionito vomiti stupidaggini verso manifestazioni LIBERE di piazza, senza rendersi conto che in quel momento il Potere usa IL SERVIZIO PUBBLICO CHE PAGO IO PER INSULTARMI NELL’ESERCIZIO DEI MIEI DIRITTI. Noto un paese i cui Cittadini non si rendono neanche conto che non sanno piu’ aver dignita’.#15 · Adriano
22 ottobre 2007, 16:18 Leggo che molti chiedono un intervento di Prodi. Vorrei far notare che se accadesse immediatamente cadrebbe il governo, sotto ricatto da Mastella. Napolitano forse è più titolato ad intervenire, essendo il presidente del CSM e non facendo parte del governo. Spero intervenga come sa fare lui, cioè senza sbilanciarsi troppo. Oppure anch’egli è assuefatto dall’immobilismo veltroniano ? Faccio notare che Veltroni continua imperterrito a svolgere anche le funzioni di Sindaco, cosa moralmente tutt’altro che corretta. Da oggi più che mai un VELTRUSCONI.#16 · saigon
22 ottobre 2007, 17:57 Come sempre è tutto molto complicato. Genericamente possiamo dire che il Sistema diventa sempre più complicato ed i rappresentanti del popolo (non scelti bensì imposti dai partiti) non hanno la capacità di rendersi conto dei provvedimenti che votano nelle aule parlamentari. Questa incapacità non è “originaria” bensì deriva dalla complessità dei provvedimenti che si presentano nelle Aule. Per quanto riguarda il caso De Magistris occorre soffermarsi sulla controriforma alla riforma Castelli. La controriforma Mastella , nella parte che modifica l’organizzazione degli uffici della Procura della Repubblica e dell’iniziativa per l’azione disciplinare. In particolare, ed in riferimento al potere di avocazione da parte del Procuratore Generale, la controriforma Mastella conferma tale potere (dall’ANM considerata incostituzionale in quanto lesiva dell’obbligatorietà dell’azione penale individuale) introducendo solo la facoltà, da parte del sostituto procuratore soggetto all’avocazione, di presentare memorie e adire il CSM. E la stessa obbligatorietà dell’azione disciplinare, promossa anche dal ministro di Giustizia ha dato al Procuratore Generale la possibilità di motivare il provvedimento discrezionale di avocazione. Ricordo che l’avocazione, prima della riforma Castelli, veniva utilizzata solo per specifici quali: l’inerzia investigativa, o per porre rimedio a richieste di archiviazione non fondate. Le conclusioni sono univoche: al momento della stesura del luglio 2006 della controriforma Mastella si sapeva che vi era un fascicolo anche nei confronti di Prodi da qui la decisione di immediato traferimento cautelare da parte di Mastella, utilizzate per fondare, da parte del Procuratore Generale di Catanzaro, l’avocazione, ormai discrezionale, dell’inchiesta di De Magistris.#17 · roberto.b
22 ottobre 2007, 18:59 Inizio a pensare che l’Unione non sia poi tanto meglio della Cdl.. guardate le notizie su rainews24, Prodi concorda con il Papa sulla condanna alla precarietà, Bertinotti e Rutelli concordano sull’urgenza della riforma elettorale e il ministro Pollastrini mette in guardia dai conservatorismi.. mi aspettavo una difesa di De Magistris anche a costo della caduta del Governo. Agitiamoci in difesa della legalità e per una NUOVA CLASSE DIRIGENTE!!!#18 · Marcello Marani
23 ottobre 2007, 07:53 Se qualcuno pensa ancora che il Ceppalonico fosse e sia “valore aggiunto” dovrebbe ricredersi, fare il mea culpa e chiedere scusa a quanti denunciavamo che si trattasse di “zavorra a carico”. Infatti con i suoi ricatti pre elettorali, si è fatto assegnare collegi bloccati, raddoppiando e più il proprio consenso elettorale, che senza quelle concessioni lo avrebbero escluso dal Parlamento, mentre dalle sue parti lo sanno anche i bambini, che ha grossi legami con personaggi di dubbia moralità per non dire di peggio. E ripeto per l’ennesima volta che almeno una quindicina di giovani figli di amici e di parenti tra cui mio figlio, si sono astenuti dal votare proprio a causa della presenza di tale squallido e squalificato personaggio, mentre una figlia che risiede e vota a Londra, per non astenersi anche lei, alla fine ha votato Di Pietro, visto che se avesse votato Ulivo nel suo colleggio avrebbe votato anche per l’infiltrato e voltagabbana Mastella. E la sua stessa uscita che potrebbe non votare la finanziaria puzza di ricatto con l’aut aut, o si smette di ingdagarmi, o mando tutto a carte quarantototto e magari alle ormai prossime elezioni passerebbe per nostra fortuna al Polo, pronto alla compravendita. Il problema quindi non è Mastella, ma tutto il resto del CS, sia di chi lo ha voluto includere e persino dei Di Pietro ed altri che a quel punto non sono rimasti fuori, ma accettando il Ceppalonico e la sua accozzaglia di masnadieri e ricattatori si sono messi nell’attuale cul de sac, trasformandosi comunque in sodali e complici. Ed è quindi iniutile piangere oggi sul latte versato perchè chi va per certi mari, certi pesci piglia. Così mi viene voglia, visto che l’omuncolo, sta in quel posto grazie anche al mio voto prestato a RC, di dire: “Aridateme er voto e annatevene tutti a fanculo!!!” maranimarcel@tiscali.it#19 · Salvatore
23 ottobre 2007, 09:21 In questo articolo c‘è tutta la nostra rabbia e frustrazione rispetto ad una sinistra parolaia sempre pronta al ben altrismo e più simile al famigerato “generone” romano (pres. camera e consorte) che alle classi che (dicono) di voler difendere. La loro incapacità di affrontare (e risolvere concretamente)qualcuno dei tanti gravi problemi che attanaglia il paese sta spianando la strada (di nuovo) al losco figuro che ha conquistato il paese e lo ha asservito ai suoi interessi.#20 · viviana vivarelli
23 ottobre 2007, 13:10 In questa giungla assurda dove la legge copre l’illecito è stata buttata su de Magistris l’accusa paradossale, la madre di tutte le accuse: il conflitto di interessi! Quello che non è mai stato risolto, dolosamente, dal csx, da D’Alema come da Prodi, e che ora si ritorce malignamente come una serpe in seno fuori come un’arma impropria contro il bersaglio sbagliato. In un paese dove si diventa politici proprio per proteggere comitati di interessi se non addirittura interessi aziendalistici privati, è proprio chi indaga su una cosca massonica di malaffare che ruba fondi pubblici che riceve questa accusa! Le motivazioni sono risibili: non aver comunicato al superiore l’inchiesta in cui era coinvolto suo figlio, aver inquisito il ministro (per finanziamento illecito di partito, abuso d’ufficio e truffa), mentre il ministro gli mandava i suoi ispettori. Qui secondo Favi, maligno guastatore di inchieste, il conflitto di interessi risulterebbe dal fatto che il PM risulta allo stesso tempo inquisito e inquisitore. Non è dunque il ministro a cadere in questo reato (in quanto gli interessi sono i suoi), ma il PM che difende l’interesse della Nazione Ma il meglio è che Mastella ha fatto tutto da sé, col “consenso” di Governo e Parlamento. Si è fatta una riforma giudiziaria (riforma Mastella) su misura, con cui ha dato “a se stesso” il diritto di avocare l’inchiesta a un magistrato “se lo riguardava”. Però il conflitto di interessi è del magistrato!? Dunque: io ministro delinquo quanto mi pare. Appena il Pm si prova a fare una inchiesta su di me, gli mando gli ispettori, e poi grido al conflitto di interesse perché “lui” non può essere allo stesso tempo inquisito (dai miei ispettori) e inquisitore (di me ministro). Il che vuol dire che ho inventato un marchingegno per dare a me stesso il diritto di delinquere quanto mi pare e punire chi mi stoppa. E qui muore la magistratura con tutta la sua autonomia! Ma che legge è questa? Ma questi quando votano, cosa votano? Ma nemmeno Riina penserebbe una legge simile! Ad ammazzare la giustizia non è Berlusconi, come tutti pensavano, ma il Governo Prodi!!! Così l’inchiesta sul clamoroso furto di fondi pubblici e sull’indegno mercato di voti e lavoro col pizzo, si chiude. Non importa se i reati contestati a Mastella e a Prodi sono di un periodo diverso da quello degli ispettori, ma risalga a tempi in cui non erano ministro e che quindi il doppio ruolo di indagato indagatore non ci sia nello stesso tempo. Ciò che importa è chiudere l’inchiesta in tempi brevi, istantanei. Il procuratore generale di CZ ordina che la cassaforte di De Magistris sia forzata e il contenuto asportato (agiscono come i ladri che sono), l’inchiesta è sprangata, il Pm immobilizzato come un furfante, niente più intercettazioni telefoniche, silenziati i testimoni che davano prove di reato su Prodi e Mastella. Hanno stesso la morte civile su tutto. Hanno permesso ai più indegni di governare. Hanno collaborato alle indegità dando il loro assenso. E, di fronte a questo scandalo che grida vendetta, Napolitano ci viene a dire: “Basta polemiche! E’ necessario evitare commenti che generino sconcerto nell’opinione pubblica!” ???? Polemiche? Ma **** … anche tu!#21 · viviana vivarelli
23 ottobre 2007, 13:32 Saigon ha ragione La riforma che il leghista Castelli aveva fatto della giustizia era ignobile, sicuramente dettata dallo staff di avvocati di Berlusconi, in quanto Castelli di giurisprudenza non ne sapeva una mazza, essendo un tecnico del suono messo lì solo per figura, in base alla lottizzazione delle cariche. Ma Mastella ha fatto una controriforma sulla riforma Castelli che è anche peggio! Una ver afollia! Un mostro giuridico! E ci vediamo lo stesso spregevole attentato alla autonomia e indipendenza della Magistratura per farne l’esecutrice passiva dei voleri del Governo, un intento che procede indisturbato dalla bicamerale fino adesso. Ciò rompe l’equilibrio dei poteri e ci fa uscire dall’ambito democratico, essendo la tripartizione dei poteri consustanziale alla democrazia. Mastella ha dato al Governo un indebito diritto a intromettersi nelle inchieste e nei processi, stoppando quelli che lo riguardano. Insomma la controriforma Mastella è stata un passo in più verso l’impunità dei potenti che si mettono non solo sopra la legge, ma addittura sopra la possibilità stessa di essere processati per reati! Questo diritto, di avocare, cioè sottrarre, una inchiesta ad un magistrato, fino a Mastella non c’era, l’ha inventata lui, o chi per lui. Ma questo diritto è incostituzionale, perché vìola la tripartizione dei poteri, e perché rende di fatto impunibili gli eccellenti. Se un processo viene sottratto al suo giudice naturale, si calpesta un principio fondamentale del diritto, che già Berlusconi provò a distruggere. Pertanto la Corte Costituzionale decida alla svelta che il diritto di avocazione che Mastella si è dato è incostituzionale! Che una sentenza di anticostituzionalità faccia decadere la legge Mastella! Si annulli pertanto anche l’avocazione dell’inchiesta di De Magistris, che, come giudice naturale, ha diritto a portarla avanti! E si riconfermi l’autorità della giustizia e del processo penale che non può essere ridicolizzato e menomato dai ministri di turno!#22 · giovanni smimmo
23 ottobre 2007, 14:40 Quando governava berlusconi noi di sinistra soffrivamo per l’incapacita della destra di fare politica attiva,e speravano che con l’avvento della sinistra molte cose sarebbero cambiate,che finalmente i politici della nostra area avrebbero sanato tutte quelle porcherie che berlusconi si era fatto pur di scappare dalle grinfie della giustizia, ebbene all’atto dei fatti tutto il castello tutte le promesse si sono dimostrate un mare di menzogne; il conflitto di interessi non hanno voluto affrontarlo non per fare un favore a berlusconi,ma solo perche loro sono tutti in conflitto di interessi, cosi come la legge delle telecomunicazioni quindi in campagna elettorale ci hanno raccontati frottole,un mare di frottole. Adesso mancava il tassello della magistratura e mastella è riuscito dopo l’indulto ha toccare anche la magistratura, adesso sappiamo che non è vero che i principi e gli ideali della sinistra sono l’opposto dei principi e degli ideali della destra, bugie sono esattamente uguali,chiunque governi in italia. All’onorevole mastella vorrei dire perchè ha sollevato un tale polverone, è forse colpevole? e sè non lò è spieghi agli italiani il motivo di tanto astio nei confronti adesso di DE Magistris,ma sè fosse stato un qualunque magistrato lei avrebbe avuto la stessa reazione, sarà che lei essendo un ministro pensa che può fare tutto e piu di tutto quello che lè aggreda? perchè un ministro della repubblica una volta indagato non prende esempio dal ministro Antonio Di Pietro che appena indagato si dimise da ogni carica e si fece giudicare capisco che lei intende la correttezza istituzionale non una limpidezza verso i suoi elettori,ma adesso lei con i suoi ricatti al governo stà oltrepassando il limite della correttezza istituzionale,spero che i suoi elettori si avvedano del suo modo di intendere il suo ruolo, e che vadano hai ripari, io penso che un ministro della nostra repubblica una volta iscritto nel registro degli indagati,per onesta verso le istituzioni dovrebbe dimettersi,e fare in modo che la magistratura faccia il corso,mi creda lei acquisterebbe credibilita e potere, diversamente lei non facendo proseguire l’indagine lascerà intendere agli italiani che il giudice ha ragione.#23 · stefano
23 ottobre 2007, 19:21 l’italia è allo sbando , le famiglie come la mia che ho 3 figli non riescono ad arrivare a fine mese , ma dove andiamo a finire e tutte le promesse?? sicuramente veltroni non risolvera le cose, anche perchè non ho visto facce nuove e i soliti bla bla … che non servono a niente , sto rinpiangendo il governo berlusconi , speriamo di andare subito alle elezioni!!form di registrazione al sommario
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#1 · eulo
21 ottobre 2007, 21:41 Spero davvero che avvenga tutto ciò che ha auspicato l’articolista: vorrebbe dire che l’Italia non è poi così in crisi ed è ancora in grado, con le sue Istituzioni di vertice, di autogestire problemi così gravi facendo pulizia al proprio interno senza traumi per nessuno. Temo, però, che le cose non andranno esattamente così e questo quasi certamente perchè l’homo ceppalonicus vive da sempre d interessi personali e se ora trova comodo portare la crisi alle massime conseguenze (vedi oggi come ha costretto Di Pietro a intervenire!), perchè così il viaggio verso il centrodestra gli risulterà più agile, userà tutti i mezzi a disposizione per far esplodere la crisi. Davanti alla quale poco potrà fare il presidente Napolitano e ancor meno farà Prodi, anch’egli tra l’altro coinvolto. Con un Mastella che urla al complotto contro la santità della sua persona e la straordinaria qualità della sua politica (ma qualcuno ha mai capito se ne ha una che non sia il tornaconto personale della sua ciurma e della sua famiglia?), Prodi si guarderà bene dal sollecitare chiarezza e urgenza di valutazione!