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11/09, una palese insostenibilità

Franco Bianco,   11 settembre 2007, 12:56

11/09, una palese insostenibilità Dibattito     La versione ufficiale sul fatidico giorno che ha cambiato il corso della storia non è credibile, come dimostrato dalle confutazioni espresse da qualificatissimi ingegneri strutturalisti ed esperti di aeronautica. C'è da sperare che, alla fine di questa "era Bush" il popolo americano sappia mettere sotto accusa e, auspicabilmente, perfino sotto processo quell'uomo e tutto il suo entourage perché rispondano di crimini contro l'umanità



11 Settembre, data ormai rituale, entrata nell'immaginario collettivo come "la data cha ha cambiato il mondo, dopo la quale niente è più come prima". Ciò che in massima parte è vero, ma non per quello che vorrebbero farci credere. Quanto è apparso quel giorno è di una tale palese insostenibilità che si resta increduli, ci si chiede come si possa pensare che, ad una riflessione nemmeno troppo profonda, la gente possa prestare fede alle versioni ufficiali.

- Come è potuto avvenire che siano state "attaccate" le due "torri gemelle"?
- Come questo è potuto avvenire senza che, nonostante il molto tempo che c'è stato a disposizione, vi sia stata azione di difesa da parte dell'aeronautica militare?
- Come è stato possibile che i "terroristi piloti" - persone che avevano preso poche lezioni di pilotaggio, come ci è stato detto, e fra l'altro dimostrandosi allievi scadenti - abbiano potuto centrare, per giunta dopo una lunga virata, le torri, che nello spazio aperto ed a distanza sono come due aghi?
- Come sono potute collassare le torri? Per il calore sviluppatosi dall'incendio del kerosene fuoruscito dai serbatoi degli aerei, è stato detto. Palesemente falso. Fior di ingegneri metallurgici hanno affermato che il punto di fusione dell'acciaio di cui erano costituite le circa trecento colonne portanti per ogni torre è di alcune centinaia di gradi più alto della massima temperatura che può essere stata raggiunta. Se è così - e l'autorevolezza scientifica di chi lo sostiene non lascia dubbi che così sia - come mai sono cadute le torri?
- Ma quante sono le torri cadute? A questa domanda una grandissima parte di persone risponderebbe, con gli occhi un po' stralunati: "Ma due, naturalmente, le cosiddette torri gemelle". Ed invece, come sappiamo, le torri cadute sono tre, poiché nel pomeriggio è caduta anche la torre 7 (WTC7), che non era stata colpita da nessun aereo e nella quale non si era sviluppato nessun incendio distruttivo
- Come sono potute collassare, così simmetricamente e rapidamente, le torri (tutte e tre le torri, e tutte allo stesso modo)? Dalle misure di tempo effettuate è risultato che siano collassate in circa 10 secondi le torri 1 e 2, ed in poco più di 6 secondi la torre 7 (che era parecchio più bassa). Applicando la regola della "caduta dei gravi" (H= 1/2 g t2 - essendo g l'accelerazione di gravità), si ricava che, essendo le torri 1 e 2 alte più di 400 metri (H), il tempo di "caduta libera" (t) sarebbe di circa 9,2 secondi [= radice quadrata di (2 x 417) : 9,8]. Qualificatissimi ingegneri strutturalisti hanno affermato che prima di tutto il tempo di reale caduta non può essere praticamente coincidente con il tempo teorico di un corpo lasciato libero di cadere nel vuoto, poiché tutta la struttura - le decine di solai, e tutto ciò che via via, accumulandosi, faceva ostacolo - avrebbe rallentato di molto il collasso completo; poi, è impossibile che un collasso dovuto a cedimento delle strutture portanti - come dicono che sia stato - avvenga in modo così simmetrico (si ricorda l'antenna sul tetto di una delle torri che cadeva per decine di metri insieme al tetto, restando perfettamente verticale). Quella modalità di caduta è tipica delle "demolizioni controllate", in cui si "fa spazio" ai piani superiori che crollano a mezzo di esplosivi che "spazzano" via via quello che c'è più sotto, in modo che non faccia ostacolo. Ed in realtà, osservando al rallentatore, si vede - per tutte e tre le torri - che ci sono, man mano che le strutture crollano - degli "sbuffi", sottostanti ai piani in caduta, che paiono appunto dovuti ad esplosioni. E, d'altra parte, i primi superstiti che uscirono dalle macerie parlarono di "molteplici esplosioni" di cui si erano sentite le detonazioni (che, dissero, avevano fatto pensare a scoppio delle caldaie). Come e perché, dunque, sono cadute le torri, le tre torri?

E l'aereo sul Pentagono? Qualunque pilota, o conoscitore di problemi di volo o anche di tecniche radar, sa benissimo che un aereo di quelle dimensioni non può, materialmente non può, percorrere centinaia di metri a volo radente il terreno (e poi, perché non scendere sul Pentagono in picchiata? Il danno sarebbe stato maggiore). Dicono che fosse un aereo passeggeri, con circa 70 persone a bordo. Si è mai visto un incidente aereo che non sparga sul luogo di caduta corpi umani, pezzi di corpi, valigie, effetti personali, poltrone, ecc.? E dove sono i motori ed il carrello, per non parlare delle ali? Anche da foto scattate subito dopo l'impatto, non c'è traccia di niente di tutto questo. E come mai lo squarcio causato nel Pentagono è di dimensioni così ridotte, rispetto a quelle che un impatto così devastante avrebbe dovuto causare? Era, dunque, davvero un aereo passeggeri quello che si è schiantato contro il Pentagono? O era un oggetto volante di altra natura?

Senza parlare dell'aereo "caduto" in Pennsylvania, di cui nessuno dice niente e non si è più sentito parlare.

Qualcuno dice, per mettere in difficoltà chi solleva queste obiezioni: allora che cosa sarebbe accaduto? Quale sarebbe una spiegazione plausibile? E' una domanda sbagliata. Noi possiamo affermare con certezza che la versione ufficiale è palesemente falsa e tecnicamente insostenibile. Questo è quanto l'opinione pubblica ha il diritto di fare: chiedere. Dare le risposte è compito di chi sta dall'altra parte. Ed è un dovere ineludibile, verso gli americani e verso l'umanità intera.

Qual è la conclusione? E' che quello che si sa, quello che è avvenuto, senza tema di accuse di "dietrologia", è che l'11 Settembre è stato l'elemento catalizzatore di due guerre, che anzi hanno aperto uno scenario che, è stato detto dai circoli del potere statunitense, durerà almeno un'intera generazione, forse due, e si inquadra perfettamente nelle folli teorizzazioni di Robert Kagan sul "nuovo secolo americano" e sul destino di supremazia, contro tutti, che spetta agli USA in quanto unico "Paese forte" in un mondo di pappemolli (europei in testa), come lo stesso vicepresidente Cheney ha detto.

Contro questo pericolo che incombe su tutta l'umanità abbiamo il diritto, il popolo americano in testa, di chiedere la verità, per fugare questa minaccia distruttiva. C'è da sperare che, alla fine di questa "era Bush" che ha segnato le pagine peggiori del dopoguerra e di ancora peggiori ne preannuncia, il popolo americano sappia mettere sotto accusa e, auspicabilmente, perfino sotto processo quell'uomo e tutto il suo entourage, perché rispondano di crimini contro l'umanità: di questo si tratta. Se lo faranno, allora sì "saremo tutti americani". Ma tutti i democratici del mondo devono avere forza e fermezza per spingere e sostenere i democratici americani su questa strada, prima che un'altra guerra, che potrebbe essere ancora più distruttiva e dall'esito aperto ai risultati peggiori, perfino nucleari, travolga l'umanità. E' un pericolo reale, concreto, che sta dietro l'angolo. La realtà, in questo caso, rischia di essere peggiore della fantasia.




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