Rifiuti, lÂ’eterna croce di Bassolino
Alessandro Chiappetta, 01 agosto 2007, 16:40
Il caso
Richiesta di rinvio a giudizio per il governatore della Campania, accusato di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Sotto accusa anche i vertici di Impregilo
L'emergenza è finita. Almeno sui giornali. Ma l'annosa questione rifiuti non abbandona Napoli. La riapertura temporanea di alcune vecchie discariche e la creazione di nuovi siti ad hoc hanno fatto tirare il fiato agli amministratori locali, ma non hanno certo risolto il problema. E nei giorni in cui la situazione sembra essersi relativamente normalizzata, è la procura di Napoli a riportare la faccenda all'attenzione nazionale, depositando negli uffici del Gip le richieste di rinvio a giudizio per 28 dei 29 indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'emergenza rifiuti. Tra questi c'è anche Antonio Bassolino.
Il governatore della Campania, commissario straordinario per l'emergenza rifiuti tra il 2000 e il 2004, è accusato di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Con lui potrebbero essere processati fra gli altri i vertici dell'Impregilo, Piergiorgio e Paolo Romiti (ex responsabili delle società del gruppo che hanno operato in Campania fino al gennaio 2006 come gestori dello smaltimento), il vicecommissario per l'emergenza rifiuti in Campania Raffaele Vanoli e il subcommissario, Giulio Facchi. Le richieste dei pm napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore Camillo Trapuzzano, arrivano dieci mesi dopo le notifiche delle conclusioni delle indagini preliminari che risalgono all'8 settembre del 2006, ma le decisioni su un eventuale processo non si avranno prima di ottobre. Nei giorni scorsi, il Tribunale del Riesame aveva respinto, fra l'altro, il ricorso sull'ordinanza del Gip Rosanna Saraceno, provvedimento che dispone il sequestro di 750 milioni di euro del patrimonio del gruppo Impregilo e delle controllate Fibe, Fibe Campania e Fisia Italimpianti, somme dovute alle società da parte di molte amministrazioni municipali campane, o relative ad anticipi del commissariato emergenza rifiuti per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra.
Uno sbocco inevitabile di una vicenda contorta, che vede il presidente della Regione Campania incriminato di aver favorito l'Impregilo nella gara d'appalto per la concessione delle licenze per lo smaltimento dei rifiuti, lo stoccaggio delle ecoballe e la localizzazione degli impianti. Nel 1999 Bassolino avrebbe dato il via libera all'offerta del gruppo industriale milanese, penalizzando quella dell'Enel, più valida tecnicamente ma più cara, e avallando le condizioni di Impregilo. Nonostante gli accordi prevedessero che l'impresa vincitrice avesse già i siti dove costruire gli impianti di Cdr e gli inceneritori, Impregilo fece ricorso a nuovi siti comprati per l'occasione, senza accollarsi neanche i costi di stoccaggio dell'immondizia in eccesso, come previsto nel caso in cui non fosse riuscita a costruire gli inceneritori in tempo. Bassolino avrebbe sorvegliato distratto e compiacente (memorabile un fuori onda trasmesso da Report, in cui il Governatore perdeva le staffe mandandole a dire a tutti), lasciando la Fibe libera di gestire i Cdr senza controlli, producendo ecoballe non a norma e utilizzandole illegalmente come combustibile per gli inceneritori, e soprattutto senza che si curasse della raccolta della spazzatura per le strade della regione, per non parlare della raccolta differenziata, mai decollata a dispetto della buona volontà di una consistente parte della cittadinanza. Nel frattempo Napoli e la Campania sprofondavano nell'immondizia, passando da un'emergenza all'altra che non facevano altro che imbottire di denari le tasche dei clan camorristici, pronti a cavalcare l'urgenza nei momenti critici, e a giocare al ribasso sulle grandi commesse sullo smaltimento delle aziende settentrionali, che, affidando alle controllate dei clan la gestione dei scarti industriali, spedivano in Campania camion pieni zeppi di rifiuti talvolta tossici. Il risultato davanti agli occhi di tutti è l'anarchia nella gestione del problema, l'inseguirsi di deroghe e decreti, la spettacolarizzazione delle proteste, gli interventi da Roma come pezze a colori. Ma soprattutto è il rischio continuo di epidemie, l'impatto ambientale degli incendi delle masse di immondizia, i migliaia di dipendenti senza lavoro, il buco finanziario nelle casse regionali e un termovalorizzatore in costruzione, tra i più grandi d'Europa, che viene su come obelisco dell'illegalità, progettato e fabbricato violando le regole di sicurezza.
Nonostante tutto, la sinistra fa quadrato attorno al Governatore, che si dice "del tutto sereno" e "fiducioso nella giustizia, il cui corso dimostrerà la mia assoluta estraneità a ogni forma di illegalità". "Forte è la sproporzione tra gli addebiti che mi vengono rivolti e la mancanza di prove e di qualunque serio indizio - ha commentato il Governatore - Per quale vantaggio avrei dovuto favorire l'affidataria di una gara che, per di più, è stata progettata, bandita e assegnata prima che diventassi presidente della Regione? Dal punto di vista politico, è chiaro che dalla vicenda rifiuti ho tratto solo svantaggi, e che non ho certo tratto vantaggi di alcun tipo. La mia amarezza è grande". Bassolino incassa la solidarietà del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, certa che "l'evolversi della vicenda farà piena luce", esprimendo "massimo rispetto e fiducia per la magistratura" e "profonda convinzione dell'onestà" del suo predecessore a Palazzo San Giacomo. E se i leader del Pd sono pronti a giurare sulla sua innocenza, sono più prudenti gli esponenti di Idv, Pdci e Rifondazone (tra cui Migliore) e quelli di Sd, come il senatore Massimo Villone, che parla di "modello di gestione politico-amministrativa censurabile", pur auspicando risposte trasparenti che dimostrino l'innocenza di Bassolino. "Ma è nella mancanza di confronto democratico, di ascolto delle voci critiche, di considerazione delle domande poste dalle popolazioni locali - sostiene Villone - che troviamo le radici del problema. Come è nel crescere disordinato di amministrazioni parallele, straordinarie, eccezionali, affidate a consulenti e plenipotenziari, che troviamo le cause prime dei problemi di oggi". Di contro, la Cdl minaccia mozioni di sfiducia in Consiglio Regionale, chiedendo a gran voce le dimissioni di Bassolino dalla carica, così come ha fatto Francesco Caruso del Prc, l'unico esponente della sinistra ad attaccarlo senza mezze misure.
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#4 · Aldo Porpiglia- Castel Volturno-CE
01 agosto 2007, 19:02 Io me lo ricordo da Sindaco di Napoli… “Il mio Sindaco” ( visto che ci lavoro in comune da circa 28 anni ) e me lo ricordo anche come ex sindacalista della CGIL... Insomma, tra comune, provincia e regione…stà sempre lì !! Me lo ricordo per le nomine dei dirigenti fatti al comune di Napoli ( stanno quasi tutti sempre lì ), le nomine dei consulenti esterni, ...Tutto regolarmente come prima…tranne la “monnezza… che pare sia un po’ aumentata “ !!!#5 · meuricof
01 agosto 2007, 21:09 A me Travaglio non mi fa impazzire ma trovo spiritosissima la sua battuta sui “Ricongiungimenti Familiari” in Parlamento praticati dal duo Bassolino-Carloni, dai due fratelli Pecorari, e da Fassino-Serafini(sic). Con una precisazione che la prima coppia a Napoli è potentissima. Cmq le responsabilità di Bassolino prima che giudiziarie sono politiche e sotto qusto profilo ha malissimo governato, per cui sarebbe opportuno autosospendersi finchè non si chiarisca tutta la vicenda rifiuti e dintorni. Purtroppo il governatore da quest’orecchio non sente. Peraltro, rammento la pungente definizione dell’ottimo sindaco di Salerno, il diessino De Luca, sempre più incazzato: la lobby regionale di Bassolino è una “corte dei miracoli”....#6 · spartaco innocenzi
01 agosto 2007, 22:57 I tempi di Valenzi compianto sindaco di Napoli sono finiti.Inizialmente,Bassolino aveva dato una “speranziella” di cambiamento.Nei primi anni del PDS,ricordo,che era considerato l’uomo emergente,un uomo schietto,tenace.Poi divenne sindaco di Napoli fino a raggiungere l’attuale carica.Mi domando:perche’ tale metamorfosi? Lo Ricordo quest’anno in una intervista a Report,quando intervistato provai per lui imbarazzo.In una pausa,con l’audio acceso proferi una parolaccia indice di nervosismo,e imbarazzo.Lui,napoletano verace ha tradito la fiducia della sua gente. Come giustamente suggerisce Meuricof,si dovrebbere autosospendere in attesa che la legge chiarisca la vicenda. Il popolo napoletano,campano deve combattere giornalmente la camorra:non puo’ combattre anche contro le istituzioni.#7 · alfredo iuliano
02 agosto 2007, 07:24 Non scivoliamo come donnicciole nelle dicerie degli untori.Il partineriato che coinvolge l’affaire smaltimento in Campania ha una sequela di partners che vedono tutti i lelli istituzionali,tutti i partiti politici,il verde Pecoraro,sindaci e comunità montane,imprese pubbliche e private ,tutti insieme appassionatamente affossare in nome dello smaltimento le oasi inontaminate dei comuni salernitani inquinati solo per far soldi.#8 · tommaso
02 agosto 2007, 09:05 Non scivoliamo come donnicciole [?]: bene. Ciò che ha stroncato il mitico Bassolino, perché Bassolino è già stroncato da tempo, non sono state nè le disattenzioni, come dice lui, né la disonestà, come suppone la magistratura. O almeno non in prima battuta. Ciò che ha stroncato Bassolino è stato un tratto sempre più tipico dei DS: il disprezzo per il dialogo pubblico (cioè il decisionismo) e il culto per i poteri forti spinto fino al servilismo. Di questo è morto Bassolino. Di questo morirà il PD.#10 · bellavita
02 agosto 2007, 10:46 Con la magistratura invasiva che abbiamo in Italia,è impossibile governare,o fare il direttore sanitario, o,se sei politico anche andare al bar senza trovasi un avviso di garanzia. Avendo giornalisti ignoranti e politici capaci solo di urlarsi contro senza fare altro, finisce che ci si occupa solo di queste cretinate e non di informazione o di riforme. Che sono una faccenda più faticosa che fare del giustizialismo a buon mercato o della demgogia ambientalista. Per quel che ne so, la discarica è uno dei peggiori sistemi di smaltimento, gli inceneritori sono già meglio, l’ideale sarebbe vivere in modo diverso, facendo pochi riiuti e la raccolta differenziata. Ciò premesso, impedire a tutti i costi di fare inceneritori o discariche messe a norma, nella situazione attuale della Campania, è concorso oggettivo negli interessi della camorra, per la quale ogni giorno in più di disordine, demagogia e caos politico giudiziario, è un giorno di utili snza aver sostenuto costi di investimento. Per questo ho qualche dubbio sui voti che i verdi prendono in Campania, e che non servono per far proposte ma per mandare in parlamento fratelli e amichetti di Pecoraro. Il rsto della sinistra urla senza sapere perchè#12 · tarech
02 agosto 2007, 16:17 Finalmente la magistratura. Però ora “da sinistra” cosa si propone? come si pensa di andare avanti e di risolvere questo angosciante problema? E’ possibile una grande e seria proposta comune di lotta e anche di soluzione di questo nostro e per me pesantissimo scandalo? Sembriamo paralizzati e imbambolati. Scusate.#13 · silvia del guercio
03 agosto 2007, 07:55 Bellavita, in nome un programma, inveisce contro la magistratura che fa il proprio dovere. E’ proprio vero che quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito. Capito? il problema non è l’illegalità e la politica marcia, ma i giudici che osano indagare i padroni di Bellavita.#14 · spartaco innocenzi
03 agosto 2007, 16:49 Se non ci fosse la magistratura(che qualche volta puo’anche commettere errori)i ladri qui’ da noi,potrebbero rincorrere le guardie. Detto questo,il problema “monnezza” sempre qui’ da noi,non sono tanto i rifiuti solidi urbani,quanto quelli “umani” inamovibili per essere trasportati a discarica!#15 · Rodrigo
03 agosto 2007, 19:20 Il problema va ben al di là delle eventuali responsabilità specifiche di Bassolino – che si limiterebbero peraltro ai suoi tre anni da commissario straordinario. Il problema è la logica che pervade, in particolare dalla legge Bassanini in poi, i rapporti pubblico-privato. Lo scandalo è un appalto, quello per l’inceneritore di Acerra, espletato dall’amministrazione di destra – è bene specificarlo- in cui non ha vinto il progetto tecnicamente più avanzato, ma quello più economico. Così ci troviamo impiantata nel cuore della zona più inquinata dalla diossina in occidente, e forse al mondo, l’inceneritore più grande d’Europa, di tecnologia obsoleta, e quindi altamente inquinante. E’ il senso comune prodotto di una campagna ideologica martellante, che ancora dura – vedi le oscenità che scrive Ichino sul Corriere – veicolata dai media per anni e che porta a credere che il privato sia sempre migliore, più economico, più conveniente, che il pubblico sia solo corruzione e inefficienza. E’ il privatismo che è parte integrante della cultura della sinistra “riformista”, che ha portato l’Italia ad essere il paese che, a livello mondiale, dal 92 al 2000 ha privatizzato più intensamente. Bassolino, fondatore e sostenitore entusiasta del PD, al di là di responsabilità penali o di un improbabile tornaconto personale, è portatore di questa subcultura per cui la politica si riduce ad avere un ruolo ancillare dell’economia, termine con cui devono intendersi i potentati economici privati. Nei primi anni da sindaco ha privatizzato l’aeroporto di Napoli, ha piazzato buoni obbligazionari in America: ergo la città è indebitata. Quando non potrà più pagare cosa farà? Ricorrerà alla ricetta di Tremonti? Venderà i monumenti? Ha lasciato una montagna di debiti – fatti per fini giusti : comprare autobus e tram. Peccato che gran parte dei nuovi tram, come si è scoperto da poco, giace nelle rimesse ed è utilizzata solo per prelevare pezzi di ricambio perché la rete non sopporta un numero elevato di mezzi in circolazione. I futuri amministratori dovranno pagare questi debiti o dichiarare la bancarotta. Tutto questo magari in buonafede, ma tutto dentro una logica. Quella del “risparmio” a tutti i costi, quella del ritiro dello stato dalle sue funzioni, anche quelle fondamentali dello stato sociale. E’ probabile che neanche in un’amministrazione di destra si sia mai arrivati a nominare assessore all’istruzione la proprietaria di una scuola privata, come fece Bassolino sindaco. Gli bastò dire: garantisco io. E tutti tacquero. In conclusione, basterebbe ragionare sulla colossale truffa messa in piedi dall’Impregilo (cioè una società di Romiti e figli nel cui CdA siede l’ineffabile Montezemolo) che ha messo in piedi, pare comprando terreni dalla camorra, impianti per la produzione di rifiuti “compost”- destinati all’incenerimento- che invece si limitavano ad imballare l’immondizia così come veniva prelevata. Il risultato sono 6 milioni di balle che non possono essere incenerite e che sono depositate in varie zone della Campania. E questo mentre l’appalto prevedeva che l’immondizia non eliminabile dall’inceneritore andasse smaltita fuori dalla regione dalla Fibe, società emanazione della stessa Impregilo. Si aggiungano le somme enormi bruciate in consulenze fasulle per alimentare una clientela famelica divisa tra ceto politico, inprenditori, professori universitari, professionisti. Sono cose sotto gli occhi di tutti e velatamente denunciate dal ex-commissario, il prefetto Catenacci. Basta questo per ricredersi d’un botto – semmai qualcuno ci ha creduto – sulle teorie del ” privato è meglio” e che la società civile sia depositaria di ogni virtù. Altro che magistratura invasiva, non si capisce come non sia intervenuta prima. Giova solo ricordare che quei pochissimi che hanno denunciato lo stato di cose in tempi non sospetti – in particolare il Sen. Sodano di Rifondazione comunista – sono stati isolati, anche nei loro stessi partiti, e hanno urlato alla luna per anni. Così come la gente di Acerra che protestava – giustamente – per dovere sopportare una situazione sanitaria gravissima e trattata alla stragua di massa di manovra della camorra, mentre i subappalti andavano ad imprese vicine proprio alla camorra. Il problema – che è politico e soprattutto di cultura politica- non può essere risolto per via giudiziaria: la magistratura interviene a danno già fatto, e in Campania il danno è grande. Ma conforta che ci sia ancora un giudice a Berlino. O a Napoli.form di registrazione al sommario
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#1 · nino
01 agosto 2007, 17:30 Me lo ricordo Bassolino qualche anno fa,inizi 90,quando parlava di socialismo.Ora pensa solo alla gestione del potere.