L'arroganza di Rutelli
Paolo Leon*, 14 luglio 2007, 01:10
Si qualificano come riformisti, e chiedono un insieme di riforme sostanzialmente di destra (inevitabilità del lavoro flessibile, disoccupazione come colpa, indifferenza rispetto alla distribuzione del reddito, riduzione dei diritti sociali, trasformazione dello stato sociale in beneficienza pubblica, assoluzione delle rendite, il mercato come ottimo regolatore ecc.). Così, gli autori del "manifesto" accusano di conservazione chi giudica quelle riforme dei giganteschi arretramenti rispetto al patto democratico che regge l'unità italiana
Del manifesto di Rutelli, i giornali hanno messo in rilievo soltanto la necessità di allargare la maggioranza, così da isolare la sinistra della coalizione che, nel manifesto, è descritta come conservatrice.
Non è la prima volta che la destra qualifica come "conservatrice" l'ala sinistra della coalizione; in generale, i conservatori e i reazionari europei qualificano di questo stesso aggettivo i loro partiti socialdemocratici.
In parte, è un vizio che in Italia deriva da Berlusconi, che ha sempre accusato i suoi avversari delle colpe e dei difetti suoi propri, ma in parte deriva da un bel po' di arroganza.
Avendo deciso di qualificarsi come riformisti, e avendo descritto un insieme di possibili riforme sostanzialmente di destra (l'inevitabilità del lavoro flessibile, la disoccupazione come colpa, l'indifferenza rispetto alla distribuzione del reddito, la riduzione dei diritti sociali, la trasformazione dello stato sociale in beneficienza pubblica, l'assoluzione delle rendite, il mercato come ottimo regolatore, l'immigrazione come causa della violenza, ecc.), gli autori del manifesto accusano di conservazione chi ritiene quelle riforme essere piuttosto dei giganteschi arretramenti rispetto al patto democratico che regge l'unità italiana. Che queste cosiddette riforme siano poi soltanto un tentativo di appropriarsi della simpatia dell'elettorato di destra (per definizione conservatore o, peggio, reazionario) non è visto come un'invasione del campo altrui, mentre, proprio per questo, il manifesto di Rutelli rivela una scarsa autonomia delle proprie idee e, per ciò stesso, una dichiarazione di vuoto programmatico. Non è la prima volta che occorre sottolineare come sollecitare i sentimenti antisociali degli elettori reazionari porta soltanto aiuto ai partiti che di quei sentimenti fanno la loro ragion d'essere.
C'è anche una certa sfacciataggine nel proporre i valori di destra come valori di sinistra: l'ambiente è coniugato direttamente con le grandi opere, senza nemmeno domandarsi se non sia necessario progettare in forma ambientalmente sostenibile; la democrazia è vista come decisionismo, perché il locale è localismo, la protesta è ribellismo, il dibattito è perdita di tempo. Inoltre, sollecitare la paura di fronte alla violenza è pura demagogia; sollecitare il merito come fonte di efficienza, ignora il problema di chi e come si decide chi sia meritorio. C'è, infine, un sottile disprezzo dell'eguaglianza, che è - si capisce - un disvalore, perché se si è eguali, non c'è alcuno che sia eccellente.
Naturalmente, nel manifesto ci sono anche cose condivisibili, tra le quali un accenno di critica al primo anno del governo Prodi, ma non si spiega perché il governo abbia perso tanto consenso: si preferisce dire che nel futuro si ridurranno le tasse, si aiuteranno le imprese, si rimetterà in moto la crescita. Questa parte, che implicitamente accusa Prodi di non aver fatto subito ciò che si sta facendo adesso, evita il problema delle compatibilità di bilancio pubblico: eppure, da un tale riformismo avrebbe dovuto emergere anche come si finanzia la nuova, e più amichevole, politica.
E' forse più interessante paragonare il manifesto di Rutelli con quello di Veltroni. Si capisce che i mondi sono diversi: tanto anti intellettuale il primo, quanto pensoso e bilanciato il secondo. Però una forte base conservatrice è visibile in ambedue le posizioni: il sindacato è visto come una lobby o, piuttosto, come una corporazione; il processo democratico è visto come inefficiente; il welfare è quello assistenziale, e non quello dello Stato sociale. La pace è assente in ambedue le posizioni, e l'Europa è considerata un dato, non un campo sul quale combattere. Sotto sotto, anche se non lo dicono, ambedue stanno per confessare a se stessi che sinistra e destra sono termini ormai superati. Peccato: persone così capaci ed esperte dovrebbero aver letto, nella storia, che quando si arriva vicini a questa affermazione, si rischia di rotolare nell'autoritarismo.
* professore di Economia pubblica all'Università di Roma Tre, Presidente della Fondazione "Unasolaterra"
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#4 · beniamino ginatempo
14 luglio 2007, 09:12 Oramai in Italia si definisce riformista chi dice essere di (centro)sinistra e sostiene la ragioni della destra. Va comunque segnalato che anche il manifesto di Rutelli e co. è stato ben preparato da una manovra mediatica che vede protagonisti i principali giornali italiani, manovra tesa a marginalizzare la sinistra e preparare il grande centro. Comunque non capisco perchè non si possa porre ai sedicenti riformisti questa domanda: Chi impedisce al governo di governare e di realizzare le riforme descritte nel programma di Prodi, cioè gli impegni presi da tutto il centrosinistra (compresa Margherita, Mastella e Di Pietro) di fronte al proprio elettorato? Risposte: a) I sindacati e la sinistra radicale (i comunisti di Berlusconi) che chiedono la realizzazione del programma; b) I centristi, come Dini e Manzione, che continuamente ricattano il governo creano ostacoli alla realizzazione del programma stesso tradendo così gli elettori ed alimentando la crisi della politica.#5 · nino
14 luglio 2007, 11:14 Rutelli ha percorso la stessa strada di Pannella,anche se l’arrivo,la vicepresidenza del consiglio,è piu’ gratificante.Il pacifismo, l’antimilitarismo, l’ecologismo e anticlericalismo, li ha voluti perdere per strada,la fiducia cieca nel libero mercato l’ha voluta conservare.Si vede che i primi servivano per attirare i gruppuscoli degli anni 70,la seconda è,invece, intrinseca all’essere Pannelliano.#6 · Raffaele
14 luglio 2007, 11:59 Questo commento si riferisce a cosa nota dal 1998 (ammetto di averla appresa da poco) ma mi sembra che, a proposito delle accuse di “conservazione”, meriti di essere rinfrescata. Nell’Espresso del 10 dicembre 1998 dall’articolo “Legionari di nome e anche di fatto “ apprendiamo che ... l’istituto linguistico Highlands … gestito da un ordine religioso relativamente poco conosciuto nella capitale ma assai noto all’estero: i Legionari di Cristo. ... Lo frequentano dei rampolli di personaggi noti come il sindaco di Roma Francesco Rutelli … L’articolo è visibile su: http://alessiaguidi.provocation.net/vaticano/legionari3.htm/#7 · CCS
14 luglio 2007, 12:01 Il PD prenderà consensi da destra e li perderà da Sinistra. Serve una grande forza Socialista che raccolga tutti i consensi che il PD, inevitabilmente, perderà. Peccato, cmq. I DS, se gestiti al meglio, potevano essere un gran partito. Invece si è deciso di sciogliersi…Per chi? Per RuTTelli…#8 · Francesco V
14 luglio 2007, 12:03 Niente di nuovo sotto il sole. Casomai, se i neo centristi non sono andati ancora più avanti su questa strada è dovuto al problema delle alleanze. Per fare a meno della sinistra i numeri dell’udc di casini non bastano al momento, e questo li ha bloccati fino ad adesso, perché non possono aprire anche a berlusconi e soci. La mossa che attendono per sbloccare la situazione è una riforma elettorale che permetta loro di governare anche senza maggioranza dei voti, e in quest’ottica va vista l’attesa del referendum elettorale che porterebbe il bipolarismo, o nel caso fallisse il referendum, la volontà di fare una riforma elettorale di stampo maggioritario francese. Si fondano cioè sulla conivnizone che la sinistra, costretta a scegliere fra veltroni e berlusconi, finirebbe per ‘votare utile’ come dicono in francia, e nel contempo aprendo ai centristi su tutte queste questioni, si garantirebbero un vantaggio in voti rispetto al cavaliere andando a portare via voti al centro destra. E la cosa che ne nascerà non è una cosa nuova, ma è una vecchia conoscenza: si chiama balena bianca.#11 · gianni caroli
14 luglio 2007, 14:17 E’ un bene che Rutelli, uscendo allo scoperto, riveli il vero volto del “riformismo” che punta a cancellare i diritti del lavoro, le conquiste sociali della assistenza sanitaria, delle pensioni in età non “moritura”, delle ferie pagate ecc. Tutti considerati oggi “insopportabili privilegi” della generazione del benessere, quasi fossero “a scapito” di quella succesiva. E non invece dei “punti di non ritorno”, garanzia imprescindibile a “futura memoria” dei viventi, da cui non derogare in linea di principio, altrimenti è la frana della civiltà classico-cristiana e “occi-Rientale”, da Roma Eterna in poi. La sinistra si scopre oggi in-attrezzata, dai Settanta in poi, a condurre una inflessibile battaglia politica, culturale, ideologica contro il CANCRO del liberismo che corrode e distrugge gli Stati, le Nazioni, i Popoli d’ Europa per instaurare il dominio totalitario di una unica casta oligarchica che ambisce a riprodurre il “Denaro” a mezzo esclusivamente del “Denaro”, senza neppure più passare per la “Merce” ( e la “forza-lavoro” in essa incorporata, della famosa equazione che fa da prologo al “Capitale” di Marx: riproduzione di denaro a mezzo Merce, D-M-D.) Come nella profezia di Eduardo De Filippo, il genio che con “Napoli Milionaria” descrisse i vizi atavici di una comunità, a partire dalla sua classe dirigente: da sempre avvezza a “dare il **** ” al nuovo invasore,”‘O Milione chiamma ‘o Milione”,quando lo studio, il lavoro, l’ onestà “non pagano”, come ben dimostrano i grandi “media” che propagandano ed esaltano il “marchettismo”, la prostituzione, in senso proprio o metaforico, come “sistema” di successo, da raggiungere a costo del delitto, del tradimento (la moda americana, imposta ad Urbi et Orbi, di Giuda “buono”, nel Codice da Vinci ecc.), del crimine: perché il calvinismo anglo-americano considera “il risultato”, ottentuo comunque, segno di salvazione. E’ l’ esatto contrario: ma bisogna “spiegarsi” con le mani: e maneggiando il bisturi piuttosto che la mazza, enucleando le metastasi per salvare il corpo sano da rigenerare. Vedi la beatificazione di Fabrizio Corona e Lele Mora, ubiqui quali Nuovi Dei di una religione gnostica fondata sulla “a-valutatività” dei fatti e delle azioni,come esempio palmare della ideologia già in via di estirpazione in tante parti del Mondo: “Europa arretrata, Russia avanzata”, lo disse già qualcuno 90 anni fa. Non sono comunista, ma Lenin non ha sempre tutti i torti ! www.napoLibera.eu#13 · Massimo Mazzer
14 luglio 2007, 15:27 Sono d’accordo con Francesco V., la chiave per capire il futuro prossimo della politica italiana e’ il referendum elettorale. Se passasse (o se venisse approvata una legge che va nella stessa direzione) sarebbe la fine conclamata della dialettica politica e presumibilmente di qualsiasi spazio di democrazia reale. Sarebbe il trionfo del finto bipartitismo “made in USA” dove le decisioni che contano vengono prese dietro le quinte mentre a teatro si intrattiene e si distrae il pubblico con il “reality show” della politica virtuale. Quel che e’ peggio e’ che (a parte pochissime e nobili eccezioni come Giovanni Berlinguer) a sinistra, invece di comprendere la gravita’ e l’urgenza della situazione, ci si continua a parlare addosso e a perdere tempo prezioso!!#15 · Marcello Marani
14 luglio 2007, 16:13 Si nota appunto l’abisso che separa gli psuedo “riformisti” che si accontentano dell’alternanza dai sinceri riformatori che vorremmo una reale alternativa. Ma sono anni che predico al deserto e tutti guardano il dito invece che la luna che il dito mostra. Verrebbe voglia di dire: “Vi è piaciuta la bicicletta ed adesso pedalate!” Ma a parte lo sfogo e l’amarezza, sono più che convinto che se ci mettessimo a parlare della C., diffondendola insegnandola e chiedendone con forza l’applicazione, sarebbe quella il minimo comun denominatore che ci porterebbe al massimo comun multiplo dei consensi, solo che prima dobbiamo spazzare via le vecchie cariatidi, maestre del frazionismo e ricostruire l’unità sui valori e non sugli interessi, perchè è questo che i giovani chiedono a gran voce e per questo sono disposti a lottare. Non per garantire poltrone e privilegi ai Ciccio Belli, ai Bertinotti, bertinove e o bertidieci ed intanto mi bevo tutto io, o ai Baffini e Pierini, con annessi gli accaparratori di gruzzoletti come i Greganti, i Consorte e via nominando. Perchè non saremo certo noi, vecchi babbioni, che tra l’altro abbiamo consentito che il Bel Paese si degradasse a Regno di Berlusconia, a poter risolvere i problemi, ma dovranno essere i giovani, che mettendosi alla testa di un movimento per la salvezza del Paese si prendano l’incarico di spazzare via mondezze e rifiuti e spalancare porte e finestre per far entrare aria nuova e pulita! E se avessi 30 o 40 anni non mi farei certo pregare perchè il futuro è loro, ma avendone quasi 70, non me la sento di assumere iniziative, ma sono sempre disposto a seguire chi, appunto, ci indicherà la via prendendo come bussola la C., eterna disaparecida e che invece ripeto, sono convinto della sua grande forza d’attrazione. Altrimenti, che l’abbiamo salvata a fare? maranimarcel@tiscali.it#16 · Mario L
14 luglio 2007, 16:54 L’alleanza (più forte?) con i centristi di destra e con FI sarebbe un vero golpe, perpetuato a danno dei cittadini elettori. Rutelli vuole farlo? Si accomodi. Però ricordi che in nessuna parte al mondo la gente è corsa in strada ad applaudire i golpisti. Dovrà mettere in conto i costi di tale operazione per se e per il suo nuovo partito. E secondo me sarà un costo altissimo. Per me, faccia pure.#17 · Jonathan Pine
14 luglio 2007, 17:22 Mi sembra che tutti e sedici i messaggi precedenti confermino come meglio non si potrebbe le parole di Rutelli: sulle riforme si hanno idee di verse tra il PD e la sinistra-dieci-per-cento, per cui ognuno sia libero di cercare le allenaze che crede per realizzare il disegno nel quale legittimamente crede. Come diceva quello che voleva unire la sinistra “buon lavoro, compagni…”#18 · Ciccio
14 luglio 2007, 17:24 DALL’UNITA’, prima parte di un Articolo attualmente presente nel sito: ““Il manifesto di Francesco Rutelli, che ipotizza «alleanze di nuovo conio» per il Pd, scuote l’Ulivo e il governo. Rosy Bindi sollecita Veltroni e Dario Franceschini a pronunciarsi sul documento che a suo avviso metterebbe in discussione il governo; e altrettanto fa il portavoce degli ulivisti, Franco Monaco. Franceschini replica parlando di «dietrologie» e approvando il documento di Rutelli, che riceve l’apprezzamento anche di Veltroni che però assicura che il Pd «sostiene con grande forza il governo». da comunque potrebbe spingere la Bindi ed Enrico Letta a decidersi per una candidatura alternativa a quella di Veltroni, come incoraggiano a fare Parisi e gli ulivisti Dl. Di fronte all’iniziativa di Rutelli che ipotizza «alleanze di nuovo conio», il ministro della Famiglia ha affermato che l’ipotesi di nuove alleanze «non è conciliabile con il sostegno al governo Prodi», ed anzi «vuole abbinare alle primarie un implicito referendum sulla guida del governo». «Che ne pensano Veltroni e Franceschini?», è la domanda finale di Bindi. E le sue parole trovano riscontro nelle dichiarazioni preoccupate di alcuni alleati come Angelo Bonelli (Verdi) o Pino Sgobio (Pdci).”“ Che aggiungere??? MA… VIVA L’UNITA’ DEL PD!!! NEL PD SONO TUTTI D’ACCORDO SU TUTTO!!! NON SI LITIGA MAI!!! E VIVA IL PD, CHE E’ DI SINISTRA!!! DOV’E’ JONATHAN PINE IN MERITO??? E siamo a 2, dopo Marini ora anche Rutelli dice che il PD farà la DC del XXI secolo!! Per quanto riguarda il suo RIFORMISMO ormai mi sono dato pace in materia! Ho capito solo che ogni volta che si parla di RIFORMISMO i Lavoratori Dipendenti, i Giovani Precari o Disoccupati, gli Operai e i Pensionati E’ MEGLIO CHE SI PARINO IL CU.O PERCHE’ ANCORA PIU’ IN QUEL POSTO GLIELA VOGLIONO METTERE, CO’ STO RIFORMISMO!!! Rutelli e Fassino a “sinistra”, purtroppo, sono in prima fila in questa Campagna! Infine, concludo con la malinconia e la tristezza che mi provocano il vedere ancora di più come la premiata ditta “consortesca-ricucciana” Fassino-D’Alema abbia DISCIOLTO il Partito erede del PCI (prima “annaqquandolo” per anni e poi uccidendolo fattivamente) ,PER CONSEGNARLO NELLE MANI DEL “RIFORMISTA-INTEGRALISTA E TEO-DEM” RUTELLI! E’ finita proprio in modo pietosissimo! Va bè... pensiamo a fare la Sinistra Unita, pensiamo a fare ciò che “noi compagni” dobbiamo fare ancora più a maggior ragione ora, pensiamo a cose serie và! saluti socialisti rossi#20 · NiCav
14 luglio 2007, 19:44 e allora perchè non ci si mette insieme alla costituente socialista per costituire un grande partito socialista, riformista, europeo ma soprattutto italiano, e si preferisce rincorrere bertinotti e giordano con il loro antiliberismo? www.nicolocavalli.ilcannocchiale.it#23 · meuricof
15 luglio 2007, 02:35 Caro mescalero per caso possiedi il timbro della sinistra doc? Gli oltre 2000 presenti alla costituente non sono socialisti? Tutti ladri? Angeletti o Barbieri o Turci non lo sono? O anche Formica (di cui sei poco informato è evidente) o Grillini o Pia Locatelli Presidente dell’”Internazionale Socialista Donne o Boselli o anche Bobo Craxi, perchè le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, o Cinzia Dato, figlia di un vecchio socialista, ecc.ecc. Anzi con le mazzate prese per 15 anni se esiste ancora un cespuglio socialista è veramente miracoloso. E basta con De Michelis che è diventata una lagna antisocialista (nessuno è eterno). Ma forse a certi compagni piacciono i demagoghi, carristi ed i finti-pacifisti. Riflettete prima di parlare. La storia non si può violentare, non risorgerà domani il socialismo democratico in Italia, ma dopodomani sicuramente.#24 · Marcello Marani
15 luglio 2007, 05:34 Abbastanza d’accordo con meuricof che le colpe dei padri non possano ricadere sui figli. Solo che l’eredità dei 50 miliardi di mazzette di Bettino del Bottino, non si sa che fine abbia fatto e presumibilmente se la sta godendo la prole, equamente suddivisa in forma bipartizan metà qua e metà di la, in maniera che gli interessi familiari saranno sempre e comunque tutelati, dato che non hanno restituito una lira, mentre io, almeno la mia duemila, l’avrei voluta indietro, ma invano! E convengo anche che la stragrande maggioranza dei socialisti sono persone per bene, e degne di tutto rispetto, solo che vale sempre il vecchio detto che: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”, e, se fossi Socialista, eviterei di frequentare la Pidocchiera De Michelis, cui non riconoscerei la dignità di proclamarsi tale, così come per nessuna ragione ammetterei tra i Compagni Comunisti, personaggi come Greganti o Consorte, compresi i loro tifosi e protettori, come Baffino e lo stesso Pierino, che in un suo libro, con il paradosso dello scacchista, è arrivato ad insultare Berlinguer. Infine a Jonny Pippa che continua ad intrufolarsi ed a guardare le “pagliuzze delle sinistre”, (che ammetto ci sono e che pagliuzze!!!), doverebbe controllare un po’ meglio anche il gregge dalla sua parte, perchè appunto Ciccio Bello, ma anche Bordon ed altri stanno scalpitando, in quanto trovano scomodo friggere nelle PaDella assieme agli ex comunisti, che si sono venduti per un piatto di lenticchie. E se anche questa volta si illudono di ricattarci con il Bau Bau del Kaimano, sicuramente la risposta sarà: “Attaccatevi!!!”, perchè chi ha voluto a tutti i costi la bicicletta, adesso si metta a pedalare e anche alla svelta. Infatti non dovrebbero dimenticare che quel tanto disprezzato 10 %, credo sarebbe più utile per arrivare a superare il 50 + 1 % che non l’1,3/ 1,5 % di quel gaglioffo ricattatore che sarebbe l’ometto di Ceppaloni, o no ?!? maranimarcel@tiscali.it#25 · TEO
15 luglio 2007, 08:53 E’ inutile dire che si sta avverando ciò che ho sempre sospettato, sin da quando ho avuto la prima tessera dei DS. I moderati del PD alla fine cercheranno di andare con Forza Italia e UDC, emarginando la destra, la lega e la sinistra italiana. La grande Balena ritorna ancora!#26 · Algiogia
15 luglio 2007, 11:00 Preti pedofili, indennizzo record da 600 milioni di dollari Per chiudere la causa che vede alcuni sacerdoti accusati di abusi sessuali l’arcidiocesi sarebbe disposta a pagare una considerevole cifra LOS ANGELES – L’arcidiocesi cattolica di Los Angeles avrebbe trovato un accordo da 600 milioni di dollari per chiudere la causa che vede alcuni sacerdoti accusati di abusi sessuali. Si tratta della cifra più alta mai versata per casi di abusi che coinvolgono membri della Chiesa, dopo lo scandalo che sconvolse la diocesi di Boston nel 2002. I rappresentanti legali dell’arcidiocesi e delle presunte vittime dovrebbero annunciare ufficialmente l’accordo lunedì, giorno in cui oltre 500 casi analoghi saranno presi in considerazione dalle autorità per l’assegnazione di una giuria. Secondo l’accordo, i cui dettagli dovrebbero essere definiti nel corso del fine settimana e che dovrà comunque essere sottoposto all’approvazione del giudice competente, dovrebbe essere anche restituita la documentazione personale relativa ai preti coinvolti. Casi analoghi si sono verificati anche in passato. Nel 2004 la diocesi di Orange, in California, pagò 100 milioni di dollari per chiudere 90 esposti, mentre lo scorso anno la diocesi di Covington, in Kentucky, versò 84 milioni di dollari per 552 esposti. www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200707articoli/23701girata.asp#27 · meuricof
15 luglio 2007, 11:37 Nel manifestino di Rutelli non si parla del primo obiettivo riformista: abbattere i costi della politica. Non si parla del gravissimo problema della povertà in Italia che avanza. Non si parla di un’intera regione o quasi in mano alla camorra ed alla monnezza, la campania, da cui dipende lo sviluppo del Sud; non si parla di sviluppo sostenibile, di formazione e di investimenti per una decente e migliore scuola èubblica, ecc. E’ incredibile quanti attori e registi hanno firmato il documentino. Forse ne faranno un film luce?#28 · mario
15 luglio 2007, 12:51 purtroppo la resistibile ascesa del signor B è stata agevolata da questi figuri.Accelleriamo l’unità a sinistra il mondo del lavoro e l’Italia del cambiamento passa anche tramite l’emarginazione di prodotti mediatici come Rutelli.Per troppi anni I DS hanno avuto la responsabilità di cancellare i valori della sinistra e le alleanze che stà facendo insieme ad i contenuti che i leader del nascituro PD stanno proponendo,ne sono una chiara testimonianza. Addirittura un personaggio come Giacchetti che porta sotto le sedi del sindacato giovani strumentalizzati ma erroneamente si è pensato messi contro i loro padri,questo conflitto generazionale lo proposero anche per far passare la leggeerroneamente chiamata Biaggi,con il risultato di togliere diritti a loro ed ai loro padri.Quanto vorrei conoscere i padri di questi manifestanti strumentalizzati dall’estremismo centrista, galoppini della politica?certo non lavoratori dipendenti,costretti a mantenere i loro figli precari a vita e con bassi salari.Questa è **** della politica e bisogna avere il coraggio di iniziare una lotta difficile ma necessaria,visto che le serpi hanno attaccato quello che era una casa comune.“L’ULIVO” ed i suoi valori di unità.#29 · Mariano
15 luglio 2007, 12:54 Che Rutelli sia quel che sia lo sapevamo. Ma che D’Alema, Bersani, Chiti, E la Pasionaria siciliana si convertissero al peggior Capitalismo questa ci mancava. Bene bene continuate così alle prossime elezioni non solo consegneranno al becero il paese ma essi spariranno dalla scena politica italiana. E un brutto momento per l’Italia e per noi tutti.#30 · TEO
15 luglio 2007, 13:48 Mi dispiace ammettere ciò che dice Mariano, ma è così. D’Alema, Bersani, Veltroni, Chiti, Fassino, dovranno sparire dalla scena politica una volta per tutte. Chi distrugge la sinistra non merita di continuare con l’attività politica. Spero che gli elettori se ne rendano conto… Occhetto infatti subito dopo la Bolognina è via via sparito. Oggi si ripresenta per l’unità a sinistra… ma è poco credibile!#31 · Peppe
15 luglio 2007, 13:58 All’amico indiano di Tex Willer che ogni tanto pretende di dare patenti di sinistra a questo o a quello (e poi con quale autorità) voglio dire che posso anche essere d’accordo con lui su De Michelis. Ma gli consiglio di leggersi bene le cose che Formica ha scritto negli ultimi anni: è certo una delle inelligenze più lucide e profonde dell’intera sinistra italiana. Sono consapevole dei limiti della costituente di Boselli ma mi pare che l’amico di Tex Willer nutra una profonda antipatia ed astio verso tutto ciò che è socialista (un pò come quelli del “Manifesto”). E poi parlano di unità a sinistra!#32 · Dusk
15 luglio 2007, 14:59 Beh, dopo che per più di una decade la parola “socialista (italiano)” è stata universalmente, pedissequamente e quotidianamente, associata in maniera martellante a “vaso di Pandora contenente tutti i mali del mondo”, poi può capitare che qualcuno rimanga con le idee confuse. D’altronde, in molti ambienti italiani, non occorre nemmeno approfondire nulla, della storia recente nostrana, basta sapere che c’erano i Buoni e i Cattivi e si è felici così.#33 · bellavita
15 luglio 2007, 16:54 Scusa Leon, ma le buone regole dell’informazione, oltre che dell’educazione, prevedono che si pubblichi il testo, oltre a tutto breve, che scatena tanta tua indignazione. Forse hai fatto confusione: sono le regole dello stalinismo che prevedono che si attacchi il dissenzienrte prima di dare qualunque informazione, anzi, evitandolo anche dopo. Ho letto finalmenteil manifesto, non su aprile, e non sono particolarmente sdegnato. Al massimo, annoiato.#34 · Peppe
15 luglio 2007, 17:55 Caro Bellavita, rispetto le tue opinioni, ma dare dello stalinista ad un socialista di antica data come Leon non mi pare appropriato. Non tutti i socialisti la pensano come Boselli (per fortuna!). Le cose che dice Leon le dicono altri socialisti storici come Pieraccini e come Nerio Nesi (aderente quest’ultimo allo SDI). Non c‘è dubbio che il PD sia stato un elemento di destabilizzazione del centrosinistra. Il manifesto di Rutelli non fa che confermare la deriva centrista del PD; una deriva che tende a modificare gli attuali assetti del quadro politico, nelle alleanze e nei contenuti. E bada: queste cose le dice un socilaista aderesnte a SD come me, non certo favorevole all’idea della “cosa rossa” (che come dice la Di Salvo è solo una semplificazione giornalistica). Rifondazione ha certamente sbagliato a voler scavalcare il sindacato nella trattativa sulle pensioni (ed è un comportamento che va stigmatizzato, come ha fatto Epifani), ma il vero ostacolo al raggiungimento di un accordo sulle pensioni è stato l’atteggiamento dei centristi (come ha sottolineato il segretario della UIL Angeletti) contrari al superamento dello scalone. Per essi l’accordo avrebbe significato una vittoria politica del sindacato e della sinistra “radicale” in cui essi comprendono evidenteamente anche chi come me (ed altri) si considerano socialisti riformisti conseguenti. Bene quindi ha fatto Leon a stigmatizzare posizioni che vogliono stravolgere la natura del centrosinistra attuale.#35 · Mescalero
15 luglio 2007, 19:45 Ma per favore, io non do affatto giudizi morali ma politici su chi è impegnato nella costituente socialista. Io non ho patenti da distribuire per dire chi è di sinistra e chi no; ma sono abbastanza lucido e conosco un poco la politica per sapere che lo SDI o neo-PSI si collocano alla destra del socialismo europeo, lontani dal resto della sinistra – SD, Rif, PdCI, Verdi- sulle questioni sociali, come la vicenda dello scalone sta dimostrando: lo SDI schierato con Padoa Schioppa prima versione, anzi lo scavalca pure a destra. Sono posizioni social-liberali- una posizione che se si vuole è di sinistra nel senso di sinistra liberale : legittime, ma non possono pretendere di egemonizzare tutta la sinistra, specie con il consenso( assai poco)che ha nel paese e la rivendicazione in toto dell’esperienza del PSI craxiano.Mi dispiace, ma io a differenza di Fassino non riabilito affatto Craxi rispetto a Berlinguer- politicamente s’intende. Il socialismo di destra non è tutto il socialismo, non ne esaurisce lo sprettro. Fatevene una ragione.Considero priorità il processo di ricomposizione della sinistra italiana, che è la ragione della nascita di Sinistra democratica. E quindi inaccettabili gli steccati che lo SDI vorrebbe alzare verso la sinistra cosiddetta radicale. Dobbiamo iniziare un processo unitario che parta dai contenuti. Le rivendicazioni identitarie ela riproposizione di vecchi steccati – arriviamo fino alla memoria epica dei “carristi” – sono una palla al piede. Sarei anche interessato a sapere cosa dice Formica: mi basta sapere quello che ha detto a Bertinoro.Per cui tanti auguri ai socialisti-tutte stimabili persone – che lavorano alla costituente di non so bene cosa, il neo-psi probabilmente, ma noi abbiamo altro da fare.PS: Non sono affatto antisocialista: ho cara la memoria dell’opera di Francesco de Martino, Riccardo Lombardi e Lelio Basso, salvo che qualcuno non pensi che prima di Craxi non esistesse il socialismo ma solo fiancheggiatori del PCI.#36 · meuricof
15 luglio 2007, 20:56 Caro mescalero, continuo a rimarcare le tue opinioni un po’ contraddittorie. Il Psi di De Martino e di Lombardi, da me amatissimi, appartenevano ad un partito socialista schierato in un centro-sinistra più centrista che di sinistra data la conventio ad exludendum del Pci a causa della divisione del mondo in dueblocchi generata dalla Guerra fredda. Il Pci, ancorchè costituente, non era legittimato a governare data la sua origine terzinternazionalista. Ora, una volta sbloccato il mondo dal crollo del muro di Berlino, i socialisti si schierano finalmente a sinistra contro il blocco conservatore e tu dici, curiosamente, che continuano ad essere di destra! ma allora sei incontentabile! Poi mica vero che nel Pse stanno a destra: è che sui diritti civili stanno con i socialisti spasgnoli, per la scuola pubblica stanno con gli inglesi, per la flexsecurity stanno con gli scandinavi (qui gli spagnoli stanno a destra). Informati e fammi sapere. Il Pd ormai è centrista come Dini oggi ha detto defimendo D’Alema, Rutelli, Veltroni, Franceschini,Letta ecc. NEO-Centristi. Se lo dice lui, sarà vero. Cmq stia attento a sua moglie il Dini , perchè ha un bel po’ di guai giudiziari. Infine, se SD ha lasciato i Ds per restare ancorata al PSE, perchè non si chiede da Mussi a Rif.Com. di aderire al PSE se si vuole sinceramente puntare ad una forza unitaria di sinistra?#37 · Mescalero
15 luglio 2007, 22:30 Ricordare l’autorevolezza e il ruolo di questi socialisti non significa schierarsi in armi a difesa dei loro percorsi politici. Poi con loro io ricordo Berlinguer e – horribile dictu – Togliatti, Gramsci e infine Ingrao ancora tra noi e che ancora ci da importanti spunti. Le idee confuse le hai anche tu: se sulla scuola pubblica stanno con gli inglesi allora sono per la progressiva elitizzazione della scuola e soprattutto dell’università che in in Gran Bretagna con Blair è diventata di fatto accessibile solo ai ricchi? La flexsecurity in Danimarca ha un senso; ma nel paese con una delle spese sociali più basse d’Europa non credo andrebbbe oltre un’elemosina elargita alle clientele, magari inquadrate dai sindacati diventati società di servizi e non enti corporativi, quali sarebbero secondo D’Alema e qualche altro riformista, e se non si inizia a separare previdenza da assistenza, tanto per fare solo un esempio. Con lo SDI la divergenza è strategica: SD vuole unire tutta la sinistra; lo SDI solo le forze collocate nel PSE- sotto la sua egemonia si immagina. Questi due progetti non sono compatibili. SD vuole costruire un soggetto unitario e plurale- sottolineo plurale- dove ognuno conserva la sua identità. E’ così difficile da capire? Non mi pare. Infine, sottolineo l’elaborazione di ampia prospettiva che matura in Rifondazione, dove si parla di socialismo del XXI secolo. Capito? Socialismo.#38 · peppe
15 luglio 2007, 23:50 “A sinistra c‘è sempre uno più puro che ti epura” così diceva il vecchio Pietro Nenni. E’ il vizio di una vecchia sinistra fondamentalista che di guai ne ha combinati veramente parecchi. Ora io che pure nutro forti perplessità nei confronti della Costituente di Boselli ritengo che compito di SD è quello di contribuire a creare quello che i DS non sono riuscita a fare: una grande forza del socialismo democratico. Questo non significa precludere al dialogo con Rifondazione ma sapere che questo diaogo difficilmente può portare in tempi brevi ad un soggetto politico unico. Rifondazione lavora al progetto della Sinistra Europea che si pone in aperta polemica con il PSE e comunque mette insieme forze profondamente disomogenee tra di loro. Il discorso sul socialismo del XXI secolo di Bertinotti ha spunti interessanti ma è completamente indefinito nelle conclusioni. Io credo che se il socialismo del XXI secolo consiste nel neo-peronismo di Chavez e di qualche altro masaniello sudamericano siamo alla frutta! Ecco perchè io credo piuttosto nel “socialismo largo” di cui parla Formica. Su Internet è disponibile l’intero filmato dell’intervento a Bertinoro (che è cosa ben diversa dai resoconti giornalistici che deformano i fatti). Ebbene Formica parla di un socialismo largo come di un processo politico che deve inressare anche settori della sinistra radicale. Del resto nella socialdemocrazia europea sono presenti sia posizioni più moderate liberalsocialiste (si direbbe in Italia) sia posizioni di socialismo di sinistra, sia posizioni intermedie: è stata questa la ricchezza della socialdemocrazia; nello stesso Labour britannico hanno convissuto Blair e Livingstone (il sindaco rosso di Londra). Ora o noi siamo in grado di costruire lo stesso percorso in Italia oppure la sinistra sarà marginalizzata per vent’anni, divisa tra un minoritario soggetto liberalsocialista ed una altrettanto minoritaria sinistra radicale: una prospettiva poco allettante. Una ultima cosa la voglio dire su Craxi. Gli antisocialisti di professione utilizzano sempre Craxi per buttare fango su tutto il socialismo italiano (e non solo). Ed allora sono costretto ad essere terribilmente provocatorio. Craxi sarà pure stato un mascalzone, farabutto, tangentista (e chi più ne ha più ne metta)ma era certo un grande leader politico. Così come era un grandissimo leader politico Palmiro Togliatti, che insieme a De Gasperi ed a Nenni è stato il protagonista della ricostruzione della democrazia italiana. Ma non è stato anche uno strettissimo colaboratore di Stalin? E non mi sembra cosa da poco! Come si vede vi sono contraddizioni drammatiche che riguardano un pò tutti (episodi del genere si possono riferire ad altri politici di altri partiti). Con ciò non voglio giustificare gli errori di Craxi ma invitare ad una maggiore serenità e laicità di giudizio. Caro Mescalero, hai il pieno diritto di essere antisocialista, cerca solo di ammetterlo.#39 · meuricof
16 luglio 2007, 01:17 Il News Labour è partito dalla constatazione che la scuola statale non avesse speranze di essere all’altezza dei suoi compiti finché non fosse messa sotto pressione da un mercato dell’istruzione con gli istituti in competizione tra loro. Blair ha aperto la scuola pubblica a finanziatori privati – aziende, fondazioni, onlus, enti religiosi, associazioni di genitori – che hanno quindi voce in capitolo sulla gestione dell’istituto e sui programmi, fermi restando i programmi nazionali (National Curriculum) e rigorosi controlli governativi sulla qualità e sull’efficienza (le ispezioni dell’“Ofsted – Office for Standards in Education” – e la “Teacher Training Agency” per la formazione iniziale e permanente dei professori). Lo Stato da gestore diventa controllore di standard minimi generali. Per dare un reale potere, da consumatori, a studenti e famiglie è stato adottato un sistema definito “opened up to real parent power”, per cui al di là dei programmi e dei controlli governativi, ogni singola scuola deve rendere conto delle proprie scelte didattiche non al governo nazionale o locale, bensì direttamente alle famiglie degli alunni. Boselli è partito dalo stesso assunto, migliorare e potenziare la scuola pubblica e non dare soldi ai privati ma il contrario: “Dobbiamo dare un messaggio agli insegnanti ed agli studenti che vivono in uno stato di profondo disagio e di ormai permanente agitazione: noi siamo per dislocare nella scuola nuove ed ulteriori risorse, rispetto ad un governo che ha fatto tanti piani tutti sulla carta, senza aggiungere neanche un soldo per rinnovare, migliorare ed innovare il nostro sistemadi istruzione. In condizioni di assoluta ristrettezza, in cui versa la scuola pubblica, il nostro bilancio si permette di elargire piu’ di un miliardo e mezzo di euro per l’insegnamento di religione gestito dalla curia e per le scuole private. Si e’ arrivati persino a creare una sorta di cassa integrazione per il Vaticano che accogliequegli insegnanti di religione, licenziati dalle gerarchie ecclesiastiche, affidando loro altre materie di insegnamento nella scuola pubblica”. Quindi il paradosso è che lo Stato oggi in Italia finanzia le scuole private religiose, mentre il governo laburista in Inghilterra ha fatto finanziare la scuola pubblica dai privati. Bella differenza con l’Italia. Ma questo gli italiani non lo sanno. Venendo alla flexsecurity (o flexicuritè), il presidente del PSE Rasmussen, ha commentato così il rapporto UE sull’argomento: “L’Europe a besoin de ce débat parce qu’il est important de concevoir la flexibilité du travail et la sécurité du travailleur comme deux éléments parallèles – il ne s’agit pas de choisir entre l’une ou l’autre mais de les garantir simultanément. La flexicurité est une innovation sociale-démocrate visant à rendre nos économies plus compétitives tout en générant de hauts niveaux de protection sociale. Ce système a très bien fonctionné dans des pays comme le Danemark et la Suède, qui font également partie des économies les plus compétitives au monde. Soyons clairs sur un point fondamental: la flexicurité allie flexibilité et sécurité. Si vous voulez que les travailleurs soient plus flexibles, vous devez offrir de nouvelles formes de sécurité. Les gouvernements de droite qui pensent que la flexicurité leur permet de forcer les travailleurs à être plus flexibles tout en ne faisant rien pour améliorer la protection sociale n’ont vraiment rien compris.” Quindi per il Pse è chiaro che flessibilità del lavoro e sicurezza del lavoratore sono due elementi paralelli ma intrecciati e devono essere garantiti SIMULTANEAMENTE al lavoratore.#40 · IL VERO CORPO MISTICO DI CRISTO.LA VERA CHIESA DI SAN PIETRO VIVO E REGNANTE IN PARADISO CON NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO
16 luglio 2007, 02:20 NON SI POSSONO EVITARE GLI SCANDALI,MA GUAI A CHI LI PROVOCA,SAREBBE MEGLIO PER LUI LEGARSI AL COLLO UNA MACINA DA MULINO E GETTARSI NEL MARE (Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo). ESTERI Il risarcimento pattuito è il più elevato degli ultimi anni per la Chiesa cattolica americana Il processo centrato sulle testimonianze di dodici vittime sarebbe dovuto iniziare lunedì Preti pedofili, la chiesa di Los Angeles pagherà indennizzi per 660 milioni di dollari Il Cardinale di Los Angeles Roger Mahony LOS ANGELES – L’Arcidiocesi cattolica di Los Angeles ha accettato di pagare un risarcimento record di 660 milioni di dollari (pari a circa 485 milioni di euro), alle circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a partire dagli anni Quaranta. L’accordo stragiudiziale tra le parti ed il relativo indennizzo, dovrà essere approvato dal tribunale di Los Angeles dove domani era fissata la prima udienza del processo in cui dodici vittime denunciavano gli abusi subiti dal sacerdote Clinton Hagenbach, deceduto venti anni fa. Si tratta del risarcimento più alto mai accordato dalla chiesa cattolica americana da quando lo scandalo degli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti sui minori venne alla luce nel 2002. Secondo quanto riporta il Los Angeles Times, la diocesi sarà costretta a vendere delle proprietà immobiliari per raccogliere i fondi necessari per saldare l’indennizzo alle vittime. Già nel dicembre scorso, l’arcidiocesi aveva sborsato 60 milioni di dollari per un accordo stragiudiziale con altre 40 vittime. Il patteggiamento annullerà, oltre al procedimento intentato contro la Chiesa e il sacerdote Clinton Hagenbach, almeno altri quindici processi civili già avviati davanti al tribunale della città. In totale erano coinvolti 113 sacerdoti che hanno servito nella diocesi fra il 1930 e il 2003 su un totale di 5.000 che hanno lavorato per la Chiesa di Los Angeles nello stesso lasso di tempo. Di quelli accusati, 43 sono già morti; 54 non sono più sacerdoti, ma altri 16 vestono ancora l’abito talare. L’accordo tra le parti prevede, oltre al risarcimento, anche la diffusione di alcuni documenti riservati dell’arcidiocesi che raccolgono informazioni importanti sugli abusi sessuali commessi da religiosi. L’arcidiocesi di Los Angeles, guidata da una delle grandi personalità della Chiesa americana, il cardinale Roger Mahony, aveva nell’ottobre del 2005 stabilito delle linee guida a cui dovevano attenersi tutti i religiosi e gli educatori che avevano un contatto diretto con i bambini. (15 luglio 2007)#42 · MArco
16 luglio 2007, 18:39 Uh uh uh sul sito di repubblica c‘è persino il sondaggino sul manifesto…Strano che il corriere della grassa borghesia non l’ho abbia ancora messo. Il Pd è invotabile per chiunque abbia a cuore le sorti dei lavoratori e si definisca di sinistra. Pura demagogia e totale appoggio a confindustria. Si sta sempre più connottando come un partito di destra, privo di ideali e di valori se non quelli clericali. Il loro riformismo consiste nello sfasciare ulteriormente lo stato sociale per favorire i ceti più abbienti. Per non parlare del problema dei diritti civili e della laicità, che non sono nemmeno citati. Se Mussi e gli altri partiti non si decidono finalmente a dar vita a una vera unità a sinistra, tale da contrastare personaggi come Rutelli, saranno davvero dolori per i lavoratori.#43 · Mescalero
16 luglio 2007, 21:05 Ognuno conserva il proprio giudizio politico sui leader della sinistra. Togliatti è stato un grande dirigente della sinistra italiana, senza il quale probabilmente non sarebbe esistito il partito comunista costruttore della democrazia italiana, fautore della democrazia progressiva, dell’inclusione dei lavoratori nella dialettica democratica. I collaboratori di Stalin erano ben altri. Togliatti era solo un dirigente in esilio che rischiava la vita nel turbine della tragedia dello stalinismo. Come un grande dirigente della sinistra è stato Berlinguer; non ritengo che lo sia stato Craxi. E questo non significa certo essere anti-socialisti. Siete voi che riducete il socialismo a Craxi. E sbagliate. In ogni caso, il punto centrale è esattamente che bisogna chiudere con il socialismo del XX secolo, su cui il giudizio può ormai essere lasciato all’elaborazione teorica e storica e mettere mano a quello del XXI secolo, comunque lo si voglia intendere. Non mi appassiona stare con la testa voltata all’indietro. Vorrei guardare avanti; unire e innovare tutta la sinistra. Perché l’alternativa è la scomparsa e l’irrilevanza di tutta la sinistra, quale che sia la sua collocazione. La mia opinione, come di moltissimi militanti e persone che si considerano di sinistra, è che si debba procedere lungo il cammino difficile ma ormai ineludibile – ed anzi da accelerare decisamente – dell’unificazione delle forze della sinistra italiana. Non credo che questo sia il progetto di chi ritiene che l’unità vada perseguita non tra tutte queste forze ma solo tra alcune, perché la sinistra cosiddetta “radicale” non merita neanche considerazione. Così non si va da nessuna parte. Per cui, tanta stima, ma ognuno segua la sua strada. L’appartenenza al PSE è una risorsa non può diventare in Italia un limite ad un percorso unitario. PS: Per Meuricoff : ti contraddici clamorosamente. Il modello blairiano è in tutto e per tutto il modello americano di istruzione privatizzata ed elitaria. Quindi, non è neanche originale in sé. Questo modello è agli antipodi del modello di scuola pubblica italiana, che nonostante molti si impegnino a distruggere, è ancora tra le migliori in Europa. Boselli e lo SDI meritoriamente difendono la scuola pubblica italiana e io mi trovo del tutto d’accordo con queste posizioni. Quindi, per una volta, e su questo tema, le mie posizioni coincidono con quelle dello SDI. Invece, non vorrei mai stare su posizioni blairiane né in questo campo né in altri.#44 · Marcello Marani
17 luglio 2007, 11:47 Meno male che c‘è qualcuno come Mescalero, che storicizza i suoi commenti, riportando il ragionamento sui fatti “li ed allora” rispetto ai revisionisti, che sputano sentenze e condanne, “qui ed ora”, seduti nelle loro comode e lussuose poltrone dei salotti con i loro gran cervelloni posti sotto i loro bei sederini o sederoni, di “persone influenti” ed “esperte”. Esperti ed influenti, che “contano” i proventi come Giuda e che sanno, mentre il più delle volte non sono altro che dei revisionisti clonati, che ripetono a pappagallo tesi preconcette e precostituite, al fine di dimostrare che questo sia il migliore dei mondi possibile, e che loro hanno sempre ragione, sia quando ieri affermavano il contrario di quanto dicono oggi e che sicuramente smentiranno domani. Questo succede perchè tanto nessuno dei viscidoni pennivendoli o velinari, come gli Insetti Molesti dei Porta a Porta o il piduista Costanzo o il Craxista Mentina, si diano la pena di puntare a rimarcare le loro contraddizioni e le loro capriolesche e gattopardesche posizioni di opportunisti al soldo dei padroni. Fatto più che normale, sia nei paesi anglosassoni, che in Francia, Spagna e Germania come farebbero i veri giornalisti, che da noi sono vere e proprie eccezioni come i Biagi, i Travaglio, i Bocca, i Maltese e pochi altri. E non andrebbe mai omesso, appunto, di ricordare ai revisionisti del “cactus”, che mentre si consumavano le presunte o reali “ambiguità e/o “doppiezze” di Togliatti, nei confronti del deprecato e condannato “stalinismo”, si era allora al centro di una guerra mortale della civiltà contro la barbarie nazista, e guarda caso le truppe sovietiche di Stalin erano schierate a difesa della civiltà ne più e ne meno che quelle, angloamericane e non solo. E basta dare un occhiata ai giornali statunitensi, (bolscevichi e stalinisti anche loro ?!?), di allora, che inneggiavano all’ eroica resistenza dei Sovietici a Stalingrado, a Leningrado e Mosca, chiamando il “dittatore georgiano” come: “The dear o the good Uncle Joe”. Per questo vorrei dire che non ritengo affatto anticomunista chi critica e condanna errori e crimini di Stalin e dei comunisti, così come non considero antisocialista chi punta il dito e condanna Bettino del Bottino o la pidocchiera De Michelis, che passano da un polo all’altro e sono convinto che questi comportamenti sarebbero giudicati sia da Togliatti e Berlinguer, che da Nenni, Pertini e Lombardi con la chiara etichetta di opportunisti, di voltagabbana e persino di **** , perchè offendono i veri Comunisti ed i veri Socialisti, che sono altro da quei miserabili. Quindi ripeto per non lasciare spazio a dubbui o anmbiguità, ben vebnga tgutto quello che può aiutarci a correggere e migliorare, na sarò contro oro ae sempre a chi vorrenbbbe distruhggere quell’aspirazione alle Libertà, alla Giustizia ed all’Eguaglianza, che partite con la ghigliottina della rivoluzione francese, e riprese da Maerx ed Engfels nel “Manifesto del Partito Comunista” ed esplosa nei “Dieci giorni che fescero tremare il mondo “ della rivoluzionwe bolscevicam, non si sono ancora concretamente tradotte in vita comune, a tutti gli uomini della terra. Sono queste cose che non ho alcuna remora nel condannare io stesso, tanto più se fatte da mistificatori che si spacciano per compagni, ma al fine di corregerene gli errori ed i crimini, che appunto qualcuno e più di qualcuno, ha commesso in loro nome. Solo che non mi va bene, quando le critiche e le condanne sono espresse da super criminali e dai loro pedissequi servi e tirapiedi, dato che centomila morti di fame al giorno, per non parlare dei morti nelle guerre e sul lavoro, sono un preciso atto d’accusa contro il Capitalismo, che di terrorismo e di vittime ne ha prodotte più del nazismo e dei comunisti messi insieme. Ma il peggio è che continuerà a produrne fino a quando non sarà distrutto. E giorno verrà che la storia dovrà scrivere la fine del capitalismo, e solo allora vivremo un mondo di Pace, di Libertà, di Giustizia e di Uguaglianza e quindi in una Democrazia sostanziale, rispetto a queste false ed ipocrite democrazie formali, perchè la Libertà di ciascuno, sarà condizione indispensabile per le Libertà di tutti! maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
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#1 · aldo
14 luglio 2007, 06:43 bravi, bravi, continuate così