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Quelle minacce a Bagnasco

E.S.,   10 aprile 2007, 19:59

Quelle minacce a Bagnasco Stato e Chiesa     Le nuove scritte contro il presidente della Cei, sempre nel genovese, dimostrano non soltanto la pericolosità di alcune "frange estremiste", ma anche un diffuso sentimento di intolleranza nei confronti delle ingerenze curiali nelle scelte di uno stato laico



Alcuni ignoti hanno disegnato sui muri delle case che affiancano due chiese il simbolo della falce e martello, e poi scritto "Bagnasco attento, ancora fischia il vento", e "Bagnasco a morte". Il tutto accompagnato da sigle quali la stella a cinque punte e la p38. Scritte trovate in vico delle Catene ed in piazza del Monastero, che per questo hanno fatto pensare a un coinvolgimento del centro sociale Zapata, tra i più attivi, impegnati e "agguerriti" sul territorio nazionale . Altre scritte si riferiscono invece al Pontefice ("Morte al Papa") e al cardinale Camillo Ruini, che Bagnasco ha sostituito al vertice della Conferenza episcopale italiana.

Come si ricorderà, i nuovi "graffiti" contro l'arcivescovo di Genova seguono quello trovato nei giorni scorsi (il due aprile) sul portone della cattedrale di San Lorenzo ("Bagnasco vergogna"), in conseguenza del quale il prefetto e il questore della città avevano deciso di affiancare costantemente al prelato una scorta di agenti.

"Ribadisco che si tratta di messaggi blasfemi e osceni - ha spiegato il questore - ma che non ci fanno supporre un aumento della conflittualità. Nei confronti di mons.Bagnasco abbiamo adottato tutte le misure di prevenzione possibili: scorta, controlli costanti ai luoghi da lui frequentati. Al momento non esistono segnali tali da indurci ad aumentare tali misure.
Stiamo svolgendo - ha concluso Presenti - azione di intelligence per giungere all'identificazione degli autori delle scritte. La nostra attenzione resta alta, ma non c'è alcun motivo per parlare di tensione".

Secondo fonti provenienti dalla curia, come riportato prontamente dai maggiori organi di informazione Mons. Angelo Bagnasco "è molto sereno e tranquillo", e in ogni caso "c'è attenzione e vigilanza ma non allarme per quanto sta accadendo". Questo il clima descritto nella diocesi di Genova riferito dal portavoce della Carlo Arcolao.

Inutile sottolineare che tutta la solidarietà a mons. Bagnasco è arrivata dal sen. Rocco Buttiglione: "L'odio del mondo è la prova della verità e della serietà della testimonianza cristiana. Gli attacchi a cui mons. Bagnasco è sottoposto in questi giorni mostrano come le sue parole colgano nel vivo l'uomo del nostro tempo". Il presidente dell'Udc ha poi aggiunto: "Quando questo avviene alcuni si convertono, altri si intestardiscono nell'errore. Certo questo è diverso dalla educata indifferenza del mondo verso una predicazione che non gli dice nulla, perchè lo loda per le cose buone che fa, lo loda egualmente anche per quelle cattive, non gli propone una conversione, cambiamento di mentalità, e lo lascia esattamente come era prima. Come diceva giustamente il card. Ruini - conclude Buttiglione - meglio la persecuzione che l'irrilevanza".

Per non essere da meno, il consigliere provinciale della Lega Nord di Savona, Roberto Nicolick, ha espresso anch'egli solidarietà all'arcivescovo di Genova: "Esprimo al presule genovese - ha detto Nicolick - che ha il coraggio delle sue azioni, tutta la mia personale solidarietà, per gli attacchi che sta indebitamente subendo in questi giorni. Mi rendo disponibile a dare presenza, un passo dietro a questo coraggioso sacerdote, per proteggerlo da eventuali maleintenzionati. Anche se so che gli sciacalli e le iene non dispongono di grandi quantità di coraggio, cosa che i leoni come monsignor Bagnasco invece hanno tantissimo".

Da tutti questi attestati piovuti con tempestività, non esce fuori però nessuna riflessione di carattere sociale e culturale: come mai improvvisamente questi attacchi da parte del "terrorismo spray", come definito da "Avvenire?". Come mai si respira nell'aria non soltanto l'odore dello spray utilizzato dai "maleintenzionati", ma anche un certo disagio "Moderato" per le ingerenze di cui certa Chiesa si fa protagonista in pratica con cadenza quotidiana?

L'atteggiamento di intimidazione, lungi dall'essere giustificato, può però essere la spia di un sentimento abbastanza diffuso, di non sopportare più certe posizioni da parte della curia nei confronti dello stato laico italiano. Da qui agli estremismi, seppur solo verbali, a volte il passo può essere più breve di quanto si pensi 

 

 

 

 





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