Il costo delle missioni all'estero
red., 05 marzo 2007, 17:21
Interventi militari-cooperazione
Il decreto per la proroga delle missioni internazionali italiane è arrivato oggi alla Camera e sarà votato domani. Ecco i suoi contenuti
Poco più di un miliardo (1.040,5 milioni di euro) è questa la cifra stanziata dal governo per finanziare le missioni all'estero, dalla Bosnia al Libano, dal Darfur al Sudan, per l'anno 2007. Una quantità di denaro che servirà a sostenere non solo il settore militare e le sue attività, ma anche gli interventi umanitari offerti dal nostro paese alle popolazioni locali. Questo è quanto stabilito dal decreto per la proroga delle missioni internazionali approdato oggi alla Camera per essere sottoposto domani a votazione. A metterne in pericolo l'approvazione, in particolare al Senato dove la situazione numerica è tristemente conosciuta, il passaggio relativo all'Afghanistan, per il quale sono previsti 310 milioni di euro da investire nelle spese militari e 50 milioni per interventi di ricostruzione; a cui si andranno ad aggiungere i 500 milioni da erogare a favore della Conferenza di pace proposta dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
Vediamo nello specifico la distribuzione delle risorse.
L'Unione Africana riceverà dall'Italia 10 milioni di euro per istituire una forza internazionale di pace in Somalia; "per interventi volti a migliorare le condizioni di vita della popolazione" saranno destinati 40 milioni all'Afghanistan (nel testo originario erano 30), 30 milioni al Libano, 5,5 al Sudan. Per svolgere queste attività sarà data la precedenza a enti e organismi che impiegano personale locale.
Per ricostruire le infrastrutture distrutte dai bombardamenti e ripristinare i servizi essenziali saranno spesi 9,172 milioni di euro di cui 7,1 in Afghanistan, 1 in Libano e Kosovo e 72.000 euro in Bosnia-Erzegovina. Mentre le forze armate libanesi avranno "a titolo gratuito" rilevatori di esplosivi per la bonifica del territorio (che costeranno 300.000 euro).
Inoltre sono state programmate e sovvenzionate anche tre conferenze: quella di Roma relativa alla giustizia in Afghanistan (costo 127.800 euro), quella per le pari opportunità a difesa dei diritti umani delle donne e dei bambini nei territori in cui si svolgono le missioni italiani (50.000 euro) e infine la Conferenza internazionale di pace per l'Afghanistn proposta dal governo (500.000 euro).
Ecco la ripartizione del denaro alle forze militari schierate nei diversi teatri mondiali. Per i soldati schierati in Libano 386,68 milioni; in Afghanistan 310,08 milioni; nei Balcani 143,85 milioni; in Bosnia-Erzegovina 30,56 milioni, per sostenere, anche l'unità di polizia integrata.
Altre missioni meno note dovranno essere portate avanti e finanziate. Quella inaugurata nel Mediterraneo e chiamata "Active Endeavour", dedicata all'opera di contrasto al terrorismo, che potrà contare su 8,17 milioni di euro; 1,49 milioni andranno alla missione degli osservatori internazionali a Hebron; 1,4 per l'assistenza alle frontiere al valico di Rafah; 656mila euro per il personale militare in Darfur; 411,8 alla missione di polizia dell'Ue in Congo; 217,5 alla missione peacekeeping dell'Onu a Cipro. Infine per assistere le forze armate albanesi saranno stanziati 3 milioni di euro "per la fornitura di mezzi, materiali e servizi" per infrastrutture e Telecomunicazioni
Accanto all'esercito, continuerà ad essere impiegata anche una vasta schiera di appartenenti alle forze dell'ordine, che partecipano alle missioni internazionali nelle "zone calde" come l'Albania e i Balcani, per una spesa di circa 13 milioni di euro. La Guardia di finanza impegnata in Afghanistan riceverà 2,47 milioni, e 192mila euro quella in Kosovo; la polizia in Kosovo 1,2 milioni, per i programmi di cooperazione in Albania e nei paesi balcanici 7,85 milioni; per i carabinieri in Bosnia-Erzegovina 1,16 milioni e per la partecipazione italiana all'operazione di polizia in Palestina 62mila euro. Per aiutare le forze dell'ordine in Medio Oriente sono previsti anche corsi di introduzione alla lingua e alla cultura araba che costeranno 200mila euro.
In Iraq invece, dopo il rientro delle nostre truppe, prosegue la missione umanitaria e di ricostruzione per la quale nel 2007 saranno stanziati 30 milioni di euro. Inoltre 208 mila euro serviranno per inviare personale non diplomatico all'Ambasciata italiana a Baghdad. E 10,38 milioni per la proroga della partecipazione di personale militare impegnato in attività di formazione e addestramento delle forze armate e di polizia irachene. Nel 2007 si svolgeranno in Italia anche corsi per magistrati e funzionari iracheni, a cura del ministro della Giustizia, per i quali sono previsti 236mila euro.
Aumentano di 200.000 euro (arrivando a 400mila) le spese per l'Unità di crisi presso la Farnesina e 232.600 euro serviranno per pagare i funzionari diplomatici che partecipano alle missioni internazionali.
L'Italia, inoltre, parteciperà con 2,8 milioni di euro ai Fondi fiduciari della Nato destinati al reinserimento nella vita del personale in esubero in Bosnia e Serbia e il rafforzamento della gestione autonoma della sicurezza in Iraq. E con 972mila euro alle iniziative della Politica europea di sicurezza e difesa.
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#2 · leoneddhu
06 marzo 2007, 11:49 E meno male che questo decreto di finanziamento delle missioni militari “segna una netta discontinuità con le politiche del precedente governo di destra”! Tanto netta che tutta la destra si appresta a votarlo!! Complimenti ai nostri parlamentari del “No alla guerra senza se e senza ma”. Di elezioni politiche , mi auguro, ce ne saranno altre e allora rideremo. Corvo rosso non avrai il mio scalpo!#3 · Giacomo Montana
20 marzo 2007, 23:32 ANCHE CONNIVENZA, OMERTA’, COMPLICITA’, CORRUZIONE... HANNO FATTO CARRIERA Autore: Giacomo Montana In nome della apparente legalità oggi si aggredisce, si mutila, si distrugge….e ci si rovina. Prendiamo per esempio il mondo del lavoro. Cosa c‘è di più normale di cercare di lavorare onestamente? Eppure ogni giorno, prevalentemente per mancanza dei mezzi di protezione contro gli infortuni e le malattie professionali, c‘è chi viene fatto persino morire. Le statistiche e le cifre variano da una fonte all’altra. Se però ci atteniamo a valori approssimativi, senza pretese di precisione, possiamo comunque renderci conto che le morti e i danni alla persona sono comunque immensi. In realtà il nodo è unico, anche se si continua nella più vergognosa finzione di affrontare i temi dello studio di prevenzione, servendosi di schemi e modelli di analisi che non tengono assolutamente conto del modo in cui la connivenza, l’omertà, la complicità e la corruzione nel nostro Paese continuano a fare carriera, di pari passo con il falso ideologico, l’omissione di atti di ufficio e il raggiro politico fatto apparentemente recepire dalla gente, come fosse di una normale amministrazione. Tutte queste vergogne di cui viene fatto finta di non vedere o sapere, fa divenire un costume la “vista a tunnel” facendo osservare al popolo ciò che fa più comodo ai signori della politica. Queste cose, in fondo, se si hanno riscontri oggettivi, non si possono non dirle. Per non andare serbando un pensiero non espresso, devo dire che nelle mie piccole e modestissime responsabilità di cittadino, rivolte ad ostacolare delinquenti che vengono presentati alla gente come persone oneste, da anni ho cercato di fermare persino un sospetto tentato omicidio, consumato sul posto di lavoro in ospedale, ai danni di una donna, prima privata per anni dei mezzi di protezione sul lavoro e poi per quanto attiene alla sporca consumazione di diversi gravi reati e relative micidiali conseguenze, privata persino della giustizia penale, con mille onerosi raggiri, alla cui base e da quanto mi risulta, non mancano neppure parecchi silenzi assensi di personaggi politici, persino di fronte ad elusioni del giudicato, in quanto quella stessa donna-vittima ha ricevuto due vittorie schiaccianti con due giudici diversi presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, proprio per quegli stessi fatti. Se vengono calpestate persino due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale, un cittadino come può credere ancora nella giustizia italiana, o nella politica del nostro Paese? Un effetto di come viene diretta e condotta la politica, lo abbiamo visto tutti con la straordinaria e continua velocizzazione del crollo dei partiti, gli stessi che nella parte rimasta, ancora oggi cercano di drogare il consenso elettorale. Credo che oltre alle guerre all’estero, di cui si sente tanto parlare, vi è in atto una guerra senza quartiere, molto più grave di quello che appare sulla stampa. La gente comincia ad essere stanca delle promesse politiche, che non vengono mantenute. Personalmente sono rimasto di stucco ogni volta che nelle opportune Sedi di giustizia, ho visto attuare forme di corruzione, fatte di parzialità, di vili apparenze, di servizi resi a determinati clan o singoli amici. Sono colpi inferti alle spalle, attese di giustizia inutili, spese legali assurde e ulteriormente dannose e tutto ancora e sempre ai danni della vittima del crimine. Ho visto con i miei occhi che la menzogna, l’ipocrisia e il raggiro, quando si vanno a sommare ai precedenti danni alla persona, prodotti da procurate lesioni colpose gravissime, spingono la vittima ad avere sempre meno salute e più malattie per conseguente abbassamento delle sue difese immunitarie, dovute a fiumi di stress emotivi, generati da tutta la palude sopracitata, prodotta anche dall’inerzia e lo strabismo morale della politica dei governi che si susseguono.form di registrazione al sommario
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#1 · Giovanna Nigris
06 marzo 2007, 06:45 http://www.48agimurad.blogspot.com LA ROVINA DEL PAESE E’ SOPRATTUTTO L’INSANA POLITICA Autore: Giacomo Montana Bisogna sapere che in Italia non si muove foglia che la politica non voglia. E per esprimere le proprie vere intenzioni i politicanti usano le inerzie, ovvero non fanno nulla per risolvere i problemi del Paese su Sanità, Giustizia, Lavoro, Scuola, Pensioni, Trasporti, Urbanistica, Inquinamento atmosferico che non trova sufficiente soluzione, Call Center degli enti pubblici, vergognosamente ingolfati, che lasciano i cittadini in attesa al telefono per ore prima di potere parlare con urgenza con l’ufficio preposto. Tutto rimane in attesa di un intervento politico, che, come abbiamo visto, non arriva mai e lascia continuamente la gente a sperare invano, abbandonando vergognosamente il tutto in una palude di acqua stagnante. Ad intermittenza, da chi ha cariche politiche, certi segnali positivi cominciano a partire, ma il grosso problema sono quelli che restano in viaggio, senza mai giungere concretamente ad una meta. Purtroppo tutto questo accede perché, con estrema facilità, viene data “carta bianca” e una patente visibile di totale irresponsabilità a persone che guardano solo ai propri interessi e non a quelli del bene pubblico. Ogni volta vedo che c‘è chi guarda un problema sociale e ne reclama una soluzione, ma omette il fatto di dire chiaramente che è un po’ tutto allo sfascio e allo stesso degradato livello di abbandono e di conseguente tangibile rovina. Già subito dopo le elezioni politiche ogni promessa si trasforma in un bluff, tanto è vero che l’onda dell’acclamazione dei personaggi politici svanisce immediatamente. Tutto ricomincia a restare come prima, facendo spegnere qualsiasi entusiasmo ai cittadini, anzi procurando loro sempre più una palpabile avversione contro la politica e chi la rappresenta. L’inverosimile squilibrio, nel braccio di ferro tra i cittadini che chiedono urgenti interventi strutturali e le forze politiche che restano solo a guardare i problemi insoluti, rimane terribilmente immutato. Da qui si affaccia una panoramica disastrosa, a partire dall’aumento pauroso dei delitti, con contestuale aumento delle impunità dei criminali che io ho constatato persino essere spesso protetti dalla politica, quanto meno col silenzio assenso. Si deve assistere penosamente a tutto questo, anche perché la giustizia è stata ridotta in crisi, soprattutto a causa di una sempre più lievitante e deplorevole politicizzazione della stessa, malcostume politico, influenza nefasta della sempre più potente partitocrazia e dell’odio con procurato disorientamento e crescente sfiducia dei cittadini in quasi tutti i comparti del mondo del lavoro. Da qui si hanno reazioni a catena con deterioramento delle famiglie con lavoratori a reddito fisso e il contestuale inadeguato del reddito al costo della vita e sovente persino con lavoratori disoccupati a carico. Ripercussioni negative si hanno anche sulla scuola, sulla morale, sulla pazienza della gente, sulla sana e tranquilla educazione dei figli etc. In un secondo tempo le tensioni sociali producono effetti, persino ancor più irreparabili, associati all’impatto traumatico di tutto ciò, che si conclude quanto meno con minacce in famiglia e poi isolamento da delusione, stress e abbassamento dell’autostima, fino al constatare un numero verosimilmente maggiore di separazioni dei coniugi. I danni prodotti da una insana politica porta persino un maggiore dilagare della droga tra i giovani, ulteriori relativi decessi e maggiore delinquenza, causata dai pessimi esempi, provenienti a largo raggio proprio dal versante politico i cui appartenenti continuano a sognare invano che mai nessuno capirà tutto questo, ricorrendo ai ripari, attirando astutamente gran parte dell’attenzione della gente sulla politica estera.