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La scommessa della sovranità alimentare

Francesco Scommi,   23 febbraio 2007, 16:21

La scommessa della sovranità alimentare Osservatorio diritti     In Mali il forum organizzato da una rete di movimenti sociali internazionali. Si discute del diritto dei popoli di definire le proprie politiche nel settore agricolo, al riparo dal "dumping" sui mercati locali



Parte il Forum Mondiale per la sovranità alimentare "Nye'le'ni 2007", a Se'lingué in Mali. L'Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) è l'unica organizzazione agricola italiana invitata al Forum, al quale parteciperanno anche Antonio Onorati, coordinatore del Comitato internazionale di pianificazione delle Ong/Osc per la sovranità alimentare (Ipc) e Sergio Marelli, presidente del Comitato italiano per la sovranità alimentare.

Più di 500 donne e uomini provenienti da più di 98 Paesi di tutto il mondo, allevatori, pescatori, associazioni di donne, lavoratori rurali e cittadini, popoli indigeni, migranti, pastori, organizzazioni per la difesa dell'ambiente e organizzazioni non governative si sono dati appuntamento nel villaggio di Nye'le'ni, a un'ora di macchina dalla capitale Bamako. Lo scopo: riaffermare l'importanza del concetto di sovranità alimentare "come reale alternativa alle politiche agricole neoliberiste imposte dall'Organizzazione Mondiale del Commercio, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale", recita una nota dell'Aiab. La partecipazione a Nyéléni 2007 è stata limitata a 500 delegati chiamati a parteciparvi solo su invito dalla Commissione di pilotaggio in base a diversi criteri rivolti a garantire, rispettando l'equilibrio tra regioni, settori/gruppi di appartenenza, sesso ecc. la massima partecipazione dei movimenti e delle organizzazioni di tutto il mondo.

"Siamo qui in Mali", ha spiegato Andrea Ferrante, presidente dell'Aaib, "perché ci battiamo da sempre per un agricoltura che rispetti non solo l'ambiente e la salute dell'uomo, ma anche la dignità dei popoli, attraverso i principi dello sviluppo sostenibile".
Il Forum, i cui lavori dureranno fino al 27 febbraio, è stato organizzato da un'alleanza di movimenti sociali internazionali: La Via Campesina, Roppa, una rete di organizzazioni dei produttori allevatori e agricoltori dell'Africa Occidentale, Marcia Mondiale delle Donne, Forum Mondiale dei Pescatori e Lavoratori della Pesca, Forum Mondiale dei Popoli della Pesca, Comitato internazionale di pianificazione sulla sovranità alimentare, Rete Mondiale per la sovranità alimentare, Amici della Terra. I delegati presenti al Forum rifletteranno su una strategia globale affinché la sovranita' alimentare sia messa in pratica, a livello internazionale e locale, ristabilendo il giusto equilibrio tra i quattro livelli interdipendenti che saranno analizzati: quello politico, economico, sociale e di sviluppo.

Al centro del dibattito il riconoscimento del diritto dei popoli di definire autonomamente le proprie politiche nel settore agricolo e alimentare, di poter proteggere e regolamentare autonomamente i sistemi di produzione e di commercio del mercato agricolo interno, e di poter determinare in libertà la propria autonomia e di limitare l'effetto "dumping" sui mercati locali.





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