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Verbano, il caso è chiuso

Frida Roy,   21 febbraio 2007, 18:55

Verbano, il caso è chiuso Anni di piombo     Riaperto due anni fa, il fascicolo sulla morte del giovane autonomo ucciso dai Nar ritorna negli archivi giudiziari. Mentre domani si celebra il 27esimo anniversario della sua morte, senza che si conoscano ancora gli esecutori materiali



E' stato riaperto due anni fa per essere nuovamente riconsegnato all'archiviazione. Il fascicolo relativo all'omicidio di Valerio Verbano, giovane diciannovenne aderente all'Autonomia operaia ucciso da un commando dei Nar il 22 febbraio del 1980 nella sua abitazione di via Monte Bianco, nel quartiere romano di Montesacro, ritorna così agli archivi giudiziari, senza una risposta e senza giustizia.
Il caso era stato riaperto dopo che il procuratore aggiunto Italo Ormanni e i pm Diana De Martino e Roberto Cavallone aveva scelto di tener conto di una confidenza, rivelatasi poi infondata, rilasciata da un detenuto di estrema destra, il quale avrebbe indicato ai magistrati il nome di uno dei tre terroristi che fecero parte del commando di via Monte Bianco. I magistrati inoltre erano animati dall'intenzione di verificare se potevano essere utilizzati, ai fini di un esame del dna, alcuni reperti (cappellini e passamontagna) che erano stati lasciati a terra dai tre membri dei Nar che assassinarono il giovane Verbano. Tentativo rivelatosi inutile, purtroppo, perchè gli oggetti sono stati tutti distrutti: nel 1980 infatti non esisteva la possibilità di effettuare accertamenti di natura genetica e in quanto reperti, quindi, i cappellini e il passamontagna sono stati eliminati dopo alcuni anni. Buio assoluto anche dal contenuto delle testimonianze rilasciate all'epoca dai genitori della vittima, immobilizzati dai tre terroristi e rinchiusi in un'altra stanza dell'appartamento durante l'omicidio del figlio.
Anche l'arma che uccise Verbano, una 7,65 col silenziatore, non è stata mai trovata. Tornata alla ribalta otto anni fa, nel corso dell'inchiesta che il pm Salvini stava portando avanti sul duplice assassinio dei due giovani militanti di sinistra, Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci, uccisi a Milano nello stesso periodo in cui morì anche Verbano, non si è mai potuta rintracciare, rendendo impossibile qualsiasi comparazione.

Il caso è chiuso, quindi, e il procedimento nuovamente spedito in archivio. Una scelta che di fatto lascia il delitto Verbano senza responsabili.
"E' davvero assurdo che ancora oggi, a distanza di 27 anni dall'uccisione di Valerio Verbano, attorno a questo delitto continuino ad avvenire degli episodi anomali", ha affermato, con profonda amarezza, il presidente del IV Municipio Alessandro Cardente, il quale ha poi aggiunto "è sempre di oggi la notizia che il documentario della durata di un' ora girato dalla trasmissione ‘La storia siamo noi' di Rai Educational, e che oggi sarebbe dovuto andare in onda su Rai3 alle 8,00 e alle 24,00, sia stato cancellato dalla programmazione". Una decisione e una contingenza che, secondo il presidente del Municipio, testimoniano come "ancora oggi il caso tenda ad essere oscurato". Domani Cardente, in quanto rappresentante del Municipio IV, parteciperà alla commemorazione del 27° anniversario dell'uccisione del giovane autonomo: alle 9,30 i rappresentanti municipali deporranno una corona di fiori sotto la targa dedicata al ragazzo in via Monte Bianco, e immediatamente dopo incontreranno la madre di Valerio nella sua abitazione.





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