Voli CIA, parla l'Europa
Jacopo Matano, 14 febbraio 2007, 19:42
Intervista
Approvata a Strasburgo la relazione sulle extraordinary renditions operate dalla Cia attraverso voli segreti da e per gli aeroporti europei. Ne abbiamo parlato con Claudio Fava, eurodeputato Ds-Pse, relatore del rapporto e protagonista della lotta del Parlamento Europeo alla ricerca delle responsabilità
La relazione del Parlamento Europeo sulle extraordinary renditions, presentata questa mattina a Strasburgo ed approvata a larga maggioranza (386 si, 256 no, 74 astenuti), non lascia dubbi sulla presenza dei voli Cia e sulla connivenza dei governi dei paesi europei nella "zona d'ombra" della strategia USA contro il terrorismo. Sono 1245 gli aerei del servizio segreto statunitense decollati da e verso gli aeroporti di 12 Paesi europei. Passeggeri, senza biglietto e senza diritti, i presunti terroristi catturati dagli agenti della Cia e destinati ai centri di detenzione. Dal documento, presentato dal deputato DS-PSE Claudio Fava emerge una forte condanna "dei trasferimenti straordinari in quanto strumenti illegali utilizzati dagli Stati Uniti nella lotta al terrorismo". Il rapporto raccoglie tutte le prove delle operazioni illegali condotte dagli agenti americani in Europa e punta i riflettori sulla connivenza degli stati dell'Unione Europea, spesso "non vedenti" di fronte alle palesi violazioni del diritto internazionale. Ma nei confronti della relazione si sono registrate le parole critiche della Presidenza tedesca dell'Ue.
Ne abbiamo parlato proprio con l'on.Fava, che ci ha raccontato la giornata.
Una plenaria importante, dal punto di vista del significato politico della votazione, e dell'ampia maggioranza registrata.
E' andata bene: la relazione è passata con una larghissima maggioranza, che dimostra che l'intenzione del Parlamento era andare fino in fondo a questa vicenda. Si è registrata l'opposizione di chi riteneva che il nostro compito fosse soltanto quello di voltarci dall'altra parte, lasciare che i governi facciano il loro mestiere, e lasciare che gli stati Uniti scelgano la loro via per combattere il terrorismo. Per fortuna questa lettura, che di fatto priva il Parlamento dalle sue responsabilità e della sua dignità, è una lettura minoritaria, sostenuta da valenti deputati italiani del centrodestra ma di fatto debole a livello europeo. Si è sottolineata la necessità che abusi, violazioni, violenze che sono state la regola per molti anni con il pretesto della lotta al terrorismo, vadano adesso denunciati e ricondotti in un ambito di assoluta, rigorosa legalità.
Il "fuoco di sbarramento" del centrodestra, i molti emendamenti presentati non hanno modificato la sostanza della relazione.
Sono stati presentati 270 emendamenti, ne sono stati accolti pochi. La maggior parte delle modifiche proposte dal centrodestra sono state respinte, mentre quelle accolte di fatto non modificano la sostanza della relazione ma la arricchiscono in alcuni punti. Per esempio su Romania e Polonia torniamo a riaffermare i nostri forti dubbi sul fatto che non vi fossero prigioni clandestine. Teniamo conto delle molte contraddizioni, delle molte reticenze delle molte risposte mancate che abbiamo collezionato nel corso dei cinque giorni di missione in quei Paesi e nel corso di un anno di audizione a Bruxelles.
Cosa succederà ora in Europa? Voi avete chiesto che Consiglio e Commissione tenessero in considerazione l'ipotesi di sanzioni nei confronti dei Paesi che hanno violato il diritto internazionale, lasciando agire indisturbati gli agenti della Cia.
La relazione, come già nella proposta approvata in commissione, chiede al Consiglio ed alla Commissione Europea di esprimersi alla luce degli articoli 6 e 7 del trattato, e consegna alle due Istituzioni questo "fardello" di evidenze di fatti e di circostanze sostanziali, provate e concrete. Il Parlamento chiede che ciascuna Istituzione si assuma la propria responsabilità, e adesso è compito del Consglio sollecitare i governi a spiegare cosa è successo, e se è il caso applicare l'art 7 del trattato che prevede le sanzioni. In ogni caso noi ci riserviamo il diritto, di fronte ad un eventuale inerzia del Consiglio, di portare avanti un nostra azione politica ed istituzionale. Non riteniamo che nella lotta alla ricerca delle responsabilità la nostra azione si sia esaurita oggi: vigileremo perché questo rapporto continui nella sua opera. Se le altre istituzioni decidessero di non dare seguito alla relazione sarà compito del Parlamento assumerne nuovamente la conduzione e il ruolo da protagonista
E sul piano dei rapporti tra Stati Uniti ed Unione Europea, quali saranno le conseguenze?
Gli Stati Uniti, ma lo dimostra già il fatto che Bush ha dovuto riconoscere l'esistenza delle renditions e delle prigioni segrete, dovranno sicuramente ricalibrare il loro atteggiamento nei confronti dell'Europa. Soprattutto credo che siano i servizi di sicurezza europei a dover rivedere le forme di una collaborazione con il governo statunitense che di fatto fino a ieri si era risolta in una delega in bianco lasciata all'intelligence americana di scegliere modi e forme per portare avanti la sua battaglia.
La Presidenza tedesca dell'Ue, per bocca del segretario di Stato agli Affari europei Guenter Gloser, ha espresso dubbi sulla relazione, mentre Frattini è stato più conciliante.
Capisco che loro abbiano problemi interni, capisco meno che rappresentando il Consiglio e quindi tutti i governi dell'Ue abbiano deciso di tenere un profilo così basso, imbarazzato, come se davvero il problema fosse il tono che usa il parlamento e non i contenuti. Ciò che è grave è ciò che noi abbiamo documentato, che riguarda anche responsabilità delle Istituzioni tedesche e questa è forse la ragione dell'imbarazzo profondo con cui il Consiglio ha balbettato parole di circostanza senza accettare la sfida che il Parlamento gli ha rivolto. Frattini è stato più diretto, direi più coraggioso: ha detto che aspetterà anche il risultato delle inchieste giudiziarie e se gli elementi portati dalla nostra inchiesta verranno convalidate dalle inchieste giudiziarie la commissione farà ciò che deve, anche nei confronti dei governi che si fossero resi responsabili di violazione dei trattati, cosa che temiamo, ed abbiamo le prove che sia accaduta.
In Italia abbiamo un esempio illuminante di extraordinary rendition: il caso Abu Omar. Il governo Prodi ha riconfermato il segreto di stato sugli atti dell'inchiesta. Cosa ne pensa?
Nel Parlamento Europeo abbiamo preso atto di sensibilità assai diverse dei governi, anche da parte di quegli esecutivi che hanno lo stesso orientamento politico. In Italia il nostro governo ripropone lo stesso segreto di Stato posto dal vecchio governo Berlusconi e di fatto ostacola la conclusione dell'inchiesta su uno degli episodi più gravi della Storia Repubblicana: il sequestro di persona di un soggetto peraltro sottoposto a indagine dalle autorità italiane, rapito con l'aiuto dei nostri agenti dalla Cia e spedito all'estero perché vi venisse "conservato" ed interrogato. Dall'altra parte abbiamo l'esempio del governo spagnolo, che ha appena ricevuto la richiesta da parte dell'autorità giudiziaria di togliere il segreto di stato su tutti gli atti che riguardino renditions e voti segreti della Cia ed ha immediatamente risposto positivamente.
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#1 · angelo chiaramonte
15 febbraio 2007, 10:32 Anche qui si segnala il governo Prodi e il “prode” Parisi: sarà la “cultura della difesa” che ci manca, come nei deliri dello stesso Parisi e di Gad Lerner su La7, ma pare che si continui a opporre il segreto di Stato e a perseguire i magistrati che indagano per nascondere le peggiori sozzure fatte in nome della Ragion di Stato…Che nausea.E li ho pure votati.Lo scettro del Potere gronda di ….lasciamo perdere.