Quotidiano per la sinistra
Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 12:42
Torni il movimento per la pace
Paolo Nerozzi, Vincenzo VitaCommenti [5]
Appello dei senatori del Pd Nerozzi e Vita: E' urgente un ‘cessate il fuoco', per preparare - dopo l'augurabile tregua- una Conferenza internazionale di pace, con un ruolo di spicco dell'Onu e dell'Europa. E' urgente che si dispieghi nuovamente un vasto movimento pacifista, più che mai essenziale. Come è importante che le opposizioni trovino sulla pace in Medio Oriente un'occasione per riprendere compattezza e linguaggi comuni
Gaza, lettera aperta ai politici italiani
Luisa Morgantini*Commenti [10]
Il fatto Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana?
D'Alema a tutto campo
Aldo GarziaCommenti [1]
Politica
Medioriente, il Partito democratico e le sue alleanze, e il governo: dopo la pausa natalizia riprende il dibattito politico. Ieri sera è stata la volta di Massimo D'alema che ha esposto i propri convincimenti per il 2009 nel corso della trasmissione televisiva di Canale 5 "Matrix"
Da Napoli a Torino, le "grane" del Pd
Monica MaroCommenti [2]
Politica
La ripresa dopo la pausa natalizia si annuncia in salita per il Pd. A tenere banco sono ancora le quetiopi locali, dalle elezioni in Sardegna, dove il commissario Achille Passoni tenta una difficile ricomposizione del partito, ai problemi in Abruzzo, dove Luciano D'Alfonso ha ritirato le dimissioni per evitare il commissariamento del Comune ma non il voto nella prossima primavera. Ma è soprattutto a Napoli che le acque restano agitate:il braccio di ferro tra Iervolino ed i vertici locali del partito si è chiuso con la vittoria del sindaco partenopeo, con l'ex ministro Luigi Nicolais che lascia la guida locale del partito e il commissariamento del Pd affidato all'ultrariformista Morando
Il Parlamento riparte dall'Università
Red
Politica/l'agenda
La Camera si è riunita il 5 gennaio con all'ordine del giorno il decreto Gelmini sull'università in scadenza il 9 gennaio e sul quale il governo ha posto la fiducia. Chiusa la partita dell'istruzione, il governo si troverà di fronte ad una serie di 'nodi' a partire dalla riforma della giustizia, tema sul quale potrebbe esserci già un primo giro di tavolo giovedì in un Consiglio dei ministri non ancora convocato ma che viene dato per probabile da fonti della maggioranza
53 miliardi di fabbisogno. Chi paga?
Stefano OlivieriCommenti [2]
Economia
Per Tremonti, più di centodiecimila miliardi di vecchie lire sono il fabbisogno del settore statale - possiamo chiamarlo debito - che il nostro paese dichiara a fine 2008. Quasi 53 miliardi di euro, per giunta in un momento come questo, la peggiore crisi dal dopoguerra
L'esercito dei "flessibili"
Red
Commenti [4]
Lavoro Alla fine del mese di settembre hanno raggiunto quota 2.812.700. Sono il 12 per cento del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso sono aumentati del 16,9 per cento. Ben 5 volte di più dell'incremento registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1 per cento. Il Mezzogiorno è la macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4 per cento del totale nazionale. Stiamo parlando dei lavoratori atipici
La difficile strada per la questione palestinese
Giuseppe Quaranta*
Commenti [4]
La riflessione La domanda non è " di chi è la colpa ? ", qui c'è poco da discutere. Israele e le sue politiche hanno responsabilità inequivocabili. La domanda non è neanche quella di chiedersi se sia giusto per un popolo oppresso e sotto occupazione armata resistere nei modi che ritiene opportuni. La vera domanda è se in Hamas si possa trovare la soluzione alla drammatica situazione del popolo palestinese
E' possibile far tacere le armi?
Pino De LucaCommenti [5]
La riflessione
Ora che i guerrafondai di Olmert e i terroristi di Hamas governano, rispettivamente, Israele e la striscia di Gaza, si riapre un conflitto continuamente rinfocolato dai signori della guerra delle due parti, perché in quella terra non vi sia pace. E a pagare sono i palestinesi, un popolo verso cui, molte, troppe volte si è puntata l'arma del genocidio
Il fatto
Siamo tutti Gazaoui
Giustiniano Rossi, da Parigi
Sabato 3 gennaio si sono svolte in tutta la Francia manifestazioni di sostegno al popolo gazaoui, confinato da anni in un vero e proprio campo di concentramento dall'esercito, dall'aviazione e dalla marina israeliana che, non contenti di bloccare le forniture di viveri, di medicine, di materiale scolastico, di carburante e dunque di elettricità, lo bombardano dal 27 dicembre scorso
Cultura/ l'intervista
La mia vita disegnata male
Renzo Francabandera
Il caso
Internet sotto tiro
Carlo Gubitosa*
Mentre sulla "frontiera digitale" statunitense si prova a risolvere i problemi legati al copyright, a casa nostra si preparano altri disastri figli dell'ignoranza, con leggi sempre più repressive che limitano l'attività dei blogger e lo scambio di cultura in rete
Commenti [2]
Bianconiglio
Merry Crisis and Happy New Deal!
Orione Lambri
Trentasette anni dopo "Happy Christmas (War is Over)" di John Lennon la guerra è tutt'altro che finita. I luoghi sacri di islamici, giudei e cristiani sono per l'ennesimo Natale il teatro del disincanto e della disperazione in diretta tv; la faccia più truce della crisi della nostra civiltà irrompe nei cenoni e nei pranzi sotto l'albero
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- ic (E' possibile far tacere le armi?)
- oh yes (Liberazione non è di Sansonetti)
- IC (E' possibile far tacere le armi?)
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- Per fortuna che c'è Elisa (Liberazione non è di Sansonetti)
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