Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:21
Non si placa la polemica
Autori vari, 20 novembre 2006, 19:28
Manifestazione di Roma
Pubblichiamo gli interventi giunti in redazione a commento della manifestazione, organizzata dal Forum Palestina, che si è svolta sabato a Roma
Stampa di regime per la manifestazione di Roma?
Sono stato alla manifestazione di Roma organizzata dal Forum Palestina.
Tornato a casa, dalle cronache dei TG RAI ho scoperto di essere stato da un'altra parte.
Oltre 20.000 persone, oltre 4 ore d'intensa presenza politica (tra Piazza Esedra, corteo e comizio finale a Piazza Venezia), sono divenuti una decina di manifestanti e pochi fotogrammi tutti incentrati sul rogo di 3 manichini.
Ma anche in rete non va meglio: l'unico sito che ha menzionato che dal palco è stata bruciata una bandiera nazista, come gesto di caratterizzazione della manifestazione da parte dei promotori, è stato Repubblica.it.
Il torto della manifestazione, evidentemente, è stato quello di avere avuto parole d'ordine chiare sulle quali è bene far scendere un muro di silenzio:
- L'Italia non deve essere complice del massacro dei palestinesi e dell'occupazione israeliana
- Abrogare l'accordo militare Italia-Israele
Grazie, cari giornalisti, per l'ennesima dimostrazione che in questo paese la libertà di stampa non esiste; o forse, perché no? sono in molti a non meritarla visto che è raro, nel panorama giornalistico italiano, trovare giornalisti che fanno il proprio lavoro in libertà e coscienza.
PS.: Per quanto riguarda i politici di centrosinistra ed il Governo Prodi, manifestazione di Roma o no, cosa hanno da dire circa l'accordo militare Italia-Israele?
Quanto meno, che si dimostrino equidistanti come dicono togliendo tutti gli aiuti, militari e finanziari (anche da parte delle Regioni), all'unica delle due parti in causa sino ad oggi di fatto ampiamente sostenuta.
Franco Ragusa - http://www.riforme.net/
***********************
Una condanna giusta ed opportuna
La condanna pervenuta dal mondo politico in merito al cattivo esempio mostrato dai manifestanti di Roma, in merito al tema politico della Pace è giusta ed opportuna. E' un peccato che in occasioni importanti come queste c'è sempre qualche facinoroso che deve seminare zizzania e inquinare il desiderio di riappacificazione fra due popoli da tempo in guerra.
Bene ha fatto il Presidente della Camera Bertinotti, assieme a Diliberto, Fassino e D'Alema a condannare il gesto dei manifestanti che hanno provveduto a bruciare fantocci e ad inveire contro il popolo israeliano. In questo modo non solo non si contribuisce alla pace, anzi viene messo in atto lo stesso meccanismo applicato da chi usa la guerra come mezzo di risoluzione per le controversie internazionali, contribuendo ad alimentare odio e dando adito alla destra italiana di accomunare la sinistra a questi gruppi estremisti ed isolati.
Bisogna che questa gente prenda esempio dalle tante donne israeliane e palestinesi che hanno manifestato assieme pacificamente a Milano, donando alla manifestazione quel contributo valso come esempio per la democrazia e per la libertà, per il riconoscimento del diritto all'esistenza pacifica di entrambi i popoli, mettendo in risalto il loro sincero ed onesto desiderio di Pace.
Matteo Zingarelli,
Segretario Sinistra Giovanile - Cerignola (FG)
**************************
Cinque domande per una lettera aperta alla "politica", all'informazione e agli inservibili
Aprendo i giornali di oggi - domenica 19 novembre - sembra di vedere i quotidiani di nove mesi fa, esattamente del 19 febbraio. Una manifestazione pienamente riuscita in solidarietà con il popolo palestinese, contenuti chiari che hanno portato alla luce l'inaccettabilità di accordi militari (in gran parte segreti anche al Parlamento) tra Italia e Israele e la vergogna di un embargo applicato alle vittime (i palestinesi) piuttosto che agli occupanti che li bombardano ogni giorno (Israele), sarebbe passata sotto silenzio o ridotta a cronache in piccoli francobolli di giornale. Ed invece le prime pagine e le cronache dedicano ampio a questa manifestazione ma solo per darne un'immagine completamente distorta fatta di pupazzi bruciati e slogans sbagliati.
E' un copione che si ripete sistematicamente ad ogni manifestazione per la Palestina. Abbiamo conservato i giornali e le dichiarazioni della "politica" dal marzo 2002 e vi potrete trovare un campionario di falsità, mezze verità, anatemi e distorsioni. In sostanza la Palestina deve scomparire dall'agenda politica perché essendo una situazione "in bianco e nero", con occupanti e occupati, con aggressori e aggrediti, non consente zone grigie e ambiguità oltre il buon senso e la coscienza comune.
Le reazioni ad alcuni episodi del tutto marginali ed estranei alla manifestazione di sabato 18 novembre - così come a quella del 18 febbraio di quest'anno - danno l'impressione di voler nascondere, dietro i toni indignati e le strumentalizzazioni politiche a fini interni, l'immondizia sotto il tappeto.
1. Vorremmo chiedere al Presidente della Camera Bertinotti: quand'è che oltre a commentare gli "slogans indicibili" vorrà dire qualcosa anche contro l'accordo militare Italia-Israele che l'attuale governo ancora non si decide a revocare? Gli "idioti" bruciano dei pupazzi in piazza, ma le nuove armi israeliane a Gaza o in Libano dilaniano le persone in carne d'ossa come è stato ampiamente documentato anche nel nostro paese.
2. Vorremmo chiedere ai ministri e viceministri della sinistra di governo: come mai l'Italia continua a tenere bloccati i fondi e i soldi destinati ai servizi sociali, alle donne, agli ospedali palestinesi che erano in emergenza umanitaria ancora prima dell'embargo varato dall'Unione Europea?
3. Vorremmo chiedere al governo nel suo insieme: come mai sul Medio Oriente e sulla Palestina continuate a dichiarare una politica di equidistanza diversa da quella servile e unilaterale del governo Berlusconi, ma continuate a ritenere prioritari gli interessi strategici israeliani sul piano militare, economico, diplomatico?
4. Vorremmo chiedere anche alle redazioni dei giornali e delle televisioni: come mai effettuate decine di interviste, avete a disposizione ore di girato, ascoltate le ragioni di una manifestazione, ponete anche le domande più insidiose ai suoi organizzatori ma poi ne rappresentate solo un episodio in contrasto con lo spirito e il senso maggioritario di una intera manifestazione con migliaia di persone? I cameraman e i cronisti a cui lo abbiamo chiesto in piazza ci hanno risposto allargando le braccia. Forse è tempo che i giornalisti scioperino non solo contro l'arroganza degli editori ma anche a difesa della dignità e della libertà di informazione.
5. Infine vorremmo chiedere a chi nella manifestazione di sabato ha bruciato i pupazzi e lanciato slogans inservibili e insulsi (lo stesso era accaduto a febbraio). Se sapevate (e lo sapevate) che era pronta la trappola mediatica che sarebbe servita a manipolare e occultare una manifestazione sulla Palestina, perché vi siete coscientemente e puntualmente prestati alla trappola? O siete stupidi o siete malconsigliati. Nel primo caso ravvedetevi, nel secondo allontanate i cattivi consiglieri. La prossima volta sarà l'intera manifestazione che non permetterà che vi prestiate di nuovo alla trappola.
L'ultima domanda è per noi stessi. Sono cinque anni che cercano in ogni modo e con ogni mezzo di mettere a tacere o demonizzare le nostre iniziative di solidarietà con la Palestina. Non ci sono riusciti perché è la realtà sul campo a determinare la situazione. Il mattatoio palestinese a Gaza, la repressione militare e coloniale in Cisgiordania, la crescente tensione in Libano, l'invasione e la resistenza in Iraq, non consentono di nascondere la spazzatura sotto il tappeto e il mantenimento delle ambiguità. Se le contraddizioni agiscono concretamente sul campo, è sufficiente mettere in campo un minimo di capacità organizzativa e di chiarezza nei contenuti per incidere politicamente e orientare la gente. Questa è stata e rimane la funzione del Forum Palestina e sulla base di questa continueremo ad agire politicamente.
Forum Palestina
***********************
Quando la pace non viene dal cuore
Mille, cento, forse soltanto dieci imbecilli nell'ultimo corteo hanno riacceso la miccia sui morti di Nassirya. Prendersela con i morti, far loro il processo è stupido e vigliacco, almeno per un paio di ragioni. La prima è ovvia, non possono rispondere direttamente, non possono replicare alle accuse, non possono rintuzzare le critiche. Sono morti e basta, dovremmo almeno lasciarli in pace, e rispettare i loro parenti.
La seconda ragione è che - in particolare quando si tratta di soldati - i difensori d'ufficio abbondano, ciascuno con la propria linea difensiva, ovviamente non concordata con i diretti interessati costretti al silenzio.
Così i caduti a volte ritornano, stavolta per essere uccisi, massacrati dal fuoco amico. Il 12 novembre ricorreva per la terza volta il triste anniversario della strage di Nassirya e la politica italiana si è trasformata di nuovo in teatrino da avanspettacolo, invece di raccogliersi in silenzio. Come e quanto commemorare quei defunti è diventato all'improvviso più importante, più fondamentale di ogni altra cosa e il dibattito che ne è divampato da destra a sinistra mi ha fatto tornare alla mente Bertold Brecht quando affermò : "Sfortunato quel paese che ha bisogno di eroi.."
Poi c'è stato il corteo pro Palestina a Roma, e si è fatto vivo di nuovo il gruppetto di imbecilli con il famigerato slogan. Al corteo partecipavano anche Pdci e Cobas, con qualche esponente della maggioranza. E di nuovo l'incendio delle polemiche, delle promesse incrociate di querele, delle interviste al vetriolo. Ancora una volta quei caduti che ritornano sulle labbra di tutti, anche e soprattutto di chi fra le file della attuale opposizione, consapevolmente li ha mandati laggiù a fare la guerra, e con una scellerata scelta logistica, - quella di un quartier generale posto in una palazzina non facilmente difendibile all'interno di Nassirya - li ha esposti a un inutile rischio, che poi si è rivelato fatale.
L'atmosfera è tale che anche nella maggioranza di governo sembra essere giunta l'ora dei grandi coltelli, e soltanto la comune consapevolezza di dover restare uniti per l'esiguità dei numeri in parlamento ha fatto scegliere la tregua armata fra DS e Margherita da una parte e la sinistra radicale dall'altra. La difesa della legge finanziaria finora è riuscita a fare da collante, ma da gennaio si parlerà di welfare e pensioni e per il bene del paese sarà necessaria tutta la calma e la obiettività possibili. Considerato l'attuale clima vengono i sudori freddi al pensiero, ma la sensazione più grave è che tutti all'interno dell'Unione parlamentare e governativa stiano progressivamente perdendo coscienza della necessità per il governo di scelte chiare sul tema della pace e della guerra, così come su quelle della giustizia e della trasparenza che hanno portato più volte in piazza decine di milioni di italiani durante la legislatura Berlusconi.
Se si spera di tirare avanti e di fare addirittura il partito democratico ignorando anzi deludendo le attese, ci si incammina su una strada davvero pericolosa. Prima accettando l'indulto allargato anche a gente come Previti, poi ridisegnando una Irpef che così com'è non restituisce il maltolto a chi è precipitato nel disagio proprio grazie al regime fiscale introdotto da Berlusconi, infine aumentando di fatto le spese militari e l'invio complessivo dei nostri soldati in territori a rischio come il Libano senza aver prima provveduto a chiarire la posizione del governo italiano nei confronti degli USA soprattutto per l'Iraq, se sia cioè ancora di mera sudditanza come ai tempi di Berlusconi ovvero realmente libero nelle scelte.
Perché se la pace non viene direttamente dal cuore, si finisce con l'appoggiare la guerra. E su questo discrimine si può consumare una rottura esiziale per il futuro del governo e della nostra stessa democrazia, vanificando gli sforzi e i sacrifici di quei milioni di cittadini che hanno prodotto con il loro voto la pur esigua vittoria dell'Unione alle ultime elezioni.
Non chiediamoci perché ancora oggi una decina di imbecilli continuano a urlare slogan vigliacchi sui caduti di Nassirya. E non illudiamoci di risolvere a colpi di querele e di denunce ciò che la politica è chiamata a risolvere in prima persona. Adoperiamoci piuttosto a eliminare le zone grigie, troviamo il coraggio - mi rivolgo a deputati e senatori della maggioranza, inclusa la sinistra radicale - finalmente di scegliere la pace oppure la guerra, chiamando le cose con il loro nome. E soprattutto non giochiamo più sui morti, per favore.
Stefano Olivieri
Versione per la stampa
Commenta questo articolo
Feed dei commenti di questo articolo
Commenti
Nota Bene:
Aprileonline.info è uno spazio di informazione libero e aperto, creato per instaurare un confronto diretto sui temi proposti ogni giorno. La redazione di Aprileonline.info ha scelto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Tuttavia, nel ribadire che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso Aprileonline.info potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi, la redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non inerenti all'articolo
- messaggi
anonimi o con indirizzo email falso
- messaggi
pubblicitari
- messaggi offensivi o che contengano
turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o
sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una
violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla
violenza, diffamazione, ecc.)
Al fine di limitare al massimo un uso distorto della libertà di commento da oggi 17/04/2008 sarà obbligatorio inserire oltre al nome e cognome anche la e-mail di riferimento.
In ogni caso, la redazione di
Aprileonline.info si riserva il diritto di cancellare messaggi e commenti
giudicati non idonei in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio.
#2 · Viviana
21 novembre 2006, 11:34 Invece di parlare di mafia, corruzione politica e disastro ambientale, i media fanno articoli grotteschi e straripanti su bandiere bruciate e fantocci, da destra come da sinistra. Dice giusto Keoma che non sono più i tempi di Genova “A Roma nulla a che vedere con il fantomatico Blak Blok, che dopo Genova non si è più materializzato in nessuna manifestazione, e nemmeno col generico anarchismo ; dietro i fantocci c’erano striscioni firmati da precise realtà politiche e sociali che non avevano alcun interesse a nascondersi, anzi tutto il contrario, e comunque, a differenza di Genova non c’è stata nessuna violenza contro persone o cose ma solo una stupida pagliacciata di esibizionismo piccolo/borghese. Quanto ad identificarli, credo che la Digos li abbia identificati pressochè tutti, peraltro non erano più di 10 In realtà credo non abbiano formalmente commesso alcun tipo di reato, tra l’altro i fantocci sono sì stati bruciati, cosa di nessuna rilevanza penale, ma nessuno ha sentito lo slogan su Nassiryia – che forse qualche rilevanza penale avrebbe avuto – che sembra sia stato veramente inventato dai media Tuttavia il problema sta nel manico, cioè proprio nell’impostazione, profondamente sbagliata ed ultraminoritaria, di quella manifestazione Le impostazioni dei 2 cortei erano sbagliate e costringevano a schierarsi o con l’ONU e D’Alema o con Hamas. Deve poter esistere una terza via, intelligente ed originale, che riporti il movimento al protagonismo di Genova! E comunque credo che al momento non siano affatto centrali le questioni internazionali, bensì i problemi del lavoro e della precarietà” “L’elemento politico-chiave era la rottura dell’accordo militare Italia-Israele, rivendicata dallo striscione di apertura del corteo di Roma e dalla piattaforma della manifestazione” Spostando tutta l’attenzione sui fantocci, si è impedito agli italiani di fare una severa critica sui nostri patti militari con Israele. Perché dobbiamo armarci di missili israeliani? Perché continuare sulla falsariga di Berlusconi-Fini? E anzi perché l’ambiguità di fondo di D’Alema-Parisi che, mentre postulano una pacificazione dell’aggressione israeliana al Libano, fanno affari militari con Israele? Forse che l’ONU non ha condannato Israele con con una precisa risoluzione con 156 voti a favore, da cui mancano solo la stessa Israele, Stati Uniti e Australia? L’ONU ha fatto 72 risoluzioni contro Israele, ma non ha mai mandato caschi blu o ispettori per farle rispettare e nessuno ha contestato la volontà nucleare di questo Stato.#3 · Nicola Piro
21 novembre 2006, 14:36 Il fatto, secondo me,è che in Italia è mancato un dibatto serio su: – Ebraismo/Giudaismo – Antisemitismo/Cris- tianesimo – Sionismo/Antisionis- mo in Europa – Nazismo/Olocausto – Fascismo/Leggi raz- ziali – Comunismo/Antisemi- tismo – Ebraismo/Islam – Palestina/Israele – Usa/Israele – Germania/Israele al- la luce del crescente ruolo della NPD; agli sforzi seri della G. nella lotta contro lo estremismo di destra; all’ impegno della G. nella normalizzazione dei rapporti con la Comunità israelita (v. l’ inaugurazione della Sinagoga a Monaco nel- la ricorrenza della ´ “Notte dei Cristalli” del 19 Novwembre 1938. L’ impegno della Ger- mania odierna è serio negli sforzi di garan- tire sicurezza alla Comunità israelita. Ma chi deve condurre un dibattito di spes- sore in Italia: Ve- spa, Flores o Santoro ? Non sono alla altezza per cultura e preparazione. E, allo- ra ? Lasciamo calleggiare gli ignoranti come Di- liberto,Agnoletto,Giu- liani e Rc. Buona notte, allora ! n.p.#4 · Ciccio
21 novembre 2006, 17:36 Condivido ciò che ha detto Viviana(soprattuto sul fatto che“L’elemento politico-chiave era la rottura dell’accordo militare Italia-Israele, rivendicata dallo striscione di apertura del corteo di Roma e dalla piattaforma della manifestazione”) e quindi sul fatto che la manifestazione di Roma non era troppo estremistica come si può pensare ora dopo ciò che è accaduto di riprovevole. Però dire che la manifestazione di Milano fosse una manifestazione “che costringeva a schierarsi con l’ONU e D’Alema mentre quella di Roma con Hamas” non lo condivido affatto. Primo perchè alla manifestazione di Milano c’erano anche i Comunisti Italiani e Rifondazione, che quindi condividevano la piattaforma programmatica, se no statene certi che non ci sarebbero andati proprio! Secondo che sia Diliberto che Giordano hanno apprezzato sia il lavoro svolto da D’Alema come Ministro degli Esteri da 7 mesi a questa parte e sia le parole dette su la strage di civili commessa dagli Israeliani a Gaza qualche giorno fà, che gli hanno attirato le critiche non solo della Comunità Ebraica Italiana ma anche da uno come(per me grande) Furio Colombo. Terzo perchè l’Onu, come tu stessa riporti,“ha condannato Israele con con una precisa risoluzione con 156 voti a favore, da cui mancano solo la stessa Israele, Stati Uniti e Australi e ha fatto in totale 72 risoluzioni contro Israele”, quindi l’Onu non è affatto mai stato moderato con Israele, è per colpa degli Stati Uniti che non sono mai stati mandati caschi blu lì(anche per questo la missione in Libano è storica, perchè mai l’Onu ha mandato caschi blu al confine con Israele, per bloccarla nella sua azione di occupazione del Libano e per impedirgli di proseguire la guerra e i bombardamenti)e per questo la proposta di D’Alema di mandare i caschi blu a Gaza è giustissima. Quindi, dire che la manifestazione di Milano era a favore dell’Onu e di D’Alema(che io appoggio in pieno e ho condiviso lo slogan,dell’ultima marcia della Pace ad Assisi,della Tavola della Pace “Forza Onu”, x l’intervento dell’Onu in Libano e a Gaza)come volerne dare un significato moderato, troppo vicino a Israele e poco ai Palestinesi è profondamente sbagliato e non veritiero. Eì vero invece che la manifestazione di Roma, soprattutto con quei gesti incivili e con quelle frasi violente, giustifica totalmente Hezbollah e Hamas(le quali possono e devono essere “usate” come interlocutori politici ma mai giustificarne l’uso della violenza che fanno contro gli Israeliani civili inermi grazie.#5 · Marcello Marani
25 novembre 2006, 04:26 Sono anch’io convinto che si confonda troppo spesso l’antisionismo, che è l’opposizione alla deriva coloniale ed imperialista di una parte non secondaria dei dirigenti e del popolo israeliano, con l’antisemitismo che è il rifiuto degli ebrei in quanto tali. E siccome sui fatti ci sono palesi disinformazioni circa le risoluzioni Onu ed il loro mancato rispetto da parte d’Israele, appoggiato dal governo Usa, sulla questione si dice tutto ed il contrario di tutto. Suggerirei, per avere le idee un po’ più chiare, di partire con la lettura de “Gli Arabi in Israele” di Sabri Geries, con la prefazione di Eli Lobel, per seguire con: “Perchè ci odiano” di Paolo Barnard, e con “Senza Pace” di David Hirst, assieme ad alcuni capitoli di “Tutto quello che sai è Falso” di autori varii ed anche altri capitoli de “Il Libro nero degli Stati Uniti” di William Blum. E dispiace anche a me che Furio Colombo, su l’Unità abbia fatto una difesa acritica del Governo Israeliano, cercando di dimostrare che i terroristi siano solo gli altri e che Israele abbia il diritto (sacrosanto) non solo alla difesa, ma persino alla rappresaglia. Cosa che sullo stesso giornale viene condannata dall’ebreo Moni Ovadia (anche lui antisemita?” il cui commento, sul pensiero e le parole di Grossman, ha raccolto l’adesione e l’approvazione convinta di altri ebrei, che si battono per la Pace nel rispetto di: “Due Popoli e due Stati”, che è ad avviso di tutti coloro che non hanno i paraocchi, l’unica soluzione possibile per una Pace non solo nel settore e per togliere alibi al terrorismo di tutte le matrici. maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Gli articoli di oggi
Torni il movimento per la pace
Paolo Nerozzi, Vincenzo Vita
Gaza, lettera aperta ai politici italiani
Luisa Morgantini*
53 miliardi di fabbisogno. Chi paga?
Stefano Olivieri
Napoli, schiarita sulla giunta
Monica Maro
La Lega frena Berlusconi
Frida Roy
Liberazione non è di Sansonetti
Renzo Butazzi
La difficile strada per la questione palestinese
Giuseppe Quaranta*
E' possibile far tacere le armi?
Pino De Luca
Siamo tutti Gazaoui
Giustiniano Rossi, da Parigi
La mia vita disegnata male
Renzo Francabandera
Internet sotto tiro
Carlo Gubitosa*
Merry Crisis and Happy New Deal!
Orione Lambri



#1 · Iskander
21 novembre 2006, 09:02 Ho votato PdCI ma non capisco più dove Diliberto, suppongo per ragioni di visibilità, voglia arrivare. Mi domando: perché non ha manifestato a Milano in favore della pace assieme agli altri esponenti dell’Unione? L’Unione gli fa **** ? Perché non se ne va? Fare il duro e puro sulle spalle degli altri gli sembra lecito? E soprattutto, come fa a schernirsi dalle accuse di vicinanza a simili topi di fogna che bruciano le bandiere di Israele se ogni volta che avvengono simili fatti si può stare sicuri che Diliberto è a portata di voce. Certo, lui personalmente non ha bruciato alcuna bandiera, probabilmente non ha prestato nemmeno l’accendino ma non si può giocare con i topi di fogna e poi stupirsi di essersi sporcati di **** . Se Diliberto avesse il coraggio delle proprie azioni, in simili manifestazioni in cui è certa la presenza di simili facinorosi dovrebbe avere il buon gusto di brillare per la propria assenza oppure di intervenire con un robusto servizio d’ordine proprio come avveniva ai tempi del glorioso PCI.