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Egitto, blog e sms contro le molestie

Andrea Scarchilli,   14 novembre 2006, 19:23

Egitto, blog e sms contro le molestie Osservatorio donne     Organizzata attraverso il web e i telefonini una manifestazione in difesa delle donne. Quello delle violenze, ormai, è un problema cronico.



I cosiddetti nuovi media, telefoni cellulari e internet prima di tutti, possono aiutare a conquistare un po' di libertà e democrazia? La domanda è in ballo da tanti anni, i più ottimisti ne sono convinti. E, almeno a giudicare da quello che sta succedendo in Egitto, sembra che, tutto sommato, non abbiano tutti i torti.

Riassunto dei fatti. Uno dei problemi dello stato nordafricano, più volte registrato da osservatori indipendenti e associazioni in difesa dei diritti umani, è la condizione delle donne. Molte di loro con costrette, da piccole, all'amputazione degli organi genitali. Sono maltrattate dai mass media, la giustizia le ignora: ottenere una condanna per molestie sessuali è un'impresa titanica. Lo scorso anno molte di loro hanno manifestato contro il referendum costituzionale, quello che ha eliminato la candidatura unica (del presidente Mubarak, manco a dirlo) e introdotto un sistema più aperto, ma solo in apparenza: ora per potersi candidare come indipendenti occorre avere l'appoggio di 65 parlamentari su 444 in un'assemblea per il novanta per cento in mano a Mubarak. Ci sono state violenze e molestie ma i media tradizionali le hanno messe da parte, avvalorando l'idea che la colpa fosse delle vittime, di certi atteggiamenti o di un supposto abbigliamento sconveniente. Il ministro dell'Interno ha fatto orecchie da mercante. Delle tante denunce (alcune di giornaliste che seguivano le manifestazioni) nemmeno una ha portato a condanne. La storia si è ripetuta in occasione della festa di fine Ramadan, l'Eid al Fitr.

Ma stavolta la società civile si sta muovendo. Gli attivisti e le associazioni civili hanno sfruttato Internet e i blog per denunciare i fatti, bypassando il filtro dei media ingessati e legati al decennale potere di Mubarak (alleato americano nella lotta al terrorismo).

Attraverso email e sms hanno organizzato una manifestazione di protesta. "Contribuisci a rendere le strade dell'Egitto più sicure per tutti: partecipa alla manifestazione di protesta che si svolgerà oggi al Cairo, davanti al Metro Movie Theatre" è in messaggio che leggono a centinaia, al Cairo. L'utilizzo di mezzi alternativi è indispensabile: in Egitto le leggi d'emergenza (in vigore ininterrotto da 25 anni) proibiscono assembramenti nei luoghi pubblici. Qualsiasi tentativo di organizzazione verrebbe stroncato. Naturalmente la polizia, nonostante le precauzioni telematiche, alla fine riesce sempre a venirlo a sapere. E accorre in forze sui luoghi delle manifestazioni. Ma il messaggio, almeno, riesce ad arrivare. Ed è questo, del movimento civile 'Donne egiziane per il cambiamento': "Con la manifestazione di oggi intendiamo ribadire il nostro diritto a esserci e a partecipare alla vita pubblica e che nessuno ci isolerà nel nostro paese".  





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