Martedì, 07 Ottobre 2008 - Ultimo aggiornamento alle 18:32
G8, (mezza) ingiustizia è fatta
Lorenzo Guadagnucci*, 15 dicembre 2007, 20:14
Il punto
Pene dimezzate rispetto alle richieste dei pm (102 anni anziché 225), un'assoluzione, quattro funzionari di polizia segnalati alla procura per falsa testimonianza: la sentenza di primo grado contro i 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio per il G8 di Genova, si presta a molte letture. Si può dire che è una mezza sconfitta per i pm, ma intanto le destre esultano per la "sentenza esemplare". Le difese hanno ottenuto importanti risultati, ma alcune pene sono così pesanti (la più alta è di undici anni, e quelle superiori ai sei anni sono in tutto nove) da lasciare sconcertati.
Tentando una sintesi, e in attesa di leggere con attenzione il dispositivo e le motivazioni, si può dire che il tribunale non ha avuto il coraggio di smontare fino in fondo l'impianto accusatorio proposto dai pm Anna Canepa e Andrea Canciani. I giudici si sono fermati a metà , derubricando il reato di devastazione e saccheggio - che comporta pene pesantissime - per la maggioranza degli imputati. Ha quindi accettato il cardine della linea difensiva, e cioè che il corteo delle tute bianche, venerdì 20 luglio 2001, fu attaccato in modo arbitrario e ingiustificato, causando una reazione a quel punto comprensibile, tant'è che è caduta l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale per tutti gli imputati coinvolti nei fatti seguiti a quella carica. I giudici hanno quindi respinto il concorso morale nella devastazione e saccheggio, utilizzato da Canepa e Canciani per collegare i fatti avvenuti nelle giornate del 20 e 21 luglio. Ma il tribunale non ha trovato la forza di andare fino in fondo e dire che il reato di devastazione e saccheggio non va applicato ai fatti accaduti a Genova il 20 e 21 luglio: perciò siamo di fronte a una sentenza pesante, con un carico di pene sproporzionato rispetto agli episodi contestati.
Un'altra cosa possiamo dire: il grande lavoro degli avvocati del Genoa Legal Forum non è stato vano. Senza la documentazione raccolta e il rigore delle ricostruzioni presentate in tribunale, difficilmente i giudici avrebbero trovato la forza di respingere almeno parzialmente le richieste dei pm. L'impatto del processo contro i 25 manifestanti è stato dunque mitigato, ma il reato di devastazione e saccheggio, con tutto il suo carico ideologico e penale, è stato comunque applicato. L'articolo 419, che lo disciplina, è rimasto quasi nascosto per decenni nel codice penale, dove fu inserito durante il fascismo, ed è stato ora applicato a una manifestazione di piazza: nemmeno nei turbolenti anni settanta si era arrivata a tanto.
Questa sentenza non fa giustizia: infliggere sei anni, nove anni, undici anni a chi avrebbe lanciato una molotov, distrutto una vetrina, partecipato ad azioni violente contro le cose - azioni sbagliate, da rifiutare, contrarie allo spirito e alle scelte del Genoa social forum che organizzò le giornate di luglio - è troppo anche per il senso comune. Appena Canepa e Canciani esposero le loro richieste, avevamo parlato di "vendetta preventiva". Il tribunale l'ha dimezzata, ma sempre vendetta resta, perché la partita giudiziaria e politica che infastidisce il potere è quella che si gioca negli altri processi seguiti al G8, quelli che vedono imputati oltre settanta funzionari e dirigenti di polizia.
Ora c'è il viatico per arrivare a qualche condanna anche in quei processi. Le pene saranno però lievi e coperte da prescrizione, mentre le carriere degli imputati non corrono alcun rischio: gli imputati di grado più alto sono già stati promossi e la nomina di Gianni De Gennaro, nel giugno scorso, a capo di gabinetto del ministero dell'Interno, vale più di qualsiasi sentenza. L'impunità politica per i responsabili del disastroso (per la democrazia) G8 del 2001 è già garantita.
*Comitato "Verità e giustizia per Genova"
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#2 · Franco BORGHI
15 dicembre 2007, 08:42 La situazione italiana, politica e sociale, scade sempre più nel miserabile. Ci si chiede di credere nella giustizia, che la giustizia è uguale per tutti. Ma poi si vede che la giustizia viene amministrata secondo gli interessi di parte, non secondo verità. E di questo molti dovrebbero vergognarsi a partire dalla alte cariche dello Stato. La cosa più drammtica è che i nostri giovani perdono o hanno già perso ogni rispetto per le istituzioni. Colpa nostra, colpa di chi mette in atto queste meserbili sentenze.#4 · Luca
15 dicembre 2007, 13:29 “La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria” Piero Calamandrei D’acordo, ora abbiamo capito che 24 persone hanno messo in scacco una città, i leader delle prime 8 nazioni industrializzate al mondo, l’esercito italiano per 3 giorni nel 2001. Ce li meritiamo Dell’ Utri, Ferrara, Berlusconi, la Brambilla, Storace….#5 · giovanni smimmo
15 dicembre 2007, 13:58 è giusto punire i no global,per lò sfascio di ingentissimi danni che causarono dappertutto,come sarebbe giusto addebbitare i danni provocati da gente che sanno solo fare violenza su violenza, non si puo solo dare pena carceraria e non cautelare tutti quei cittadini che hanno subiti dei danni materiali molto seri. Detto questo vorrei anche capire perche non si punisce anche chi ha dato ordini di massacrare dei cittadini inermi,sarebbe da mettere in galera il ministro scaiola ed il suo capo di governo, le forze dell’ordine si muovono solo previo comando del ministero,e allora quel ministro è sempre li con altri incarichi e sè la ride sonoramente delle atrocita che lui e solo lui ha provocato, con il suo manipolo di fedelissimi,e allora parlare di giustizia compiuta è solo un eufemismo,la giustizia in italia dovra essere riscritta, sara giustizia solo quando chi commette un reato paghi la colpa commessa che sia un cittadino qualunque oppure un potente di turno, fin quando questo non sara cosi, non chiamiamola giustizia.#6 · mario
15 dicembre 2007, 15:07 sono abbastanza d’accordo con il commento di chi mi ha preceduto. Sono convinto che la violenza, di piazza come tra le pareti domestiche, vada punita e sono anche d’accordo con chi a questo punto invoca pene altrettanto severe per i reati compiuti dai c.d.scioperanti dei trasporti. Va detto che non si può nemmeno sottovalutare che la sentenza di Genova anche se parzialmente riequilibra le richieste dell’accusa. Il vero equlibrio si potrà realizzare se ci saranno adeguate condanne anche per quei membri e quei responsabili delle forze dell’ordine che hanno compiuto nefandezze tipo scuola Diaz o tipo quella caserma dei carabinieri di cui mi sfugge il nome. Per quanto poi riguarda black bloc e affini occorrono soprattutto misure preventive che impediscano la loro partecipazione e strumentalizzazione criminale di manifestazioni che potrebbero essere assolutamente pacifiche e legali, misure preventive sia di polizia/intelligence sia di preventiva dissociazione politica. Se non bastano, ben vengano anche condanne penali esemplari!!!#7 · jj
15 dicembre 2007, 19:23 quando mai sono stati puniti gli scioperanti che bloccano la circolazione dei treni ? gli agricoltori che protestavano per le quote latte che bloccavano strade ? mi stupirei se punissero i camionisti; d’altronde dal tono dell’articolo (e da molti commenti) siamo in linea con l’italica mentalita’ che bisogna sempre colpire gli atteggiamenti sbagliati degli altri e mai i propri#8 · Luca
15 dicembre 2007, 19:54 “quando mai sono stati puniti gli scioperanti che bloccano la circolazione dei treni ?” Hai ragione, basta che non vadano a Report a dimostrare che lavorano in condizioni di **** , perchè lì il licenziamento ci è scappato. Poi sul fatto che se sciopera uno nelle ferrovie la sua azienda non gli paga lo stipendio (anzi ci guadagna con gli abbonamenti dove ha già incassato i soldi….). Mentre invece i ferrotranvieri a Milano quando scioperarono per interruzione di servizio pubblico si presero dei 9.000 euro di multa dall’azienda, ma quelli erano lavoratori dipendenti, non padroncini o tassisti… “gli agricoltori che protestavano per le quote latte che bloccavano strade ?” Infatti quelli erano intoccabili, Ercolina docet, w la lega, w chi non rispetta le quote latte, abbasso i cattivoni di bruxelles! “mi stupirei se punissero i camionisti;” Anch’io in questo paese di **** e di corporazioni. Facciamo una cosa: domani io, tu ed altri andiamo a mettere di traverso le nostre macchine all’altezza di qualche barriera pestando, bucando le gomme ecc. a chi vuol passare, poi vediamo se non ci aprono il **** … VE LO MERITATE SPECIALE CHE SI FA I VOLI SULLE DOLOMITI CON I VOSTRI SOLDI E POI IL TAR LO REINTEGRA CON TANTE SCUSE.#9 · l'ematologo
15 dicembre 2007, 21:32 SCUSATE SE MI RIPETO. iO SONO UN POLIZIOTTO CON QUALCHE ANNO SULLE SPALLE. A GENOVA VI ERANO TANTI UOMINI DA OCCUPARE TUTTA LA REGIONE, FIGURIAMOCI LA CITTA’. RISULTATO MIGLIAIA DI POVERI CRISTI IN UNIFORME E MIGLIAIA DI MANIFESTANTI. POCHE!! CENTINAIA DI VIOLENTI ED IL GIOCO E’ FATTO, UN MORTO E QUALCHE DECINA DI ARRESTI. QUELLI CHE SONO ENTRATI ALLA DIAZ O CHE ERANO A BOLZANETO ERANO POVERI CRISTI IN DIVISA CHE MASSACRAVANO ALTRI POVERI CRISTI MA I CAPI, CHI HA VOLUTO, STUDIATO PREORDINATO E ORGANIZZATO QUELLO CHE E’ SUCCESSO NON SARA’ MAI PROCESSATO! SE VI FOSSE STATA LA VOLONTA’ POLITICA CON GLI UOMINI A DISPOSIZIONE A GENOVA PER IL G8 DEL 2001, IN DUE ORE SI ARRESTAVANO TUTTI I VIOLENTI E SI PERMETTEVA A CHI VOLEVA MANIFESTARE DI FARLO, MA CHIARAMENTE NON ERA QUESTO CHE SI VOLEVA!!! COMUNQUE CHI HA SBAGLIATO DEVE PAGARE IN UNO STATO DI DIRITTO E BISOGNA LAVORARE PER QUESTO OBIETTIVO, TUTTI A SINISTRA, VISTO CHE E’ L’UNICO POSTO OVE VI SONO ANCORA DEI VALORI. SALUTI A TUTTI#10 · prosdocimo
16 dicembre 2007, 01:31 Anche i “poveri cristi” costretti dai capi a riempire i forni ad Auschwitz, vogliamo considerarli? A Norimberga nessuno volle ascoltarli! Non ci scassiamo la **** ! I “proletari” in divisa che picchiano i signorini “rivoluzionari” lasciamoli nelle rievocazioni pasoliniane di Panzone Ferrara, per favore.#11 · Marcello Marani
16 dicembre 2007, 07:21 Strano Paese il Bel Paese, dove a detta del Kaimano, forte delle casse di risonanza dei suoi altoparlanti mediatici, televisivi e di stampa, denunciato e processato per tutta una serie di reati, che vanno dalla corruzione al falso in bilancio, all’evasione fiscale fino alla complicità e rapporti esterni, con la mafia, riesce sempre a trovare la via giusta per glissare le accuse, salvare e rafforzare il patrimonio, e sfuggire alla giusta punizione, che lo obblighi per lo meno a restituire il maltolto ed a risarcire il danno. Quindi la “banda” dei giudici Komunisti che lo starebbero perseguitando, alla fine, tra prescrizioni, attenuanti generiche, leggi ad persona e persino cancellazioni di reati, non riescono mai a conseguire e raggiungere i loro “eversivi” e “criminali” scopi, ed il nanetto di Arcore se ne esce incolume ed impunito, più arrogante e più vispo che pria, rafforzato da una nuova aureola del martirio. E’ la chiara dimostrazione che abbiamo una si fa per dire giustizia, ma anche tuttta una legislazione che le sta a monte, a due marce: una prima ridotta e stra indulgente, per non colpire lor signori ed una sesta straveloce e strasevera per colpire la piccola delinquenza dei piccoli e individui e la violenza di chi protesta sia pure in modo “diseducato”. Tutto ciò premesso a spiegazione e mai a giustificazione di chi pratica la violenza fine a se stessa, che volente o nolente si rende complice del potere dei reazionari, che ne approfittabno come nel caso dei fatti di Genova, per istigare ed alimentare i Black Block e poi scagliarsi contro le tute bianche, grazie ai pochi imbecilli, sprovveduti o complici, che sono caduti nella trappola delle provocazioni. Per questo mi trovo molto d’accordo con #9 · l’ematologo, solo che mi sarebbe piaciuto, che anche questa volta avesse speso quache parola in più contro i suoi colleghi aguzzini della Diaz e di Bolzaneto, chiedendo le giuste punizioni per i loro crimini, che niente hanno da invidiare alle spedizioni punitive delle squadracce fasciste, proprio a tutela e a salvaguardia dell’onorabilità e della credibilità dei tanti lavororatori o proletari in divisa, che conoscono, rispettano ed attuano quotidianamente, anche a rischio della propria vita e per stipendi quasi di fame, quei pricipi tesi a grantire i diritti di tutti i cittadini democratici. Però a scanso di equivoci vorrei ricordare anche a tutti i “duri e puri” sostenitori e giustificatori delle violenze, che proprio un Compagno Comunista come Amendola, nell’intervento al Congresso della Federazione Romana del PCI, pochi mesi prima della sua morte, testimoniò il fatto che qualche anno prima a Milano, entrati nelle scuole con i sindacati ed i lavoratori, per garantirne l’accesso democratico, ci disse che: “C’erano Compagni e Lavoratori, che piangevano nel vedere come le scuole frutto del loro sudore, erano stare ridotte e disastrate da quelli che erano gli studenti occupanti, figli allora in massima parte della grassa borghesia meneghina, compreso qualche studente di estrazione popolare. Poi quei, si fa per dire, rivoluzionari, del 68, del 77 e anni successivi, li ritroviamo tutti senza che si sia cambiato un **** , equamente suddivisi tra destra e sinistra ma sempre in condizioni predominanti e ben retribuite, ma scarsamente non dico rivoluzionarie, e perfino riformatrici, ma neppure tese a garantire da riformisti, quei diritti costituzionali, inattuati da ormai un sessantennio. E parlo degli Straccio Liguori, dei Frattini delle Majolo, dei Rossella, dei Mughini e via intruppando nel CDX, e dei Mieli, dei Mauro, dalle Annunziate, dei Lerner ecc., ecc., ecc., intruppati nel CS o nei suoi paraggi. Infine due parole sullo speciale caso del generale Speciale e della sentenza del TAR, (Che sia la sigla iniziale del “Targato F.I.?”), che pur inefficiente contro l’evasione e accusato di corruzione per l’uso dell’aereo di stato per le sue vacanze, viene reintegrato mentre persone di specchiata onestà, anche se per i destri discutibili sul piano politico, come i Biagi, i Santoro, i Guzzanti i Luttazzi, accusati dall’editto bulgaro e persino i successivi M. Fini e tanti altri, furono rimosssi senza che nessun TAR spendesse una parola per reintegrarli. Anzi nel caso Santoro, fu tenuto fuori benchè diverese sentenze ne imponessero il reintegro. Si vede allora che abbiamo una si fa per dire “giustizia giusta,”, quella che favorisce i crimini del Kaiamno e dei suoi complici una “giustizia ingiusta”, quella che colpisce i poveri cristi e sprovveduti colpevoli. Per questo povera Costituzione impiccata al ramo dei privilegi dei potenti, che CDX o CS continuano a rimanere nostro malgrado, intoccabili ed immutabili. Ed in conclusione, siamo sempre noi a prendercelo in quel posto. maranimarcel@tiscali.it.#12 · Massimo
16 dicembre 2007, 16:04 E’ una vergogna che tutto quello che è avvenuto a Genova: pregiudiziale per la democrazia, nel tempo del dialogo a senso unico e ad ogni costo, abbia avuto così poca risonanza parlamentere. Senza nessuna decisa presa di posizione da parte di quelle forze politiche e sindacali di vecchia tradizione democratica, operaista e pacifista, che non solo non hanno aderito alla manifestazione ma neanche hanno alzato la voce contro le provocazioni prima e le violenze che ne sono seguite poi. Forse perché oggi così sottoposti alle (per loro) lusinghe del manganello mediatico da non veder più neppure da quale parte menavano i manganelli veri. Rompere le fila dell’antifascismo è una delle condizioni che ha lasciato via libera alle violenze contro la libertà di manifestare i propri convincimenti da parte di molti vecchi compagni. E forse questa è la cosa che più disturba i vari Amato, che da una parte tacciono e dall’altra promuovono chi in quei giorni a Genova era al comando delle forze di polizia. Vergogna!#13 · Giorgio
16 dicembre 2007, 17:56 Caro Marcello Marani, è sempre interessante leggere i tuoi non banali interventi. Vedi bene, quanto sono “datato”: li chiamo “interventi” e non “post”… Genova, Genova repubblicana di cuore, come dice Guccini, Genova delle rivolte contro austriaci e savoiardi, Genova che costringe alla resa, unica città in Italia, la guarnigione nazista, Genova del 30 Giugno 1960, Genova punita e blindata da cancellate e zone rosse. E allora facciamoci una domanda che può avere risposte scomode: a chi interessava che il G8 finisse in **** ? Alla destra, certo: criminalizzare il movimento era l’obiettivo, da allora, complici i media, no-global è stato fatto diventare sinomino di violento, di blackbloc, di casseur. Criminalizzando quel popolo, sostanzialmente “di sinistra”, per traslato berluscon-fascista si è dimostrato che tutta la sinistra è violenta, antisistema, anarcoide, peggio degli ultras del calcio. Si, va bene..ma la sinistra “ufficiale”? Perchè nessun partito della sinistra ha aderito alla manifestazione, perchè non i sindacati (e i loro decisivi servizi d’ordine), perchè Agnoletto dichiara che la rinuncia, appunto, al servizio d’ordine è stata una “scelta”? Un gioco complesso, sporco, fatto sulla pelle di chi là c‘è andato, come ad una festa. Era interesse di una parte dei “capi” del Genoa Social Forum, simmetricamente alla volontà delle destre, criminalizzare “quello stato”, quel governo? E quella grande onda, spaventava la sinistra istituzionale, quella adagiata comodomente sui divani del potere, politici, sindacalisti? Si voleva delegittimarla, spaventare i pacifici, emarginare i decisi? A parte qualche sparata di maniera, tanto per dire “l’abbiamo fatto”, quale azioni concrete sono venute da governo e maggioranza per fare vera chiarezza sui quei fatti? Ci sono state proteste internazionali per quei giorni cileni, e De Gennaro è diventato Capo Gabinetto Di Amato, e si fa finta di perseguire alcuni pesci piccoli, sapendo perfettamente che, comunque, nessuno pagherà, che tutto andrà, quando già non è, in prescrizione. Sui “poliziotti figli del popolo” di pasoliana invenzione, glisso: non è molto interessante sapere l’origine sociale di chi ti spacca la testa, meglio sarebbe indagare e ragionare sul come e perchè le forze di polizia sono, non sempre ma troppo spesso, nemiche dei cittadini, dei, come si usa spesso definirli nell’ambiente “civili”. Mi ha fatto rabbrividire quella intercettazione nella quale un “capo” dal centro operativo chiedeva al “capo” che comandava una carica (a quei cattolici pacifisti con le mani dipinte di bianco, in Piazza Manin), se “Avevano fatto PRIGIONIERI”. Non è una questione lessicale, temo.#15 · Giorgio
16 dicembre 2007, 20:58 Massimo: Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio del torturati più duro d’ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA Piero Calamandrei#16 · Guido Doria
16 dicembre 2007, 21:12 Ricordo che al corteo di sabato c’erano la FIOM e la Camera del Lavoro di Brescia#18 · tonino
17 dicembre 2007, 00:55 caro Giorgio,come fai a dire che “i partiti della sinistra non avevano aderito alle manifestazioni di Genova”? O hai poca memoria , oppure Rifondazione Comunista neanche la consideri? Hai dimenticato che era componente del Genoa Social Forum? Certo a leggere diversi post di questo forum vengono i brividi: come fare l’unità della sinistra con gente che odia visceralmente Rifondazione o fa finta che non esistiamo?#19 · Marcello Marani
17 dicembre 2007, 09:38 Dobbiamo stare sempre molto attenti a non cadere nelle provocazioni. Questa era la raccomandazione che si dava ai dimostranti fin dalla fine dell’800, quando i lavoratori che scendevano in piazza operai, braccianti e contadini, si facevano cucire le tasche dalle mogli, per evitare che qualche infiltrato subdolamente, vi infilasse coltelli o bombe. Ed a questo si sommava il sistema di fare di tutt’erba un fascio, per cui chiunque agitava o agiti ancora uno straccio rosso e parla di rivoluzione, veniva e viene tout court etichettato come “comunista”, per cercare di scaricare tutte le responsabilità sull’allora PCI ed oggi sul CS. Manovra che era ben riuscita anche nei miei confronti, quando in età giovanile mi consideravo un socialdemocratico, anche se ferocemente anticapitalista, perchè appunto, non essendo troppo incline alla violenza, specie se fine a se stessa, non potevo riconoscermi in quelli che la stampa borghese etichettava come “comunisti”, non al fine di contrastare la violenza che sotto sotto incitavano e fomentavano, ma solo per calunniare il PCI. Poi, entrato in crisi a 30 anni nel 68, quando vedevo le socialdemocrazie nord europee, schierarsi contro l’intervento ed i bombardamenti statunitensi in Vietnam, mentre i saragattiani italici plaudivano entusiasti. “C‘è qualcosa che non va”, mi dissi allora e così cominciai a leggere anche i libri ed i giornali degli “altri”. E per me gli altri erano appunto i Comunisti. Pensare che ero persino abbonato ad Epoca ed a Selezione! Così la prima lettura fu “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” di Reed, poi “Passato e presente di Herzen” e la “Storia della Rivoluzione Russa” di Trotzsky e fu allora che cominciai, cambiando quotidiano dal Messaggero a Paese Sera, ad entrare nella logica di capire cosa dicessero i Comunisti in forma diretta e non attraverso le “traduzioni”, le interpretazioni e le mistificazioni degli avversari. Decisivi furono la lettura del “Manifesto del Partito Comunista”, di Marx ed Engels, in cui mi riconobbi in pieno, cui seguì “La Concezione materialistica della storia “ di A. Labriola, e per rompere gli indugi, dopo avere cominciato a leggere prima saltuariamente e poi quotidianamente l’Unità, furono il dibattito e la mozione finale del Congresso del 1972 del PCI a Milano, dove Berlinguer nelle conclusioni mise in guardia dal non farci abbindolare dalle sirene ribelliste di quelli che si proclamavano “avanguardie” e che lui, denunciò e bollò come “avanguardisti” e peggio, come “fascisti di complemento”. Ed i fatti dimostrarono che fu facile profeta. Fu così che chiesi la tessera, ed allora per averla dovetti fare un semestre di “quarantena” e solo dopo la presentazione di due anziani Compagni, non per età, ma per militanza che il mio desiderio fu esaudito. E da allora ho sempre cercato di essere coerente, con le mie aspirazioni ed i miei ideali, mediati attraverso l’appartenenza e la militanza, ma senza mai rinnegare quei valori, che invece a partire dalla morte di Berlinguer, cominciarono a passare in secondo piano, perchè i nuovi burocrati della “nomenklatura”, di formazione più parolaia e libresca, piuttosto ribellista individualista e per niente rivoluzionaria, anche se si riempivano continuamente la bocca con la parola rivoluzione, di deriva in deriva, di compromesso in compromesso, da mercatini ad inciuci, ci hanno portato alla situazione attuale, rinnegando la questione morale, sacrificata sull’altare del potere e delle poltrone, con l’ipocrita alibi della “Santa governabilità”, che da semplice strumento hanno promosso elevandolo a fine. E vedo che la berlusconizzazione dell’Italia, ed il degrado che produce, sta continuamente facendo breccia anche tra noi Compagni “sparpagliati” e non “vincoli” come diceva Pappagone. Infatti, la dimostrazione ci viene proprio da tonino che conclude con l’interrogativo: “…come fare l’unità della sinistra con gente che odia visceralmente Rifondazione…? Non sembra di sentire parlare il Kaimano? Perchè si rassicuri tonino, anche se chiedo di avere indietro il mio voto, non è per odio a Rifondazione, in cui militano anche Compagni di tutto rispetto, e con tanti dei quali, specie a livello di base, abbiamo fatto tante battaglie come Comunisti e tante conquiste tra cui non vanno dimenticate quelle della legge sul divorzio e quella sull’aborto e le vittorie ai successivi referendum, oltre allo Statuto dei lavoratori del Compagno Socialista Gino Giugni, e perchè no, anche la sindacalizzazione delle forze di PS di cui è vero ci sono vecchie cariatidi e perfino rigurgiti fascisti, ma ci sono anche lavoratori, come l’ematologo, che solo una trentina d’anni fa era impensabile che ci fossero. Ed avendo familiari nelle forze dell’ordine, posso garantire che sono sempre orientati al rispetto della Costituzione e sono i primi a voler fare pulizia al loro interno, perchè non vogliono che il loro lavoro ed i loro sacrifici, vengano sporcati appunto da quattro residuati, in via d’estinzione. E pur non essendo credente, ritengo giusto riflettere e non giudicare, per non essere giudicati, perchè una certa infarinatura giuridica mi ha insegnato che: “Giudicare è facile. Capire è più difficile. Capire per giudicare bene rappresenterebbe la perfezione.” Ma non sempre, o meglio quasi mai, siamo in condizioni di arrivarci. Prendete questa testimonianza come una strenna natalizia da usare come credete se pensate che ne valga la pena, ed auguri a tutti i Compagni, soprattutto a quelli, senza se, senza ma e senza collari o guinzagli. Perchè non può mai essere libero un uomo, se rimane schiavo dei propri pregiudizi. maranimarcel@tiscali.it.#21 · Fabio
17 dicembre 2007, 12:48 SE VI FOSSE STATA LA VOLONTA’ POLITICA CON GLI UOMINI A DISPOSIZIONE A GENOVA PER IL G8 DEL 2001, IN DUE ORE SI ARRESTAVANO TUTTI I VIOLENTI E SI PERMETTEVA A CHI VOLEVA MANIFESTARE DI FARLO, MA CHIARAMENTE NON ERA QUESTO CHE SI VOLEVA!!! . Gia’. Invece si imbalsama la situazione con le chiacchiere. QUEL TEATRO ANDAVA BENE A TUTTA LA POLITICA E IL RISULTATO VA BENE A TUTTA LA POLITICA, perche’ nessuno cerca gli strateghi.#22 · Giorgio
17 dicembre 2007, 13:48 Caro Tonino, Lungi da me l’idea di “odiare Rifondazione”! A parte che, se dovessi usare quel tipo di sentimento, potrei usare le residue scorte per i “nemici” (leggi fascisti ac similia…). Al di là di una inutile polemica casalinga, sai bene che non la partecipazione di esponenti della sinistra fu sporadicissima. So benissimo di compagni (di Rifondazione, soprattutto…contento? :-)) che testimoniarono delle “stranezze” avvenute alla Fiera del Mare (dove erano accampati i CC, quelli dei cori fascisti per festeggiare la morte di Carlo), come andirivieni di certi tipi nerovestiti, e altro ancora. E, come afferma Guido Doria, magari una rappresentanza della Camera del Lavoro di Brescia c’era. Ciò non elimina il rilievo di fondo, e la sensazione che, per quei fatti, di innocenti ce ne sono pochini. Salvo quel popolo che sfilava con mille colori. Escludendo, ovviamente, il “nero” di quelli arrivati chissà come, malgrado i controlli strettissimi alle frontiere, e ai quali è stato permesso di fare ciò che volevano. Per tornare, solo per un attimo, a quel tuo “come si fa…etc”, la mia convizione, qui più volte affermata, è che ci sia bisogno di un grande, forte, unitario Partito della Sinistra. Sono talmente stufo di frazionismi e settarismi, che farei salti di gioia se si ri-fondasse il PSI delle origini, quello del 1892/93. Quello di prima delle mille scissioni. Insisto su un concetto, banalmente semplice: capire per che alternativa di società vogliamo lavorare (lottare), con che strumenti, insieme a chi possiamo farlo. Poi tracciare una linea che divide “noi” da “loro”.#23 · NANDO
17 dicembre 2007, 15:47 Nell’emettere questa deprecabile sentenza è stato applicato il principio del “summum ius, summa iniuria” in quanto si sono individuate le responsabilità penali degli imputati, mentre al contrario non sono ancora emerse quelle a carico degli artefici di quelle giornate di sangue di stampo cileno che hanno segnato uno dei periodi più bui della nostra storia più recente#24 · Giorgio
18 dicembre 2007, 15:54 Per # 9 – l’ematologo Dal sito del SIULP: Sentenza G8, Siulp: l’unica Giustizia è quella della Magistratura dichiarazione del Segretario generale Oronzo Cosi L’odierna sentenza sul G8, a prescindere dai suoi contenuti, fa piena chiarezza sulle reali responsabilità che hanno determinato i gravi fatti di Genova. Errori ci sono stati anche dalla parte delle Forze di polizia, ed è senz’altro giusto che chi ha sbagliato paghi. Ma oggi l’Autorità giudiziaria ha sancito quello che tutti gli operatori di polizia hanno sempre saputo: ci sono state devastazioni e saccheggi a Genova, ascrivibili a centinaia di facinorosi che nulla hanno a che fare con chi democraticamente manifesta il proprio pensiero. Per questo riteniamo che soltanto l’Autorità giudiziaria possa rendere giustizia reale ai fatti di Genova. E se alcuni parlamentari insistono, anche adesso, dinanzi a questa sentenza, nella propria intenzione di svolgere indagini “autonome” sul G8, allora il sospetto diventa certezza: non si vuole una commissione d’inchiesta, si vuole in realtà una commissione di comodo per addossare alle Forze di polizia, e quindi allo Stato, responsabilità che vanno ricercate altrove, occultando invece le colpe reali dei veri responsabili. E il Siulp sarà sempre contro questo modo di fare giustizia sulle piazze anziché nei tribunali. Roma 14 dicembre 2007#25 · Marcello Marani
18 dicembre 2007, 19:15 A questo punto vorrei che qualcuno mi spiegasse se una Commissione Parlamentare d’Inchiesta, che sono pronto a riconoscere il più delle volte è servita a poco, perchè non si è mai arrivati ad una soluzione, significherebbe “giustizia di piazza” o al contrario, provare per la prima volta a fare luce non solo sulle devastazioni e sui violenti che le hanno provocate, ma anche su chi, seminando vento, raccolse tempesta. E magari “orientava” quelle squadre fasciste, che ancora inquinano le forze di PS, agendo ed operando senza legittimazione alcuna dalle caserme e dalla questure, per garantire con le coperture politiche le impunità alle squadracce, che niente avevano da impartare da quelle dell’osannato di Pinochet. E siccome non tiro mai il sasso e nascondo la mano, parlo dell’ineffabile Fini, che l’acqua di Fiuggi sembrerebbe non avere depurato abbastanza, e degli altri politici di AN e del Polo, presenti e sempre intenti a gettare benzina sul fuoco. E se fino ad un certo punto condivido il comunicato del Siulp, della cui istituzione, per gli immemori, una parte del merito va attribuita anche al PCI, non posso essere d’accordo ,quando equipara la richiesta di una Commissione d’Inchiesta alla “giustizia di piazza” Quindi anche l’estensore, si ripassi un po’ quella Costituzione che le squadracce della Diaz e di Biolzanerto, hanno dimostrato di ignorare del tutto. Ed se i violenti sono un fatto, anche questi fascisti in divisa dei CC e di PS sono un altrettanto fatto. Solo che per i primi, è già arrivata la giustizia. E per i secondi? maranimarcel@tiscali.it.#26 · Giorgio
18 dicembre 2007, 21:17 Caro Marcello, evidentemente ho riportato il comunicato del segretario generale del SIULP proprio per dimostrare come nello stesso Sindacato di polizia, considerato il più “democratico” e, in qualche modo, facente riferimento alla CGIL (così dice il giornalistame…) la posizione rispetto la necessità di fare chiarezza sulle responsabilità sia di completa chiusura. Chiamiamolo spirito di corpo… Visto che anch’io conosco persone che lavorano in polizia, nella benemerita e nella guardia di finanza, tutte persone ottime, mi chiedo quello che un pò tutti ci chiediamo: ma non sarebbe utile anche per loro assegnare le colpe a chi ha commesso reati e scagionare così chi si è comportato degnamente? Invece, si rifugiano nella banalità della contrapposizione tra “giustizia di piazza” (ma una commissione parlamentare è “piazza”?) e giustizia dei tribunali. Preoccupante.#27 · Marcello Marani
19 dicembre 2007, 08:23 Purtroppo siamo il Paese delle Corporazioni e del più totalizzante bigottismo clericale, dove in un qualsiasi consesso, riunione, o convegno, ciascuno per farsi forte, afferma perentoriamente che “t utti la pensano come me!!!”, salvo poi le smentite se si vota e si decide. Perchè altrimenti non si spigherebbero le sconfitte del SI ai referendum su divorzio ed aborto, dove la tanto ostentata “stragrande maggioranza dei Cattolici”, non si è affatto dimostrata troppo ligia ai diktat delle gerarchie clericali. Ma la leggenda metropolitana, è ancora rimasta inalterata. Ed ecco che le Corporazioni, non appena si accenna a controlli, a critiche e a provvedimenti, insorgono, come dice Carlo Verdone “a unisono”, con la interdizione di non fare di tutt’“erbe un fascio”. Così in nome della “casta” si mette tutto nel calderone e si finisce per non fare neppure un necessario e salutare “fascio di tutte le malerbe” Ecco perchè resto tenacemente, ostinatamente, e pervicacemente ancorato ai valori ed ai principi della nostra Costituzione, perchè fin dal 1962, da quando ventiquattrenne ne presi conoscenza piena, (fino ad allora non me ne aveva parlato nessuno), grazie ad un libretto distribuito a colei che poi divenne mia moglie, per il primo centenario dell’Unità d’Italia nel ’60, mi innamorai contemporaneamente di entrambe e sono rimasto loro fedele, ancora oggi a distanza di dieci anni dalla scomparsa di mia moglie, e per tutta la vita, alla nosta C. che deve esere divulgata insegnata ed applicata, per rendere le generazioni future cittadini coscienti, artefici dei propri destini, piuttosto che condannarli ad essere sempre sudditi ossequienti, da manovrare, sia in divisa che in borghese, come docili pupazzi del Potere. Ed è a questo che continuo a dedicare la residua vita che mi resta. Libero, indipendente e sempre Comunista, senza più Partito, senza più Bandiere e senza più Patria, ma con un profondo rispetto e fede nel Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels, e nella Costituzione della Repubblica Italiana, sempre da rispettare ed applicare e mai da violentare. Buone Feste maranimarcel@tiscali.it.form di registrazione al sommario
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#1 · cARL
15 dicembre 2007, 01:57 La legge è direttamente proporzionale al potere…