Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:21
Trentunomila No alla Tav
Ida Rotano, 31 ottobre 2007, 18:40
Infrastrutture
Se l'attuale linea ferroviaria può sopportare un trasporto merci di 32mila tonnellate mentre oggi ne passano solo 6, dov'è l'urgenza di costruire una nuova infrastruttura? Una rappresentanza del movimento della Val Susa ha incontrato Romano Prodi per fargli sapere che "non c'è il consenso della popolazione alla costruzione di quest'opera"
"Una giornata positiva". Così Giovanni Vighetti, rappresentante del movimento No Tav della Val Susa, commenta l'incontro di oggi a Palazzo Chigi, nel corso del quale, accompagnati dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, hanno presentato al presidente del Consiglio Romano Prodi 31 mila firme che chiedono di potenziare la linea ferroviaria esistente.
"La risposta di Prodi- aggiunge- sicuramente è stata interessante nel senso che si è detto disponibile a prendere atto di quella che è la nostra posizione e ha anche richiesto di continuare a essere informato".
Dopo Strasburgo, i no Tav approdano a Roma con lo scopo di far sapere al governo italiano che "non c'è il consenso della popolazione alla costruzione di quest'opera". Un'opera antieconomica, come spiega ancora Vighetti: "Se l'attuale linea ferroviaria può sopportare un trasporto merci di 32 mila tonnellate mentre oggi ne passano solo 6, dov'è l'urgenza di costruire una nuova infrastruttura?". E la proposta che viene dalla Val Susa, vale un risparmio notevole: potenziare la linea esistente, avrebbe infatti costi estremamente modesti, che si aggirano attorno ad un miliardo di euro. Mentre con il nuovo progetto, spiega ancora Vighetti, "i costi si aggirano oltre i 20 miliardi di euro".
L'intero progetto dell'Alta velocità in Italia, lasciando da parte la questione della Torino-Lione, ad oggi ha pesato sulla finanza pubblica per qualcosa come 14 miliardi di euro: la scorsa Finanziaria 2007 era da 31 miliardi di euro e ben 14 erano debiti accumulati nel corso degli anni per la costruzione e la progettazione dei famosi mille chilometri AV sul territorio nazionale.
I valsusini ci tengono soprattutto a ribadire la compattezza del movimento No Tav: "Se una comunità riesce a tenere viva la mobilitazione per anni, vuol dire che le ragioni ci sono, e nelle nostre manifestazioni, anche con 40-50mila persone, hanno partecipato certamente elementi esterni, ma ci sono sempre stati soprattutto i cittadini della valle", spiega Claudio Giorno. "Abbiamo dimostrato coi fatti - per esempio in occasione della chiusura del traforo del Frejus e il passaggio dei mezzi pesanti nella nostra valle - di essere una popolazione aperta e disponibile, ma non siamo anche arrendevoli".
"Considero positivo che l'incontro ci sia stato e che il presidente del Consiglio abbia accettato di ricevere i comitati contro la Tav, e penso che questo dialogo sia un parte della realizzazione del programma che prevede su questa materia la necessità di valutare le diverse opzioni possibili sul potenziamento del trasporto merci su rotaia, ma di farlo in un contesto in cui si dialoga con le popolazioni". Lo dice Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, che si è adoperato affinché si svolgesse l'incontro a palazzo Chigi. Il governo precedente, aggiunge Ferrero, "mandava unicamente la forza pubblica, questo governo discute. Un anno fa - rivela - io ero a Venaus a dormire in macchina per tutelare la possibilità di non far partire il cantiere, oggi sono qua a lavorare a far dialogare su questa materia".
Certo, se cambia progetto, la nuova soluzione potrebbe non essere adeguata a quella per la quale i francesi stanno già scavando un tunnel. "Le risorse sinora spese dai francesi sono assai limitate rispetto al complesso degli investimenti previsti", valuta Ferrero. La soluzione prospettata dai movimenti No Tav "permette di portare a 6 volte, rispetto all'attuale, il trasporto di mezzi su rotaia, da 6mila a 32mila tonnellate, 5 volte abbondanti, con una spesa molto inferiore, quindi è concretamente una proposta di politica di risparmio di spesa pubblica e di ammodernamento della rete ferroviaria esistente". E c'è chi suggerisce che varrebbe la pena di spiegarlo a Di Pietro. "Lo faremo - risponde Ferrero - ma va sottolineato che questa delegazione è venuta a Roma a dirci che la valle non è d'accordo e che è partito il dialogo, in qualche modo, e questo mi sembra importante".
I valsusini non si fermano. Presto partiranno alla volta di Parigi. Obiettivo: consegnare le firme anche a Sarkozy. "Tenetemi informato" gli avrebbe detto Prodi che poi ha spiegato: "Se riuscite ad incontrare il premier francese fatemi sapere come si fa, io stesso ho difficoltà al riguardo".
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#2 · saigon
01 novembre 2007, 14:29 Non tanto. Da wikipedia: * Secondo i detrattori, le previsioni e le stime del progetto sarebbero errate. Una prima constatazione che viene fatta è quella sulle stime iniziali di incremento dei passeggeri, che sarebbero dovuti arrivare ad una cifra di 55.000 passeggeri al giorno sulla tratta Milano-Genova, ma tale stima è rimasta molto lontana dalle presenze reali. L’ulteriore analisi che viene contestata riguarda l’incremento della movimentazione di merci, che porterebbe alla saturazione della linea, portando quindi alla necessità di potenziare il trasporto su rotaia e supportare il porto, che collega Genova con Rotterdam e Kiev. Le previsioni del 1992 (invariate nei progetti del 1996 e del 2000) ipotizzavano il raggiungimento di 5 milioni di container per il 2006. I dati ufficiali relativi ai TEU (container da 20 piedi) dell’Autorità portuale del porto di Genova riferiscono invece per il 2005 lo sbarco di 1.624.964 TEU, con un calo dello 0,2% rispetto all’anno precedente, vale a dire un quarto delle stime previste. I passeggeri inoltre non superano le quattromila unità sul tratto Milano-Genova. * Le alternative proposte vedrebbero, al posto di una linea ad alta velocità, il miglioramento delle linee e delle infrastutture presenti: 1. Savona-Cairo Montenotte, che si divide tra via Ferrania e via Altare 2. Genova-Ovada-Alessandria 3. Genova-Torino, via dei Giovi 4. Succursale dei Giovi 5. Parma-La Spezia, meglio conosciuta come Pontremolese Secondo alcuni studi il potenziamento della Savona-Torino garantirebbe la movimentazione di 145 treni/giorno (pari a 2.900.000 TEU) verso i valichi di Modane e Domodossola), e la Pontremolese garantirebbe il trasporto di altri 1.400.000 TEU all’anno, sfruttando il corridoio multimodale TIBRE (Tirrenica-Brennero) e il collegamento con il sistema ferroviario lombardo. Le due linee dei Giovi potrebbero raggiungere 2.450.000 TEU, mentre con il raddoppio della Voltri-Alessandria sarebbe possibile il trasporto di altri 2.290.000 container. L’addebito che viene fatto a Trenitalia è di considerare queste linee “rami secchi”, il cui taglio è previsto dal 2006 al 2008: prima fra tutte la dismissione del tratto Ovada-Alessandria e della S. Giuseppe di Cairo-Acqui Terme. * Una ulteriore critica riguarda i costi dell’opera, fissati nel 1992 a 3.200 miliardi di lire, che oggi sono lievitati fino a superare i 5 miliardi di euro. * Infine, ci sono forti sospetti su interessi privati nella scelta del percorso: il progetto “Terzo valico”, originariamente incentrato sulla linea veloce Genova-Milano, è stato oggetto di variazioni fino ad includere una linea Genova-Domodossola, anche se, per il momento, la linea progettata si ferma a Tortona. Qui è situata la base operativa dell’imprenditore Marcellino Gavio, titolare dell’impresa di costruzioni Itinera e oggi presente nel progetto al 94,5% attraverso Impregilo. Gavio, nell’epoca delle privatizzazioni, ha acquisito molte società autostradali, tra cui la Milano-Torino, l’Autostrada della Valle d’Aosta, la Torino-Piacenza, la Savona-Ventimiglia, la Cisa, le Autostrade liguri-toscane, l’Autobrennero e oggi è a capo di un sistema di undici concessionarie che ne fanno il secondo operatore autostradale italiano.#3 · aldo b.
01 novembre 2007, 20:09 scusate l’ardire e il mio essere polemico premetto subito che sono un cittadino qualunque che non ha alcun interesse ne politico ne economico al riguardo. ma mi permetto di chiedere ai lor signori come mai in paesi come la Spagna o la Francia e la Germania la gente quanto legge che viene fatta un’opera che puo’ migliorare il paese sotto molti punti di vista SBAVANO solo al pensiero! tanto che se andate in Spagna vi troverete davanti a un gigantesco cantiere a cielo aperto, saranno tutti dei fessi sti Francesi,Tedeschi,Spagnoli ecc.. (o lo siete voi?)! Come mai in spagna o in Francia hanno fatto di tutto pur di avere gli snodi principali e piu’ veloci del progetto denominato “t-trans” (la tav e’ parte di questo progetto europeo) mentre in val di susa sembra che vi stiano uccidendo le vacche….a pallettoni e non mettete in mezzo il problema dell’amianto o di altre scemenze altrimenti siete ancora piu’ ridicoli! cose’? ho un dubbio non e’ che la montagne dal versante italiano sono piene d’amianto, uranio ecc. mentre sul francese la montagna e fatta di cioccolato? ma per favore! e poi riguardo all’ecologia non vedo cosa c’e’ di piu’ corretto e ecologico che trasportare merci su rotaia. riguardo alla capacita’ e alla quantita’ delle merci da trasportare questo e’ un’altro discorso che non regge visto che la popolazione in europa tra soli 20 anni TRIPLICHERA’ rispetto ad oggi. scusate se sono stato un po duro ma personalmente odio chi fa dell’estremismo e della demagogia populista e retrograda la propria bandiera sfruttando l’ignoranza o l’avidita’ delle piccole comunita come puo’ essere quella in val di susa. per verificare qualsiasi dato da me fornito e’ sufficente collegarvi sul sito della comunita’ europea e guardare il progetto nella sua interezza ecco il link uffuciale: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/index_en.htm riguardo alla crescita della popolazione in europa basta andare su un qualsiasi istituto di ricerca e statistica presenti sil veb tipo istat per capirci.form di registrazione al sommario
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#1 · bellavita
31 ottobre 2007, 21:04 e dai coi 31.000. Che sono la cifra di una perdita di credibilità: in Torino e provincia abitano più di 2 milioni di persone, in Piemonte 4. In val di susa 70.000, e han firmato in 6500. Piuttosto, sul terzo valico della Liguria, per collegare più velocemente genova e milano, per gli ambientalisti va tutto bene?