Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 12:42
Omosessualità : natura o cultura?
Aurelio Mancuso*, 25 ottobre 2007, 13:59
La riflessione
La polemica, sollevata da destra ma anche da sinistra, sullo spot promosso dalla Regione Toscana non è condivisibile. Eppure ricalca un antico dibatitto: quello se l'amare persone dello stesso sesso sia il frutto di una scelta oppure un'inclinazione naturale. Si è ormai accreditata la seconda tesi, ma come escludere l'importanza delle pulsioni, autonome dal contesto culturale?
La Regione Toscana è un'istituzione accogliente, aperta, che approva leggi come quella contro le discriminazioni, attiva servizi d'aiuto per le persone trans alla ricerca di un lavoro, finanzia diverse iniziative a sostegno della cittadinanza lgbt e si trova in queste ore in mezzo al fuoco delle polemiche per una campagna pubblicitaria, perché utilizza la foto di un neonato con la fascetta sul polso "homoxessual".
Da destra a sinistra si erige un muro. La destra insorge perché non si può utilizzare l'immagine di un bambino per spiegare che omosessuale è naturale, da una parte della sinistra si evoca l'indignazione perché la campagna accredita la nascita omosessuale, mentre questa sarebbe una scelta. Della destra ci occupiamo poco, perché sappiamo quella italiana essere talmente arretrata e anti scientifica, da non valere la pena di rispondere. Invece è interessante la polemica a sinistra, capeggiata da Titti De Simone, Vladimir Luxuria, Azione Gay e Lesbica, ecc. Si afferma: la campagna avvalora la tesi genetica ed essenzialista, quindi è sbagliata e pericolosa. L'omosessualità non è un condizione che parte dalla nascita, ma la si sceglie. Una scelta politica, sostenuta nei decenni passati da una parte del movimento lgbt, oggi non sostenuta dalla stragrande maggioranza delle persone lgbt, perché omette un fattore centrale: il desiderio. Non si può con semplicità spiegare la "scelta" non occupandosi delle pulsioni, delle intimità , che difficilmente sono guidate dalla determinazione di una scelta culturale. Inoltre la campagna non vuole assolutamente accreditare tesi genetiche, che si sono rivelate mosse da convinzioni reazionarie, tutte tese a dimostrare un difetto, una non naturalità dell'omosessualità .
Ma credo che il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, rispondendo ad una dipendente lesbica del suo ente spieghi meglio di me il senso della campagna:
"I percorsi di ciascuno di noi, si sa, sono unici e irripetibili: c'è chi a pochi anni manifesta un orientamento di tipo omosessuale, chi esplode nell'adolescenza, chi arriva a scoprirlo in età avanzata, chi sceglie di non scoprirlo e se lo reprime per tutta una vita, chi opta legittimamente per la bisessualità , chi non vuole definirsi .Le campagne di comunicazione, invece, per essere efficaci, devono andare al cuore del problema, che in questo caso è rappresentato dall'argomentazione anti-gay tipica: l' omosessualità è una precisa scelta dell´individuo, fatta in nome di un "vizio", dal quale si può uscire o con una rigida moralità o ancor peggio reprimendolo e magari sposandosi. E devono scalfire l´opinione dei più riottosi, di quanti non vogliono saperne di prendere in considerazione altri punti di vista. È una questione di natura. Quante volte nel dibattito sull´omosessualità , magari in televisione, ha sentito espressioni del tipo "contronatura"? Che male c'è ad affermare che la stessa natura, quella che alcuni vorrebbero matrigna, è invece madre? E non perché quel bambino sia geneticamente omosessuale ma perché quando si scoprirà tale non sarà perché lo ha scelto ma perché ha deciso di vivere una parte importante di sé".
Mi sembra che le parole di Martini siano talmente chiare, che sembra davvero incomprensibile una polemica, che forse vuole accreditare alcune tesi legittime, ma che non giustifica toni ed attacchi verso una Regione concretamente amica, un'isola felice, insieme al Piemonte e ad alcuni Comuni e Province, in un mare oscurantismo clericale e reazionario: ovvero il vero nemico.
*Presidente dell'ArciGay
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#2 · Fabio
26 ottobre 2007, 10:47 Appena ho visto la campagna sono venuto a vedere in questo sito. ERA CHIARO CHE NE AVRESTE PARLATO, AVETE UNA CURA MANIACALE PER QUESTI PROBLEMI E CIO’ E’ BENE MA LA VORREI APPLICATA ANCHE AD ALTRI TEMI MENO IDEOLOGIZZATI CHIARO? No, no che non e’ chiaro. . Interessante commento. Fa capire quel che sostengo, cioe’ che TUTTO IL BERCIARE SUI GAY E’ STRUMENTALE AI POLITICI mentre le stesse associazioni gay sono contrarie a certi atti. Vi invito a leggere qua e la’ i commenti di chi sostiene i gay solo perche’ e’ un argomento ideologizzato quindi qualsiasi azione che porti DISTURBO viene approvata. Poi pero’ arrivano i VERI GAY e fanno capire che questi… provocatori.. sono degli idioti. AVESSI SCRITTO IO QUANTO SOPRA, SAREI STATO UN FASCISTA. LA SINISTRA INTERA NON E’ ANCORA RIUSCITA AD AFFRONTARE QUESTA IPOCRISIA. Ovvero che su alcuni argomenti ideologizzati da TUTTA (non solo i radicali) la Sinistra, NON SI DEVE PENSARE ma si deve accettare l’ideologia dall’altro. PECCATO CHE POI VEDIAMO CHE GLI STESSI MOVIMENTI GAY NON CONCORDINO. . Sono sicuro che ci saranno pochi commenti perche’ da una partenza cosi’ e’ difficile, per un kompagno, dare del fascista a chi esprimesse altri giudizi, quindi non c’e’ il solito mordente ORMONALE. . PER INCISO: nel merito della campagna, E’ UNA CAZZATA. Lo Stato e’ interessato AI TUOI ATTRIBUTI SESSUALI, NON A CHI TI PIACE SCOPARE. . MA SIETE COSI’ PRIMITIVI ED ARRETRATI CULTURALMENTE CHE LA COSA NON LA CAPITE MINIMAMENTE. . Sta pagliacciata di usare questo ed altri argomenti IN MODO FAZIOSO va avanti da decenni. A CHE SERVE ALLORA PARLARE DI STRATEGIE PER RINNOVARE LA SINISTRA SE SIETE ANCORA CIECHI?#4 · carlo giomo
26 ottobre 2007, 13:11 Caro Mancuso ti saluto dicendoti NAMASTE….. La polemica serve sempre anche quando è dura e porta allo scontro più forte…tante teste, tanti modi di pensare e di esprimersi..ma non bisogna dimenticare che ogni anima ( e non esiste per me il mondo glbtq, non siamo extraterrestri) ha il diritto e il dovere per se e per gli altri di vivere la propria natura nel rispetto della libertà di ogni essere umano…. Grazie del tuo pensiero (articolo)#5 · geneticamente uguale
26 ottobre 2007, 13:48 A me, da omosessuale, il braccialetto mi ha ricordato subito le cifre tatuate sulle braccia dei prigionieri dei campi di concentramento nazisti. La sessualità di ognuno a me sembra un fattore difficilmente sondabile perchè si basa su miliardi di micro e macro esperienze vissute da ogni individuo dalla nascita in poi, ma che sia geneticamente determinata proprio mi sembra una ideozia. Proprio perchè siamo umani e non animali facciamo sesso per motivi diversi da quelli strettamente riproduttivi e non siamo poi, nessuno, così tanto etero o così tanto omo.#6 · Fabio
26 ottobre 2007, 16:40 ..la polemica serve anche quando e’ dura. AH BELLO HAI CAPITO O NO CHE NON E’ DURA MA SBAGLIATA? Che retorica da kompagni, tutti con lo stampino. Da decenni avete questa dialettica cosi’ banale. Che vi riesce solo perche’ comandAVATE (non piu’ belli) la kultura. Ma ora fate solo figuracce a raffica. . LO STATO SI INTERESSA ALL’ASPETTO TECNICAMENTE FISICO E SE NE FREGA DI CHI SCOPATE. Ma non ci sentite, nulla, solita teknika komunista: il silenzio.form di registrazione al sommario
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#1 · Elena Biagini
25 ottobre 2007, 23:42 Scegliamo l’autodeterminazione Esprimiamo la nostra indignazione per il messaggio scelto per la campagna di comunicazione contro l’omofobia della Regione Toscana: “L’orientamento sessuale non è una scelta”, con l’immagine di un neonato che indossa un braccialetto con la scritta “homosexual” (http://www.primapagina.regione.toscana.it/?codice=23722). Questo slogan è la riproposizione delle teorie sulla differenza genetica che condanna lesbiche, gay e trans alle stigmate della minorità e quindi della discriminazione, invita inoltre ad una tolleranza pietistica verso le persone ad orientamento omosessuale, mostrando lesbiche e gay come soggetti deboli che non scelgono le proprie vite. Esprimiamo, d’altro canto, pari indignazione per gli attacchi vergognosamente omofobi provenienti dal centro-destra, come sempre pronto ad attaccare, con toni beceri e violenti, tutto ciò che concerne lesbiche, gay e trans. Riguardo alla campagna vogliamo sottolineare che il dibattito tra un’ipotesi culturalista ed una biologista dell’omosessualità ha una lunga storia, ma è ormai un dato acquisito, da anni, nel dibattito scientifico serio, che sono tanti, diversi e complessi i percorsi che portano una persona a definirsi gay, lesbica o trans e che essi chiamano in causa l’intreccio delle dimensioni affettive, culturali, relazionali che strutturano le nostre vite. L’impostazione di questa campagna tradisce completamente il concetto di pride, di orgoglio per la propria dignità, e il percorso di lotta di soggettività che vogliono autodeterminarsi, che dal 1969 (anno della rivolta di Stonewall e data fondativa del movimento lgbt) porta in piazza milioni di lesbiche, gay e transessuali in tutto il mondo e che ha prodotto quella entusiasmante manifestazione di popolo che ha riempito piazza San Giovanni lo scorso 16 giugno. Sosteniamo con forza il concetto di autodeterminazione di tutte e tutti, riteniamo che il rispetto sia dovuto a tutte le persone a prescindere dalle loro scelte e dai loro stili di vita. Esprimiamo il nostro sconcerto davanti al fatto che la Regione Toscana, nel produrre questa campagna, non abbia fatto tesoro dell’elaborazione politica e culturale dei movimenti LGBT e femminista che si riconoscono nel concetto di autodeterminazione e che, al termine “omosessuale”, di ambito medico e neutro rispetto al genere, preferiscono nominare le singole soggettività parlando di lesbiche e gay. Riteniamo che gli enti pubblici che vogliano realmente costruire percorsi contro l’omofobia, la violenza e la discriminazione ai danni di lesbiche, gay e trans debbano fornire strumenti alle associazioni LGBT e mettere al servizio della comunità la ricchezza culturale da queste prodotta e non proporre azioni che riportano il dibattito sul tema dell’omosessualità indietro di almeno trent’anni, quando scienza, chiesa e politica disquisivano e decidevano sui corpi e sulle vite di lesbiche, gay e trans, quando cioè il movimento non era ancora nato. Chiediamo l’immediato ritiro della campagna di comunicazione della Regione Toscana e l’apertura di un dibattito serio tra istituzioni e movimento senza intermediazioni. Chiediamo a tutte e a tutti coloro che lo condividono, singoli/e e realtà organizzate, di sottoscrivere questo appello scrivendo a info@azionegayelesbica.it. AZIONE GAY E LESBICA FIRENZE