Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:21
Il bavaglio a Internet
Antonio Giangrande*, 19 ottobre 2007, 19:03
Allarme censura
Il Governo ad agosto vara un disegno di legge sull'editoria. Nel silenzio generale, esso è approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 ottobre 2007. La norma prevede l'iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione a tutti coloro che operano nel campo dell'informazione, sia editoriale e non, sia profit e non, sia professionale e non
In Italia è disatteso l'art. 21 della Costituzione. La censura del Potere, in modi subdoli, attacca questa fondamentale libertà . Non si possono denunciare pubblicamente illegalità , per non essere perseguiti per diffamazione, o per non perdere le provvidenze statali, o per non avere l'appoggio della propria parte politica.
Lo spauracchio della legge sulla Privacy incide sulla libertà di manifestare il proprio pensiero, perché è impedito ogni riferimento a dati e situazioni personali.
Ingiustamente "LE IENE" sono state condannate, per aver leso sua maestà "LA CASTA". Nessun nome di parlamentare drogato è stato fatto, ma l'avviso è "SUBISCI E TACI".
Il Governo ad agosto vara un disegno di legge sull'editoria. Nel silenzio generale, esso è approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 ottobre 2007.
La norma prevede l'iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione a tutti coloro che operano nel campo dell'informazione, sia editoriale e non, sia profit e non, sia professionale e non.
Si cerca di mettere un bavaglio, o comunque ostacolare la libera manifestazione del pensiero o del dissenso, che corre attraverso internet. Tutti i siti, compresi i blog saranno sottoposti a catalogazione. La Registrazione porta con sé burocrazia e procedure. La disciplina prevista dal disegno di legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria avrebbe per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell'informazione affermato dall'articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.
La dicitura "EDITORIA" trae in inganno. Si palesa l'inghippo al momento della definizione di prodotto editoriale: "Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (art 2, comma 1).
Chi avesse ancora dei dubbi su cosa sia prodotto editoriale può leggere il comma seguente del medesimo articolo, che stabilisce cosa non è prodotto editoriale: "Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico".
Chi ritenesse che questa definizione non si applichi, per esempio, al proprio blog personale dove pubblica di quando in quando un post, dovrà ricredersi passando al comma successivo dell'articolo 2, il terzo comma, che recita: La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi. Il Governo, nel redigere questo disegno di legge, non si è dimenticato, peraltro, dei prodotti editoriali integrativi o collaterali che sono quei prodotti, compresi quelli discografici o audiovisivi, che siano "diffusi unitamente al prodotto editoriale principale".
Rimarrebbe una scappatoia, quella delle pubblicazioni, on e off line, che sono sì di informazione o divulgazione, o formazione o intrattenimento, ma non sono a scopo di lucro. Rimarrebbe se solo il Governo non ci avesse pensato. Ed invece dedica alla cosa l'intero articolo 5: "Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".
Un paragrafo che dunque non lascia scampo ai "prodotti" non professionali, lasciando forse, ma è una questione accademica, un micro-spiraglio a chi non ottiene o non cerca pubblicità di sorta sulle proprie pubblicazioni. E imporre procedure burocratiche per l'apertura di un blog sarà il modo migliore per far finire l'internet Italiana".
A questo punto nasce spontanea una considerazione. Un governo e un parlamento dedito all'immobilismo, meglio che non faccia nulla, se nel fare compie danni.
*Presidente "Associazione contro tutte le mafie"
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#3 · carlo
20 ottobre 2007, 01:22 VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA di: Bebbe Grillo – Blog 19 ottobre ’07 Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: «Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere». Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico. Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it#4 · Claudio Arzani (Arzyncampo)
20 ottobre 2007, 09:34 Sono iscritto all’albo dei giornalisti (elenco pubblicisti). Ergo il mio blog è salvo. Ma sarà triste operare nel deserto quando il 98% dei blogger sarà oscurato. In ogni caso non mi stupisce un simile provvedimento. Il vecchio P.C.I. non è mai stato alfiere delle libertà d’espressione tendendo sempre a regolamentare e quindi limitare. Forse qualcuno ha dimenticato l’atteggiamento nei confronti del Movimento del 77? Oppure i bavagli che D’Alema avrebbe voluto imporre alla stampa? Insomma, nulla di nuovo alla luce del sole. Ancora una volta viva una sinistra liberale, laica, fautrice delle libertà e dei diritti civili. Cosa che spero sia SD (con qualche dubbio dopo l’uscita di Angius e Spini) e molte perplessità rispetto alla fusione nella Cosa Rossa laddove a prevalere fosse non tanto una sinistra senza aggettivi quanto una cultura di stampo comunista.#7 · rosalba sgroia
20 ottobre 2007, 11:04 Non è una vera e propria censura, ma in fin dei conti il disegno di legge pone molte difficoltà a chi, come noi blogger, vuole diffondere le proprie opinioni e anche le proprie indignazioni. Sono davvero stufa di questa politica inconcludente, fortemente ideologica e poco pragmatica ( lo pensavo con il governo di destra e, ahimé anche con questo di sinistra! Oltre all’art. 21 della nostra Costituzione anche nella Costituzione americana è scritto: “ la libertà di stampa è uno dei baluardi più possenti della libertà e può essere limitata soltanto da governi dispotici”.#8 · Paolo S. - VR
20 ottobre 2007, 11:35 Purtroppo ormai siamo in un triste monocolore pd-veltroniano per il quale non si deve sentire, ne’ deve emergere nessun dissenso a sinistra. Hanno messo mani alle pensioni e hanno peggiorato, stessa cosa hanno fatto col welfare e ora vogliono togliere l’unico spazio libero rimasto imponendo pastoie burocratiche che non esistono in nessun paese democratico. Davvero e’ meglio non facciano niente. Ora P. Scanio e Di Pietro protestano, ma questo disegno di legge in consiglio dei ministri l’hanno approvata anche loro. L’ex-ministro Urbani aveva provato anche lui a “regolamentare” i siti, ma non c’era riuscito. Questi qui, altro che cancellare le leggi vergogna del governo Berlusconi, si fanno in quattro per farne di peggiori#9 · Vladimiro
20 ottobre 2007, 12:44 Per Bellavita (5), e per tutti/e: Lasciamo perdere la Bonino, contorsionista radicale e liberale e pacifista a velocità variabile … ma, se le cose che leggo corrispondono a verità (mi documenterò immediatamente, per quanto mi riguarda), sarebbero gravissime. Sarebbe allora il caso di far smettere la “battaglia navale” cui evidentemente si stanno dedicando ministri, sottosegretari, deputati e senatori della cosa rossa ma non solo. Gridargli SVEGLIA! E chiedere, a tutti, PD compreso soprattutto, naturalmente, di impegnarsi a distruggere immediatamente quella roba lì. Anche qui: UNIRE LE FORZE, per cambiare, evitando la solita pantomima del chi la spara più grossa per apparire più bello e più a sinistra … lasciando sostanzialmente che la porcheria passi, tanto la colpa è degli altri. Tanto peggio, tanto meglio … Nel frattempo (piccola proposta): pubblicizzazione del fatto, richiesta di unità, battaglia immediata in tutti i siti e blog della nostra immensa e disgregata galassia. Si può fare?#10 · P.Cirillo da Bisanzio
20 ottobre 2007, 13:28 Ora dopo la forte, vibrante e giusta protesta di noi navigatori fatta proprio sulla rete, pare che la cosa rientri;alcuni ministri vedi Di Pietro, hanno lasciato spiragli in positivo.Però è bene continuare a vigilare,perchè se ci impediscono attraverso la rete delle reti di manifestare il nostro pensiero,allora è davvero finita per la democrazia tutta.#11 · viviana vivarelli
20 ottobre 2007, 14:19 Mi girano le scatole. Quando ho letto articoli dei “primi” giornali d’Italia che prendevamo come vangelo pagine satiriche di Grillo senza nemmeno capire che lo fossero, la categoria dei giornalisti mi è talmente caduta in basso da equipararne parecchi a idioti congeniti quando non sono i soliti servi omologati, con intenti calunniosi, alcuni poi hanno la disgrazia di essere e l’una cosa e l’altra. E quando poi ho sentito che nella manifestazione del 20 non avrebbero partecipato i partiti di governo della sinistra radicale, ho messo anche loro vertici nelle categorie di cui sopra. Insomma in Italia, chiunque sia al potere, si dà da fare più che può per distruggere i principi fondamentali della democrazia buttando la Costituzione nello stesso luogo a cui la destinava Bossi, il cesso. Ormai chiunque governi, il suo principale obiettivo è diminuire i diritti dei cittadini e aumentare i poteri delle imprese, degli speculatori, dei plutocrati, così che questi, prima trashreidscono la legge con la sicurezza che mai andranno in galera, poi evadono fortemente con impunità o patteggiamenti convenienti, poi, quando sono abbastanza forti, delocalizzano il lavoro nel terzo mondo o in Cina o premono per la riduzione dei diritti del lavoro per aumentare senza fine il precariato o le morti bianche. In più questo governo (o l’altro, ormai non c‘è alcuna differenza) se ne frega bellamente delle libertà del cittadino, in primo luogo la libertà di informarsi e diffondere il proprio pensiero, e si preoccupa solo di aumentare i poteri e gli incassi degli editori, altra casta immorale, super protetta e priva di scrupoli, che da parte sua più che diffondere informazione pluralistica produce disinformazione omologata, aumentando il precariato tra i giornalisti e producendo solo fogli di regime. Dopo le epurazioni televisive di Berlusconi sulla stessa Rai, il trattamento illegale di Europa7, le regalie ingiustificate a Rete 4, dopo le querele miliardarie da dx a sx, dopo la ridicolizzazione dei tg ridotti a diffusori di imbecillità, porno e cronaca nera, ci manca ora solo l’ultima formalizzazione e siamo a posto: un Ministero della Cultura Popolare, un MINCULPOP, di fascistica memoria, che andrebbe bene a destra come a sinistra, con l’incarico di controllare ogni pubblicazione multimediale, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al potere e diffondendo ordini sulla stampa, come questo vergognoso ddl Levi, con cui si mette sotto controllo qualunque cosa circoli sul web. Più in generale, il MINCULPOP si occupava della propaganda fascista, non solo del controllo della stampa. La stessa cosa è stata tentata con leggi vergognose col carcere a chi manda notizie dai campi di battaglia, con la proibizione di dare notizia dei processi eccellenti, col divieto di usare le intercettazioni sui potenti. Siamo sulla stessa linea dei regimi totalitari, fascisti o comunisti. E che essa sia portata avanti oggi dal Pd e da Prodi piuttosto che dalla Cdl mi produce gli stessi conati di vomito. E’ per questo che 3 milioni e mezzo di persone sono andate a votare? Quello che poi mi lascia veramente allibita è sentire che tutti i ministri hanno incautamente firmato il ddl, Di Pietro che ha confessato di averlo firmato senza averlo letto e di essersi ricreduto, (non è la 1° volta che cade in queste distrazioni, ci fu un momento in cui voleva fare addirittura un partito unico con Mastella!?), ma sento poi anche anche Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani hanno votato questa porcheria poi si sono pentiti e ora recriminano. Non so con quanta attenzione questi membri di governo attendano alle loro funzioni, ma esse sono delicatissime quanto e più quelle di un chirurgo e proprio non sono ammissibili “distrazioni“di questo tipo!! La collera di questo paese è già abbastanza alta perché ci si possa permettere di governare come si governerebbero i polli, buttando mangime qua e là a casaccio. Noi non siamo polli e questo non è mangime. Questa è sozzura! E ne abbiamo piene le tasche di questa caterva di irresponsabili.#12 · viviana vivarelli
20 ottobre 2007, 14:50 Il decreto che mette un bavaglio a internet è una gravissima lesione alla libertà di informazione e di espressione. Che tutti i ministri meno uno lo abbiano approvato è vomitevole. La notizia è andata in televisione in modo amorfo e falso, come spesso accade, con le frasi tranquillizzanti del Levi che diceva che sarebbero caduti sotto gli obblighi di legge solo i siti “professionali” e non quelli “amatoriali”, frase idiota che non rispecchia le parole del decreto, in quanto in esso questa distinzione non compare. Che cosa distinguerebbe una pagina sul web da professionale ad amatoriale? Perché l’informazione che vi figura dovrebbe essere valutata diversamente? In base a quali criteri? Il decreto è rozzo, incivile, malfatto e prefigura un gravissimo attentato alla libertà di informazione e di espressione, garantite dalla Costituzione. E che lo firmino lo stesso Prodi e il sotto segretario alla presidenza del Consiglio getta un’ombra oscura su costoro. Poiché non è la prima volta che questo governo o il precedente ci provano ad attentate alle libertà democratiche, Prodi dovrebbe chiarire cosa si sta facendo alla democrazia in Italia, perché quello che accade è vergognoso. Il fascismo avanza, con nomi diversi ma stessa sostanza. Per cui visto il grado rozzo di civiltà dei nostri ministri, non resta che appellarci alla Comunità Europea. La richiesta che ogni sito subisca controlli legali e succubanze di questo tipo e che sia regolata come giornalismo professionale è totalmente priva di senso. Che cosa si intende per giornalista? Solo in Italia esiste un ordine dei giornalisti, non c‘è negli altri paesi. Se una persona scrive le sue opinioni in un blog, cosa lo qualifica come giornalista? Lo spazio di un giornale appartiene a un padronato, ma lo spazio del web è di tutti. Cos‘è che qualifica un giornalista? L’iscrizione a un albo? O un contratto a tempo indeterminato presso un giornale ufficiale, prendere ordini da un editore? O godere di privilegi antidemocratici come i pacs alla stregua dei parlamentari e ricevere, se ce la fa, una pensione? In tal senso, vista l’ampiezza del precariato e il modo con cui è trattato, non ci sarebbero quasi giornalisti in Italia. E l’ordine dei giornalisti quali requisiti di legittimità rappresenta? Feltri, Farina o Mughini sono stati radiati dall’ordine dei giornalisti eppure continuano a scrivere su giornali come se nulla fosse. Quando un medico viene radiato dall’ordine dei medici non può più esercitare la sua professione. Per un giornalista questo non vale e non c‘è nemmeno un minimo di tutela sociale per articoli menzogneri come avviene, anche se malapplicato, per lavori malfatti in altre professioni. E come si può dare o negare la qualifica di giornalista a un privato che costruisce le sue pagine in internet? Se è giornalista chi vende il suo lavoro, questo non è il caso. Si vuole vietare alla gente di scrivere ciò che pensa? Ciò è contro la democrazia e la Corte Costituzionale dovrebbe bloccare istantaneamente il decreto per palese incostituzionalità. Se l’intento era nuovamente di favorire la casta super protetta degli editori, e per questo si è calpestato un diritto fondamentale della Costituzione, sarà bene che il decreto venga ritirato al più presto per non mettere il nostro paese fra quelli senza libertà. Prodi vergognati! Ogni giorno che passa, questo paese cade sempre più in basso.#13 · viviana vivarelli
20 ottobre 2007, 15:39 Prodi vergogna! Il territorio è il luogo dove si esercita il potere di uno stato. Il territorio ha confini, giurisdizioni, competenze. Ma il web non è un luogo territoriale, è un luogo virtuale, dove nessuno spirito è succube dei governanti e delle polizie ma ognuno è libero nei suoi diritti e nelle sue possibilità. Il territorio fisico è il luogo dei cittadini, coi suoi limiti, le sue restrizioni, i suoi condizionamenti. Ma il web è un luogo mentale dove i pensanti si incontrano con i loro pensieri, dove si confrontano posizioni diverse e crescono pensieri collettivi. Dove si fa pratica di mondo. E il mondo è molto più grande di uno stato e di una cricca di stati e di una coalizione di coalizioni. Il mondo è il mondo. E non si può intrappolare il mondo in qualche stupida legge territoriale a difesa di qualche stupida ideologia proprietaria, sarebbe come mettere l’oceano in un secchiello. Non si può. O la gente del mondo creerà una nuova rivoluzione. Non si può governare il web con i concetti del capitalismo, del possesso, della proprietà, del lucro, della difesa dei poteri materiali, delle appartenenze, del pensiero condizionato, della manipolazione mercantile, della coazione ideologica. Si possono incontrare anche qui i principi della dominazione capitalista ma resta uno spazio amplissimo di libertà che sfugge ad ogni costrizione. E chi non capisce questo non solo non capisce niente del web ma non capisce niente della libertà.#14 · viviana vivarelli
20 ottobre 2007, 15:46 Il territorio è il luogo dove si esercita il potere di uno stato. Il territorio ha confini, giurisdizioni, competenze. Ma il web non è un luogo territoriale, è un luogo virtuale, dove nessuno spirito è succube dei governanti e delle polizie ma ognuno è libero nei suoi diritti e nelle sue possibilità. Il territorio fisico è il luogo dei cittadini, coi suoi limiti, le sue restrizioni, i suoi condizionamenti. Ma il web è un luogo mentale dove i pensanti si incontrano con i loro pensieri, dove si confrontano posizioni diverse e crescono pensieri collettivi. Dove si fa pratica di mondo. E il mondo è molto più grande di uno stato e di una cricca di stati e di una coalizione di coalizioni. Il mondo è il mondo. E non si può intrappolare il mondo in qualche stupida legge territoriale a difesa di qualche stupida ideologia proprietaria, sarebbe come mettere l’oceano in un secchiello. Non si può. O la gente del mondo creerà una nuova rivoluzione. Non si può governare il web con i concetti del capitalismo, del possesso, della proprietà, del lucro, della difesa dei poteri materiali, delle appartenenze, del pensiero condizionato, della manipolazione mercantile, della coazione ideologica. Si possono incontrare anche qui i principi della dominazione capitalista ma resta uno spazio amplissimo di libertà che sfugge ad ogni costrizione. E chi non capisce questo non solo non capisce niente del web ma non capisce niente della libertà.#15 · Vladimiro
20 ottobre 2007, 16:21 RIPORTO IL MIO PRECEDENTE COMMENTO: #9 • Vladimiro 20 ottobre 2007, 12:44 Per Bellavita (5), e per tutti/e: Lasciamo perdere la Bonino, contorsionista radicale e liberale e pacifista a velocità variabile … ma, se le cose che leggo corrispondono a verità (mi documenterò immediatamente, per quanto mi riguarda), sarebbero gravissime. Sarebbe allora il caso di far smettere la “battaglia navale” cui evidentemente si stanno dedicando ministri, sottosegretari, deputati e senatori della cosa rossa ma non solo. Gridargli SVEGLIA! E chiedere, a tutti, PD compreso soprattutto, naturalmente, di impegnarsi a distruggere immediatamente quella roba lì. Anche qui: UNIRE LE FORZE, per cambiare, evitando la solita pantomima del chi la spara più grossa per apparire più bello e più a sinistra … lasciando sostanzialmente che la porcheria passi, tanto la colpa è degli altri. Tanto peggio, tanto meglio … Nel frattempo (piccola proposta): pubblicizzazione del fatto, richiesta di unità, battaglia immediata in tutti i siti e blog della nostra immensa e disgregata galassia. Si può fare? ……………………………………………………………… “… Sveglia tutti! Unire le forze, richiedere unità, pubblicità dappertutto, basta col presentarsi più belli e più a sinistra, evitare questa pantomima solita ed i tanto peggio tanto meglio, etc.,” CHIEDEVO CIÒ, ALLE 12,44. Viviana interviene tre volte e, man mano sfumando, fa apparire come semplicemente “distratti” e/o “pentiti” quelli della SUA sinistra … mentre i comportamenti degli altri vengono dipinti a suon di “ombre oscure”, attentati alle libertà democratiche, fascismo e minculpop, per finire con PRODI VERGOGNA!. Visto come riusciamo, spesso per non dire sempre, a litigare anche sulle cose che potrebbero unirci in tutta tranquillità; come battaglie che potrebbero combattersi insieme diventino, per magia, battaglie FRA NOI? Non è solo la destra ad essere anomala, in questo Paese!#16 · Antoine
20 ottobre 2007, 17:28 Viviana, calmati un po’. Anche a me dà fastidio che ci sia restrizione di libertà in rete, ma mi dà più fastidio (o mi diverte, a seconda) vedere gente che vuole rifondare il Comunismo e, nel contempo, proclama e difende la libertà di opinione, cosa che il Comunismo in tutto il mondo si è preso sempre cura di soffocare. Peraltro non di libertà si tratta qui, bensì di “soldi”. Sì, perché il governo Prodi non sa più come far quadrare i conti, s’inventa nuove tasse e va a raschiare dappertutto. Non credo però che riuscirà anche in questa canagliata, visto che egli stesso prevede vicinissima la sua fine. Da LIBERO di oggi: “Prodi si fa il funerale: «Ha vinto Berlusconi. Cado a Novembre». È convinto di cadere e ce l’ha detto molto chiaramente: “Berlusconi ha vinto, la campagna acquisti ha funzionato, si va a casa“». E ad avere questa certezza non è una di quelle Cassandre che, come lui amava ripetere, da quando il suo governo è in piedi non fanno che profetizzarne la fine. Questa volta a esserne convinto è proprio lui, Romano Prodi. A raccogliere l’inaspettata confessione sono stati niente meno che gli organizzatori della manifestazione contro il protocollo sul welfare. È Il Foglio a riportare, per primo, l’episodio. La scena accade giovedì mattina. Dopo averne fatta richiesta, i promotori del corteo ottengono di incontrare il presidente del Consiglio…”. Allegria! Se torna il Kaimano sarete almeno liberi d’intonare le vecchie canzoni.#17 · Ciccio
20 ottobre 2007, 17:34 MA PERCHE’ OGNI VOLTA CHE SI FINISCE DI PARLARE DI UNA COSA BUONA (la Finanziaria 2008) SUBITO DOPO NE SPUNTA UNA VERGOGNOSA INDIRETTAMENTE AD ESSA LEGATA!? QUESTO GOVERNO E’ PROPRIO AUTOLESIONISTA! ORA SPERO CHE NON SI INCAZZINO SOLO DI PIETRO E PECORARO SCANIO, MA ANCHE IL NOSTRO MUSSI (batti un colpo in merito ora compagno Fabio) E BIANCHI NEL PROSSIMO CDM SUBITO! E SE NON E’ POSSIBILE NEL CDM, ALLORA IN PARLAMENTO, MA ANCHE CON PROTESTE NELLA RETE E NEL PAESE! LA SINISTRA UNITA SI IMPEGNI E SIA TUTTA UNITA A ANCHE SU QUESTO PUNTO, PLEASE! NON SI SCHERZA CON LA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE E DI PENSIERO!! p.s.: condivido l’intervento di Vladimiro. saluti socialisti rossi#19 · Marcello Marani
20 ottobre 2007, 22:03 Credo che a calmarsi debba essere il sig. Antoine, che dopo aver di nuovo sputato sul quaderno dove scrive, dando degli antilibertari ai da lui odiati e calunniati “Comunisti” e non si accorge di stare scrivendo in piena libertà su un sito dei Comunisti. Ma purtroppo con i faziosi ed i settari, l’invito a farli ragionare è inutile, perchè sono soliti creare caricature e teste di turco, per poterle prendere a pallate, tanto per dilettarsi. Comunque stia tranquillo, perchè uno spettro si riaggira per l’Europa – lo spettro del Comunismo. maranimarcel@tiscali.it#20 · Antoine
21 ottobre 2007, 18:21 Caro sig. Marcello, lei forse morirà comunista senza sapere che cos‘è stato e che cos‘è ancora nel mondo il Comunismo. Io scrivo liberamente su questo sito perché in Italia i Comunisti non sono mai riusciti ad andare al potere. La stessa cosa non sarebbe certo possibile se mi trovassi in Cina o in Birmania (per non parlare di Cuba, Vietnam, Corea del Nord… e altri bei minori paradisi parasovietici). Se dire che “il Comunismo in tutto il mondo si è preso sempre cura di soffocare la libertà di opinione” equivale, per lei, a sputarci sopra, allora capisco la mia scorrettezza e chiedo scusa. Se poi dire una verità scomoda significa, sempre per lei, essere fazioso e settario, beh, è un po’ troppo. Posso essere maleducato, come lo è chi parla di corda in casa dell’impiccato, e anche di questo chiedo scusa. Ma dire che io odio… Io non odio nessuno. Ho detto solo che mi dà fastidio, o mi diverte a seconda dello stato d’animo, vedere gente che vuole rifondare il Comunismo e proclama la libertà. Che male c‘è se mi piacciono gli ossimori. Se fossi un cagnolino mi accontenterei della metà… Quanto allo spettro che si riaggira per l’Europa (bello! l’ho già sentito questo) è una minaccia? Sai che paura! Magari se il Comunismo fosse ridotto dappertutto a uno spettro, come lo è qui da noi, dove lei, caro Marani, può continuare a coltivare il “suo” orto, senza paura di vederselo sequestrare da uno Stato comunista. Un saluto.#22 · Marcello Marani
27 ottobre 2007, 22:02 Però lo smemorato signor Antoine, dimentica di dire che le libertà che tanto bene si gode e gratis, furono pagate a caro prezzo anche dai compagni Comunisti del PCI, come Gramsci, Pajetta, Amendola, e da tutti gli antifascisti, incarcerati, esiliati, confinati ed assassinati, con in testa i Comunisti, che erano la stragrande maggioranza. E non dimentichi che fu anche grazie all’eroica resistenza del Popolo Sovietico e dell’Armata Rossa sotto la guida del “Buon zio Joe”, che hanno resistito a Staligrado, Leningrado e Mosca, che si è battuto il nazifascismo. E magari due parole di rigraziamento anche a quelli che come mio padre, che non era comunista ma socialista e che furono incarcerati come sovversivi. Quindi si goda le libertà che i nostri Compagni hanno conquistato anche per lei, e ne ha la chiara dimostrazione prorpio per il fatto di entrare a piacimento su un sito come Aprile, che scommetto utilizza, senza neppure pagare il biglietto d’ingresso, perchè sono pronto a scommettere che non è neppure abbonato al mensile. O sbaglio? maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
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Orione Lambri



#1 · Onesto Cittadino
19 ottobre 2007, 21:06 Dichiarazione del Segretario Nazionale del ‘Nuovo Partito d’Azione’, Pino A. Quartana. IL PD DEL PENSIERO UNICO “Non avevamo purtroppo il minimo dubbio che la nascita del PD rispondesse a ben altri propositi che non quelli declamati da Walter Veltroni. Nel programma non dichiarato del PD, quello vero, c’è il restringimento degli spazi di democrazia e di dissenso sociale, politico e culturale in questo nostro povero Paese. Intanto la pervicacia con la quale i piddini vogliono a tutti i costi imporre una legge elettorale capestro per i partner minori del centrosinistra, poi il proposito di ridurre il numero dei parlamentari e quindi la rappresentanza democratica, furbamente presentato come un venire incontro alla forte domanda di moralizzazione che sale dal Paese, salvo poi contraddirsi subito nei fatti, come stiamo vedendo nel vergognoso voltafaccia del taglio delle comunità montane. Ma ai piddini in realtà nulla importa della moralizzazione della vita pubblica e molto invece del progetto di far fuori tutti coloro che all’interno della coalizione di centrosinistra possono fare ombra alla nuova ineffabile mega-creatura della politica italiana. Oggi arriva puntuale l’ennesimo atto di una ben preparata strategia di eliminazione degli spazi di dissenso; il governo Prodi vuol regolamentare tutto ciò che passa per internet, siti, blog, una regolamentazione illiberale che, di fatto, porterà alla burocratizzazione della rete ed all’eliminazione del 90% delle voci libere del web. Prodi invece di pensare alle cose urgenti, agli operai che si suicidano per la paura di non poter pagare più il mutuo, alle sue innumerevoli promesse non mantenute, si preoccupa di quello che si scrive sulla rete. Stando alle prime indiscrezioni ci vorrà un editore per ogni sito, l’iscrizione al Roc (registro operatori della comunicazione) con un dispendio di carte e bolli non indifferente. Col PD comincia a dispiegarsi in tutta la sua vastità il disegno conservatore dei poteri forti della finanza, dell’economia, dell’editoria. Noi neoazionisti lo avevamo capito fin dai primi passi di questo governo, ma Pecoraro Scanio, Franco Giordano, Enrico Boselli, Fabio Mussi, Oliviero Diliberto quando lo capiranno? Perché non si oppongono in Consiglio dei Ministri al disegno liberticida sulla rete internet? E quando lo capiranno, faremo ancora in tempo a difenderci ed a difendere la democrazia italiana da questa nuova minaccia?” NPA – Ufficio Stampa e Comunicazione www.nuovopartitodazione.it www.nuovopartitodazione.forumup.it comorgnpa@alice.it