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Chi sparge insicurezza?
Andrea Scarchilli , 06 settembre 2007, 18:27
Intervista al sociologo Enrico Pugliese. Caccia ai lavavetri e sindaci aspiranti sceriffi, ma il pericolo vero può venire da chi occupa posizioni di responsabilità politica e tenta di cavalcare l'onda per ragioni elettorali
L'ultima è l'uscita dei sindaci Pd di Bologna e Firenze, Sergio Cofferati e Leonardo Domenici, che parlano di poteri di polizia giudiziaria per i primi cittadini. C'era stata l'ordinanza anti - lavavetri nel capoluogo toscano, il piano sicurezza del ministro dell'Interno Giuliano Amato che ha paventato, salvo pronte reazioni del centrosinistra, una svolta fascista nel nostro paese. Quanto è autentica l'emergenza sicurezza in Italia? Ne abbiamo parlato con il sociologo Enrico Pugliese, direttore dell'"Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali" del Cnr.
Professor Pugliese, hanno già destato scalpore le dichiarazioni di Cofferati e Domenici, che pare non vedano di cattivo occhio la possibilità di vedersi affidati poteri di polizia giudiziaria. Che ne pensa?
"Non vedo che bisogno ci sia di modificare le leggi dello Stato in questo ambito. Esiste una questione di sostanza: provvedimenti di questo genere - che io non condivido - andrebbero presi in condizioni di serenità e non emotive come quella attuale. Dissento, ovviamente, dalla richiesta come cittadino. Come studioso ho da dire che si sta procedendo a una pericolosissima rappresentazione negativa degli immigrati che per fortuna non ha una base reale".
L'allarme, su cui fa leva il dibattito degli ultimi giorni, è quindi secondo lei ingiustificato?
"Assolutamente ingiustificato. La frase più stupida che ho sentito in questo periodo è la seguente: la sicurezza non è né di destra né di sinistra. Questa frase è al contempo lapalissiana e banale, la frase giusta dovrebbe essere: l'ossessione della sicurezza è di destra, il tentativo di capire cosa sta succedendo e la valutazione serena dei fatti sono di sinistra. Ho l'impressione, quindi, che questa ondata porti a destra. D'altra parte è stata una pessima idea creare questa clima perché nel lungo periodo si rischia di trovarsi di fronte a fenomeni del genere ‘profezie che si autoverificano'. Mi spiego: se si cominciano a trattare le persone come delinquenti, si finisce per spingerle obiettivamente nella delinquenza. Dai miei studi, tra l'altro, non mi risulta l'esistenza di ‘racket di lavavetri'. Semplicemente si susseguono gruppi di persone, di etnie e nazionalità diverse.
"Altro problema, naturalmente, è quello della delinquenza. Che ci sia delinquenza tra gli immigrati, come in qualunque altro paese, è ovvio. Ma bisogna applicare le leggi dello Stato. C'è poi, nel dibattito, un elemento ‘provinciale', e qui smetto di parlare da studioso. Possibile che in Italia non ci si renda conto che la ‘tolleranza zero' è passata di moda, in America, da almeno due anni? Giuliani e persino la destra ormai parlano di altro, di ‘criteri articolati di repressione', la tolleranza zero è diventata un luogo comune".
Ma si è detto che non è importante solo la sicurezza in quanto tale, ma la percezione che ne hanno i cittadini. E si è parlato di un diffuso senso di insicurezza.
"Non so cosa sia, ma conosco, ad esempio, il senso di insicurezza di chi arriva in Italia senza una casa e un lavoro. Si mi si parla di insicurezza, in realtà, non so di cosa si sta parlando. Le questioni, i pericoli vengono da un'altra parte. Mi spiego meglio. Ci sono due tipi di atteggiamenti contro gli immigrati. Il primo è dovuto fondamentalmente al razzismo. Siamo tutti un po' razzisti, riusciamo ad esserlo di meno quando la cultura e le informazioni sugli altri ci permettono di farlo. Penso che il razzista, tutto sommato, sia più giustificabile perché è mosso da un'emozione ‘sincera', naturale. Mi sembra invece orrendamente cinico il secondo tipo di atteggiamento, proprio di chi pensa di cavalcare l'onda e lancia un messaggio di forza, repressione per assicurarsi una porzione maggiore di elettorato. Non so se il senso di insicurezza si può misurare, ma se si potesse misurare sicuramente aumenterebbe se chi svolge un compito istituzionale e di riferimento sparge allarmismo".
Le istituzioni di cui parla, allora, come dovrebbero comportarsi?
"Bisogna muoversi con consapevolezza, capire esattamente quello di cui si parla. Faccio un esempio: crediamo che nei Cpt ci siano dei delinquenti, ma per i delinquenti c'è sempre stata la galera, nei Cpt ci vanno a finire quelli senza permesso di soggiorno, che commettono una contravvenzione e non un delitto. Le istituzioni non ce l'hanno insegnato e ci hanno trasmesso un'altra visione, ma i Cpt si potrebbero chiudere mantenendo, naturalmente, la galera per i criminali. Da queste cose se ne esce non con un dibattito incentrato sulla dicotomia sicurezza - insicurezza, ma attraverso una conoscenza approfondita della condizione degli immigrati. Senza la distinzione forzata tra "immigrato onesto" e "immigrato disonesto", che mi ricorda quella tra "povero onesto" e "povero disonesto", inventata dalla borghesia vittoriana per il togliere il sussidio ai disoccupati, con il pretesto della disonestà. Gli immigrati sono gli immigrati, in quanto persone, poi è chiaro che esattamente come gli italiani devono rispettare le leggi dello stato, ma cominciare con le distinzioni è già di per sé discriminatorio".
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#2 · Marcello Marani
07 settembre 2007, 03:41 Sono pronto a scommettere che l’attuale francesco, sia lo stesso cattoleghista franco, alias fabio, al secolo il signor Francesco Nanotti, il quale facendo il finto tonto, e persino scrivendo un post appartentemente ragionevole, insinua subdolamente elementi di razzismo, travisando e distorcendo ad “usum delphini” le risposte del Prof Calabrese, che non parla affatto, se lo vuole capire il francesco attuale, di impunità per le devianze e per chi delinque, ma gradua gli interventi a seconda del reale pericolo sociale, senza indulgere nei luoghi comuni cari alle destre e soprattutto, mettendoci in guardia, da chi fabbrica teste di turco da prendere a pallate, per nascondere poi i Dell’Utri, i Kaimani, i Previti, i collusi di mafia prescritti come il divo Giulio, e tutta la compagnia di pregiudicati e delinquenti, che siedono in “Parla-mento”, che sono loro sì, più che i lavavetri i veri scandali e la vera emergenza nazionale. Ed a quanti pongono a giustificazione l’argomento che si tratta di “eletti dal popolo”, visto che tra l’altro nella stragrande maggioranza si reputano “cristiani”, li rimando alla storia di Gesù e Barabba a dimostrare che non sempre il popolo e peggio in questi casi la “gggente”, si comportano da cittadini responsabili e coscienti, invece che da sudditi ossequienti ed appecoronati davanti a chi strilla di più, avendo anche tutti gli strumenti informativi per poterlo fare: Vedi tre reti televisive, e radio e giornali di proprietà ed almeno due ancora asservite. Inoltre, per non ripeterlo, rimando al post di commento, scritto sotto l’art. ““Tolleranza zero”: Fermiamoci. Infine, sono pronto a riscommettere che adesso passando all’art. di Carlo Leoni dal titolo “La retorica della paura”, troverò le stesse arzigogolazioni dello stesso franco, istigastore alla pedofilia, o fabio o francesco, che cerca di contrabbandarsi come persona per bene e perfetto galantuomo, vittima di un sistema di cui invece è solo succube e peggio complice. Ma ci faccia il piacere dato che ormai è stato smascherato, non è vero signor Nanotti? maranimarcel@tiscali.it#3 · graziella iaccarino-idelson napoli
07 settembre 2007, 08:42 Caro Enrico, non porta a destra, porta al disastro: Metternich disse “l’Italia è un’espressione geografica” ed ha ragione perchè tra varie liti tra di loro e cocaina non sanno governare. Si alleano con le mafie e si fanno dare voti più facili da costoro: si dovrebbe eliminare il voto dei mafiosi e bisognerebbe fare una legge ANTI-MOBBING perchè i politici obbligano con premi o persecuzioni la P.Amm. ad imbrogliare per loro e per i loro “amici” e la UE dovrebbe fare leggi antimafia. L’insicurezza proviene dal NON GOVERNO.#4 · Pino De Luca
07 settembre 2007, 08:42 In agosto inviai questo intervento che, per ragioni estive credo, non fu pubblicato. Lo allego come commento, magari disturba di meno Il business della paura entra in politica. L’iniziativa di Cioni, comprensibilissima e mediaticamente di grande successo, è una eccellente provocazione, ma, dal punto di vista del problema sicurezza è una colossale sciocchezza alla quale occorre porre subito rimedio. Le conseguenze di un tale atteggiamento possono essere molto pericolose essenzialmente per la credibilità stessa dello Stato e le Istituzioni. A meno che non si vogliano introdurre leggi speciali. Qualche mese fa, scrivemmo della S di Sicurezza che è una delle S sulle quali si fonda lo Stato (cfr. http://www.aprileonline.info/3142/la-sinistra-e-la-sicurezza), furono pochi i contributi che su questo tema giunsero a rafforzare o scardinare le idee pubblicamente esposte. Eppure è ben chiaro che su questo tema si gioca la partita della credibilità politica di un asset che si proponga di governare il paese e non i palazzi del potere. Indubbiamente nei ceti più poveri e disperati vi è una protervia e una virulenza che li rendono fastidiosi e invadenti. Lavavetri, accattoni, venditori alla mano, suonatori di contrabbando, fattucchiere e giocatori delle tre carte tendono a occupare spazi e a mettere in discussione la proprietà (auto, barca villa) chiedendo sempre più prepotentemente di partecipare alla fiera dei consumi con i mezzi e i modi che possiedono: la sicumera e la prepotenza di chi non ha nulla da perdere, ma proprio nulla, nemmeno la libertà. Vivono da schiavi dei loro protettori figuriamoci quanto possano essere spaventati dalla minaccia del carcere nel quale, comunque, sono trattati da esseri umani. E siccome siamo in una democrazia nella quale vige il diritto, ad ogni denuncia penale di queste persone dovrà corrispondere un processo, con relativo impegno di magistrati, poliziotti, avvocati e cancellieri e un aggravio della spesa della collettività assolutamente sproporzionato rispetto al problema che si deve affrontare. La filosofia che pervade la destra leghista ha pervaso anche i privilegiati che furono della sinistra. Almeno abbiate la compiacenza di reintrodurre i lavori forzati o l’eliminazione fisica perché, occorre saperlo, dopo tre mesi di arresto, il lavavetri tornerà a fare il lavavetri e la mignotta tornerà a fare la mignotta. E tutto ricomincia in una ruota nella quale l’esistenza di un problema giustifica l’esistenza di chi lo deve risolvere, il quale si guarda bene dal risolverlo, porrebbe fine alla sua stessa esistenza. “Noi due siamo nella stessa barca marescià, se non ci fossero i ladri che farebbero i carabinieri?” (Straordinario dialogo tra Totò e Aldo Fabrizi). Solo che adesso non bastano più i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, fiutato il business, tutti si improvvisano tutori dell’ordine. La Sicurezza è un affare e lo è tanto più quanto è diffusa la paura, e la paura si vende a piene mani, usando il garantismo peloso e il forcaiolismo urlato per non fare assolutamente nulla!!! Poi per far vedere che le Istituzioni si indignano e si impegnano, si arrestano un po’ di lavavetri, quattro scippatori, un migliaio di prostitute con “straordinarie operazioni di polizia”. Si riempiono le carceri con detenuti in attesa di giudizio e poi si fa l’indulto perché le carceri scoppiano, ma soprattutto per salvare dal carcere quei pochi pezzi grossi che ci sono incappati. Bertinotti, in un sussulto di saggezza, obnubilata in gran parte dagli ori e dai broccati dell’alta carica che ricopre, ha dichiarato la sua preoccupazione quando si comincia dai pesci piccoli per bonificare uno specchio d’acqua. Ha ragione il Presidente della Camera ad essere preoccupato, ma mi si permetta di suggerirgli che non deve preoccuparsi della pesca bensì dello specchio d’acqua, sempre più putrido e stagnante!!! Per evitare ripetizioni e malintesi, rimando alle scritture precedenti chi, da sinistra, volesse cogliere un approccio concreto e incisivo al problema. Un approccio scevro dalla considerazione che i poveri e gli storpi, ma soprattutto gli zingari, sono tutti dei criminali, ma anche dalla convinzione speculare che i poveri, gli storpi e gli zingari sono tutti sfortunati. Un approccio che tende a risolvere il problema e non a “ricondurre la criminalità a tassi accettabili” come, purtroppo, si sente susssurrare sempre più spesso in alti luoghi deputati alle attività di garanzia della sicurezza e dell’ordine pubblico. Purtroppo fui preveggente a febbraio scorso quando sollecitai una riflessione sulla possibilità degli incendi (Speriamo che piova), a maggio scorso, quando posi il problema della sicurezza. Spero che il rammentare che l’autunno-inverno saranno con ogni probabilità caratterizzati da una recrudescenza del “terrorismo di matrice anarco-sindacalista” e delle mattanze di mafia, sia solo l’errore di valutazione di un osservatore a cui l’età non contribuisce all’esperienza ma solo al rincoglionimento. Lo spero vivamente per tutti e anche per la democrazia del nostro Paese.#5 · Julius Martov
07 settembre 2007, 09:29 Bravo Pugliese. Continuando di questo passo torneremo ai lager: per Rom, lavavetri e “subumanità” varia. Possibile che anche a sinistra non si voglia più comprendere quali sono le origini dei fenomeni sociali?#6 · eretico
07 settembre 2007, 10:42 Liberare la televisone liberare l’informazione seminano odio paura razzismo il fascismo risiede li… I problemi ci sono certo ma si risolvono con pane e tetti e per gli italiani e per CHI EMIGRA QUA emigranti emigranti non ufo gente persone razza umana razza umana L’Italia è un paese ricco i ladri stanno ai piani alti non nei bassifondi i soldi ci sono.. FESSI Italiaunooooooooo fessi ignoranti psicolabili…#7 · Andrea P.
07 settembre 2007, 16:13 A spargere insicurezza sono prima di tutto i media, e i politici incapaci di fare politiche sociali e di integrazione, che stanno facendo fallire o delocalizzare tutte le aziende lasciando i cittadini senza lavoro e costretti ad aggiustarsi per poter sopravvivere. Questi sono i colpevoli, gli extracomunitari in Germania lavorano tutti, quá i posti di lavoro diminuiscono di anno in anno, problema che accende una guerra tra poveri, gli italiani che dicono che gli extracomunitari rubano i posti di lavoro. Siamo tutti esseri umani e abbiamo bisogno di vivere, non credo che si lasci volentieri la propria casa per andare a lavare i vetri a migliaia di km da casa. Voi lo fareste? E la povertá di queste persone deriva dalla nostra smania di consumo, telefonini, macchinoni ecc. Di chi e’ la colpa? Riempiendo le strade di polizia rinunciamo alla nostra privacy, solo risolvendo il problema lavoro-casa-assistenzialismo, trovando il giusto equilibrio saneremo la situazione. E’ pieno di delinquenti ben peggiori che scorazzano liberi per le strade aprite gli occhi.#8 · Jonathan
07 settembre 2007, 17:01 “La frase più stupida che ho sentito in questo periodo è la seguente: la sicurezza non è né di destra né di sinistra.” Non solo sono assolutamente d’accordo, ma aggiungo: avete mai sentito un esponente del CENTRODESTRA uscirsene (magari ogni giorno, come fa la sinistra con la suddetta frase cretina) con “i problemi del LAVORO DIPENDENTE non sono nè di destra nè di sinistra” (frase altrettanto ovvia e banale)? Ovviamente no: a destra non sono così CRETINI da ALIMENTARE IL MALCONTENTO DEI CITTADINI PROPRIO SUI TEMI DOVE L’AVVERSARIO E’ PIU’ FORTE! Io so che l’imbecillità è diffusa tra i politici del centrosinistra, solo che non sento il bisogno di averne prove continue … :-(#9 · luca massignani
07 settembre 2007, 17:46 Lavoro in un grande gruppo bancario e da qualche mese mi è capitato di aprire dei conti correnti quasi esclusivamente a cittadini romeni (vi giuro che non sto esagerando). Incuriosito da questa dinamica mi sono informato presso gli stessi romeni (cittadini neo comunitari) di quanto fosse l’immigrazione attualmente dalla Romania all’Italia: ebbene su 25 milioni di abitanti in Romania, attualmente 15 milioni sono sparsi per l’Europa e principalmente in Spagna e in Italia. Il nostro governo afferma che attualmente i cittadini romeni in Italia sono da 800 mila a 1 milione cca. Ho chiesto quindi a vari ragazzi romeni quanti potessero essere i romeni in Italia e loro mi hanno risposto cifre che vanno da 2,5 a 3 milioni di persone. Se leggete le classifiche dei reati commessi negli ultimo anno i romeni sono quasi sempre in pole (dati che potete consultare sul sito del min. interni: http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/sicurezza/0993_20_06_2007_Rapporto_Sicurezza_2006.html). E’ del tutto evidente che un forte flusso emigratorio non supportato da una congiuntura economiche particolarmente favorevole crei clandestinità e malaffare. Secondo voi l’allarme sicurezza è ingiustificato?#10 · Andrea P.
07 settembre 2007, 17:58 Forse l’ho detta io quella frase e la riconfermo. Forse merita una frase di approfondimento. La necessitá di sicurezza riguarda tutti i cittadini sia di destra che di sinistra. La differenza é che a destra viene curata con delle terapie mentre a sinistra dovrebbe prevalere la prevenzione, adottando sistemi che migliorino la giustizia sociale. Per quanto mi riguarda i sistemi adottati dalla destra sono insufficienti e anzi alimentano l’insicurezza. Non é bello vivere circondati dalle forze dell’ordine. Da li a dire che la destra sia piú forte su questo tema ho i miei dubbi, anche perché nei cinque anni di governo di destra ne succedevano di cose, semplicemente i media ne parlavano meno. Certo che la sinistra non riesce a mettere a punto i propri mezzi perché viene relegata in un angolo. Certo ad alimentare i fenomeni di delocalizzazione delle imprese, dell’inquinamento, della concessione di vari privilegi alle grosse aziende, sono la conseguenza del liberismo selvaggio, e aggiungo sono la causa dell’aumento di povertá e di ingiustizia sociale che alimentano questi fenomeni. La destra ha delle enormi responsabilitá a riguardo.#11 · Andrea P.
07 settembre 2007, 18:41 E’ giustificato ma servono altri mezzi per combatterlo. Le aziende italiane, che peraltro producono in Romania apponendo ai prodotti cartellini con scritto “made in Italy”, delocalizzano andando a produrre in Romania non pagando stipendi adeguati e di fatto il liberismo economico basato sul mercato, non permette a molte persone di sopravvivere, costringendoli ad emigrare. Se potessero vivere discretamente al loro paese emigrerebbero? La soluzione é anche spingere il governo Rumeno a cambiare e a inserire leggi che tutelino il potere di acquisto all’interno dei paesi. Molti imprenditori italiani si sono trasferiti per poter essere competitivi, al ribasso aggiungo io, non pensando minimamente al mantenimento del potere di acquisto, che garantirebbe a loro stessi maggiori vendite dei prodotti. Per evitare l’immigrazione bisogna esportare diritti e non combatterla solo con le armi.#12 · Mescalero
07 settembre 2007, 18:58 Egregio Massignani, Le è venuto il dubbio che i rumeni in giro per l’Europa sono tanti perché la Romania ormai è parte della UE e i rumeni possono circolare quasi come tutti i cittadini europei, perché naturalmente dall’entrata nella UE le merci circolano liberamente ma le persone molto meno. E, se mi consente, perché non fa un’indagine su quanti sono i romeni nei cantieri, nei campi, nelle fabbriche, nelle case a fare da badanti? Credo che si troverebbe di fronte un’alta percentuale rispetto alle altre nazionalità. Forse questa scoperta potrebbe persino convincerla che i rumeni non rappresentano un problema per la sicurezza a prescindere. Qual pregiudizio lì si chiama razzismo. In Spagna o in Italia la maggioranza dei rumeni lavora molto – lavori che gli autoctoni diddeganto perché umilianti o mal pagati – e viene pagato poco o pochissimo. Verifichi in alcune grandi città, ad esempio a Roma, chi sono quelli che dalle 6 del mattino si mettono in attesa dei caporali per essere reclutati per il lavoro nei cantieri per pochi spiccioli. Ci saranno anche delinquenti rumeni, ma non credo in percentuale superiore a quelli italiani. Come quell’italiano, sedicente imprenditore, che di fronte alla richiesta di aumento di un operiao rumeno suo dipendente – con il salario doveva mantenere moglie e figlie in Romania – lo bruciò vivo. Forse sono anche gli italiani che pongono problemi di sicurezza ai rumeni. Se poi si riferisce si rom, o volgarmente zingari, quella cosa lì – lo ripeto si chiama razzismo. Una categoria che sta tornando molto utile alla politica negli ultimi tempi pr finalità che con la sicurezza non c’entrano nulla. Ma di questo, ne parleremo un’altra volta.#13 · francesco nanotti
07 settembre 2007, 19:46 Egregio sig. Marani Marcello ed egregi signori della redazione di Aprileonline: mi è stato riferito, e ho potuto constatarlo personalmente su questo sito, oggi, che io vengo accusato di essere un istigatore alla prostituzione minorile, che è un reato grave punibile con diversi anni di reclusione. Non so se il signor Nanotti a cui si riferisce questo sig. Marani sono io, comunque, poichè un nome uguale al mio è stato fatto per esteso e poichè Aprileonline è un giornale e come tale è quindi un organo di pubblica diffusione, diffido formalmente questo sig. Marani Marcello a continuare in questa calunnia e diffamazione e invito la Redazione di Aprileonline a verificare che ciò avvenga. Cordiali saluti Francesco Nanotti#14 · luca massignani
07 settembre 2007, 19:48 Caro Mescalero, la invito a leggersi il rapporto del ministero degli interni: io mi attengo esclusivamente ai fatti. Non voglio fare sociologia. I lavoratori romeni con regolare contratto di lavoro godono degli stessi diritti degli italiani e di altri cittadini stranieri in quanto tutelati dai ccnl.#15 · Mescalero
07 settembre 2007, 20:25 Caro Messignani, Lei sembra scendere dal pero e dimenticarsi che in Italia esiste il lavoro nero, che riguarda anche tanti italiani. E’ ovvio che i cittadini rumeni, che sono cittadini della UE, godano degli stessi diritti; è assai dubbio che tutti o quasi tutti i cittadini rumeni abbiano un regolare contratto di lavoro.#16 · maxrosso
07 settembre 2007, 23:40 Noi italiani dobbiamo dire grazie ai romeni per svolgere lavori importantissimi che non vogliamo piu’ svolgere. Nel mio Abruzzo romeni e macedoni svolgono lavori anche nella pastorizia e negli allevamenti. Un accordo con le amministrazioni locali ha accolto le famiglie dei nuovi “pastori” nei paesi di montagna, e non nelle periferie-dormitorio di Pescara o Chieti, come accaduto anni fa’. Li avremmo accolti anche nelle nostre citta’ perche’ il degrado è visibilmente ridotto negli ultimi anni grazie alle giunte di centrosinistra di Pescara e Chieti, comunque questa volta sono stati accolti in alcuni nostri meravigliosi paesi dell’interno( oggetto di nuovo turismo inglese). Ai romeni dico di non avere ,loro, paura e pregiudizio di noi italiani perchè oltre pizza pasta mafia Mussolini, politici-proprietari di tv, calcio(conflitto d’interesse che ci fa ridicoli repubblica delle banane), e nuovo razzismo, gli italiani sono dei lavoratori e brava gente. Saluti max#17 · luca massignani
08 settembre 2007, 08:24 Insisto: prima di parlare visitate il sito del ministero degli interni. Un cifra su tutte: 1 omicidio su 3 è commesso da stranieri. La popolazione straniera ammonta al 5% della popolazione italiana quindi 1 straniero su 20 abitanti. I reati in genere sono commessi per oltre il 70 dei casi da stranieri senza permesso di soggiorno. Queste sono nude cifre. Non è emergenza questa. Probabilmente chi accusa di fascismo e razzismo chi si preoccupa della situazione appartiene alla classe dei privilegiati (alta scolarizzazione, lavoro dipendente qualificato, professionisti)che non vivono quotidianamente le difficoltà della integrazione.#18 · maxrosso
08 settembre 2007, 09:29 Che esempio diamo noi italiani: camorra, mafia e soprattutto evasione fiscale e lavoro nero. L’evasione fiscale e il lavoro nero sono gli atti criminali della “classe dei privilegiati (alta scolarizzazione, lavoro dipendente qualificato, professionisti)che non vivono quotidianamente le difficoltà della integrazione”. 100% italiani. Nessuno straniero. Appello agli stranieri: venite in Italia perchè noi abbiamo bisogno di voi e noi italiani proveremo a cambiare la cultura della disonestà con quella della legalità. Eppure già Socrate centinaia di anni prima di Cristo bevve la cicuta per obbedienza alle leggi, considerate sacre, da rispettare, conoscere amare, non da evadere. Cristo ci ha insegnato poi la pietà. Pietà per chi ha una cultura della microcriminalità o della droga. Il reato va punito. Pero’ noi benpensanti vediamo solo quella e non il danno quotidiano delle grandi evasioni fiscali(Un reato odioso si’, ma discreto nascosto, eppure molto piu’ importante).#19 · Marcello Marani
08 settembre 2007, 17:40 Precisazione relativa al signor Francesco Nanotti o circa la persona che si spaccia con tale nome. “Dopo un lungo periodo di polemiche con un blogger anonimo, che si firmava “franco”, presso il mio sito www.il travaglio.it, si registrava un signore che pur cambiando i nick names con “franco”, “fabio” e “francesco”, dava come suo nominativo unico “Francesco Nanotti” e lo stesso indirizzo E-Mail per tutti e tre i nick names. Successivamente, avendo sempre in polemica con franco affermato che stavo prendendo in considerazione l’ipotesi di “delocalizzare” la mia scarsa pensione per andarla a spendere a Cuba, il signor franco, che presumo sia la stessa persona di cui sopra, mi rispondeva ironicamente che facevo bene, tanto perchè li si potevano godere di molti vantaggi, tra cui avere delle giovani quattordicenni per una scatola di aspirine e affermava che glie lo aveva conferamato suo cugino, uso a tali traffici. Ecco quindi che un sospetto e diciamo pure una certezza circa l’istigazione alla pedofilia, non mi sembrano essere troppo infondate. Ora, dato che non vivo certo nella luna e sono a conoscenza che ci sono alcune degnissime persone, che per colpa del nome “rubato” hanno passato anche una serie di guai, sono più che disponibile a dare atto al signor Nanotti Francesco, che qualcuno potrebbe essersi appropriato del suo nome per denigrarlo, o farlo denigrare, ma sicuramente, non sono io il calunniatore e mi piacerebbe che mi e ci desse prova, di non avere niente a che fare con il franco o fabio o francesco citati. E non a caso pur sapendo che è normale celarsi sotto nick names diversi, per una questione di principio, trovando scorretto, nascondermi nell’anonimato, ho sempre firmato i miei post in maniera da evitare equivoci, ed anche se a volte ci vado giù pesante, non mi sembra di avere mai diffamato e calunniato nessuno, mentre come Comunista e Pacifista dichiarato e non pentito, mi sono visto accusare di liberticidio, di stalinismo, di essere amico di dittatori e di assassini ed assassino io stesso, e che addirittura per qualcuno avrei avuto le “mani sporche di sangue”. Quindi se vogliamo ricontrollare tutti i post, si potrà ben capire chi offende chi, perchè lo ripeto per l’ennesima volta, non sono io il primo a scendere sul pesante, ma siccome non porgo mai l’altra guancia, adotto il metodo che “Amore con amor si paga” e “come tu suoni io ballo!” E ne possono dare atto sia il signor Nicola Piro che il signor Antoine Brest, che dopo polemiche anche pesanti, avendo assunto un atteggiamento sempre polemico e contrario alla mie idee, ma espressi in modo ragionevole e civile, ho sempre raccolto il ramoscello d’ulivo portomi e ci siamo poi scambiati sia post, che -Mail in forma meno ferocemente astiosa, perchè posso confermare che tra i tanti miei difetti, non esiste quello di portare rancore e di volermi vendicare. E dire che non sono neppure cristiano!!! maranimarcel@tiscali.it#20 · Mescalero
08 settembre 2007, 18:07 E allora teniamo presente la situazione di marginalità e di esclusione a cui sono indotti i migranti da una legislazione repressiva come la Bossi-Fini e si capisce perché ci siano queste cifre, che peraltro prese da sole non significano niente. A queste si dovrebbero affiancare quelle che dicono quanti stranieri ci sono in carcere, che spiegano come l’alta percentuale di detenuti stranieri e delle ragioni che li fanno inserire in tali classifiche sono reati o di spaccio – intesa come piccola manovalanza al servizio di grossi spacciatori italianissimi – o addirittura di non-reati legati alla clandestinità indotta promossa dalla legislazione vigente. Da questi dati si può ben evincere come le legislazioni punitive come la Bossi-Fini hanno l’unico scopo di tenere i migranti ai margini della società e dell’integrazione, perennemente sotto ricatto in modo che siano abbastanza docili da fornire a richiesta manovalanza a costo irrisorio. Se questa sarebbe la sociologia d’accatto a cui si riferisce l’esimio ministro Amato, si può ben dire che abbiamo un ministro dell’interno che propala cialtronerie neanche originali, ma pura parodia delle posizioni della teppaglia leghista. La realtà dice che non esiste nessuna emergenza legata all’insicurezza: le città italiane sono tra le più sicure d’Europa- neilimiti in cui si è sicuri nelle metropoli che non potrannomai essere giardini dell’Eden – i crimini di sangue sono in diminuzione costante da 15 anni. L’allarme sicurezza si rivela solo per quello che è : un meccanismo costruito dal corto circuito di media e politica che sopperisce al vuoto pneumatico di un ceto politico ripiegato su se stesso.Sintono di una politica che rinuncia alla trasformazione della realtà e si acconcia a gestire l’esistente sottomessa all’egemonia delle forze nemmeno migliori della società. Quale migliore antidoto dopo le polemiche estive sulla cosiddetta “casta” che mostrare come i politici sanno garantire la sicurezza? Cosa c‘è di meglio che parlare di questa presunta insicurezza e non della vera insicurezza, quella sociale, che tocca pezzi sempre più ampi di società? In psicanalisi si chiama “spostamento” l’occultamento di un problema sotto un sintomo diverso e di solito più appariscente. Quello della presunta insicurezza è un collossale “spostamento” che rende il cetopolitico che lo agita molto sinile ai gestori del gioco delle tre carte: carta vince, carta perde.#21 · Marcello Marani
08 settembre 2007, 19:14 Quanto alle affermazioni del signor luca massignani, trovo diciamo un po’ esagerato il fatto che se su 25 milioni di Rumeni, ben 15 milioni, se ne siano andati all’estero, oggi le città e le campagne sarebbe semideserte dato che mancherebbe oltre il 50% della popolazione. Quindi invito a riflettere che se uno parte con argomentando con una tale assurdità, e fuori da qualsivoglia logica, come si fa poi a prendere per buono tutto il resto? Che oggi in Italia si cerchi di strumentalizzare un certo clima d’insicurezza e che si cerchi al grido di “dagli all’untore” di criminalizzare tanti stranieri, extra comunitari e non è un fatto assodato. Solo che ho fondati sospetti che si cerchi di vellicare la pancia della gggente, intervenendo in maniera scorretta a mezzo di pennivendoli riciclati, e con la totale disinformazione TV, per ricreare un clima che riporti al classismo, al razzismo ed al fascismo. Sono altresì convinto che la legalità si difenda cominciando a dare corpo a quei principi costituzionali, tanto solennemente enunciati ma mai applicati durante questo sessantennio, senza bisogno di ricorrere a sindaci neppure sceriffi, che nell’immaginario collettivo sarebbero comunque i buoni, ma pistoleri e “Bounty Killer”. E tanto per essere chiari, visto che oggi per levarmi uno sfizio, ho acquistato alla fiera dell’8 Settembre del Paese dove risiedo un paio di anguillette marinate al prezzo di 30 € al Kg e distrattamente non avendo bene controllato, tornato a casa ho pesato il “cartone” dell’involto per accorgermi che era di ben 50 gr., e quindi la sola carta mi è costata 1,5 €, pari a quasi le vecchie 3.000 lire, su un un importo totale di appena 7 €. Lascio quindi agli esperti in aritmetica a calcolare il livello della percentuale. E pur avendo più volte ed in altre varie occasioni, sollecitato i VV UU e lo stesso sindaco combinazione di AN, ad intervenire obbligando secondo le norme di legge vigenti i bottegai o gli ambulòanti, ad esporre le merci sempre con il prezzo di vendita ed a praticare il peso netto, questi fanno orecchie da mercanti e se ne fregano del rispetto della legalità. Allora mi rode un po’ il comesichiama se per legalità s’intende perseguitare un povero disgraziato di lavavetri e non si prendono provvedimenti verso certi commercianti ladri e verso tanti VV UU distratti, e per buon peso ciechi muti e sordi. O i loro illegali comportamenti non rientrano nel pacchetto delle misure per la legalità e della tolleranza zero? Infine sottoscrivo in pieno le considerazioni di mescalero, perchè sono convinto che ci siano molti che mestano nel torbido ed anche certi sinistri elementi di sinistra, incapaci di guidare i processi di trasformazione e di crescita civile, si piegano per captatio benevolentia a fare battaglie codiste al seguito di chi strilla di più. Ed in questo caso, salutatemi quei principi di Libertà di Democrazia di Giustizia e di Eguaglianza di cui tutti o quasi si riempiono la bocca, ma che pochi o punti praticano. maranimarcel@tiscali.it#22 · luca massignani
08 settembre 2007, 21:05 Gentile sig. Marani, come ho potuto più volte affermare sopra i dati non me li invento da me ma sono disponibili per tutti sul sito del min. interno. Quanto agli emigrati romeni in Europa il dato l’ho avuto dagli stessi cittadini romeni in varie occasioni. Non so dire quanto sia esagerato ma la cifra che mi hanno detto va dai 10 ai 15 milioni. Il mio lavoro mi porta ad essere in contatto quotidianamente con questa comunità nazionale e la facilità di comprensione tra la lingua italiana e la rumena fanno si che già da subito si possa colloquiare in maniera efficace. Probabilmente la situazione di crescita della criminalità (dato incontestabile se avete la creanza di andarvi a vedere il rapporto) è dovuto al semplice fatto che il mercato del lavoro italiano non è in grado di assorbire l’afflusso di questi cittadini neocomunitare e perciò si creano zone d’ombra dove oltre a prosperare il lavoro nero prosperano la prostituzione e la microcriminalità. Ripeto sono DATI. La sinistra sa rispondere a questa emergenza? Se non saprà rispondervi in maniera civile e solidale (ad es. accordi economici e politici con i paesi di provenienza per frenare il flusso) lasceremo tutto alla demagogia della destra che non farà altro che vincere per altri 20 anni.#23 · Marcello Marani
08 settembre 2007, 22:53 Ma si rende conto che se su una popolazione di 25 milioni, emigrano 15 milioni, ne sono rimasti in Romania meno della metà e quindi sarebbe più che spopolata. Ora non so dove lei attinga questi dati ma li trovo talmente assurdi che sono convinto ci sia qualche errore macroscopico. Quanto al resto tutti i dati statistici non sono la verità rivelata ma rappresentano studi e proiezioni di possibilità e probabilità ed allora avviene come per il pollo di Trilussa. Per quanto mi concerne posso dire che senza albanesi, macedoni indiani, rumeni ecc, non mangeremo più agnelli e pecorino se non d’importazione, e lo stesso sarebbe per il parmigiano. Quanto poi ai nostri anziani sarebbero totalmente abbandonati senza le badanti dell’est. Ed infine difficilmente potremmo restaturare case e costruzioni o fare le piccole e grandi manutenzioni necessarie alle nostre abitazioni. Certo che ci sono anche i delinquenti e le mafie nostrane e non che li producono e li organizzano, e per questo la delinquenza e le devianze vanno non solo combattute, ma anche prevenute a livello sociale, senza indulgere in provvedimenti che rasentano il razzismo, come quello di farci credere che i problemi della delinquenza si risolvano combattendo contro i lavavetri, o i venditori di rose ecc. Ma rimane tanto difficile pensare, che chi riusciva a sbarcare il lunario, pulendo vetri o vendendo rose e giornali, se viene impedito, dove potrà trovare il necessario per vivere? E a nessuno nasce il sospetto che certamente, non avendo immediate possibilità di impieghi e lavori più sicuri, saranno proprio i fautori della caccia all’untore a gettarli in braccio sia alla piccola criminalità che alla grande? Allora combattiamo pure contro i racket, e contro quelli che approfittano per taglieggiare, ma poi perchè quando si tratta di commercianti evasori fiscali, di imprenditori corruttori e che non pagano i contributi, di banchieri usurai che derubano persino i morti, di dirigenti statali, impiegati e politi corrotti, ecco subito il coro di voci che si levano per dirci di “Non fare di tutt’erbe un fascio” e poi, si fa un fascio di tutti i lavavetri come se fossero tutti dei veri e propri criminali? Personalmente, anche se frequento sempre meno la Capitale, non mi sono mai fatto pulire il parabrezza ed ogni volta che qualcuno si avvicinava, accennavo negativamente il no con il capo o con il dito e mai e poi mai qualcuno ha fatto gesti di intimidazione, di stizza e d’insofferenza ma si rivolgevano a quelli dietro sempre sorridendo, nella speranza che fossero meglio di me. Ed ora mi rendo anche conto di quano sono stato egoista, perchè qualche volta avrei potuto anche acconsentire, e non mi sarei rovinato per quello. Ed ora, considerando il clima che si sta creando, credo che sarei più solidale, e quando è possibile darei loro una mano. Perchè sa di la di tutto continuo a considerarmi un cittadino del mondo e Comunista, anche se non sempre riesco a comportarmi in maniera coerente. maranimarcel@tiscali.it#24 · francesco nanotti
09 settembre 2007, 10:41 Signor Marani, prendo atto di quel che lei dice e la invito ad essere in futuro piu’ attento quando usa nomi per intero. Lei puo’, per quel che mi riguarda, polemizzare con ed insultare tutti i franco o Francesco o Fabio che vuole: non puo’ diffamare e calunniare su un giornale una persona, citandone il nome completo, senza motivo e senza dare alcuna prova delle calunnie. Questo, se lei non lo sa, è un reato, in Italia. Sul suo blog personale, invece, può fare o dire quel che vuole: se questo signor Nanotti si è iscritto al suo blog, lo insulti su di esso, e non su un giornale. Cordiali saluti#25 · Mescalero
09 settembre 2007, 14:47 Si chiamava Jana Dobra, aveva 56 anni ed era rumena. E’ stata travolta, a Napoli, mentre stava tornando da una sera passata a vendere fiori, da un italianissimo cialtrone su uno scooter che è fuggito senza prestare soccorso e sfuggendo anche ai tentativi di fermarlo dei passanti. Identificato dalla polizia, ha negato tutto affermando che lo scooter gli era stato rubato e ha sporto denuncia tre ore dopo la visita a casa sua della polizia. Naturalmente è a piede libero. Si può solo immaginare cosa sarebbe successo che l’investitore fosse stato rumeno e la vittima italiana. Questa sarebbe l’emergenza? Questo sarebbe il pericolo rappresentato dai rumeni? Forse i rumeni devono preoccuparsi per la minaccia alla loro sicurezza rappresentata dagli italiani e dai loro comportamenti più che il contrario. Se la sinistra o centrosinistra assummesse posizioni proprie della destra, questa forse non vincerebbe le elezioni ma avrebbe – o forse già ha – l’egemonia culturale in questo paese. Ma poi chi ha detto che la politica di destra paga se Cofferati conta ormai su un consenso molto ridotto rispetto a quello con cui è stato eletto? Alla fine tra l’originale e l’imitazione non si sceglie sempre l’originale? fini dixit, e una volta tanto non gli può dare torto.#26 · Marcello Marani
09 settembre 2007, 16:15 Prendo atto che il signor Francesco Nanotti che ha protestato su Aprile, definendomi un calunniatore, non smentisce di non avere niente a che fare con l’omonimo signor Francesco Nanotti che si è registrato nel mio sito “www.iltravaglio.it” con i tre nick names di franco, fabio e francesco, come posso provare in qualsiasi momento. Ed è curioso il fatto che mi dica che posso rispondere ed insultarlo ma poi perchè solo sul mio blog e non rispondere invece su Aprile. Ora della due l’una, o qualcuno si è registrato “rubandogli il nome, ed alloa credo che il primo reato sia quello di chi ha compiuto la sostituzione di persona, oppure il franco, che mi ha invitato ad andare a Cuba dove sui possono avere , come ha dichiarato fare anche suo cugino, delle quattordicenni per una scatola di aspirine, non sarebbe il signore omonimo registratosi con lo stesso nome e cognome. Ma questo penso che non sia difficile da dimostrare e provare perchè dei nostri passaggi sul Web da quanto mi è dato di capire, anche se non mi ritengo un esperto restano sempre delle tracce, che persone esperte sono in grado di rilevare pure dopo che sono state cancellate. E non avrei niente in contrario, per il mio buon nome e per quello del signor Nanotti, se le mie finanze me lo permetteranno a proporre la costituzione di un “giurì d’onore” per venire a capo di una faccenda che dire sconcertante sarebbe semplicemente pleonastico. A chi sa e può, la preghiera di inviare suggerimenti e proposte. maranimarcel@tiscali.it#28 · luca massignani
09 settembre 2007, 17:22 Non voglio assolutamente incapponirmi e prometto che non scrivo più a commento di questo articolo. Non ce l’ho assolutamente con i romeni: con alcuni dei quali ho fatto amicizia. Tra l’altro sono un popolo “latino” quindi molto vicino al nostro sentire. Mi dispiace ma alla fine devo dare ragione al ministro Amato: la sinistra radicale quando si parla di sicurezza dei cittadini fa filosofia. Possibile che nessuno voglia confrontarsi con i dati reali della criminalità. I DATI NON SARANNO MICA DI DESTRA. O NO?#29 · Mescalero
09 settembre 2007, 18:42 I dati non sono né di destra né di sinistra come recita la formuletta in voga oggi. La lettura dei dati e la costruzione su questi dati di conclusioni artefatte indica e contribiusce a costruire una precisa posizione politica. Può essere una posizione che privilegia l’esclusione,la discriminazione fino a collimare con posizioni razziste vere o proprio o una posizione che parte dalla solidarietà, dall’accoglienza e dal riconoscimento che i migranti danno alla nostra economia essendone assai mal retribuiti anche in termini di considerazioni. La novità di questo periodo è che le posizioni del primo tipo proprie della detra politiche che le ha ampiamente praticate e messe in atto con la legislazione adottata dal governo Berlusconi – a dire il vero si era iniziato con il primo governo Prodi e con la legge Turco-Napolitano – ora si sono ampiamente diffuse anche nello schieramento di centro-sinistra, o per meglio dire nella sua componente moderata, quella che sta fondando il partito democratico.#30 · Mescalero
09 settembre 2007, 18:52 Ecco qualche considerazione interessante da parte di qualcuno che certo non può essere considerata esponente o simpatizzante della sinistra radicale, ma che conserva semplicemnte un pò di buon senso. Barbara Spinelli da La Stampa del 09/09/2007: “La sensazione d’insicurezza che si prova per strada in città, il difficile convivere in una società divenuta meno omogenea e prevedibile, la risposta fattuale che si vuol dare alla paura, questo fatto che sembra dilagare ed è trattato ormai alla stregua d’un dato incontrovertibile, di una fatale necessità che non si può analizzare né discutere: la sinistra è alle prese con simili dilemmi, e ne è come sommersa. È come se il mondo si riducesse a quest’unico assillo, che invade l’intero campo del pensiero, dell’azione. È come se il nascente Partito democratico non avesse altro scopo che questo: divenire partito che nutre la paura e se ne nutre, con lo stesso agitato nervosismo della destra. Alcuni parlano addirittura di panico, che è parola adatta a eventi straordinari ed è sempre più usata. Ci sono perfino porte anti-panico, negli ospedali. Ci sono sempre più persone che sentono inquietudine, e disinvolte la chiamano panico. Il politico moderno galleggia su questa parola divenuta ordinaria, come tappo di sughero che sfida le maree grazie alla propria volubile leggerezza. Non vuol urtare questa grande emozione che gli giunge amplificata da voci, giornali, impaurenti immagini tv. Se medita in silenzio sa che le città non sono quell’inferno, che in giro c‘è tanta esagerazione. Sa che il fascismo non è alle porte e che l’assalto alle Torri di New York non accade ogni giorno, ma per qualche ragione preferisce farsi assillare dalla paura e tenerla accesa anziché esaminarne le radici, far pedagogia, rimediare con un’applicazione puntuale delle leggi esistenti. Molta parte della sinistra – quella definita riformista – sembra ritenere che qui sia il pensiero nuovo da abbracciare e impersonare. Che qui siano i fatti reali finora trascurati. Non ha torto: la paura è oggi un dato cui occorre dar risposte pubbliche, non private e della coscienza. Ma sulla natura e sul perché di questo dato vale la pena interrogarsi e non è affare solo di sociologi e sinistre estreme. Il calcolo politico o partitico che è dietro tale assillo non è in fondo quel che conta. Non interessa sapere se i riformisti o i sindaci che chiedono poteri supplementari vogliano silurare Prodi, o scaricare la sinistra radicale, o patteggiare sottobanco con la destra e il suo elettorato. Quel che interessa è sapere se l’assillo risponda al vero o a un’esasperazione. Se il pensiero presentato come nuovo sia effettivamente nuovo o no; se sinistra e destra davvero non debbano distinguersi sulla sicurezza; se una repressione indiscriminata dei reati più diversi sia un dogma o qualcosa che il pensiero può analizzare, confutare, senza subito essere accusato di idealismo, di astrazione, di cosiddetto benaltrismo («il problema è un altro»). Quel che interessa è sapere se l’ordine pubblico s’aggiunge a altri temi o sia ormai tutto il programma del Partito democratico; se quest’ultimo intenda vivere nel solo presente o darsi un più variegato orizzonte per il futuro. Se questo essere inghiottiti dall’emergenza-panico faccia perdere la bussola alla sinistra, come ha scritto ieri su questo giornale Federico Geremicca. Sapere queste cose conta perché la psicologia delle folle si edifica intorno a simili assilli e mitologie, e perché un fatto esagerato a forza di infiammarlo può sfociare in realtà, come nelle profezie che mille volte proclamate si auto-inverano. Tanto più importante è sapere dove stia la verità, e chiedersi più precisamente come mai la verità sia divenuta così marginale, infida, contrapposta a emozioni come panico, paura, sensazione di «non farcela più». Veramente non se ne può più? E se non se ne può più, come si spiega che tutti possono ancora, senza dare en masse in escandescenze? In certi momenti sembra che siano i politici a aprire la pista, dando in escandescenze. Che sia la stampa e siano i telegiornali (non solo in Italia), costellati come sono di cronaca, incidenti di alcolisti, reportage dove a intervalli regolari s’insiste su «interminabili scie di sangue» che solcano le vie delle metropoli. Ciascuno in cuor suo lo sa: un’indagine veritiera non darebbe questi risultati, perché l’indagine razionale si costruisce distinguendo, operando sugli effetti di un disagio ma anche sulle sue origini. I politici sanno perfettamente che ha ragione il magistrato Caselli: che persone marginali come lavavetri, graffitari, mendicanti, posteggiatori abusivi suscitano insofferenza ma «se non compiono atti violenti non commettono alcun reato». Che fra destra e sinistra «si fa a gara nell’appiattirsi su posizioni populistiche, accantonando temi ormai giudicati obsoleti come la questione sociale». Che il rimedio è nel risanamento di malattie che affliggono istituzioni pubbliche e leggi non applicate. Che la malattia si chiama «incertezza della pena e una lentezza smisurata dei processi: lentezza che per i privilegiati dal censo costituisce la salvezza dalle condanne, e per la povera gente è una punizione in più» (La Repubblica, 6 settembre). Così come ha ragione il ministro di Rifondazione Ferrero quando invita a distinguere tra criminalità e ardua vivibilità urbana, o il sindaco di Torino Chiamparino quando propone non d’incarcerare i lavavetri sospingendoli verso la delinquenza, ma di legalizzare il loro mestiere. Allo stesso modo, sanno che non è rendere omaggio a Cesare Beccaria, questa politica che non si basa sulle leggi ma sullo spirito e l’interpretazione arbitraria delle leggi: «Quindi veggiamo gli stessi delitti dallo stesso tribunale puniti diversamente in diversi tempi, per aver consultato non la costante e fissa voce della legge, ma l’errante instabilità delle interpetrazioni. \ La incertezza dei limiti ha prodotta nelle nazioni una morale che contradice alla legislazione; più attuali legislazioni che si escludono scambievolmente; una moltitudine di leggi che espongono il più saggio alle pene più rigorose, e però resi vaghi e fluttuanti i nomi di vizio e di virtù, e però nata l’incertezza della propria esistenza, che produce il letargo ed il sonno fatale nei corpi politici» (Dei delitti e delle pene). Il politico sa infine che c‘è qualcosa di falso e distruttivo nel voler sistematicamente riformare all’unisono con l’opposizione, non solo nel modificare la Costituzione ma su ogni materia, comprese sicurezza e economia. Forse ricorda anche che sì, destra e sinistra storicamente si son trovate unite, nell’esaltazione della violenza che risponde a violenze reali o dilatate: unite nella demagogia, nel populismo. Da questo punto di vista Fini ha ragione e torto, nell’intervista a Lucia Annunziata (La Stampa, 7 settembre). È vero che la sinistra copia la destra e che la gente potrebbe preferire l’originale alla copia. Ma è vero anche che la violenza come risposta ai disagi della civiltà è patrimonio della destra come della sinistra. Georges Sorel era un faro per Mussolini come per la sinistra rivoluzionaria. In un fondamentale capitolo del Dottor Faustus, Thomas Mann descrive l’emergere di un pensiero che si dice nuovo, ed è invece vecchissimo. È il pensiero che difende la comunità come branco contrapponendola alla verità che viviseziona, che coltiva le virtù individuali della riflessione e della ricerca assolutamente libera. Il pensiero nuovo-vecchio aborre tale libertà di pensiero, giudicandola non solo un pericolo per la comunità ma un’attività vecchia, noiosa, astratta, incapace di «tener le dita al polso del tempo e di profetare secondo il suo battito» (una «sociologia d’accatto», si direbbe oggi; un senso della legge che resiste all‘«instabile morale dell’interpetrazione», direbbe Beccaria). Alla fine gli entusiasti del Nuovo Pensiero lanciano una metafora medica, nel Dottor Faustus, magnificando le moderne cure dei denti. La nuova tendenza della medicina dentistica «strappa sbrigativamente \ perché – dopo una lunga, faticosa e raffinata evoluzione tecnica nel trattamento delle radici durante il XIX secolo – si era deciso di considerarli alla stregua di estranei corpi infetti». Il moderno pensiero igienico «razionalizza la primitiva tendenza a rinunciare, a lasciar correre, a semplificare»: una tendenza, scrive Mann, che nel rimbarbarimento fonde destra e sinistra politica. La cura delle radici del male (Wurzelbehandlung) è sorpassata e disturba l’urgenza estirpatrice del Nuovo. La politica della sicurezza fu questo «trattamento delle radici», quando nacque lo Stato sociale. È un trattamento che oggi s’insabbia, messo ai margini dall’offensiva contro il pensare diverso e profondo. Pensare diverso è cercare la verità a dispetto di una comunità-branco che muove in un’unica semplificata direzione. Anche questo andar controcorrente è genio italiano. È Beccaria, e sono tanti pensatori che gli somigliano. È anche Paolo Isotta che sfida il comune sentire e pur elogiando la delizia della voce di Pavarotti osa aggiungere che il tenore non conosceva il solfeggio e non era consapevole dei propri limiti (Corriere della Sera, 7 settembre). Cercare la verità in completa indipendenza è scintilla preziosa. Speriamo che il Partito democratico la salvaguardi, e non si confonda con la Lega, con Berlusconi e la demagogia del pensiero uniformatore.”#31 · Marcello Marani
09 settembre 2007, 21:44 Veramene resto trasecolato dalle non risposte del signor Massignani, perchè non ho neppure accennato che lui possa avercela con i rumeni, anche se rilevo che: “Excusatio non petita, accusatio manifesta”, come dicevano i latini. Io mi sono limitato a sottolineare l’assurda affermazione, basata sul sentito dire da parte di rumeni, che di una popolazione di 25 milioni ne siano espatriati 15 milioni e per questo, come per la storiella di quello che aveva regalato un paio di calzoni all’amico, perchè confermasse tutte le sue esagerate affermazioni, si sentì rispondere, alla sparata madornale, invece che l’ulteriore conferma: “Riprenditi pure i calzoni, ma a questa non ci credo neppure io!” E per essere più precisi, non lo crederebbero neppure Calderoli e Borghezio. Quindi tutto qui e nessuna accusa a nessuno. Facevo solo constatare che forse qualcuno l’avrebbe indotto in errore, ma visto che glissa, vuol dire che fa parte della schiera di quelli che tirano il sasso e nascondono la mano e poi messi alle strette creano diversivi e fingono di ritirasi indignati, pur di non ammettere di avere detto, loro si delle castronerie. maranimarcel@tiscali.it#32 · falce e scalpello
09 settembre 2007, 23:52 mio nome è Naim Stafa, 33 anni, albanese, io dice che Italia no piu’ paese civile. Vero che sono precedente per rapine e droga e armi, vero che sfruttavo mia amica battona poi espulsa Venezia, vero che io girava sempre coltello e che Europa detto che indesiderato: quindi venuto Italia, paese civile. Anche amico Arthur Lieshi carattere difficile, lui tentato strangolare sua amica e allora carcere, ma poi libero per indulto e Italia detto che indesiderato: quindi restato Italia, paese civile. Poi vero che andato paese vicino Treviso da custodi di villa italiani ricchi, vero che noi rabiati perchè no chiave cassaforte, vero che noi torturato donna passandole coltello da parte a parte su braccia e gambe, noi stuprata , noi torturata sessualmente con scalpello ferro, noi sprangata su fronte e lei morta davanti marito. Poi torturato anche marito, vero, noi tagliato, pestato, ucciso anche lui torcendo collo con mani sino rompergli vertebra. Tuto vero. Però noi arestati e a caserma carabinieri c’era italiani che gridavano bastardi vergogna e questo no degno paese civile, voi crudeli, forcaioli, leghisti. Fatto bene giornale Manifesto a no scrivere nessuno particolare omicidio, fatto giusto titolato solamente “Leghisti scatenati contro i rumeni”#33 · naim stafa
10 settembre 2007, 00:29 Facile, Mescalero, fare la “radical-chic”, quando si vive, insieme a Padoa Schioppa, in una casa superblindata da camionette della G.di F., vero? Se invece la B.S. fosse una persona “normalmente” ricca, e, Dio non voglia, le capitasse qualcosa di simile a ciò che è capitato ai quei poveri diavoli di custodi, ti garantisco che cambierebbe idea. Esattamente come ha fatto Tornatore quando è stato semplicemente scippato e non torturato. Per capire cliccate su: http://www.corriere.ie/Primo_Piano/Cronache/2007/09Settembre/02/tornatore_lavavetri_aggressione.shtml#34 · Mescalero
10 settembre 2007, 01:01 Facile sfruttare gente che deve accettare qualunque lavoro per due soldi, anche aspettando dalle 5 del mattino che i caporali arrivino e ti scelgano come bestie al mercato, che se cadi da un’impalcatura non puoi andare all’ospedale, ma stare senza lavoro e senza assistenza per non denunciare che lavori in nero. Se invece crepi ti buttano in un fosso.La cosiddetta insicurezza ricondotta agli stranieri è il falso bersaglio offerto da un circuito politico-mdiatico ripiegato su se stesso.Chiedere alla famiglia sterminata da italianissimi e rispettabilissimi coniugi. Radical chic sarà chi crede di essere spiritoso, ma si rivela per quello che è : un razzista e un fascista.#35 · naim stafa
10 settembre 2007, 01:33 Straordinario, Mescalero: abbiamo un comunista come Presidente della Repubblica, otto Ministri se-dicenti comunisti, non so quanti tra ministri e sottosegretari se-dicenti progrssisti, un Presidente della Camera comunista, un Presidente del Senato sindacalista, un capo della Polizia finalmente progressista, un Capo della GdF finalmente progressista, e ancora permettiamo che si sfruttino gli operai in questo modo! Forse se controllassimo di piu’ chi entra, potremmo poi essere piu’ efficaci nella lotta contro il lavoro nero. Tu che conosci cosi’ bene il mondo del caporalato, hai mai provato a denunciarne uno alle Nuove Forze Progressiste di Polizia, o ai Nuovi Ispettori Progressisti dell’onorevole progressista Ministro del Lavoro?#36 · Marcello Marani
10 settembre 2007, 04:51 Un anonimo che si finge spiritoso e si firma prima “falce e scalpello” e poi “naim stafa”, è solo un miserabile, provocatore e vigliacco, che si nasconde per non farsi riconoscere. Tale e quale ai delinquenti che finge di denunciare mentre anche lui è comunque uno di quelli della purga e maganello. “Gente”, che come diceva un poeta, “a cui si fa notte innanzi sera. Gente da basto, da bastone e da galera!!!” Ma a questo punto mi sorge anche il fondato sospetto, che sia “falce e scalpello” che “naim stafa”, non siano altro che i nuovi nick names dietro cui si celano provocatori e miserabili, come il cattoleghista “franco” di vecchia conoscenza, che disconosce perfino se stesso negandosi. maranimarcel@tiscali.itform di registrazione al sommario
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#1 · francesco
06 settembre 2007, 23:33 Caro Pugliese, mentre studia ed argomenta, provi anche a passare per il centro storico di genova o per torbellamonaca a roma. Vedrà l’insicurezza che non capisce da dove deriva. Da delinquenti italiani e non italiani che si sentono impuniti. E da tanti italiani ed immigrati che, per motivi economici, gli tocca vivere in zone particolarmente disagiate, senza la serenità di poter fare due passi di sera. Al contrario di chi vive ai Parioli a Roma, ad Albaro a Genova o a Posillipo a Napoli. Chissà se la questione della sicurezza rispetto alla microcriminalità un giorno riuscirà a capirla, e con lei il segretario Giordano ed il ministro Ferrero. Magari chiudendo il libro una volta di più o scendendo dai piani alti del Transatlantico e passeggiando tra la gente comune, che non è intollerante, spesso, ma chiede solo il diritto a stare tranquilla. E questa gente comune non è nè italiana nè straniera, sono semplici persone.