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Gay, cittadini di serie B
Marzia Bonacci, 06 settembre 2007, 18:30
Sicurezza
Settori di Ds e Dl starebbero spingendo affinché il pacchetto Pollastrini contro la violenza sulle donne sia inserito nel piano del ministro Amato, escludendo però la parte relativa alla discriminazione nei confronti delle persone glbt. A sollevare l'allarme è l'ArcyGay
L'allarme è stato sollevato dall'ArcyGay ed ha avuto una prima conferma anche da parte di esponenti dell'ala sinistra della coalizione, segno evidente che qualcosa di preoccupante si agita tra le acque politiche neodemocratiche, e che le fibrillazioni dell'associazione glbt potrebbero rivelarsi tutt'altro che percezioni immaginarie.
Secondo quanto denunciato dal presidente dell'ArcyGay Aurelio Mancuso, infatti, settori dei Ds e dei Dl starebbero esercitando pressioni per inserire nel provvedimento Amato sulla sicurezza anche le norme relative alla violenza sulle donne, puntando però a scartare la parte relativa alla violenza ai danni di gay, lesbiche, transessuali, bisessuali, che pure è prevista nel pacchetto normativo proposto dalla ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini e varato dal governo nel dicembre scorso, poi arenatosi in Commissione Giustizia di Palazzo Chigi.
"Abbiamo fatto le nostre ricerche, sono insistenti le voci che indicano manovre targate Pd sul piano sicurezza", sostiene Mancuso, che inoltre si chiede: "dobbiamo quindi pensare che ci si avvia ad un accorpamento delle norme riguardanti le violenze contro le donne nel nuovo disegno di legge, stralciando gli interventi previsti a tutela delle persone glbt? Se queste sono le intenzioni del Governo, già ventilate qualche tempo fa da alcuni esponenti Ds e Dl, si sappia che a questa manovra sapremo rispondere con fermezza".
Titti De Simone, deputata del Prc, conferma l'esistenza di questo orientamento in seno al Partito Democratico, ma spiega anche quale potrebbe essere la via d'uscita per evitare possibili discriminazioni: "La legge contro la discriminazione e la violenza ai danni delle persone glbt è un'emergenza e andrebbe varata in tempi certi e rapidi", spiega la deputata, "per questo sarebbe opportuno, qualora il pdl Pollastrini venisse inserito in quello Amato, che la parte relativa all'omofobia e alla violenza verso le persone glbt venisse stralciata e calendarizzata autonomamente, in modo da garantire il suo approdo alla Camera il prima possibile". Una strada praticabile? "Assolutamente si, visto che lo stesso presidente Bertinotti si è detto favorevole a calendarizzare entro l'anno il provvedimento". Inoltre, evidenzia De Simone, "la stessa idea che queste norme antiviolenza e antidiscriminazione, dall'alto valore simbolico e politico, oltre che relative alla tutela dei diritti, finiscano nel piano sicurezza, non mi appare come qualcosa di positivo, visti gli spunti reazionari che il piano Amato manifesta". Una proposta che ha naturalmente incassato la convergenza anche dell'associazione glbt e che, secondo Mancuso, sarebbe stata affermata dalla stessa ministra Pollastrini, la quale, spiega il presidente dell'ArciGay, "si è impegnata a chiedere in Consiglio dei ministri una corsia preferenziale per le norme antiviolenza e...mi ha confermato il pericolo esistente".
Titti Di Salvo, capogruppo di Sinistra Democratica, commenta la notizia con molta preoccupazione: "data l'assenza di collegialità che sta caratterizzando la formulazione del piano Amato sulla sicurezza, potrebbe essere plausibile che ci si stia orientando ad inserire nel piano anche le norme contro la violenza ai danni delle donne scindendole dalle misure per le persone glbt". "Se questo fosse accertato", aggiunge Di Salvo, "si tratterebbe di una scelta assolutamente non condivisibile perché rappresenterebbe un' ulteriore discriminazione, di fatto la considerazione dei reati verso gli omosessuali come una sorta di crimini di serie B, meno gravi, da perseguire con minore convinzione rispetto a quelli perpetrati ai danni delle donne". Sulla prospettiva di scorporare le norme relative all'omofobia e alla violenza contro le persone glbt, per inserirli in un iter di approvazione parlamentare separato, anche Di Salvo si è detta d'accordo, perché rappresenterebbe "un' alternativa per arrivare in tempi rapidi e certi alla loro approvazione".
Anna Paola Concia, presidente di GayLeft, la consulta glbt dei Democratici di Sinistra ora nel Partito Democratico, ci tiene a sottolineare che l'allarme sollevato dall'ArcyGay non va sottovalutato e appare condivisibile, soprattutto "perché anche in passato si è manifestato il tentativo di considerare la violenza ai danni delle persone glbt inferiore e meno grave rispetto ad altre", spiega, aggiungendo che "bisogna quindi vigilare su questo punto e fare in modo che il pacchetto antiviolenza sia approvato complessivamente, non escludendo nessuno".
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