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Why not. Dopo Prodi, Mastella?
Andrea Santini, 26 luglio 2007, 19:21
Giudiziaria
Un'altra anticipazione di Panorama sulla vicenda giudiziaria che unisce la superloggia di San Marino alla Regione Calabria attraverso i finanziamenti dell'Unione Europea. Dopo aver tirato in ballo il premier, stavolta l'obiettivo è il ministro della Giustizia, leader dell'Udeur
Un'altra anticipazione di Panorama sulla vicenda giudiziaria che unisce la superloggia di San Marino alla Regione Calabria attraverso i finanziamenti dell'Unione Europea. Dopo aver tirato in ballo il premier Romano Prodi, stavolta l'obiettivo è il ministro della Giustizia Clemente Mastella, leader dell'Udeur. Il settimanale è cauto, spiega che non c'è alcun rilievo penale nelle conversazioni del ministro intercettate, ma che, secondo il consulente tecnico del pm Luigi De Magistris, un ex vice questore, vi sono "rapporti intensi" e a volte "familiarità" con alcuni indagati.
Che sono due, e non di poco rilievo. Uno è Antonio Saladino, ex punto di riferimento della Compagnia delle Opere in Calabria, poi capofila di una serie di società che si occupano di lavoro e che, dalla Calabria, stendono le loro maglie fino a Roma e oltre. L'altro è un personaggio a suo tempo noto, il cui nome compare nella lista della P2 sequestrata a Licio Gelli: Luigi Bisignani. Una carriera giovanile all'Ansa come giornalista, poi passato a ruoli di manager nel parastato, infine condannato a tre anni e rotti per la vicenda Enimont. Insomma, uno dei protagonisti di Tangentopoli, poi, come molti altri ex piduisti, risorto dalle ceneri.
In questa vicenda lo vediamo nel ruolo di dirigente della Ilte, una delle più avanzate aziende tipografiche europee. Che però, nelle carte dell'inchiesta Why not di De Magistris, è indicata come uno dei punti di riferimento telefonico del generale della guardia di finanza Cretella, uno degli uomini più vicini all'ex direttore del Sismi Pollari,, allora comandante del secondo reparto, vale a dire il reparto "I" come intelligence, coinvolto anche lui nell'inchiesta. E, adesso, a chiamare Bisignani è il guardasigilli Clemente Mastella. Che sicuramente sarà in grado di spiegare, così come sarà in grado di spiegare Prodi il numero di telefono a lui intestato dalla società Delta, altra società coinvolta fino nell'inchiesta di De Magistris. Resta il fatto che , in questa storia, vi sono molti elementi che possono provocare imbarazzi. Perché se da una parte alcuni indagati di questa inchiesta fanno parte dell'entourage del forzista Pittella, o delle frange di Comunione e Liberazione, altri indagati fanno parte, in Calabria, della sinistra di governo, o hanno fatto parte, degli entourages di Romano Prodi. O possono venire a lui riferite per giri di parentele. Il fratello di Luigi Bisignani, Giovanni, è diventato amministratore delegato dell'Alitalia con Prodi presidente dell'Iri, e dal 2002 è direttore generale della Iata, l'associazione che riunisce 230 compagnie aeree.
Comunque la si voglia girare, questa vicenda appare sempre di più all'ombra di una scarsa trasparenza. A meno che non sia tutta un'enorme bufala. O una associazione a delinquere che ha approfittato di amicizie, o solo di conoscenze, senza che queste lo sapessero, per fare i propri affari.
L'unica possibilità per uscirne, a chiunque e in qualsiasi veste tocchi di entrarci, è chiarire subito il proprio ruolo. E non è neppure sicuro che, a questo punto, sia sufficiente.
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