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L'Italia a fianco dei saharawi

Marzia Bonacci,   12 luglio 2007, 18:17

L'Italia a fianco dei saharawi Diritti     Il Parlamento ha votato una risoluzione con cui si impegna a mettere in pratica ogni azione di sostegno verso la popolazione del Sahara occidentale, da trent'anni in lotta per l'autonomia, e riconosce al Polisario lo status diplomatico



Il Parlamento italiano è vicino al popolo saharawi e al suo diritto all'autodeterminazione per cui lotta da più di trent'anni. Potrebbe essere sintetizzata così, con queste poche parole, la votazione con cui oggi l'Aula di Montecitorio ha espresso il suo sostegno alla mozione presentata dal vice-presidente della Camera Carlo Leoni (SD) e dedicata ad offrire sostegno politico e diplomatico alla popolazione del Sahara occidentale, da più di sei lustri vessata dal Regno del Marocco.

Il documento che ha incassato il si del Parlamento portava, trasversalmente, le firme di Giorgia Meloni (An), Alessandro Forlani (Udc), Giancarlo Giorgetti (Lega), Sergio d'Elia e Bruno Mellano (Rnp), Giuseppe Giulietti, Raffaella Mariani e Carmen Motta (Ulivo), Marco Boato (Verdi) e Leoluca Orlando (Idv).
Un testo importante che impegna il governo "a mettere in pratica ogni iniziativa per giungere ad una soluzione condivisa e definitiva del conflitto nel Sahara occidentale, nell'ambito di quanto stabilito dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; ad adoperarsi affinchè abbia termine il dramma umanitario che il popolo saharawi vive da più di trent'anni in violazione dei propri fondamentali diritti umani; a riconoscere alla rappresentanza in Italia del Fronte Polisario lo status diplomatico, come è stato fatto in passato per altri movimenti di liberazione riconosciuti dall'Onu come interlocutori ufficiali in processi di pace; ad assumere iniziative volte a conseguire la soluzione del conflitto mediante la piena accettazione delle parti del principio del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi, senza presupporre, in nessun caso, alcun diritto di sovranità del Regno del Marocco sul Sahara occidentale finchè non si sia pronunciato, mediante referendum, liberamente e democraticamente il popolo saharawi".

Carlo Leoni ha parlato della scelta odierna come di "un atto importante per la pace e per il riconoscimento dei diritti inalienabili di una popolazione che vive da oltre trent'anni in esilio, nonostante numerose risoluzioni dell'Onu ne abbiamo riconosciuto il diritto all'autodeterminazione". Stessa soddisfazione è stata espressa da Ramon Mantovani, Prc-Se, che ha centrato la sua riflessione sul riconoscimento diplomatico del Fronte Polisario (movimento politico ed esercito che rappresenta la volontà di autodeterminazione dei saharawi, fondato nel 1973 con l'intento di ottenere l'indipendenza del Sahara Occidentale dall'occupazione militare di Spagna, Marocco e Mauritania, ndr) definendolo "un primo passo verso una soluzione pacifica e condivisa del dramma che sta vivendo il popolo saharawi". Un atto che, in verità, appare in linea con quanto compiuto in passato nei confronti di altre lotte per l'autodeterminazione condotte da diversi popoli: "fu fatto anche", ha ricordato Mantovani, "per i rappresentanti dell'Olp proprio mentre il governo israeliano indicava come terrorista l'organizzazione guidata da Arafat". Leoluca Orlando, portavoce del partito dipietrista, ha insistito su come la votazione odierna si attesti sulla strada già tracciata da diverse risoluzioni delle Nazioni Unite: "è un importante elemento di politica estera", ha dichiarato l'ex leader della Rete, "perché in perfetta sintonia con...l'Onu" e perchè "ribadisce il principio del rispetto della legalità internazionale senza compromessi e riconosce il ruolo politico in una prospettiva di pace ai rappresentanti saharawi". Iacopo Venier, del Pdci, pur riconoscendo valore all'iniziativa parlamentare, soprattutto se capace di spingere verso un accordo che passi per il referendum del popolo saharawi sull'adesione o meno al Marocco, ha però voluto sottolineare il "grave atteggiamento del Partito Democratico" che "votando contro il riconoscimento dello status diplomatico al Fronte Polisario ha ceduto alle pressioni marocchine". "E' evidente", ha concluso, "che siamo di fronte ad una svolta negativa nelle posizioni internazionali del principale partito de L'Unione".





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