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Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:21

Una Class Action contro Berlusconi

Stefano Olivieri,   10 luglio 2007, 19:59

Una Class Action contro Berlusconi Dibattito     garantisti va bene, ma non bisogna nemmeno passare per scemi o, peggio ancora, per collusi. Altrimenti vuol dire che la casta esiste davvero e questo bubbone, come giustamente lo definisce Nando Dalla Chiesa, va estirpato subito per evitare una infezione ancora più grave



Mentre Pio Pompa, Pollari e Berlusconi fanno come le tre scimmiette cinesi (o siciliane dato il comportamento omertoso ? Chissà...) e il governo di centrosinistra continua a essere garantista e semplice spettatore, il popolo italiano comincia a chiedersi se non debba intervenire di nuovo con una bella sgrullata per ricordare che stavolta il botto è stato proprio grosso: un pezzo dello Stato (il Sismi) a controllare pesantemente un altro pezzo dello Stato, la Magistratura, e più specificamente quelle "toghe rosse" definite dal precedente premier in mille coloriti modi, a cominciare dal "mentalmente instabili".

Pollari messo alle strette si sente sotto "regime" e strombazza ai quattro venti, con il megafono dell'esimio voltagabbana De Gregorio, di avere l'intenzione di trasformarsi in una gola profonda e di rivelare tutto, ma proprio tutto. Per la verità potrebbe, anzi dovrebbe averlo già fatto da un pezzo visto che è indagato, ma è più che evidente che la sua esternazione sia un vero e proprio avviso di garanzia, parlo a nuora affinché suocera intenda, e tempestivamente mi tragga dall'impaccio.

Pare una spy story messa su da un regista senza esperienza, con alle spalle un produttore con pochi mezzi finanziari. Invece purtroppo è la cronaca italiana di questi giorni, e il guaio è che il governo Prodi ne sta scrivendo un pezzo importante, con il suo silenzio e la sua inazione. Che cosa si sta aspettando? Come mai Pollari - indagato, lo ricordiamo - è ancora consigliere del presidente Prodi? Come mai il governo non va in fondo con Berlusconi, che se l'è cavata con una risposta incredibile, sul genere che il Sismi nelle sue attività di dossieraggio - per le quali in ogni caso Berlusconi asserisce di non aver dato alcuna direttiva - aveva usato "fonti aperte" come internet o i giornali o magari la tv? Quando mai si è visto un agente segreto che per allestire un delicato dossier su un potenziale nemico delle istituzioni (tutti considerati pericolosi sovversivi, a cominciare da Caselli) invece di pedinare, intercettare, seguire passo passo il soggetto nei suoi spostamenti preferisca andare su Wikipedia e fare una bella tesina come un ragazzino di terza media ? Ma chi, dotato di un minimo di raziocinio, dovrebbe bersi una balla così colossale? Nessuno che io sappia, eppure il governo ha incassato, ha preso atto e basta, perché bisogna essere garantisti. Ti credo che Caselli è sbottato.

Ok, garantisti va bene, nessuno invoca la forca ad ogni costo come i leghisti che agitavano il cappio in parlamento. Però non bisogna nemmeno passare per scemi o, peggio ancora, per collusi, altrimenti vuol dire che la casta esiste davvero e questo bubbone, come giustamente lo definisce Nando Dalla Chiesa, va estirpato urgentissimamente per evitare una infezione ancora più grave.

Troppi pesi e contrappesi da valutare? Troppi scheletri nell'armadio da nascondere? Troppi pensieri per le pensioni, il Partito democratico, i numeri in parlamento? Certo i problemi esistono, ad esempio anche uno Scajola al Copaco (ma chi ce l'ha messo lì, se non il governo?); ma è ora che qualcuno in Italia tiri fuori le palle, altrimenti va tutto a puttane nel nostro paese. Dove è finita la questione morale? Forse nel pantheon del PD, insieme a Berlinguer e a Craxi?

Adesso basta. Non si riesce a buttare fuori Previti e gli altri condannati dal parlamento. Ricordo che ancora nel '96 l'esimio avvocato reggino, già sotto interesse della magistratura per un conto di nome Filippo in cui era finito un notevole gruzzolo di milioni di lire, dichiarò che trattavasi di pagamenti di parcelle, e che al massimo gli si poteva imputare di non averci pagato sopra le tasse. Intanto fu rieletto senatore, proprio nel mio collegio, maledizione. E poi ancora rieletto nel 2001, e ancora nel 2006 malgrado i processi in corso e le condanne. Negli Usa inchiodarono Al Capone per evasione fiscale, in Italia no, siamo garantisti fino all'eccesso.

Una public action, con decine di milioni di italiani a chiedere che l'ex premier venga incriminato per palese attentato allo Stato Italiano e alle sue istituzioni democratiche, questo ci vuole. Ci sono almeno una decina di articoli del codice penale che possono essere stati violati e qualcuno (più di qualcuno, direi io), deve invocarne l'immediata applicazione.
Altro che conflitto di interessi, qui si parla di attentato allo Stato Democratico, perpetrato in modo sistematico dal 2001 appena dopo l'insediamento di Silvio Berlusconi. Non sono chiacchiere o leggende metropolitane: esistono precisi riscontri di personaggi posti in ruoli chiave all'interno del Sismi, l'organo deputato a vigilare sulla sicurezza democratica, alla diretta dipendenza della Presidenza del Consiglio. Che altro serve sapere, perdiana?
Io sono il primo a metterci la mia firma sotto ad una iniziativa del genere, soprattutto dopo che ho appreso che i portali su cui scrivo erano sotto l'attenta osservazione di Pio Pompa. Anch'io dunque pericoloso eversore, come evidentemente una buona metà degli italiani.

Che si lanci questa iniziativa, senza esitazione. E senza fasciarsi la testa come al solito con menate sul genere " Berlusconi lo si deve battere politicamente etc. etc...". Lo abbiamo già battuto, e infatti è all'opposizione. Ma se ha rubato la marmellata e gli troviamo le mani sporche non possiamo restare a guardare, la giustizia non può e non deve essere a corrente alternata. E' uguale per tutti, e allora la si applichi e basta. Anche se la proposta di legge sulla class action italiana è naufragata al senato, raccogliamo lo stesso le firme, si troverà il modo comunque.

Se Berlusconi ha una squadra di 100 avvocati a difenderlo, ebbene riunendo le nostre forze stavolta possiamo metterlo lo stesso al tappeto. Una volta per tutte.