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Su Cpt e immigrazione, Amnesty e Amato trovano l'accordo
Marzia Bonacci, 24 ottobre 2006, 18:13
Diritti
Un incontro al Viminale tra la sezione italiana della Ong e il ministro dell'Interno rilancia la comune battaglia per la tutela degli stranieri. Al via il monitoraggio delle strutture di accoglienza da parte di A.I. che visiterà i centri
Alla fine dell'incontro erano tutti soddisfatti, le istituzioni e l'Ong internazionale che da anni è schierata in prima linea nella difesa dei diritti umani. Il colloquio svoltosi oggi presso il Viminale tra il ministro degli Interni Giuliano Amato e una delegazione della Sezione italiana di Amnesty International, guidata dal direttore Gabriele Eminente, ha rappresentato sostanzialmente il rilancio di una politica di collaborazione e di dialogo su un tema particolarmente caro all'organizzazione non governativa: la tutela dei diritti fondamentali degli immigrati.
Primo punto all'ordine del giorno, affrontato durante l'incontro, è stata la questione del flusso migratorio proveniente dalla Libia, questione centrale soprattutto in vista del prossimo vertice euroafricano che si terrà proprio a Tripoli. Amnesty International e il ministro degli Interni hanno concordato sulla necessità di costruire una collaborazione con Tripoli, che consenta di tutelare i tanti immigrati che salpano illegalmente dalle coste del Paese di Gheddafi cercando di raggiungere la nostra penisola. Un'operazione che deve passare per il coinvolgimento degli organismi internazionali che lavorano da tempo sul luogo, come l'Oim, e che rappresenti un superamento della politica delle espulsioni collettive verso gli stati di transito, tra cui figura in particolare la Libia. Su questo punto specifico, Amato si era già espresso criticamente guadagnandosi l'apprezzamento dell'Ong, che oggi lo ha riconfermato. La delegazione di Amnesty International ha inoltre sottolineato come il rispetto dei diritti umani di migranti e richiedenti asilo in Libia debba costituire un argomento centrale dell'agenda diplomatica con il governo di Tripoli, sia nell'ambito dell'Unione europea sia a livello bilaterale.
Il secondo nodo affrontato è stato poi quello dei Centri di Permanenza Temporanea e Accoglienza, i tristemente noti Cpta. In proposito il ministro ha voluto ricordare come la gestione di queste strutture sia affidata a organizzazioni di volontariato, su cui ricade la grande resposabilità, pratica e non solo, di garantire accoglienza e assistenza ai tanti stranieri approdati illegalmente sul territorio italiano. E riferendosi all'acceso dibattito che da anni infiamma la polemica sui centri, Amato ha evidenziato come sia in atto un'opera di risistemazione e miglioramento delle strutture, che dovrà però attendere per completarsi l'arrivo, previsto per dicembre prossimo, del rapporto della Commissione De Mistura.
Da parte sua Amnesty ha insistito sulla necessità di implementare e migliorare qualitativamente la gestione dell'accoglienza degli immigrati irregolari, avanzando per questo la richiesta di poter visitare i centri al fine di monitorizzare la loro situazione. Una richiesta che ha incassato l'ok del Viminale.
Tra gli altri temi discussi, anche l'urgenza di approvare una legge organica sull'asilo e di introdurre nuove disposizioni per la tutela dei minori migranti non accompagnati. Una questione, quest'ultima, che si lega strettamente alla tematica dei Cpta: spesso, infatti, le strutture di accoglienza si trovano ad ospitare giovani migranti minorenni e senza genitori, di cui è difficile stabilire l'età. Proprio su questo, Amnesty ha sollecitato il minsitro Amato ad affrontare la questione anche dal punto di vista tecnico, in particolar modo in relazione ai metodi utilizzati per la determinazione anagrafica nei casi di maggior dubbio.
Il ministro ha anche invitato l'Ong ad approfondire la questione dei Rom, etnia che sarà necessario riconoscere come minoranza e per la quale dovranno essere previste specifiche disposizioni e tutele.
Un incontro sostanzialmente positivo quello di oggi. Come ci ricorda Gabriele Eminente infatti "è un appuntamento che nasce dopo un lungo periodo di mancanza di dialogo con il ministero degli Interni, una chiusura che certamente non è stata voluta da Amnesty e che si è determinata per tutti questi ultimi anni". Soprattutto l'apertura di Amato verso la richiesta dell'Ong di visitare i Cpta testimonia "un'inversione di tendenza significativa. Amnesty, infatti, ha prodotto due rapporti sulle strutture di permanenza temporanea attraverso una ricerca che è stata condotta solo al di fuori dei Centri per via del constante diniego del ministero precedente di dare autorizzazione ad una visita" ci spiega sempre Eminente.
L'unica fonte di disaccordo, rimasto comunque confinato nell'orizzonte del confronto civile, è stata quella relativa al pacchetto Pisanu sull'antiterrorismo. "La legge all'art.3 - evidenzia infatti Eminente - che consente ad un prefetto di espellere un cittadino anche solo in presenza del sospetto che sia coinvolto in attività di terrorismo, dovrebbe essere al più presto oggetto di un intervento di revisione. Una posizione che però non trova l'appoggio del ministro Amato, che ritiene necessario che sia mantenuta ancora in vigore per via del contesto di insicurezza internazionale, e quindi nazionale".
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#1 · Fiore
25 ottobre 2006, 10:28 Quando leggo notizie come questa mi sembra di respirare meglio e mi riconcilio con il genere umano. Grazie Amato.