Aprileonline.info: La festa e l'orgoglio: parità, dignità, laicità
Quotidiano per la sinistra
www.aprileonline.info
Funzione Pubblica CGIL

Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:52

La festa e l'orgoglio: parità, dignità, laicità

Red.,   16 giugno 2007, 20:50

La festa e l'orgoglio: parità, dignità, laicità Politica     A Roma sfila l'orgoglio gay che chiede i Dico. E i numeri sono tanti: oltre 600 mila persone. Con loro, anche tre ministri: Pollastrini, Ferero e Pecoraro.  Nella maggioranza la polemica è targata teodem e mastelliani



L'orgoglio gay sfila nella capitale e raduna oltre 600 mila persone, secondo le cifre fornite dagli organizzatori. Il corteo parte da piazzale Ostiense, percorre viale Aventino a arriva in quella piazza san Giovanni che poche settimane fa ha ospitato il Family day: i manifestanti chiedono parità, dignità e laicità e molti rivendicano lo status di famiglia a pieno titolo, si dicono infuriati per la legge sui Dico rimasta al palo. Temi che riaccendono la polemica tra maggioranza e opposizione, ma anche dentro l'Unione, che risente delle divergenze tra i cattolici e laici.
Presenti il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e quello dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.

E su questa partecipazione, magari solo per un saluto, si appuntano nella maggioranza le critiche dell'Udeur, e quelle indirette dell'Idv che elogia chi non è andato, mentre all'opposizione solo Benedetto Della Vedova, riformatore liberale eletto in Fi e il segretario della Democrazia per le autonomie, Gianfrano Rotondi, mostrano di comprendere le ragioni della manifestazione. Per il resto, da An e Lega arrivano solo critiche mentre Fi sottolinea, con Renato Schifani, la "debolezza" del governo. Anche il premier ne riceve qualcuna, ma dai manifestanti, con il classico "Prodi babbeo, beccati 'sto corteo", proprio a causa dei Dico che sembrano spariti dall'agenda. Fra gli altri slogan, "Meno Binetti, più diritti", "Prodi dove sei? Oggi Roma è tutta gay". Un fotomontaggio ritrae Prodi con Bush e Ratinger e la scritta "Il triangolo non l'avevo considerato", come dalla nota canzone di Renato Zero.

Il ministro Pollastrini prova a rassicurare i critici: "Sono qui perché c'è una politica che vuole ascoltare e capire" dice la titolare delle Pari opportunità, presentatasi malgrado lo stesso Prodi avesse chiesto la minore esposizione possibile ai ministri del suo governo. "La commissione Giustizia e il Parlamento -dice a proposito del ddl sulle coppie di fatto- possono cambiare, migliorare quel testo ma ci deve essere l'impegno per arrivare ad un traguardo condiviso così come ha fatto il governo".

"Le critiche alla presenza dei ministri non sono fondate perché questa è una grande manifestazione per i diritti e le libertà non solo di una parte, ma di tutti. Quindi è giusto essere qui e portare un saluto" dice il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che invita a non drammatizzare le divisioni dentro la maggioranza sulla partecipazione o meno dei ministri al Gay pride e spiega che "la presenza a questa manifestazione" è motivata anche dal fatto che "in una società che spesso è percorsa dalla paura e ricerca capri espiatori bisogna essere qui e testimoniare che nessuno è un capro espiatorio. Quando si chiedono diritti e libertà è giusto sostenerli ".

Per il ministro di Rifondazione "l'opposizione sbaglia" a criticare il gay pride. "A me piacerebbe un tipo di società dove chiunque vuole, può mettere su famiglia. Per questo sosteniamo i Dico, che non creano un nuovo tipo di famiglia, ma garantiscono diritti e libertà alle persone conviventi". Arriva anche la solidarietà del leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: "Da sempre abbiamo sostenuto queste iniziative contro la discriminazione. Mi sorprende che in Italia ci siano discussioni, quando in città come New York stiano insieme il sindaco di destra e la senatrice Illary Clinton. Dobbiamo cercare di diventare più europei".

"Questa -aggiunge- è una grande manifestazione contro ogni tipo di discriminazione, un paese civile deve sostenere questo tipo di iniziative. Il governo infatti gli ha dato il suo patrocinio".
Riferendosi poi alle coppie di fatto, il ministro dell'Ambiente sottolinea: "Noi abbiamo l'unica destra europea che è contro". Il sottosegretario socialista agli Esteri Bobo Craxi esprime "solidarietà e sostegno "agli amici dell'Arcigay per la manifestazione", sostenendo che "il nostro Paese, come nel resto dell'Europa libera e avanzata, deve fare nuovi passi in avanti verso la normalità dei diritti civili per le minoranze. In ciò vedo un compito e un obiettivo fondamentale della sinistra riformista e democratica italiana".

Di tenore opposto i commenti di esponenti della maggioranza parlamentare. Mauro Fabris, presidente dei deputati dell'Udeur avverte: "Non possiamo solidarizzare, anzi contestiamo la presenza dei ministri e di esponenti della maggioranza oggi al Gay pride, quando essi intendono dare alla loro presenza il valore di un sostegno da parte del governo alle tesi del liberismo e del relativismo etico sostenuto dai promotori della manifestazione. E' bene ricordare che, per quanto dipende dai parlamentari dell'Udeur, su questi temi la maggioranza dell'Unione non c'è in Parlamento. Differentemente da quanto è capitato al Family day, quando chi oggi sta in piazza organizzava una contromanifestazione violenta nelle parole e nei contenuti, rispettiamo il diritto di manifestare per le convinzioni di chiunque esso sia -continua Fabris- Non capiamo comunque come i ministri Ferrero e Pollastrini possano usare toni così sicuri, annunciando che i Dico diventeranno legge".

E da Italia dei valori arriva il giudizio del presidente dei senatori, Nello Formisano: "Apprezziamo -dice- lo stile dei ministri che pur condividendo lo spirito dell'iniziativa, dopo aver manifestato il loro consenso, hanno deciso di non sfilare. La sobrietà -aggiunge- dovrà cominciare a caratterizzare l'azione dei ministri del governo Prodi". E il suo omologo alla Camera, Massimo Donadi è più esplicito: "Quella dei ministri che scendono costantemente in piazza è una moda ci lascia sempre più perplessi, anche in una manifestazione pacifica come quella di oggi, dove vi sono rivendicazioni giuste come la richiesta alcune tutele e diritti per le coppie di fatto anche omosessuali".

La sinistra, giustamente, non ci sta a farsi dettare regole e comportamenti. Il segretario del Prc, Franco Giordano sfila e si dice "stufo di queste polemiche sulla presenza alle manifestazioni. Non possiamo accettare il ricatto di chi dice o stai al governo o stai con i movimenti. Noi condividiamo integralmente la piattaforma di questa manifestazione -aggiunge Giordano- qui si chiedono diritti, dignità e laicità, sono diritti costituzionali e vorrei capire come si può essere contro di questo".
Dal leader dello Sdi, Enrico Boselli, arriva un plauso alle scelte di chi aderisce alla manifestazione: "Ciascuno -afferma- ha la propria sensibilità, ma di certo questa non è una piazza contro il governo, ma una piazza di cittadini italiani che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri. Essere qui con loro -aggiunge Boselli- è giusto perché tutti devono aver garantiti gli stessi diritti".
A difendere la piattorma del Gay Pride interviene Manuela Palermi: "Mentre il Family day è stata una manifestazione settaria perché escludeva una parte della società, questa accoglie tutti ed avrei voluto che tutti i ministri ed anche Prodi fossero qui". Quanto ai Dico, "sono pronta a fare i salti mortali perché venga approvato. Qui in questa piazza ci sono tanti nostri compagni e vogliamo garantire i loro diritti".
"Da 17 anni -attacca Franco Grillini, della Sinistra democratica- non esiste più in Italia una maggioranza laica nel parlamento italiano qualunque sia lo schieramento che vince le elezioni. Ciò significa che in Italia, e soltanto in Italia, è quasi impossibile che il Parlamento riesca a votare leggi che riguardano i diritti individuali di libertà, i diritti civili e i diritti delle persone omosessuali. Non contenti di questa situazione, i clericali, in politica si lamentano -prosegue il presidente onorario di Arcigay- pure di un presunto ed inesistente ostracismo dei laicisti. All'opposto il rischio vero è quello di una strisciante dittatura clericale, volta ad imporre nei fatti, la morale della Chiesa cattolica proposta di volta in volta come naturale,come verità, come assoluto".

Per Vladimir Luxuria, deputata del Prc, "le nostre idee e le nostre piattaforme non cambiano in base al governo in carica. Il vero punto d'arrivo è l'uguaglianza un Paese dove non esistano cittadini di serie 'a' o serie 'b'. La vera discriminazione è l'assenza di amore e di ascolto nelle famiglie, non in due persone dello stesso sesso che hanno un progetto di vita insieme. Noi puntiamo al matrimonio civile, non religioso -ha detto ancora Luxuria- che sia aperto a tutti, e la possibilità d'adozione anche agli omosessuali".
Quanto al corteo Luxuria ricorda di aver chiesto che "ci fosse colore e costume, ma di non dare spunto a chi volesse parlare di volgarità.
Tuttavia è meglio un 'carnevale' che una marcia funebre per la laicità dello Stato".
Dall'opposizione si levano le proteste e le critiche. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, trae spunto dalla manifestazione per affermare che "le piazze italiane che erano il punto di forza della sinistra oggi ne certificano il fallimento nella sua esperienza di governo. Mastella a piazza San Giovanni per il Family day, Ferrero e Pollastrini a piazza del Colosseo per il Gay pride, Rifondazione e Comunisti italiani a piazza del Popolo contro gli Usa quando Prodi stringeva la mano a Bush.
Mentre prima erano una prova di muscoli -osserva Schifani- oggi proprio le piazze sono la prova provata della debolezza e della conflittualità interna del centrosinistra", e' il verdetto del capogruppo azzurro a palazzo Madama, mentre da un altro vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, giunge un monito all'insegna del "pentitevi"!

Roba da Santa Inquisizione.
"Chi vive una sessualità naturale -sostiene il coordinatore delle segreterie della Lega- non ritiene di aver bisogno di manifestare per il proprio orgoglio, chi invece vive una sessualità contro natura e ritiene di dover manifestare il proprio orgoglio facendolo mette in dubbio in prima persona la cosa stessa. A tutti i manifestanti del gay pride faccio un appello: pentitevi e il buon Dio sacrificherà il vitello grasso". Il senatore leghista precisa subito, però, che "non vi si chiede un pentimento rispetto alle vostre propensioni, che sono da me non condivise ma comunque considerate legittime, ma pentitevi del fatto di andare a manifestare in piazza, perché così diventate gli strumenti di comunicazione dei cattivi maestri".

Ma nel centrodesra c'è anche qualche fautore della manifestazione: "In Italia - dice Benedetto Della Vedova - vi sono due esigenze: attuare politiche di sostegno alla famiglia e alla maternità da una parte, riconoscere senza reticenze i diritti delle coppie omosessuali dall'altra. Sono esigenze diverse ma non in contrapposizione tra loro".
L'esponente dei Riformatori liberale spiega la sua adesione con il fatto che "al di là della piattaforma proposta dagli organizzatori, pensiamo che anche nel centrodestra italiano, come in quello di Cameron, Sarkozy o Merkel, si debbano poter riconoscere tanto elettori sensibili ad un rafforzamento delle politiche per la famiglia quanto elettori sensibili ai diritti delle coppie gay; quanto, meglio ancora -conclude- quelli che chiedono urgenti passi avanti in entrambe le direzioni". Non manca l'appoggio del leader della Dc per le autonomie. Per Gianfranco Rotondi "i diritti degli omosessuali sono una questione importante delle società occidentali. Non c'è niente, dunque, di cui meravigliarsi se non il disagio con cui la politica italiana affronta le questioni che riguardano questa parte della società".





Per poter inserire i commenti agli articoli devi essere registrato. Se non sei un utente registrato ad Aprileonline.info inserisci il tuo indirizzo e-mail nello spazio apposito del
form di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Powered by Elzevira