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Pse condanna ultimo raid israeliano

Matilde Giovenale,   24 maggio 2007, 18:50

Pse condanna ultimo raid israeliano Europarlamento     Il gruppo socialista con una nota ha fatto sapere di biasimare l'incursione di Tel Aviv che ha portato al fermo del ministro palestinese dell'Istruzione insieme ad altri tre deputati e cinque sindaci, tutti membri di Hamas



Un'azione militare in pieno stile che conferma come il clima e il processo di pace fra i due popoli che abitano e si contendono la Palestina sia ormai ad uno stallo drammatico, che ha fatto registrare negli ultimi 8 giorni il lancio di quasi 200 razzi Qassam dalla Striscia di Gaza contro la zona di Sderot (Negev) al confine con Israele, provocando la risposta aerea di Tel Aviv sul territorio palestinese e il il lancio di razzi. In questo contesto si è scatenata la recente incursione israeliana contro esponenti politici del movimento di Hamas. Il bilancio è di 33 alti responsabili arrestati, tra cui: il ministro dell'Istruzione Nasser Eddin al Shaer, quattro sindaci di Nablus, Adli Yaishm, Qalqilya e Wajih Qawwas, i due deputati di Nablus, Hamid Bitawi e Raid Abu Sir, ed un terzo proveniente da Tulkarem.

L'Autorità nazionale palestinese ha condannato duramente gli arresti, insieme alla sua voce critica anche quella del Gruppo Socialista europeo. Attraverso un comunicato congiunto del capogruppo Martin Schulz e della vicepresidente Pasqualina Napoletanto (Sinistra democratica) gli eurodeputati del Pse hanno condannato il raid di Israele contro gli esponenti del movimento islamico.
"Siamo totalmente indignati dall'arresto indiscriminato di oltre 30 esponenti di primo piano di Hamas", affermano Schulz e Napoletano, criticando soprattutto il fermo del ministro dell'Istruzione, Nasser Shaer, il quale, afferma la nota, "ha incontrato recentemente una delegazione del Parlamento europeo, e noi siamo interamente convinti che si tratti di un uomo moderato e impegnato per il progresso e la pace". I raid, secondo i socialisti, sono biasimabili perché "oscurano la prospettive di un progresso nella regione e di uno stop alle violenze. La nostra condanna delle azioni israeliane è senza riserve".

Hamas, Fatah, Jihad Islamica, Fronte Popolare e Fronte Democratico di Liberazione della Palestina hanno scelto di non aderire all'appello proposto dal presidente dell'Anp Abu Mazen per una interruzione dei lanci di razzi contro il territorio israeliano. «Non possiamo cedere a ricatti proprio mentre sopra di noi volano gli aerei israeliani, chiediamo che sia ristabilita una situazione di calma globale tanto a nord quanto a sud», aveva risposto il portavoce dei gruppi armati riuniti a Gaza, Ibrahim Abu An-Naja.

Il bilancio di questi otto giorni di guerra è di almeno 36 palestinesi uccisi e un morto israeliano- una ragazza di 35 anni colpita a Sderot. Decine i feriti.





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