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Tre Carovane per dire no alla guerra
V.S., 18 maggio 2007, 18:39
Partiranno da Novara, Trieste e Sigonella sabato 19 maggio e attraverseranno tutta l'Italia per approdare a Roma il 2 giugno. Un'iniziativa per riaffermare il valore della pace come stabilito dall'articolo 11 della Costituzione
Una Carovana contro la guerra, per la pace e il disarmo. Anzi, tre. Sono quelle che partiranno in contemporanea da Novara, Trieste e Sigonella sabato 19 maggio, e che per due settimane attraverserà tutto il Paese facendo tappa nei siti dove sono installate le basi militari USA e NATO, le armi atomiche, le servitù militari. Destinazione: Roma, il 2 giugno, in concomitanza con il giorno in cui, invece di festeggiare la Repubblica, ormai da anni si celebra l'apoteosi delle forze armate.
L'iniziativa, promossa dalla rete nazionale disarmiamoli!, mira a "sensibilizzare le comunità locali - riporta un comunicato stampa - affinché si possa riaffermare la sovranità popolare e i valori della pace come stabilito dall'articolo 11 della Costituzione Italiana, che ripudia la guerra".
Con quaranta tappe che copriranno l'intero territorio nazionale, dunque, il passaggio della Carovana consentirà di tenere decine di incontri, assemblee e sit-in, con l'obbiettivo di porre al centro dell'agenda politica "la crescente militarizzazione del nostro Paese" e le scelte messe in campo prima da Berlusconi, quindi da Prodi, sia pure si muove in una dimensione di multilateralismo "concertato" con le altre potenze. Una logica della guerra che spinge a mantenere le nostre truppe in Afghanistan e che ha portato ad un vistoso aumento delle spese militari cresciute del 13% nell'ultima Finanziaria.
I cortei colorati che da sabato prossimo invaderanno pacificamente tante città italiane forniranno quindi l'occasione per chiedere che le truppe italiane vengano immediatamente ritirate da tutti i teatri di guerra; che vengano bloccate la nuova base Usa di Vicenza e gli allargamenti delle altre basi militari come quella di Cameri; che vengano smantellate le armi nucleari stoccate nel nostro Paese, come a Ghedi e Aviano; che vengano ridotte le spese militari, scegliendo di non essere complici della costruzione di micidiali armi come il cacciabombardiere F-35 o lo Scudo missilistico e consentendo così nuovi "tesoretti" a disposizione delle assai più urgenti spese sociali.
Lungo il percorso, la Carovana raccoglierà le firme per la petizione popolare contro l'adesione dell'Italia allo Scudo missilistico USA e presenterà le due Leggi di Iniziativa Popolare contro i vincoli dei trattati militari e le basi, nonché per lo smantellamento delle armi atomiche.
Una azione di discussione e informazione come quella che tenterà la Carovana può rivelarsi una iniziativa di grande efficacia per consolidare l'autonomia e il radicamento sociale del movimento No War. Ma sarà anche una azione tesa a preparare la manifestazione nazionale del 9 giugno contro la visita di Bush e la politica militarista del governo Prodi: una data su cui disarmiamoli! non ha dubbi, essendosi schierata fin da subito tra i promotori. Il presidente Usa George W. Bush sarà infatti in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi, per ribadire l'alleanza militare e politica dell'Italia con gli Stati Uniti. Ma ad accoglierlo ci saranno centinaia di pacifisti, che gli daranno il benvenuto in nome dei torturati di Guantanamo, dei bruciati vivi di Falluja, dei deportati e dei poveretti rinchiusi nei campi e nelle prigioni segrete di mezzo mondo. E in nome di un'altra Italia, che ripudia la guerra e si batte contro le basi militari, contro la devastazione ambientale, per i diritti sociali, contro i cpt. Che si batte contro la privatizzazione dell'acqua e la rapina dei beni comuni, contro le spese militari e il riarmo globale.
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