Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:21
Legge Lanzilotta, pericolo sventato
Giovanni Russo Spena*, Francesco Manna**, 17 maggio 2007, 18:48
Politica
E' stato raggiunto l'accordo nella maggioranza sul ddl che liberalizza i servizi pubblici locali. E' andato a buon fine l'inserimento di alcune norme fondamentali, tra cui le misure a tutela dei lavoratori e quelle che consentono, agli enti locali, una reale scelta tra pubblico e privato
L'accordo raggiunto, dopo mesi di trattative, sul ddl Lanzillotta, che regolerà le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche del governo Berlusconi, ma anche rispetto alla versione iniziale dello stesso ddl.
La privatizzazione dei beni comuni è stata una bandiera della destra, in Italia come ovunque. E' un'ideologia, ancora prima che una pratica feroce, e come tutte le ideologie si rivela impermeabile alla realtà. I fallimenti delle privatizzazioni, a partire da quello disastroso del trasporto pubblico in Gran Bretagna, non hanno neppure scalfito la fede del centrodestra, e purtroppo anche di parecchi esponenti del centrosinistra, nelle virtù taumaturgiche delle liberalizzazioni. O più precisamente della privatizzazione dei servizi pubblici, perché di questo in realtà si trattava.
La prima urgenza, per Rifondazione, è stata dunque quella di ribadire la centralità del concetto di bene comune, difendendo il principio per cui esistono e devono continuare a esistere beni che non possono essere privatizzati: come l'acqua. L'obiettivo di una legge delega che sancisca l'esclusione dell'acqua da qualsiasi logica di mercato doveva però necessariamente essere accompagnato e anticipato da una moratoria che impedisse l'arrembaggio prima del varo della legge. Inutile chiudere la stalla dopo la fuga dell'ultimo bue.
In secondo luogo, abbiamo insistito perché nel ddl fossero inserite clausole precise a garanzia dei lavoratori. L'esperienza concreta degli ultimi 30 anni ha insegnato sin troppo dolorosamente cosa significhi, in concreto, per i lavoratori, la magica pargoletta "liberalizzazione". Un governo di centrosinistra non può accettare un simile massacro sociale.
Il punto chiave, quello più delicato e combattuto, è tuttavia rappresentato certamente dalle norme che regolano la scelta tra ricorso alle aziende pubbliche oppure alla gara. La prima versione della legge obbligava di fatto, con poche e temporanee eccezioni, alla gara e si prodigava, a scanso di ogni rischio, per avvantaggiare ulteriormente il privato. Si trattava, a conti fatti, di una privatizzazione totale appena mascherata da liberalizzazione.
Neppure i successivi rimaneggiamenti del testo apparivano tali da frenare la corsa verso la privatizzazione iniziata negli anni del Cavaliere. Alle autonomie locali era riconosciuta la possibilità della gestione diretta "in economia" dei servizi pubblici. Di fatto era però un'opportunità limitata a una percentuale minima di comuni. Confinava il pubblico in una ristretta area residuale. Una specie in via di estinzione, e neppure protetta.
Il testo definitivo, che prevede il ricorso alle aziende speciali per la gestione dei servizi pubblici consente invece una vera possibilità di scelta tra il privato e un pubblico non più ridotto a semplice residualità. Non è ancora quel rilancio del servizio pubblico che resta uno degli obiettivi fondamentali non del solo Prc ma dell'intera sinistra. E' già un efficace stop all'orgia privatizzatrice. Il primo da molti anni.
*Capogruppo Rifondazione comunista al Senato
**Responsabile Enti locali Rifondazione comunista
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#2 · tandm
18 maggio 2007, 00:46 La posso dire tutta? Sto studiando un po’ più da vicino la storia delle cosiddette “liberalizzazioni” in questi giorni. Non solo si fondano su un’ideologia di destra, assolutamente liberista e senza alcun serio correttivo, senza una parvenza di controllo e di verifica delle operazioni. Si tratta di un tentativo di smantellare lo Stato e gli Enti locali, dando molti contentini a dirigenti e politici che amministrano pro tempore e che hanno tutto l’interesse a trarre da una gestione privatistica il massimo vantaggio possibile per sè. Si tratta di un disegno che viene da lontano, che viene dall’alto e che trova referenti in campo internazionale. Non mi convince per niente. C‘è sotto una logica trasversale che giunge fino a questa Lanzillotta che fino a poco tempo fa era sconosciuta sul piano politico nazionale. C‘è una linea continua, stesso disegno…trasversale? Non mi convincono affatto i fuatori di questo disegno che sono di destra (ma qui te lo aspetti) e di Sinistra (qui te lo aspetti un po’ meno, ma anche Bassanini, D’Alema, Letta, Bersani, Burlando ecc. ecc.hanno fatto la loro parte) Occorre studiare a fondo questo problema, inchiodare questa gente alle loro responsabilità e combattere a fondo questo disegno che sta riducendo lo Stato a brandelli.#3 · Paolo Dell'Unto
18 maggio 2007, 02:44 Osservo con piacere che c’e’ una rinnovata sensibilita’ riguardo alle liberalizzazioni che tende a sancire che non vale l’uguaglianza pubblico=inefficiente. Sommessamente osservo che non e’ poi cosi’ vero che le privatizzazioni sono una bandiera della destra…chi lo dice rischia di fare un piccolo autogol al governo di cui fa parte. Polemiche a parte occorre pero’ affrontare le questioni in maniera organica, non ci si puo’ limitare ad atti di fede per cui pubblico e’ bello e privato e’ brutto: la realta’ e’ che affinche’ la gestione pubblica possa ascendere a livelli di servizio appena accettabili bisogna rivedere le regole della gestione del personale (penso alle proposte di Piero Ichino sui fannulloni) ed avviare un grande dibattito con il sindacato per evitare, come succede oggi, la tutela aprioristica del lavoratore indipendentemente dal merito delle questioni. Saluti#4 · Meconi Luigi
18 maggio 2007, 07:04 Avevo scritto la nota qui sotto quando mi è giunta una Email da cui si deduce che anche per Piazza Affari, pur dopo gli ultimi ‘accordi’ Lanzillotta-Rifondazione, l’acqua resta merce: “”“”“”“”“”“”“”“ Care, cari, ho letto i vari articoli segnalati da Fabrizio…. volevo segnalare che oggi (16.05.07) le notizie provenienti dalla borsa di Milano in rif. alle azioni delle società che gestiscono il Servizio Idrico Integrato segnano un rialzo preoccupante: + 9 % !! Saluti Christian Cicala “”“”“”“”“”“”“”“”“”“”“”“”“”“”“ ——- Original Message ——- From: Luigi Meconi To: FABIO MUSSI ; Pietro Folena ; Paolo Cacciari ; Giovanni Russo Spena Cc: Magnaghi Alberto Firenze ; Petrella Riccardo ; Gabriele Polo ; Loris Campetti Manifesto ; Pierluigi Sullo Carta Sent: Wednesday, May 16, 2007 5:44 PM Subject: Lanzillotta continua a stupire – maggio 2007.doc SERVIZI PUBBLI LOCALI – LA LANZILLOTTA DOVREBBE SEMPLICEMENTE SMETTERE DI OCCUPARSENE – E’ MATERIA DEI COMUNI Ieri l’amico Pablo di Rieti mi comunicava l’intesa tra Lanzillotta e Rifondazione sul suo DDL 772/06. Che attiene a deleghe al Governo per la riforma dei servizi pubblici locali. Oggi su Il Sole 24 Ore altri dettagli. In prima: “Accordo sui servizi locali. Aumenta il peso pubblico”. A pagina 3 si legge: “Il ritorno delle municipalizzate – L’accordo Lanzillotta-Rifondazione recupera le vecchie aziende speciali”. L’amico Luca di “Lupus in fabula” di Pesaro mi telefona per dirmi: “Hai vinto, sono tornate le Aziende Speciali”. Scrivo sugli enti strumentali spesso in solitario da anni. Debbo però deludere sia Pablo che Luca. Oltre che gli amici di Rifondazione. Avendo letto che gli articoli 1 e 2 del DDL 772/06 sono passati, queste novità sul recupero di gestioni dei servizi pubblici locali o in economia o tramite Aziende Speciali, non mi spostano di una virgola sui miei precedenti scritti. Approdati all’accusa al Ministro Lanzillotta di mirare alla chiusura dei Comuni. Per il semplice fatto che i Comuni senza più beni comuni, o servizi pubblici locali gestiti con logiche universalistiche e non concorrenziali con nessun altro Comune, sono un non senso. Sono altro. Che fa più pensare al ritorno a feudi. E a guerre. Vedi i rifiuti in Campania. Si ricorda la vera e propria “lectio mirabilis” tenuta quest’anno da Matteo Gaddi (Prc) all’Università di Attac a Colli del Tronto su questo DDL 772/06. Fatta la storia sull’origine dei servizi pubblici locali gestiti tramite gli enti strumentali: Consorzi e Aziende Speciali, siamo al Governo Giolitti del 1903, concludeva dicendo che le Spa non sono altro che il ritorno a prima del governo Giolitti. Quando il godimento di certi servizi si aveva per censo. E per soldi. Per provare ciò Gaddi si è limitato a leggere l’articolo 1 del DDL. 772/06: “La presente legge provvede al riordino della normativa nazionale che disciplina l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali, al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori interessati economici interessati alla gestione dei servizi di interesse generale di rilevanza economica in ambito locale”. Gaddi chiuderà la sua “lectio” dicendo grossomodo: “Se si vuole restare coerenti con il carattere universalistico e ugualitario dei servizi pubblici locali il DDL 772/06 è semplicemente da respingere. Totalmente”. Analoga la posizione del prof. Alberto Lucarelli sugli elementi di incostituzionalità del DDL 772/06 in uno scritto apparso su Il Manifesto ai primi di marzo 2007. Tornando all’accordo Lanzillotta-Rifondazione destano forti dubbi più cose. Anzitutto che si mantenga questo articolo 1. Se si supera, come parrebbe, l’unica logica “concorrenziale”, non dovrebbe decadere, vedi l’articolo 117 Cost, anche la competenza legislativa dello Stato? Infine, non è strano che si parli delle sole Aziende Speciali, articolo 114 del Tuel, e non anche dei Consorzi, articolo 31 del Tuel? Chi non sa che l’Azienda Speciale, operando, a differenza del Consorzio, per conto del singolo Ente Locale, sarebbe inutilizzabile ad esempio per il Servizio Idrico Integrato di più Comuni? Si chiude invitando i non pochi teo-liberisti nostrani, di destra, di centro e di sinistra, e anche la Confindustria nostrana sempre più neo-feudale, ad andare a leggere a pagina 8 de Il Sole 24 Ore odierno: “Germania. Accordo nella grande coalizione su un maxistanziamento di Governo, Regioni e Comuni – Berlino triplica gli asili nido – Dodici miliardi di euro in sei anni per passare a 750mila posti”. Nel commento: “Il piano fortemente voluto dal ministro (democristiano) per la Famiglia Ursula von der Leyen …”. Sanno i nostri, tutti per carità difensori della famiglia, che se passasse il DDL 772/06 Lanzillotta, una tale operazione in Italia non sarebbe più possibile? Per violazione del Trattato Ue sulla libera concorrenza. Altidona 16 maggio 2007 – Luigi avv. Meconi (segretario comunale in disponibilità?#6 · Vincenzo Gaudiano
18 maggio 2007, 18:35 Apprezzo il contenuto dell’articolo per la volontà espressa di fare fronte all’ideologia liberista in tema di servizi pubblici locali. Ritengo però, sulla base delle competenze maturate in questo settore che, se il ddl sarà nella sua veste definitva come leggo nell’articolo, c‘è ben poco da rallegrarsi. Pongo il tema del rapporto tra “vecchie Aziende municipalizzate o speciali” e “nuove spa pubbliche”, vorrei quindi eccepire a Russo Spena e a Manna che non si può ragionare come avremmo fatto quindici o venti anni fa. E’ da tempo avvenuto nel campo delle utilities e multiutilities pubbliche una trasformazione, anche a seguito della legislazione nazionale (vedere ,ad esempio, il decreto legge Letta del 2000 n. 164) che ha portato tante aziende speciali a trasformarsi in SpA. E non solo a causa della legislazione nazionale, ma anche del fatto che la trasformazione in Spa dava la possibilità di uscire fuori comune, procedere in modo veloce alle agggregazioni, far fronte alla necessità per le aziende pubbliche di recuperare produttività e ottimizzare sui costi gestendo bacini più ampi sia per quanto riguarda la possibilità di aggregazioni verticali che orizzontali. La storia è andata avanti così. Siamo oggi a questo, non ad altro. Pensare quindi ad un ritorno alle vecchie municipalizzate è una teoria, bella, ma una teoria senza alcun riscontro nella situazione pratica. Se trovasse spazio nella legge di riforma dei servizi pubblici locali comporterebbe paradossalmente l’uscita dal mercato delle aziende pubbliche non più capaci di gestire servizi comune per comune e precostituirebbe uno scenario di ingresso del privato che, fatto uscire dalla finestra, rientrerebbe trionfalmente dalla porta principale. Vorrei fare qualche esempio per dare concretezza a questo ragionamento, concretezza che manca spesso alla politica. Nel settore della distribuzione del gas, ad esempio. Qui, dove proprio il decreto Letta ha dato pessima prova di se, siamo ad una situazione che vede tutti i gestori pubblici divenuti spa, con un processo di aggregazione molto avanzato al centro nord, in ritardo al sud. L’aggregazione diviene però esigenza imprescindibile, sopratutto per le aziende pubbliche, per far fronte ad una tariffa che, in assenza di investimenti, scende ogni anno di circa il 3%, come disposto dall’Autorità per l’Energia, per far fronte ad un costo del lavoro tenuto scandalosamente più alto per le aziende pubbliche. Per adesso non valgono per le aziende pubbliche gli interventi sull’IRAP e sul cuneo fiscale del governo Prodi (qualcuno glielo potrebbe anche dire a Montezemolo quando lamenta i presunti favoritismi di cui godono le spa pubbliche). E tutto ciò in presenza di standard di qualità e sicurezza nella gestione delle reti che vedono le aziende a proprietà pubblica capaci di performances nettamente superiori a quelle private. Occorrerebbero quindi in tema di servizi pubblici locali, ragionamenti più precisi, più concreti, meno, chiedo scusa per la parola un po’ pesante, demagogici. Una sinistra rinnovata non potrà che coniugare valori idealità e competenze. Vincenzo Gaudiano Presidente ENAM SpA#7 · Paolo
18 maggio 2007, 18:53 VICINO A FIRENZE SLLA STRADA PER MONTE MORELLO C’E UN EX OSPEDALE OCCUPATO DA CHI NON HA CASA FIN DA GIUGNO 2006,CI ABITANO 350 PERSONE CON 65 BAMBINI.VIVONO CO DIGNITA’.LO SPAZIO PUBLCO GESITO DAL ASL DI SESTO FIORENTINO VUOLE VENDERE A SPECULATORI,IL GIRO DI SOLDI E IMPORTANTE MA NESSUNO PARLA DI CHI VIVE IN QUEL POSTO COME FOSSERO FANTASMI,PER PORTARE UN SEGNO DI CONSDERAZIONE CHI VUOLE I GIORNI DI FESTA ORGANIZZANO DELLE OTTIME MERENDE.SPERO CHE APRILE MANDI UN GIORNALISTA A INTERESSARSI DELLA VICENDA.L’INDIRIZZO E’.EX OSPEDALE LUZZI VIA MONTE MORELLO.SI TROVA VICINO A PRATOLINO.form di registrazione al sommario
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#1 · Leftist
17 maggio 2007, 23:54 Ottimo lavoro compagni. Inquieta la logica privatista e ultraliberista che informa l’azione di esponenti del futuro Pd. Bisogna controllarli da vicino.