Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 12:42
Family day, "preti sì, vescovi no"
Emiliano Sbaraglia, 03 aprile 2007, 18:58
Continua la marcia di avvicinamento al 12 maggio, mentre dopo la scritta apparsa a Genova, al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, viene assegnata una tutela non meglio specificata
"Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all'incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? Perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali". Così parlò Bagnasco, il capo della Cei riuscito nell'impresa di mescolare nello stesso minestrone i Di.Co. e la pedofilia, l'incesto e il senso comune.
Reazioni scontate in questi giorni da parte del mondo politico laico; ma la scritta sul portone della cattedrale di S. Lorenzo di Genova ha fatto scattare l'allarme. Quel "Bagnasco vergognati", evidentemente riferito alle ultime dichiarazioni del monsignore, ha messo in moto la quasi totalità del mondo politico di parte cattolica, dal vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini, che addebita le motivazioni dell'attacco al "clima di inquisizione laicista" che si starebbe configurando nel nostro paese, al suo collega Maurizio Lupi, che parla di "clima intimidatorio da parte dei laici italiani", per arrivare all'aennino Riccardo Pedrizzi, pronto nell'individuare i "mandanti morali" della scritta nella sinistra laicista e anticlericale, legata ai "grandi media radicaloidi e molti esponenti del governo e della maggioranza".
Così, mentre Giulio Andreotti non trovava di meglio che proporre il "congelamento" dei Di.Co per almeno sei mesi, il tempo secondo lui necessario a ristabilire le regole per un confronto pacato e civile tra le parti contrapposte, il ddl arriva in Commissione Giustizia al Senato, introdotto dalla relazione del presdiente Cesare Salvi.
Sul fronte "Family day" arrivano le dichiarazioni del segretario generale, mons.Giuseppe Betori, che conferma l'allarme lanciato da Bagnasco sulle cosiddette "derive etiche", e difende le dichiarazioni del presidente della Cei, affermando nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede di Radio Vaticana che Bagnasco "non voleva mettere tutto su uno stesso piano. Quel che dispiace è che nel dibattito non si è fatto riferimento alla fonte ma ad una agenzia di stampa, anzi, al titolo di una agenzia di stampa". I soliti giornalisti che travisano la verità, insomma. Tra severi ammonimenti e annunci di nomine (don Domenico Pompili nuovo portavoce Cei, mons. Mauro Rivella nuovo sottosegretario), da Betori giungono anche accorgimenti e linee-guida da seguire in vista del 12 maggio.
La macchina organizzativa per la manifestazione promossa dalle associazioni cattoliche è in pieno fermento, ma rischia di arenarsi subito causa scarsità di fondi, a tal punto che in una nota del Forum delle Famiglie si viene a sapere che esiste la possibilità di sostenere "anche economicamente" la realizzazione di quello che viene definito un "grande evento a sostegno e difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio, secondo il dettato costituzionale". A seguire gli estremi del credito bancario e conto corrente di riferimento. E non finisce qui, perché la nota prosegue avvertendo che, nel caso si rendesse necessario, il Forum delle Famiglie non trascurerà la possibilità di ricorrere a "un meccanismo di indebitamento, pur di realizzare una manifestazione che viene giudicata strategica per il futuro della famiglia in Italia. Quella famiglia -si conclude nel testo-che è fondata sul matrimonio ed è aperta all'accoglienza dei figli".
Dulcis in fundo, il segretario dei vescovi ricorda a quest'ultimi che sarà loro vietata la piazza nel giorno fatidico, mentre i parroci potranno tranquillamente manifestare, perché "la parrocchia - ha spiegato - non è una realtà privata del clero, la loro partecipazione al Family Day dipende da come si organizzeranno al loro interno", assicurando che "certo alcuni parroci vorranno esserci". L'iniziativa gode comunque, ha ricordato Betori, dell'appoggio della Conferenza episcopale italiana, che a sua volta poggia sul consenso pontificio. Tutto a posto, dunque...
Intanto il prefetto di Genova Giuseppe Romano, al termine di un coordinamento delle forze di polizia, ha spiegato che si è parlato delle misure da adottare in occasione delle festività pasquali per proteggere monsignor Bagnasco, ma non ha voluto in alcun modo specificare se la "misura tutoria" annunciata si concretizzi in una vigilanza, in una tutela o in una scorta. Che, nel caso, sarebbe messa geltimente a disposizione dallo Stato (laico) italiano.
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#2 · Mario L
03 aprile 2007, 22:58 Io sono contento delle ultime posizioni della chiesa. Mi sembra chiaro che i DiCo non saranno mai approvati non per Bagnasco, ma per Mastella e Binetti. Però la chiesa sta facendo di tutto perchè in italia, finalmente, si sviluppi un sano sentimento anticlericale. Anche l’ultima uscita di Betori, mi sembra fantastica. Ora in ogni parrocchia si divideranno fra i fedeli che passivamente seguiranno i propi parroci e fedeli che svilupperanno un’avversione chiara per il proprio parroco. Neanche un’armata di convinti Comunisti avrebbe potuto raggiungere un risultato così eclatante. Forza Betori, Forza parroci. Create divisioni fra i vostri fedeli e fra qualche anno tirate le somme della vostra politica fallimentare. Io al family day ci andrò, ma per portare la mia famiglia, diversa da quella che pensano Bagnasco, Bene(?)detto XVI, e Betori.#3 · RazionalMENTE.net
03 aprile 2007, 23:50 La Chiesa è piena di pedofilia e la Bibbia è piena d’incesto fin dai giorni di Adamo ed Eva i cui figli si accoppiarono tra di loro o con i propri genitori, non si sfugge.#4 · Marcello Marani
04 aprile 2007, 05:54 Mi sembra più che giusto, che come succede nelle guerre in prima fila ci vadano soldati e graduati di truppa mentre i generali stanno molto al sicuro nelle retrovie. Ora che l’esercito del Paparazzo ha per comandante un generale, si ripete la manfrina dell’armatevi e partite. Però mi nascono due dubbi in quanto, a sfilare per difendere la famiglia ci sono anche tanti, i preti e suore, che per ordine del Pastore Tedesco la famiglia non se la possono fare e vuoi vedere che surrettiziamene tanti preti e suore sfilano nella speranza che si abolisca il celibato ecclesiastico, ed il secondo dubbio, perchè se partecipano putacaso il Kaimano, Calderoli, Fini e Casini e tutta la banda del buco dei berlusconidi fedigrafi e concubini, quale famiglia intendono difendere, la uno o la due? www.iltravaglio.it#5 · RazionalMENTE.net
04 aprile 2007, 08:58 La famiglia “tradizionale” non ha alcun bisogno di essere difesa perché in primo luogo non è in pericolo, in secondo luogo non la si difende con le manifestazioni, chi vuol sposarsi in Chiesa come “Dio comanda” può sempre farlo, nessuno glielo impedisce. E’ fin troppo chiaro che tale manifestazione fascista ha come vero obiettivo l’intimidazione nei confronti dei gay affinché se ne stiano buoni e vuol ribadire che ad essi non è concesso alcun diritto. Mi chiedo se ci saranno anche le croci infuocate del Ku Klux Klan.form di registrazione al sommario
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#1 · Marcello Marani
03 aprile 2007, 20:14 Domenica ho assistito al minuetto tra l’Annunciazione, pardon l’Annunziata, il sosia in carne ed ossa, della più convincente ed incisiva Guzzanti, che ha dimostrato il massimo dell’ardire, chiedendo chiarimenti sul “Date a Cesare ecc.”, mentre chiunque altro non quotato editorialista ma semplice persona di buon senso e con la schiena dritta, gli avrebbe per lo meno chiesto, se anche i Gay devono essere compresi o no tra il nostro prossimo da rispettare ed amare; se è venuto meno il comandamento della misericordia e del perdono; se, come, da chi, e quando, sia stato abrogato il “libero arbitrio”, ma invano. Inoltre visto che qualche chierichetto in vena di scherzi e per suscitare l’indignazione dei teocon d’assalto, si è premurato di scrivere, volando in soccorso al Generale Crociato, “Bagnasco vergognati”, sarebbe bene che per par condicio, e magari mettendoci sopra un carico da 11, le associazioni dei Gay si scrivessero lettere minatorie e facessero scrivere sui portoni delle loro associazioni, “Gay vergognatevi”, oppure “La famiglia è sacra” o peggio “A morte i gay” e via contumeliando, offendendo e minacciando. Così potrebbero suscitare uno tsunami di solidarietà contro il clima di violenza suscitato nei loro confronti dalle improvvide e infamanti accuse del Generale e non solo pareggiare il conto ma superare il Generale nella richiesta di sostegno e di indignazione popolare. E ripeto anche qui il rovello che mi rode l’animo: “Come mai pur dall’opposizione, riuscimmo a fare approvare e confermare divorzio ed aborto, ed ora dalla maggioranza con questo “sgoverno”, non riusciamo a uscire non dico dalla palude dei Pacs, ma neppure di quella dei Dico? Non sarà per caso che per i diritti civili siamo tornati indietro di almeno mezzo secolo? Prodino per favore rispondici tu! www.iltravaglio.it