Gli sponsor di Veltroni
Riccardo Troisi*, 16 marzo 2007, 18:17
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Pubblichiamo l'articolo che sarà in edicola il 17 marzo con il settimanale "Carta". Nonostante regolamenti e impegni il comune di Roma accetta soldi poco etici
Nonostante il Regolamento sulle sponsorizzazioni lo vieti espressamente, il Comune di Roma continua ad avvalersi di sponsor poco "etici" per finanziare alcune iniziative pubbliche di grande rilevanza. L'ultima grave conferma l'abbiamo avuta quando sono stati resi noti gli sponsor della Maratona 2007 promossa dal comune il prossimo 18 marzo. Tutti marchi che offrono poche garanzie di soddisfare i requisiti previsti dal Regolamento: alcune di quelle aziende sono coinvolte nella produzione di armi o nel sostegno finanziario al commercio di armi, di pubblicità ingannevoli, in violazione dei diritti dei lavoratori ed altri comportamenti certo non etici, soprattutto ne Sud del mondo.
Con il Regolamento, approvato nel novembre del 2004 dopo una forte mobilitazione della società civile romana, il comune di Roma si impegnava a scegliere gli sponsor non solo in base alla convenienza economica ma anche tenendo conto del rispetto, dei diritti umani, di quelli dei lavoratori e dei danni all'ambiente. Sembrava di fosse riusciti a trovare un percorso serio ed efficace per sperimentare un modello collettivo di "consumo critico", in grado di avvertire le imprese sulla inaccettabilità dei loro comportamenti, specie quelle che utilizzano "vetrine pubbliche" per ripulire la propria immagine, sostenendo sempre più le finanze degli enti locali ridotte all'osso per i tagli operati a livello nazionale.
Nonostante l'apprezzabile sforzo del Comitato etico, istituito per esprimere pareri sulla condotta delle imprese che si propongono come sponsor, molti sono stati gli accordi non sottoposti al vaglio del Comitato, e certo non solo a causa della mancanza di una struttura adeguata di supporto o di lentezze burocratiche.
Sta di fatto che in un anno e mezzo di lavoro il Comitato etico ha potuto produrre solo 14 pareri, l'ultimo dei quali risale a nove mesi fa, come si ricava dalla documentazione pubblicata sul sito del comune. E' evidente che le sponsorizzazioni accettate dal comune sono state in quest'anno e mezzo ben più di quel numero e che ce ne sono state di importanti anche negli ultimi mesi, a partire da grandi eventi come l'Estate romana, la Notte Bianca e il Festival del Cinema.
Ecco alcune imprese che sono sfuggite al vaglio del Comitato etico: Mc Donald's, Acea, Pepsi, Nestlè (che ha sponsorizzato eventi dell'estte romana), Nike e altre aziende del settore tessile che hanno sponsorizzato maratone ed eventi sportivi, Finmeccanica, per la quale è obiettivamente difficile sostenere che non produca e commerci armi, Eni (che compare tra gli sponsor della Notte Bianca), Daimler Chrysler (che produce armamenti anche nucleari attraverso le sue partecipate Eads e Mbda). Inoltre gli sponsor principali del comune di Roma sono certamente le banche tesoriere e banca di Roma e Bnl figurano rispettivamente al primo e al settimo posto nella classifica delle cosiddette "banche armate", nella relazione 2006 prevista dalla legge 185/90 che controlla le esportazioni di armi.
Intanto le organizzazioni che lavorano sul consumo critico e l'economia solidale a Roma hanno creato un Osservatorio popolare permanente su imprese e diritti umani (sul sito www.osservatorioimprese.org è possibile trovare le schede critiche di molte di queste imprese) per far sì che una società civile sempre più documentata e organizzata possa tenere alto il livello di attenzione e di mobilitazione. Il sindaco e il consiglio comunale sono chiamati ad intervenire subito perchè l'immagine solidale della città, che si sta cercando di costruire, sia sostenuta da impegni e pratiche di cambiamento. Altrimenti si rimane nella politica degli annunci.
*Dal settimanale Carta n.10
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#2 · noncredoproprio
16 marzo 2007, 22:45 Marcello sottovaluta il sindaco buono con le sue argomentazioni giustificazioniste. No caro Marcello Walter sceglie bene i sui collaboratori, pensa che nell’ufficio stampa ci ha messo ilaria capitani del tg3 e un ex radio rai. Non ci provà nemmeno a dire che lui non sa…form di registrazione al sommario
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#1 · Marcello Marani
16 marzo 2007, 18:54 Ma già circa un paio di millenni fa un’altro celebre concittadino predecessore di Walter non pronunciò la famosa frase: “Pecunia non olet?” Conoscendo la correttezza e rettitudine di Walter, vorrei però metterlo in guardia sul fatto che nel suo entourage, non ci sia qualcuno che applica il più moderno “Franza o Spagna , purchè se magna”. E ricordi che Trilussa scriveva: “ Attila, er Re più barbero e feroce, strillava sempre: – Dove passo io nun nasce più nemmeno un filo d’erba: so’ er Fraggello d’Iddio! – Ma, a l’amichi, diceva: – Devo insiste su l’affare dell’erba perchè spesso me so’ venuti, doppo le conquiste, troppi somari appresso.” Capito l’antifona? www.iltravaglio.it