Martedì, 06 Gennaio 2009 - Ultimo aggiornamento alle 18:21
Morti bianche dal nord al sud
Emiliano Sbaraglia, 12 marzo 2007, 19:29
A Padova e Crotone le ultime due vittime, dall'inizio dell'anno sono già quasi 200 quelle sul lavoro. Una vergogna sociale, spesso coperta da silenzi e omertà
Le cifre sono impressionanti: 185 morti, 185.224 infortuni, 4.630 invalidi.
Sono i dati relativi ai primi due mesi dell'anno 2007, dati che purtroppo devono essere aggiornati ogni giorno.
Un morto e tre feriti, di cui uno molto grave, è infatti il bilancio ancora parziale di un'esplosione accaduta nel pomeriggio di lunedì nella Fonderia Anselmi di Camposampiero, in via Ippolito Nievo a Padova. La vittima è un operaio di una ditta esterna, che stava effettuando un intervento di manutenzione nell'altoforno all'interno della fonderia. Un altro lavoratore è gravissimo ed è stato trasportato in elicottero all'ospedale di Padova.
Gli altri due feriti sono stati trasportati all'ospedale di Camposampiero in condizioni meno gravi.
Un altro incidente mortale sul lavoro è avvenuto a Petilia Policastro, in provincia di Crotone, dove un 23enne, Pietro Nicolazzi, è stato travolto da una trattrice agricola che stava cercando di riparare nell'azienda olearia di famiglia, in località Foresta. Sembra che la benna del mezzo abbia ceduto, schiacciando il giovane e uccidendolo sul colpo.
Torna alla mente "La Ballata di Giuliano", il titolo di una inchiesta televisiva di qualche anno or sono sulla strage quotidiana, nascosta, eppure a portata di mano di lavoratori, uomini e donne di ogni età. Si trattava di un viaggio in Italia da nord a sud, nel mondo vergognoso delle morti bianche, che uccideva lavoratori considerandoli pezzi di ricambio di un ingranaggio perverso e impunito. Era il 2000 e di lavoro si moriva. Oggi, come ieri, di lavoro si continua a morire. E (come questo articolo) basta un trafiletto sul giornale, una dichiarazione di circostanza, l'attenzione di un momento. Poi tutto sembra finire lì, tutti sembrano tornare a posto con la propria coscienza.
Si parla di morti bianche associandole a esistenze spezzate, a vite bruscamente e drammaticamente interrotte, ma si deve pensare non soltanto a chi muore: nella morte di queste persone vengono infatti coinvolte le vite dei genitori, delle mogli (o mariti), dei figli, privati senza motivo di un'esistenza a loro vicina.
Le morti bianche sono dunque le morti della vergogna, di crimini quasi sempre impuniti, e l'elenco di lavoratori morti si gonfia quasi sempre nel silenzio, andando a riempire gli almanacchi di armadi nascosti. Si potrebbe descrive un percorso, lungo il nostro Paese, nel quale si snoda una invisibile "spoon river" di caduti in nome del lavoro, nelle fabbriche come nei laboratori, nei campi come nei cantieri, e in molte altre realtà produttive di ambiti diversi, dove soccombono uomini e donne. Quelle donne spesso menzionate molto meno dell'altro sesso, e ricordate fuggevolmente soltanto l'otto marzo, o giù di lì.
Nel frattempo i dati crescono, giorno dopo giorno. Ma concretamente restano soltanto numeri, freddi e gelidi proprio come la morte, che stavolta è arrivata a Padova e Crotone: dal nord al sud, senza guardare in faccia nessuno, se non il volto delle sue vittime.
L'impegno, a partire da chi scrive, dovrebbe almeno essere quello di non abbandonare mai la lotta, ognuno con i propri strumenti quotidinai, per migliorare una realtà tanto sconvolgente quanto inaccettabile
Versione per la stampa
Commenta questo articolo
Feed dei commenti di questo articolo
Commenti
Nota Bene:
Aprileonline.info è uno spazio di informazione libero e aperto, creato per instaurare un confronto diretto sui temi proposti ogni giorno. La redazione di Aprileonline.info ha scelto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Tuttavia, nel ribadire che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso Aprileonline.info potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi, la redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non inerenti all'articolo
- messaggi
anonimi o con indirizzo email falso
- messaggi
pubblicitari
- messaggi offensivi o che contengano
turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o
sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una
violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla
violenza, diffamazione, ecc.)
Al fine di limitare al massimo un uso distorto della libertà di commento da oggi 17/04/2008 sarà obbligatorio inserire oltre al nome e cognome anche la e-mail di riferimento.
In ogni caso, la redazione di
Aprileonline.info si riserva il diritto di cancellare messaggi e commenti
giudicati non idonei in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio.
#3 · giuseppe
19 dicembre 2007, 22:12 assai irregolari, questo per garantire e proteggere chi come me vuole che la sicurezza si osservi in regime di concorrenza leale, onde evitare che Io per la sopravvivenza della Mia Ditta e della Mia famiglia sia garantita, tanto altro vorrei dire, mi piacerebbe che mi rispondeste e che mi aiutaste a far sentire il mio grido di aiuto. saluti giuseppeform di registrazione al sommario
e clicca su invia.
Se già sei registrato al sito fai il login
Gli articoli di oggi
Torni il movimento per la pace
Paolo Nerozzi, Vincenzo Vita
Gaza, lettera aperta ai politici italiani
Luisa Morgantini*
53 miliardi di fabbisogno. Chi paga?
Stefano Olivieri
Napoli, schiarita sulla giunta
Monica Maro
La Lega frena Berlusconi
Frida Roy
Liberazione non è di Sansonetti
Renzo Butazzi
La difficile strada per la questione palestinese
Giuseppe Quaranta*
E' possibile far tacere le armi?
Pino De Luca
Siamo tutti Gazaoui
Giustiniano Rossi, da Parigi
La mia vita disegnata male
Renzo Francabandera
Internet sotto tiro
Carlo Gubitosa*
Merry Crisis and Happy New Deal!
Orione Lambri



#1 · giuseppe
19 dicembre 2007, 22:02 sono un piccolo Imprenditore edile, mi occupo di ristrutturazioni di edifici di civile abitazione (manutenzioni ordinarie e straordinarie, quanto letto nell’articolo è davvero agghiacciante e certamente non dico niente di nuovo, i miei sforzi per osservare la sicureszza nei miei piccoli cantieri sono enormemente pesanti e le mie giornate lavorative si limitano soltanto nel dividere il denaro del mio lavoro ai miei collaboratori, sì mi piace chiamare così quelli che tutti invece definiscono Operai. opero in Sicilia in provincia di Siracusa è posso garantire che la concorrenza dei miei colleghi è spietata,