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Casson: ''La riforma Mastella è un buon inizio''
Marzia Bonacci, 08 marzo 2007, 17:23
Interviste
Via libera dal Cdm al ddl che modifica la riforma dell'ordinamento giudiziario approvata dal centrodestra durante la scorsa legislatura. Tra le innovazioni previste, la separazione delle funzioni fra le due carriere, ma anche nuovi criteri di accesso al settore. Ne parliamo con Felice Casson, senatore Ds e magistrato
"L'ascia di guerra della politica verso i magistrati è stata deposta". Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha usato toni concilianti ed espresso soddisfazione dopo il via libera del Consiglio dei ministri al ddl che modifica la riforma dell'ordinamento giudiziario approvata dal centrodestra durante la scorsa legislatura. Una riforma, quella del guardasigilli, che prevede la separazione delle funzioni dei magistrati ma non quella delle carriere (di giudice e di pubblico ministero); che stabilisce che per l'accesso al concorso gli aspiranti magistrati siano non solo muniti di laurea, ma anche dell'abilitazione forense o della pratica di giudice di pace; e che slega fra loro promozione e progressione economica nel settore. Un progetto che però è ancora al centro del dibattito politico e che ora dovrà iniziare il suo iter di approvazione istituzionale. Di questo abbiamo parlato con Felice Casson, senatore dei Ds e magistrato.
Nell'ultimo Consiglio dei ministri il responsabile del dicastero della Giustizia ha presentato il suo progetto di riforma del settore. Ti sembra un provvedimento condivisibile?
Partirei da un'osservazione di carattere generale, cioè che nel corso della precedente legislatura si era creata una frattura difficilmente sanabile fra potere politico e magistratura, una frattura che oggi con la proposta del ministro Mastella viene sanata, anche negli aspetti più spinosi e controversi che ora si incamminano verso una risoluzione. La proposta del ministro è infatti un punto di partenza assolutamente positivo che nel confronto parlamentare potrà anche essere migliorata.
Il nodo centrale su cui si è concentrata la discussione e la polemica è quello della separazione delle carriere in magistratura, che però non è prevista nella riforma di Mastella...
Si, questo è il punto fondamentale. La riforma parla di separazione delle funzioni, che viene affrontata per altro in modo equilibrato visto che non si favorisce un trasferimento semplice ed immediato, ma si stabilisce che per passare dall'esercizio della funzione di pubblico ministero a quella di giudice esistano alcune barriere significative, che imporranno al magistrato in trasferimento un adeguamento professionale e culturale. L'idea invece di separare in modo netto e originario le due funzioni mi sembra controproducente: non si può obbligare in maniere rigida a scegliere fin dall'inizio una funzione al posto di un'altra, perchè è solo con la pratica che un magistrato può testarsi e stabilire se è più portato per la funzione inquirente o giudicante. Le limitazioni ci devono essere ma non possono essere rigide e assolute.
Ma nel programma elettorale non si parlava di separazione delle carriere?
No. Il punto è che si entra in magistratura come magistrati, secondo quella che è l'impostazione della Carta Costituzionale che stabilisce l'uguaglianza dei magistrati fra loro, diversificandosi solo per le funzioni svolte, ma riconosciute come paritetiche. E' solo in un secondo momento che possono scegliere quale funzione svolgere, che può essere quella dell'organo dell'accusa o di quello giudicante. Per il passaggio, con la riforma Mastella, sono previsti dei meccanismi tutt'altro che blandi, come per esempio quello che prevede che un magistrato non possa esercitare il ruolo di giudice nel distretto dove abbia esercitato quello di pubblico ministero, o viceversa.
Eppure Emma Bonino, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Ferrero si sono dimostrati scettici in occasione del Cdm...
Sono posizioni che fra loro si diversificano e non possono essere accorpate: i radicali vogliono infatti, da sempre, la separazione netta delle carriere, che però non fa parte del programma del centrosinistra anche se loro possono sostenere di non averlo firmato e lottare in senso contrario; mentre le contestazione dell'Idv, dei Verdi e del Prc hanno un altro valore e potranno essere superate, come testimonia comunque il loro voto favorevole alla riforma Mastella in occasione del Consiglio dei ministri.
Un'altra innovazione riguarda i titoli per partecipare al concorso in magistratura, per cui si dovrà avere, oltre alla laurea, o l'abilitazione forense o la pratica da giudice di pace. Ti sembra positivo?
Il concorso per entrare in magistratura è sempre stato serio e difficile, comunque ogni ulteriore scrupolo credo sia da condividere.
Altro aspetto innovativo riguarda lo sganciamento delle promozioni dalla progressione economica...
Questa è un'indicazione che va verificata nel contenuto delle singole norme per evitare l'illegittimità costituzionale, però è sostanzialmente positiva. Come anche la limitazione delle funzioni direttive a quattro anni prorogabili. Tra l'altro, diversi di questi punti contenuti nella riforma, fra cui anche la temporalità delle funzioni direttive, sono da anni sostenuti dalla magistratura e in parte dalla stessa avvocatura, perchè tendono a responsabilizzare i magistrati evitando che si creino piccoli regni all'interno di qualche ufficio. Del resto, quello del magistrato è un ruolo molto delicato.
Gli avvocati hanno già annunciato tre giorni di sciopero...
Era scontato perchè se sostengono la separazione assoluta delle carriere, questa proposta non può che scontentarli. Facciano anche il loro sciopero, il Parlamento farà il suo percorso. Io sono ottimista e credo che la riforma sarà approvata perchè non è un progetto assolutista, ma al contrario risponde ad indicazioni di funzionalità nella gestione delle carriere, visto che il sistema dei concorsi previsto dalla riforma Castelli era assolutamente non condivisibile dato che faceva dei magistrati degli addetti a ‘concorsificio' senza selezione accurata.
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#1 · bellavita
09 marzo 2007, 09:59 che piaccia a Casson, questa specie di Sgarbi dei ds, mi conferma che era meglio il testo di Castelli. Se non altro Casson non sarebbe mai stato candidato nella sua circoscrizione giudiziaria,il che è un pericolosissimo intreccio tra poteri. Ma piace tanto ai ds, che infatti con questi candidati aumentano i loro voti a dismisura…