Altroconsumo: il bluf delle liberalizzazioni
23 febbraio 2007, 18:44
L'inchiesta
Altroconsumo ha condotto la prima inchiesta sul provvedimento Bersani in merito al servizio dei taxi. Il bilancio è negativo: sono ancora pochi e le loro tariffe spesso non risultano trasparenti
Taxi introvabili e attese lunghissime, centralini intasati, tariffe poco trasparenti, anticipi ‘sospetti' sull'ora indicata dal radiotaxi, in qualche caso persino conducenti che parlano al cellulare senza usare l'auricolare. E' questa la fotografia scattata dall'associazione Altroconsumo ad alcune settimane dall'avvio delle liberalizzazioni approvate con il "pacchetto Bersani", nel quadro di una inchiesta condotta in dieci città italiane sul servizio taxi. Un giudizio inclemente che non lascia molto spazio alla speranza: "non si vede alcun beneficio concreto", ha infatti sostenuto l'associazione, che oggi ha reso pubblici i risultati della sua indagine.
Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino erano le città prese in esame e per le quali "c'è poco da essere soddisfatti", spiegano gli autori della ricerca, che evidenziano anche come "il servizio è distribuito in modo irregolare nelle città, la qualità non è sempre adeguata, le licenze hanno costi esorbitanti, le tariffe sono alte". Il numero dei taxi per abitanti risulta inoltre ancora inadeguato: 2,1 per mille a Roma e 1,6 a Milano contro 9,9 a Barcellona o 8,3 di Londra.
Anche i tempi morti trascorsi nei parcheggi sembrano non essere soddisfacenti, soprattutto perchè l'inadeguatezza non viene denunciata per principio, ma sperimentata nella concretezza del servizio. Nel corso di un monitoraggio di sei ore nei parcheggi taxi delle dieci città considerate, sono stati rilevati tempi di attesa lunghissimi: 82 minuti a Bologna, 78 a Firenze, 70 a Milano, 60 a Roma.
Le attese non sono il solo inconveniente. Diciannove taxi sui 45 chiamati dagli operatori di Altroconsumo sono arrivati con un costoso anticipo superiore ai cinque minuti, costoso perché conteggiato dal tassametro. I casi peggiori a Cagliari e a Roma, dove questa ‘eccezione' si è trasformata in regola. Mentre la maggiore precisione sull'orario è stata riscontrata a Bari e a Bologna. Anticipi e altre circostanze possono far sì che quando il cliente sale a bordo del taxi abbia già prima di partire fino a 10 euro di addebito.
C'è poi il capitolo costo e monitoraggio. Nel 30% dei casi Altroconsumo ha rilevato tassametri poco visibili, tariffari non esposti, tariffe applicate in modo poco corretto. Inoltre nel caso della prenotazione telefonica diversi tassisti applicano supplementi o maggiorazioni non previsti dal tariffario. Si tratta di situazioni riscontrate soprattutto a Bari (20 casi su 23) ma anche a Cagliari e Firenze. A Bologna rilevata la maggiore correttezza su tassametri e tariffari.
Le tariffe meno care sono state rilevate a Napoli, seguita da Bari e Bologna. Cagliari è la città più cara: si spende il 26% in più rispetto a Napoli. Tariffe alte anche a Genova e, limitatamente alle corse feriali, a Torino e Roma.
Il tariffario fisso che riguarda alcuni tragitti (i collegamenti tra centro, stazione ferroviaria e aeroporto) appare ancora poco diffuso, essendo per il momento introdotto solo a Roma e Napoli. A Roma Altroconsumo ha riscontrato un'applicazione abbastanza regolare della tariffa da e per l'aeroporto, che è di 40 euro: in un solo caso la richiesta è stata di 60. Mentre a Napoli la tariffa fissa di 12,50 euro dall'aeroporto Capodichino alla stazione centrale è stata applicata correttamente solo cinque volte su 16.
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#1 · piccolapatria
24 febbraio 2007, 01:32 Afaik il decreto da ai comuni altri strumenti per migliorare il servizio dei taxi. Poi sta ai sindaci applicarli.